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Pio XII il Papa della Carità



Tu es Petrus,
et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam,
et portae inferi non praevalebunt adversum eam.
Et tibi dabo claves regni coelorum.
Et quodcumque ligaveris super terram,
erit legatum et in coelis;
Et quodcumque solveris super terram,
erit solutum et in coelis.






Quando morì, non lasciò niente a nessuno, perché non aveva niente.

“Pio XII amava concretamente e non a parole, tutti gli esseri umani soprattutto quelli che soffrivano. Questo amore lo spingeva a voler soffrire come loro, ad imporsi le stesse privazioni cui erano costretti.
Durante la guerra sapeva che molti uomini soffrivano la fame, ed egli si privava del cibo che avrebbe potuto avere in abbondanza.

Quando cominciarono i bombardamenti, molta gente restò senza casa e fu costretta a affrontare i rigori del freddo senza riscaldamento, con pochi vestiti in condizioni di grave indigenza. Pensando a quelle famiglie, Pio XII, durante la guerra, non volle che il suo appartamento fosse riscaldato. Aveva le mani e i piedi gonfi, pieni di geloni. Faticava a scrivere a macchina, a tenere la penna in mano, non stava bene di salute, ma non volle il riscaldamento.

Quando in Italia cominciò a scarseggiare lo zucchero e il caffè, mio zio smise di prendere caffè e fino al termine della guerra non bevette più una sola tazzina di caffè. Le scorte di zucchero e di caffè che c'erano in Vaticano e quelle che arrivavano, le mandava agli ospedali della città per gli ammalati.

In pubblico mio zio voleva sempre apparire perfetto, impeccabile.

Rappresentava la Chiesa, sentiva in modo elevatissimo il senso di questa suprema dignità.

Il suo comportamento e i suoi abiti, esteriormente, erano impeccabili come quelli di un sovrano. Ma in realtà egli era poverissimo.

Dopo la sua morte, scoprimmo che il suo corredo di biancheria era misero: aveva soltanto tre camicie, logore e rattoppate, alle quali cambiava spesso i polsini inamidati perché, quelli, si vedevano. Aveva due o tre paia di scarpe che faceva continuamente aggiustare e risuolare. Durante gli anni della guerra diede ai poveri tutto quello che aveva, tutto il denaro che riceveva.

Quando morì, non lasciò niente a nessuno, perché non aveva niente.

Come tutti hanno potuto constatare osservando le fotografie pubblicate dopo la sua morte, dormiva in una camera disadorna, su una branda di ferro.”

(Giulio Pacelli, nipote di Papa Pio XII)
Mercoledì 12 Marzo ore 16 Pontificia Università Lateranense
 Aula Paolo VI  
piazza  S. Giovanni in laterano 4 Roma  
PIO XII
Il Papa della Carità        

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