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Mons. Fellay: «Non taglieremo mai ogni legame con Roma»





Caro Signor Z [...] 


Grazie per la sua lettera che ho letto con attenzione al ritorno da un lungo viaggio apostolico nel mondo. La mia risposta alla sua domanda è molto semplice: non ascoltare queste accuse oltraggiose contro la Fraternità San Pio X e i suoi superiori. In mezzo a molte difficoltà, seguiamo la linea che ci ha dato il nostro venerato Fondatore, Mons. Lefebvre. Anche se riconosciamo le legittime autorità della Chiesa, noi non le seguiamo quando i loro insegnamenti non sono coerenti con la Tradizione.



Certamente, in pieno accordo con gli altri due vescovi della Fraternità. Non c'è né c'è mai stata alcuna intenzione da parte mia di « vendere » la Fraternità alla Roma modernista. Ma è vero che la situazione della nostra Fraternità nella Chiesa non è normale. Noi siamo cattolici e dovremmo essere riconosciuti come tali dalle autorità della Chiesa. Seguendo l'esempio di Mons. Lefebvre, non taglieremo mai ogni legame con Roma. Altrimenti, semplicemente cesseremmo di essere cattolici.
Allo stesso tempo, dal 13 giugno 2012, le nostre relazioni con Roma sono in certo modo bloccate. Infatti, Roma voleva obbligarci a considerare il Vaticano II come parte della tradizione e di accettare la legittimità della nuova Messa. Naturalmente, non potevamo essere d'accordo con queste condizioni.


Riguardo a Sua Eccellenza Mons. Williamson e i sacerdoti della cosiddetta « resistenza », il motivo del loro allontanamento è dovuto a ripetuti atti di disobbedienza e ribellione contro le autorità della nostra fraternità sacerdotale. È triste e desta rammarico, ma questi ex membri sono le uniche persone in colpa.


Spero che questa risposta la aiuterà a capire la nostra posizione e rassicurarla sulla nostra fedeltà alla Chiesa e alla linea di Mons. Lefebvre.
Con la mia benedizione,
+ Bernard Fellay



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