Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

domenica 17 aprile 2022

Nel mattino di Pasqua nella Chiesa risuona : "Resurrexit Christus"!

Haec dies quam fecit Dominus
                                                                                Alleluja



Cari amici,
con queste parole voglio far arrivare nelle vostre case, l’augurio di una Santa Pasqua, anche la certezza del nostro affetto e la nostra preghiera. E Pasqua è mistero di morte (non c’è Risurrezione senza Passione) e certezza di vita. Vita nuova, vita piena, vita che vince la morte.

È bella l’immagine delle donne che vanno al sepolcro di buon mattino, al levar del sole: è questa la Pasqua, un “buon mattino”, il “passaggio” dalla notte al nuovo giorno. È bella quell’immagine perché dice quanto era importante Gesù per loro, e non lo possono dimenticare nemmeno quando è morto e sepolto.

È bella ancora quell’immagine, perché quell’esperienza pasquale deve diventare anche la nostra: Gesù Risorto porta novità, porta un “buon mattino”. La Pasqua è festa di un buon inizio, è festa di primizia, è festa di cose nuove all’orizzonte… È questo l’augurio di “Buona Pasqua” che deve risuonare ancora oggi nelle nostre Chiese, nelle nostre case e nelle nostre nazioni.

Quando penserete che il tempo può aver fatto invecchiare il vostro entusiasmo,il vostro fervore, ricordatevi della Pasqua di Gesù, del “buon mattino che porta con sé”: la Pasqua, anche quest’anno, ci dona uno spirito diverso, uno spirito di novità, la certezza che Gesù Risorto sta all’orizzonte e fa intravvedere le cose nuove che possono nascere nella nostra vita, nelle nostre parrocchie e anche nei nostre case. La Pasqua diventi, allora, il nostro modo di camminare, di percorre la via che ci è donata, con le difficoltà e le ricchezze che abbiamo, proprie del tempo che abitiamo.

“Pace a voi!” Solo il Cristo riesce a portare la pace dove le porte sono chiuse e a donarla in maniera diversa da come la dona il mondo. Cristo ha già “forzato” le porte della morte e quelle della cattiveria di chi lo ha arrestato, della viltà di chi lo ha condannato, della violenza di chi lo ha crocifisso, della pochezza di chi lo ha abbandonato. Ha “forzato” tutto ciò con la sua mitezza, con parole e gesti che hanno donato riconciliazione anche nel momento drammatico della croce, ed ecco che la sera di Pasqua non gli rimane che raccogliere il frutto di questi tre giorni e portarlo ai discepoli e all’umanità e dire “Pace a voi!” Annuncio di speranza nascente dalla resurrezione di Cristo non lasciatevi intristire nei vostri animi alla visione della avversità delle cose di questo difficile mondo, alla inanità degli sforzi del bene, alla crescente «potestas tenebrarum», alla caducità delle speranze fondate sulla rena mobile del tempo che passa; fondate la vostra speranza in Cristo Signore nella sua Parola che non passa, nei beni che valgono veramente la pena di essere desiderati, nella vita superiore e ulteriore a cui ci invita la vocazione cristiana. Nutrite i vostri spiriti della fiducia nel bene e abbiate il coraggio di esserne sempre testimoni di Cristo risorto .

E voi, che soffrite, voi che siete umili e poveri, voi che piangete, voi che avete fame e sete di giustizia,voi che siete inerme vittime delle guerre, voi che volete essere operatori di pace, voi che per la vostra fede soffrite il peso della costrizione, vi ricordiamo il messaggio della grande e invitta speranza, lanciato dà Cristo, nel mondo e nei secoli, col cantico delle beatitudini evangeliche. Le pie donne che seguivano il Signore ebbero il privilegio di conoscere ed annunziare per prime il grande avvenimento della Risurrezione. Essa illumina tutta la nostra vita, è fondamento della nostra fede, è garanzia di rinascita e di felicità eterna.

Dobbiamo quindi essere uniti a Gesù, luce e vita del mondo; la nostra esistenza è seminata di dolori, di preoccupazioni, di fatiche, ma, con l’unione al Signore, diviene preziosa, le lacrime acquistano merito, le sofferenze valore; il dolore umano non è più inutile, perché è un titolo maggiore di speranza, di fiducia, di premio eterno.

La Pasqua porta a tutti letizia; la celebrino dunque uniti alle nostre famiglie, ai nostri amici, che tutti passino in santa gioia questo giorno così bello. Giorno venuto al mondo per dare il seme ed il lievito della vita eterna, che effonde nelle nostre anime dolcezza e speranza.































martedì 12 aprile 2022

Le frasi pronunciate da Nostro Signore sulla croce sono il Suo testamento d’amore per gli uomini di ogni tempo.



Le “sette parole” che Gesù pronunciò sulla croce costituiscono il testamento spirituale d’amore del Cristo morente. 

1. “PADRE, PERDONALI, PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE FANNO” Dal Vangelo di Luca (Lc 23,33-44) 
“Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” Dopo aver detto, con lacrime e sudore di sangue, il suo sì filiale al Padre, Gesù acquista forza ed è pronto ad affrontare la Passione tacendo davanti alla menzogna e all’umiliazione, deciso a portare a compimento la sua missione salvifica. Condannato a morte senza un regolare processo, si avvia, portando la croce, verso il Calvario. Durante la faticosa salita, egli è il buon Pastore che porta sulle sue spalle non tanto una croce di legno, quanto l’umanità: siamo dunque noi la sua vera croce. Il Calvario, luogo della più ingiusta esecuzione capitale, si trasforma nel monte del sacrificio redentore, nel monte dell’intercessione e del perdono. Colui che durante il processo «non aprì la sua bocca» e, spogliato delle sue vesti, si rivestì di sacro silenzio, ora che è reso del tutto impotente ed è là sospeso tra cielo e terra, inchiodato e senza alcuna difesa, in una disfatta che sembra totale, ora egli parla. E la prima parola che udiamo da lui sulla croce è perdono, vale a dire «per-dono», dono di quell’amore che l’ha spinto lì: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Crocifiggono, ma non sanno chi crocifiggono, perché 'se l’avessero conosciuto, giammai avrebbero crocifisso il Signore della gloria' (cfr. 1Cor 2,8); perciò: 'Padre, perdonali'.

venerdì 18 febbraio 2022

Grandi manovre nel Mar Cinese




Mentre gli occhi del mondo sono puntati sull'Ucraina, dove si sta svolgendo una nuova fase del confronto tra Russia e Stati Uniti, la diplomazia vaticana continua a dispiegare un'intensa attività più ad est, dove si spostano costantemente le linee tra la Santa Sede e la Regno di Mezzo.

Il minimo che si possa dire è che, a Roma, sanno coltivare l'arte della discrezione. Il 31 gennaio 2022 il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede ha sobriamente annunciato che mons. Arnaldo Catalan è stato elevato alla dignità di arcivescovo, e  di conseguenza passa dalla nunziatura di 
Taiwan a nunzio in Ruanda .

Notizia di per sé innocua, a meno che non si sappia che il prelato filippino era in precedenza un rappresentante diplomatico a Taiwan. Da notare due cose: il post che mons.  Catalan se ne va è elencato sul sito web del Vaticano con la laconica menzione "Cina (Taipei)" e questo posto ora rimane vacante.

Infatti, sebbene la Santa Sede abbia ufficialmente mantenuto relazioni bilaterali con Taiwan, nonostante le pressioni di Pechino, a Taipei dagli anni '70 non c'è più un nunzio titolare a Taipei, ma solo un "incaricato d'affari", che esercita concretamente lo stesso ruolo di un nunzio: una piroetta per risparmiare le suscettibilità del drago rosso continentale.

Va anche notato che d'ora in poi i profili diplomatici della Santa Sede a Taiwan e Hong Kong – due territori sui quali Pechino rivendica la sovranità indivisa – non hanno più un nunzio. La missione diplomatica nell'ex colonia britannica esiste sulla carta solo dal 2020.

Qualcosa di cui preoccuparsi, soprattutto nel mondo anglosassone: così, il 6 febbraio, Benedict Rogers, fondatore dell'Ong Hong Kong Watch, ha messo in guardia il Vaticano contro un possibile instaurarsi di relazioni diplomatiche con la Cina continentale.

“Sarebbe del tutto inaccettabile e scandaloso se così fosse”, ha rilanciato Benedict Rogers sulle colonne dei media americani Catholic News Agency, esortando il sovrano pontefice “a garantire che il Vaticano mantenga le sue relazioni diplomatiche con Taiwan”.

Allo stesso tempo, da Hong Kong sono arrivati ​​nuovi segnali preoccupanti: nell'ultima settimana di gennaio 2022 sono stati pubblicati su Ta Kung Pao, organo del Partito Comunista Cinese (PCC).

Il prelato è in particolare accusato di “incitamento alla sedizione dei giovani”: accuse gravi che, in Cina, spesso preparano il terreno ad azioni di polizia e giudiziarie, ma che potrebbero anche essere un monito per il nuovo vescovo di Hong Kong, mons. Stephen Chow, che ha appena denunciato gli “attentati alla dignità umana” e il fatto che “la cultura può essere sovversiva”.

Le critiche sono rimaste molto generali e vaghe, ma non erano proprio all'altezza dei mandarini rossi.

La situazione dei cattolici nella Cina continentale continua a peggiorare di pari passo con l'accordo provvisorio firmato con la Santa Sede nel 2018. D'ora in poi, la consultazione durante la selezione e la consacrazione dei vescovi non è più all'ordine del giorno, e Roma è spesso di fronte al fatto compiuto, secondo l'analisi di Edward Condon, editorialista di The Pillar .

Tutto ciò premesso, si può anche ipotizzare che la diplomazia vaticana cerchi di mantenere, con il posto vacante della missione di Taiwan, una sorta di asso nella manica per influenzare i suoi negoziati con Pechino.


(Fonti: Catholic News Agency/The Pillar/Asianews )

giovedì 17 febbraio 2022

RIPRENDIAMO IL CAMMINO….


Carissimi amici,
vi scrivo per condividere con voi i sentimenti, le gioie, le fatiche,e le difficoltà che tutti stiamo vivendo nel nostro Paese, questo il tempo della provvidenza e del servizio, un tempo segnato e disegnato dai colori di Dio, con sfumature e bellezze della stessa creazione.
In questo tempo, facciamoci accompagnare dalla lettura del terzo capitolo del Vangelo di San Giovanni.
In esso è narrato l’incontro di Nicodemo con Gesù. Nicodemo è un uomo anziano, stimato e dotto, fa parte dell’alta società di Gerusalemme. Di notte si reca da Gesù e si intrattiene in colloquio con Lui, desideroso di conoscere la Verità.
Va di notte per paura dei Giudei e per non farsi vedere dai suoi simili, che non stimano Gesù e già tramano per la Sua morte.
Nicodemo potrebbe ben simboleggiare l’uomo, che, oppresso dalle sue paure, desidera uscire dall’oscurità che lo circonda per aprirsi alla luce della Verità. La conoscenza della Verità rende l’uomo libero e cosciente della sua dignità, non malleabile né pieghevole ad ogni vento di dottrina. Nicodemo interroga Gesù, ascolta le sue risposte, non comprende ma vuole capire, perché ama conoscere la Verità ed aprirsi al mistero di Dio. Egli è consapevole che solo nella conoscenza del vero Bene, trova la sua pace. Gesù lo invita a una nuova nascita, non fermarsi alle sole cose visibile, aprirsi all’azione dello Spirito di Dio, il quale opera per il bene dell’uomo.
L’uomo infatti non può fermarsi alla sola realtà terrena che passa ed è mortale e dunque non può soddisfare la sete di Verità a cui anela la sua intelligenza. C’è una realtà ben più grande che trascende questa materia e da significato ed esistenza alla materia stessa. Negare la realtà invisibile o vivere come se non ci fosse, l’uomo va incontro alla distruzione di se stesso e delle opere delle sue mani, si renderà schiavo degli elementi del mondo e delle sue passioni, in balia dei dominatori di questo mondo, i quali a loro volta sono schiavi del principe del male.
Chi vuole dominare nasconde o travisa la Verità e strumentalizza ogni mezzo per diffondere la menzogna e per annebbiare la ragione, sì che perdendo il senso critico delle cose l’umanità, o per paura o per assuefazione al pensiero comune dominante, consegna la sua libertà nelle mani di chi l’ha manipolata.
Gesù è venuto non per dominare ma per servire l’uomo fino a dare tutto se stesso. Il servizio che Egli rende all’umanità è far conoscere ad ogni uomo la Verità: rivela all’uomo il vero essere di Dio e il Suo agire per la sua salvezza. La conoscenza di Dio e del culto a Lui dovuto rende l’uomo libero e consapevole del suo fine.
La menzogna farà sempre lotta alla Verità come le tenebre alla luce, ma il vincitore già si conosce: è la Verità.
Il male sembra prevalere sul bene, Gesù infatti è stato crocifisso dagli empi ed è morto, ma il bene ha sempre la sua vittoria sul male come la Verità sulla menzogna: Gesù è anche risorto dai morti ed è per sempre il Vivente e sarà il Giudice di ogni uomo. Carissimi, come pastore delle vostre anime, vi invito a non lasciarvi sedurre dalle molte parole sparse al vento ma con ragione ascoltate pure tutto, lasciate andare le cose vane, trattenete il Vero. Invito , voi tutti che siete stati battezzati nella fede cristiana cattolica, a praticare la sana dottrina del Vangelo di Cristo e ad essere assidui e partecipi alla Santa Messa domenicale e infrasettimanale, vero antidoto contro il male e nostra salvezza eterna.

Father Joseph +

domenica 13 febbraio 2022

PREPARAZIONE ALLA CONSACRAZIONE A SAN GIUSEPPE






Fonte crociata San Giuseppe


PROSSIMA CONSACRAZIONE

A SAN GIUSEPPE:

SABATO 19 MARZO 2022


Inizio del percorso di preparazione:

lunedì 14 febbraio 2022

SUPPLICA A SAN GIUSEPPE

SOLENNE NOVENA A SAN GIUSEPPE

ATTO DI AFFIDAMENTO ALLA SANTA FAMIGLIA

LETTURE SU SAN GIUSEPPE



A Te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo

e fiduciosi invochiamo il Tuo patrocinio,

dopo quello della Tua santissima Sposa.

Per quel sacro vincolo di carità che Ti strinse

all’Immacolata Vergine, Madre di Dio,

e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù,

riguarda, Te ne preghiamo, con occhio benigno

la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col Suo sangue

e col Tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo,

la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo;
assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre,

o nostro fortissimo protettore;

e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù,

così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità,

e stendi ognora sopra ciascuno di noi il Tuo patrocinio,

affinché, sul Tuo esempio e mediante il Tuo soccorso,

possiamo virtuosamente vivere, piamente morire

e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.
Amen.



Siamo lieti di accoglierti in questo spontaneo movimento di preghiera che riunisce fedeli e sacerdoti cattolici. Abbiamo percepito una chiamata del Cielo a ricorrere al potentissimo patrocinio di san Giuseppe, Capo della Santa Famiglia e Patrono della Chiesa universale, per affidare alla Sua intercessione le sorti della Chiesa militante e dell’umanità intera, sulle quali incombono minacce di inedita gravità.

Qui potrai conoscere tutte le iniziative di preghiera e di azione che proporremo di volta in volta. Il primo passo è rappresentato dalla Consacrazione a san Giuseppe, che sarà rinnovata sabato 1° maggio 2021, al termine di un percorso di preparazione che inizierà lunedì 29 marzo.

Per seguire tale itinerario, ogni giorno troverai il materiale necessario per la meditazione dell’indomani. Ti raccomandiamo fin d’ora di recitare quotidianamente la formula sopra riportata, che fu composta da papa Leone XIII.




PROPOSTE PER LA CROCIATA DI PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

(a scelta)

1) Consacrazione a san Giuseppe (per quanti non la hanno ancora effettuata: mercoledì 8 dicembre 2021 alle ore 12, al termine del percorso di preparazione che inizierà venerdì 5 novembre 2021): richiesta a tutti

2) Recita quotidiana del Sacro Manto (per trenta giorni o per un anno intero, in una delle diverse edizioni): per chi ne ha tempo e modo

3) Recita quotidiana o settimanale (ogni mercoledì) delle Litanie di san Giuseppe e di una coroncina in Suo onore (per chi non può fare il Sacro Manto, che le comprende): impegno di base

4) Recita quotidiana della formula A te, o beato Giuseppe (composta da Leone XIII): partecipazione minima

5) Lettura e meditazione di uno scritto agiografico su san Giuseppe o sulla devozione a Lui (al fine di incrementarne e motivarne il culto): raccomandata a tutti

6) Impegno di carità che aiuti a imitare le virtù di san Giuseppe e attiri le persone a Dio per mezzo di Lui (direttamente o indirettamente): consigliato a tutti



7) Fioretto settimanale (da offrire a san Giuseppe secondo l’intenzione comune): impegno generale

CATECHESI SULLA CONSACRAZIONE A SAN GIUSEPPE:

https://www.youtube.com/watch?v=rFSm2BiqPLM

(RACCOMANDO L'ISCRIZIONE AL CANALE: Chiesa poverella - YouTube)

PREPARAZIONE ALLA CONSACRAZIONE A SAN GIUSEPPE :


Primo giorno (14 Febbraio)

Secondo giorno (15 Febbraio)

Terzo giorno (16 Febbraio)

Quarto giorno (17 Febbraio)

Quinto giorno (18 Febbraio)

Sesto giorno (19 Febbraio)

Settimo giorno (20 Febbraio)

Ottavo giorno (21 Febbraio)

Nono giorno (22 Febbraio)

Decimo giorno (23 Febbraio)

Undicesimo giorno (24 Febbraio)

Dodicesimo giorno (25 Febbraio)

Tredicesimo giorno (26 Febbraio)

Quattordicesimo giorno (27 Febbraio)

Quindicesimo giorno (28 Febbraio)

Sedicesimo giorno (1° Marzo)

Diciassettesimo giorno (2 Marzo)

Diciottesimo giorno (3 Marzo)

Diciannovesimo giorno (4 Marzo)

Ventesimo giorno (5 Marzo)

Ventunesimo giorno (6 Marzo)

Ventiduesimo giorno (7 Marzo)

Ventitreesimo giorno (8 Marzo)

Ventiquattresimo giorno (9 Marzo)

Venticinquesimo giorno (10 Marzo)

Ventiseiesimo giorno (11 Marzo)

Ventisettesimo giorno (12 Marzo)

Ventottesimo giorno (13 Marzo)

Ventinovesimo giorno (14 Marzo)

Trentesimo giorno (15 Marzo)

Trentunesimo giorno (16 Marzo)

Trentaduesimo giorno (17 Marzo)

Trentatreesimo giorno (18 Marzo)




venerdì 11 febbraio 2022

Pio XII e gli ebrei: gli archivi svelano i loro segreti


Papa Pio XII salvò personalmente più di quindicimila ebrei durante la seconda guerra mondiale: questo è l'ultimo risultato dell'approfondimento condotto da uno storico tedesco su documenti inediti degli archivi vaticani, fino ad allora inaccessibili. La leggenda nera di un papa silenzioso e complice è definitivamente tramontata.

L'archivista del Bundestag, Michael Feldkamp, ​​ha trascorso parte della sua vita cercando di fare luce sull'atteggiamento della Chiesa cattolica nei confronti degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, diventando un riconosciuto esperto del settore.

Il Messaggio potente che la Madonna ci ha lasciato a Lourdes: perderlo di vista sarebbe da folli



Si chiama “Messaggio di Lourdes” i gesti e le parole che si sono scambiati la Vergine e Bernadette alla Grotta di Massabielle, dall’11 febbraio 1858 al 16 luglio 1858, nel corso delle 18 Apparizioni. Per comprendere bene gli eventi che si sono svolti e capire il “Messaggio di Lourdes”, bisogna conoscere il contesto in cui Bernadette ha vissuto e in cui le Apparizioni si sono verificate.Nel 1858, la famiglia Soubirous è in rovina, ridotta a vivere al cachot. L’ 11 febbraio 1858, Bernadette, sua sorella Toinette e una loro amica, Jeanne Abadie, vanno in cerca di legna. Si dirigono verso “il luogo dove il torrente si getta nel Gave”. Arrivano dinanzi alla Grotta di Massabielle. Questa é pocomeno di una discarica, piena di detriti portati dal fiume, di rifiuti dei maiali, ma anche di legna da poter raccogliere. Toinette e Jeanne attraversano l’acqua ghiacciata del torrente per raggiungerla, ma Bernadette, a causa della sua asma cronica, esita a fare altrettanto. E’ in quel momento che “sente un rumore come un colpo di vento”, ma “nessun albero si muove”. “Alzando la testa, vede, nella cavità della roccia, una piccola ragazza, avvolta di luce, che la osserva e le sorride”. È la prima Apparizione di Nostra Signora.

martedì 8 febbraio 2022

L'umiltà del Santo Padre Benedetto XVI si confronta con l'arroganza di chi lo aggredisce.

L'arrogante e presuntuoso presidente della Conferenza episcopale tedesca, mons Georg Bätzing. Sicuro di sé e della sua verità,negli ultimi anni si è fatto notare per le interviste in cui reclamava il via libera alle diaconesse, matrimoni omosessuali e matrimonio per il clero, urgenza suprema della Chiesa – ha confermato in poche battute lo spirito che anima la caccia a Joseph Ratzinger, accusato da un rapporto commissionato dall’arcidiocesi di Monaco e Frisinga di aver coperto ben quattro chierici pedofili tra il 1977 e il 1982 (Mons. Bätzing si complimenta invece con il cardinale Reinhard Marx, che la diocesi di Monaco la guida oggi e non quattro decenni fa, ed è finito pure lui nel doloroso rapporto). Il punto dolens, che tanto ha agitato la stampa internazionale, è la vicenda di padre Peter Hullermann (abusatore seriale), spostato da Essen a Monaco nel 1980 per essere affidato a cure psichiatriche.Un duro attacco, su cui Benedetto XVI si è voluto scusare sicuro che "ben presto si troverà di fronte al giudice ultimo della sua vita.

Papa Benedetto XVI ha pubblicato una lettera in cui assicura che dimenticare la sua partecipazione a un incontro avvenuto 42 anni fa "era solito dubitare della mia veridicità, e persino presentarmi come un bugiardo", mentre ringrazia il sostegno ricevuto da moltitudini di persone e direttamente da papa Francesco.


( InfoCatólica ) Benedetto XVI ha mostrato il suo dolore per essere trattato come un bugiardo per aver commesso un errore, che ha riconosciuto e per il quale ha chiesto scusa, riguardo alla sua partecipazione a un incontro avvenuto il 15 gennaio 1980 per discutere del caso di un prete che ha commesso abusi.

Il papa emerito assicura che durante i suoi viaggi come Pontefice, ogni volta che incontrava vittime di abusi, era consapevole delle gravi conseguenze che subivano a causa dei gravissimi peccati dei loro aguzzini. E dice:

« Ogni caso di abuso sessuale è terribile e irreparabile. Provo sgomento per ciascuno di loro in particolare , e alle vittime di questi abusi vorrei esprimere la mia più profonda solidarietà. »

Il papa tedesco crede che molto presto si troverà davanti al giudice definitivo della sua vita e assicura:

«... mi diventa evidente la grazia di essere cristiano. L'essere cristiano mi dà la conoscenza e, ancor di più, l'amicizia con il giudice della mia vita e mi permette di varcare con fiducia la porta oscura della morte».
Lettera del Papa emerito Benedetto XVI sulla relazione sugli abusi nell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga


Città del Vaticano, 6 febbraio 2022

Care sorelle e cari fratelli:

Dopo la presentazione del rapporto sugli abusi nell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga il 20 gennaio 2022, vorrei rivolgere a tutti voi alcune parole personali. Infatti, anche se sono stato arcivescovo di Monaco e Frisinga per meno di cinque anni, ho ancora un profondo senso di appartenenza all'arcidiocesi di Monaco come mia patria.

In primo luogo, vorrei esprimere alcune parole di sincero ringraziamento. In questi giorni di autoesame e riflessione, ho sperimentato tanto sostegno, tanta amicizia e tanti segni di fiducia che non avrei potuto immaginare. Vorrei ringraziare in particolare il piccolo gruppo di amici che ha redatto disinteressatamente il mio memoriale di 82 pagine per lo studio legale di Monaco, che non avrei potuto scrivere da solo. Oltre alle risposte alle domande che lo studio mi ha posto, si è aggiunta anche la lettura e l'analisi di quasi 8.000 pagine di documenti in formato digitale. Questi collaboratori in seguito mi hanno aiutato a studiare e analizzare la perizia di quasi 2.000 pagine. Il risultato sarà pubblicato in seguito, come supplemento alla presente lettera.

Nel compito gigantesco di quei giorni - la stesura del pronunciamento - si è verificato un errore circa la mia partecipazione all'assemblea dell'Ordinariato del 15 gennaio 1980. Questo errore, purtroppo avvenuto, non è stato intenzionale e spero venga scusato. . Ho deciso, a quel tempo, che l'arcivescovo Gänswein lo avrebbe presentato nel comunicato stampa del 24 gennaio 2022. Questo non sminuisce in alcun modo la cura e la dedizione che erano e rimangono un imperativo ovvio per quegli amici. Mi ha colpito profondamente il fatto che la negligenza fosse usata per dubitare della mia veridicità e persino presentarmi come un bugiardo. Ma sono stato ancora più commosso dalle tante espressioni di fiducia, dalle calorose testimonianze e dalle commoventi lettere di incoraggiamento che ho ricevuto da così tante persone. Sono particolarmente grato a Papa Francesco per la fiducia, il sostegno e le preghiere che mi ha espresso personalmente . Vorrei infine ringraziare la piccola famiglia del Monastero “ Mater Ecclesiae ”, la cui comunione di vita nei momenti felici e difficili mi dà quella solidità interiore che mi sostiene.

Le parole di ringraziamento devono ora essere seguite da una confessione. Attira sempre di più la mia attenzione che, giorno dopo giorno, la Chiesa pone all'inizio della celebrazione della Santa Messa - nella quale il Signore ci dona la sua parola e se stesso - la confessione dei nostri peccati e la richiesta di perdono. Preghiamo pubblicamente il Dio vivente di perdonare la nostra colpa, la nostra grande, grandissima, colpa. È chiaro che la parola "grande" non si applica allo stesso modo a ogni giorno, a ogni giorno in particolare. Ma ogni giorno mi chiede se non dovrei parlare di grande colpa anche oggi. E mi dice in modo consolante che per quanto grande possa essere oggi la mia colpa, il Signore mi perdona, se mi lascio esaminare sinceramente da Lui e se sono davvero disposto a cambiare me stesso.

In tutti i miei incontri con vittime di abusi sessuali da parte dei sacerdoti, specialmente durante i miei numerosi viaggi apostolici , ho visto nei loro occhi le conseguenze di una grande colpa e ho imparato a capire che noi stessi cadiamo in questa grande colpa quando la trascuriamo o la quando non lo affrontiamo con la decisione e la responsabilità necessarie, come è successo e capita troppe volte. Come in quegli incontri, oggi non posso che esprimere a tutte le vittime di abusi sessuali la mia profonda vergogna, il mio grande dolore e la mia sincera richiesta di perdono.. Poiché ho avuto importanti responsabilità nella Chiesa cattolica, il mio dolore è più grande per gli abusi e gli errori avvenuti durante il tempo della mia missione nei rispettivi luoghi. Ogni caso di abuso sessuale è terribile e irreparabile. Provo sgomento per ciascuno di loro in particolare , e alle vittime di questi abusi vorrei esprimere la mia più profonda solidarietà.

Comprendo sempre di più il disgusto e la paura che Cristo ha provato sul Monte degli Ulivi quando ha visto tutte le cose terribili che doveva vincere dentro di sé. Il fatto che i discepoli in quel momento dormissero rappresenta, purtroppo, una situazione che si ripete anche oggi e per la quale anch'io mi sento interpellato. Pertanto, posso solo elevare le mie preghiere al Signore e pregare tutti gli angeli e i santi, e voi, care sorelle e cari fratelli, di intercedere per me davanti a Dio, nostro Signore.

Molto presto comparirò davanti al giudice finale della mia vita.Sebbene possa avere molte ragioni di paura e paura quando guardo indietro alla mia lunga vita, sono comunque felice perché credo fermamente che il Signore non è solo il giusto giudice, ma anche l'amico e fratello che ha già sofferto Lui stesso le mie mancanze .e per questo, come giudice, è anche il mio avvocato (Paraclete). In vista dell'ora del giudizio, mi appare la grazia di essere cristiano. L'essere cristiano mi dà la conoscenza e, ancor di più, l'amicizia con il giudice della mia vita e mi permette di varcare con fiducia la porta oscura della morte. A questo proposito, mi viene costantemente in mente quanto dice Giovanni all'inizio dell'Apocalisse: vede il Figlio dell'uomo in tutta la sua grandezza e cade ai suoi piedi come morto. Ma il Signore, ponendogli la mano destra, gli dice: «Non temere: sono io...». (cfr Ap 1,12-17).

Cari amici, con questi sentimenti vi benedico tutti.

Benedetto XVI

Reinhard Marx, il cardinale eretico



Il cardinale Reinhard Marx, ed i suoi uomini più fidati della "cerchia" progressista della chiesa tedesca vogliono dare ai sacerdoti la possibilità di sposarsi. Mercoledì 2 febbraio 2022, il cardinale Reinhard Marx chiede la fine del celibato obbligatorio all'interno della Chiesa cattolica. Ha anche discusso dell'ordinazione delle donne e del coinvolgimento del papa emerito Benedetto XVI nelle vicende recentemente pubblicizzate riguardanti la diocesi di Monaco. La data scelta per questa intervista non è di poco conto: si è svolta il giorno prima dell'apertura della terza Assemblea Generale del Cammino sinodale, che si sarebbe tenuta dal 3 al 5 febbraio a Francoforte, e che avrebbe affrontato la questione del celibato sacerdotale.

"La possibilità di vivere il celibato non dovrebbe essere semplicemente scaricata sull'individuo", ha affermato il cardinale Marx. Come forma di vita, il celibato è "precario, lo dico sempre ai giovani sacerdoti", ha aggiunto l'arcivescovo di Monaco. "Vivere da soli non è così semplice", ha concluso.

Ma fa notare che, nella sua idea, non ci sarebbe l'abolizione generale del celibato, perché è il modo di vivere di Gesù. "Ma farla diventare una condizione fondamentale per ogni sacerdote, in quel caso metto un punto interrogativo."

L'alto prelato continua: "Sarebbe meglio per tutti creare la possibilità per i sacerdoti celibi e sposati", ha detto il cardinale Marx. "Per alcuni sacerdoti sarebbe meglio che fossero sposati. Non solo per motivi sessuali, ma perché sarebbe meglio per la loro vita e non sarebbero soli", spiega. Ecco perché abbiamo bisogno di questa discussione.Poi obietta: "Qualcuno dirà: se non abbiamo più il celibato obbligatorio, ora si sposeranno tutti! La mia risposta è: E allora? Se tutti si sposassero, si dimostrerebbe ancora di più che così non funziona."

Alla domanda se vedesse un legame tra questa solitudine e gli abusi sessuali, l'arcivescovo di Monaco ha risposto: "Non possiamo dirlo nel complesso. Ma questo modo di vivere e questa alleanza tra uomini attrae anche persone non adattate, che sono sessualmente immature."

Errori, incongruenze e ignoranza
Questi tre termini possono caratterizzare l'intervento del cardinale Marx.

Per le incongruenze basti ricordare un'intervista al porporato, riportata da FSSPX Attualità: l'arcivescovo di Monaco ha recentemente proposto di autorizzare l'ordinazione di uomini omosessuali. E ammette oggi che "questo modo di vivere e questa alleanza tra uomini attirano anche persone non adatte"!

Per l'ignoranza, va notato che nelle Chiese orientali cattoliche che consentono il matrimonio dei sacerdoti, i vescovi devono rispettare il celibato. Quindi, se tutti i preti si sposassero, come accetta il cardinale Marx, dove troveremmo i vescovi? Rimarrebbero solo i religiosi, come spesso accade in Oriente. Vogliamo un episcopato retto in maggioranza da ordini e società religiose?

Infine per gli errori, va ricordato che il celibato è sempre stato la regola nella Chiesa latina, anche se all'inizio assumeva la forma della continenza, perché la maggior parte del clero era sposata. Il che significa che, diventati preti o vescovi, non hanno più usato il matrimonio. Questo punto è fermamente stabilito dalla storia della Chiesa.

Inoltre, all'inizio, la pratica era identica in Oriente. Il cambio di disciplina è legato da un lato all'indipendenza degli orientali che si sottomisero solo a fatica a Roma. È anche legato alla decadenza della morale sacerdotale, non sufficientemente repressa. Di fronte all'entità delle deviazioni, i vescovi si sono arresi.

Fu il Concilio in Trullo II, nel 691, a sancire la legislazione che è oggi quella dell'Oriente. Ma per giustificare questa modifica di una legge considerata da tutti apostolica, sono stati ripresi i canoni di un concilio africano tenutosi nel 390, modificandoli consapevolmente nel senso della loro novità.

Questa falsificazione finì per essere accolta anche dagli orientali, che cercarono di giustificarla affermando che i Padri conciliari avevano questo potere. Roma non ha mai accettato questo concilio, ma ha finito per concedere una deroga, soprattutto in occasione della riunione con le Chiese separate (uniatismo).

Ma i papi hanno sempre incoraggiato queste Chiese uniate a prendere la disciplina latina, senza però farne un obbligo. E in molte di esse il celibato è arrivato a dominare.

Tutto questo ovviamente non interessa agli innovatori: "facciamo tabula rasa del passato". È l'uomo, e l'uomo moderno estraniato da Dio, che è lo standard della loro teologia. Seminano il vento e presto raccoglieranno la tempesta. Siamo senza dubbio alla vigilia di una disillusione grave quanto quella seguita al “concilio pastorale” olandese, che fece crollare la Chiesa dei Paesi Bassi.

E Roma tace...

(Fonti: KNA/Kathpress/Stickler/FSSPX.Actualités – FSSPX.Actualités)

lunedì 7 febbraio 2022

San Tommaso spiega la tirannia sanitaria fondata sul Covid-19 di Matteo D'Amico




Nel suo celebre testo De regimine principum (tr. It. La politica dei principi cristiani, Edizioni Cantagalli, 1997) san Tommaso d’Aquino realizza una sintesi perfetta della filosofia della politica cristiana, riprendendo gli elementi chiave della tradizione classica e arricchendoli con la sapienza proveniente dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione. Come in ogni scritto del Dottore Angelico la massima profondità si sposa con la più grande chiarezza, rendendo possibile a tutti trarre grandi benefici dalle sue parole.

Una grande attenzione è posta nella spiegazione del perché il regime politico migliore è quello monarchico, ma anche dei motivi che rendono la monarchia corrotta e degenerata, ovvero la tirannia, il regime peggiore. “Se dunque una moltitudine di uomini liberi è ordinata dal reggitore per il bene comune della moltitudine, il governo sarà retto e giusto, quale conviene a uomini liberi. Se invece il governo è ordinato non al bene comune, ma al bene privato del reggitore, sarà ingiusto e perverso, onde anche il Signore minaccia tali governanti dicendo, per bocca di Ezechiele (XXXIV, 2): “Guai ai pastori che pascevano se stessi (come a dire che han cercato i propri interessi): i pastori non devono forse pascere i greggi?”. Perciò come i pastori devono cercare il bene del gregge, così i governanti devono cercare il bene del popolo loro soggetto. Dunque: se c’è il governo ingiusto di uno solo che cerca nel governo i suoi personali vantaggi e non il bene della moltitudine a lui soggetta, questo reggitore si chiama tiranno” (p.17, sott. nostre).

domenica 6 febbraio 2022

Il Pontefice da Fazio. Lo Sferzante Commento di don Ariel S. Levi di Gualdo


Cari amici e lettori di in Tua Justitia, propongo l'articolo dell'autore il Reverendo Padre don Ariel S. Levi di Gualdo uscito oggi su Stilum Curiae, blog curato dal noto vaticanista, Marco Tosatti. Con don Ariel S. Levi di Gualdo, e su quanto scrive noi come redazione, non siamo sempre in sintonia. Ma quest' oggi vogliamo condividere con voi – e ci uniamo nel ringraziamento per la cortesia con Stilum Curiae – per quanto scrive sull’annunciata presenza del Pontefice regnante al programma alfiere del benpensantismo politically correct della sinistra, cioè Che Tempo Che fa condotto da Fabio Fazio. Buona lettura.

canale youtubeL'Isola di Patmos
QUANDO UN TRAGICO PONTIFICATO FINISCE IN SATIRA: IL ROMANO PONTEFICE OSPITE AL TALK SHOW DELLA SINISTRA FRICCHETTONA DI FABIO FAZIO CHE PER ANNI HA PRESO PER IL CULO LA DOTTRINA E LA MORALE CATTOLICA TRAMITE IL BRACCIO ARMATO DI LUCIANA LITTIZZETTO


Come si può andare, o come si può essere presenti anche e solo con un collegamento esterno di pochi minuti ― non sappiamo infatti se sarà in studio o se sarà collegato ― in un salotto nel quale la velenosa Luciana Littizzetto tira da anni merda a palate sulla Chiesa Cattolica e sul clero, irridendo a ogni piè sospinto la dottrina, la morale cattolica e la pastorale dei Vescovi italiani?
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Mi rivolgerò al Santo Padre Francesco chiamandolo Jorge Mario Bergoglio per una logica tutta ecclesiologica che è bene spiegare. Nei miei scritti e discorsi, nelle mie omelie e conferenze mi sono rivolto sempre al Successore del Beato Apostolo Pietro chiamandolo: Sommo Pontefice, Romano Pontefice, oppure Santo Padre, perché tale al momento è Francesco I nella pienezza della sua legittima e indiscutibile autorità apostolica. E lo è per quella grazia di Dio, spesso intellegibile ai nostri occhi di cattolici che abbiamo vissuto molti momenti di questo pontificato come una autentica disgrazia. Occorreranno molti anni, forse decenni per riuscire a leggere e poi comprendere in che modo Dio ci ha colmato di grazia attraverso questo pontificato infelice e triste, specialmente oggi nei suoi ultimi e disperati colpi di coda. Spesso, nel corso della storia, la misericordia di Dio ha elargito le migliori grazie proprio attraverso delle disgrazie. Un esempio: dopo la grande pestilenza del 1348, indicata dagli storici come morte nera o grande peste nera, giunta in Europa dalla Cina ― tanto per cambiare! ― che sterminò metà della popolazione del nostro Continente, prese vita un secolo dopo la grande stagione del Rinascimento.

Se quindi dico Jorge Mario Bergoglio è perché intendo operare una netta distinzione tra l’uomo e l’ufficio di Romano Pontefice, perfettamente consapevole che l’ufficio è conferito all’uomo e che nell’uomo che ne è rivestito sussiste la pienezza del ministero petrino. Cosa questa di cui noi presbiteri e teologi siamo consapevoli, ben sapendo che Simone figlio di Giona (cf. Mt 15, 17) cessò di essere tale per divenire Pietro, la pietra deposta sulla pietra angolare che è Cristo (cf. At 4, 11; Ef 2, 20) sulla quale il Verbo di Dio incarnato ha edificato la sua Chiesa (cf. Mt 16, 18-19).

Se l’uomo Jorge Mario Bergoglio fosse anche uno tra i peggiori, o persino il peggiore pontefice dell’intera storia del Papato, tutti noi presbiteri e fedeli dobbiamo a lui devoto rispetto e filiale obbedienza, sempre e a prescindere. Degno o indegno che sia egli è il legittimo successore del Beato Apostolo Pietro, che ricevette il proprio mandato da Cristo in persona, trasferendolo a tutti i suoi Successori, di cui il Pontefice regnante è detentore in legittima linea di successione apostolica. Il Romano Pontefice, quando si esprime in materia di dottrina e di fede, gode di una speciale assistenza dello Spirito Santo al punto da pronunciarsi infallibilmente. Quando però agisce come uomo o come dottore privato può compiere azioni o lasciarsi andare a quelle espressioni inopportune, infelici e fuorvianti alle quali Jorge Mario Bergoglio ci ha ormai abituati da nove anni a questa parte. In tal caso è soggetto come tutti a critiche e rimproveri, perché né certi suoi ripetuti zibaldoni pronunciati in aereo ad alta quota né le sue infelici chiacchierate con Eugenio Scalfari possono essere per noi elementi di sommo magistero, tanto meno vincolante. Come infatti ebbe a dire a suo tempo il Santo vescovo e dottore della Chiesa Ambrogio di Milano:

«Dite al Vescovo di Roma che dopo Gesù Cristo per noi viene lui, che noi lo veneriamo e rispettiamo, ma ditegli anche che la testa che Dio ci ha dato non intendiamo usarla soltanto per metterci un cappello sopra».


Dopo questo chiarimento passiamo al cuore del problema: alla prova provata dei fatti il Pontefice regnante non ha mai cessato di essere Jorge Mario Bergoglio per diventare Pietro, ossia Francesco, come lui ha scelto di chiamarsi. Ostinato e imperterrito ha proseguito a essere Jorge Mario Bergoglio, un gesuita a monte mal formato sul piano teologico ed ecclesiologico tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta, palesemente sprezzante la romanità e incapace di comprendere che essa è sinonimo di universalità cattolica, infine sbarcato a Roma con tutti i peggiori pregiudizi anti-romani fomentati dai tedeschi in quell’America Latina da loro usata come incubatrice di tutte le peggiori derive teologiche ed ecclesiologiche. E così, per la prima volta, ci siamo ritrovati sulla Cattedra di Pietro un uomo intriso di sprezzo verso Roma e la romana universalità cattolica. E chi questo lo nega, o mente, o vive fuori dalla realtà, o più semplicemente rifiuta la realtà pur di non fare i conti con l’orrido vero di leopardiana memoria.

Anni fa spiegai che l’uomo Jorge Mario Bergoglio non poteva essere definito neppure un provinciale, bensì un quartierale. L’analisi è contenuta in un mio articolo del 2017 al quale vi rimando e in cui spiego che il «quartieralismo» ― termine inesistente sul vocabolario perché coniato da me ― «è peggio del provincialismo, perché il quartierale è una persona legata a livello psico-sociale al quartiere di un preciso contesto cittadino o metropolitano». E adesso provate a immaginare un quartierale seduto sulla cattedra dalla quale Pietro deve governare la Chiesa universale, non certo giocare all’eccentrico egocentrico in un quartiere di Buenos Aires.

L’uomo Jorge Mario Bergoglio si è manifestato da subito ammalato di originalità, anche in modo parecchio grave. Il tutto rientra nel suo impianto caratteriale, perché così è da sempre, strutturalmente. Lui deve fare l’opposto o l’esatto contrario di ciò che hanno fatto tutti gli altri suoi Predecessori, sino a mostrare, forse in modo del tutto inconsapevole, di non avere neppure la percezione della dignità di cui è stato rivestito. Dignità che peraltro non gli appartiene, ma che gli è stata data solamente in comodato d’uso e della quale dovrà seriamente e gravemente rispondere a Dio secondo il terribile monito di Gesù Cristo:

«A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più» (Lc 12, 48).

Parlando per il peccatore che sono, quindi come persona soggetta a cadere e ricadere nel peccato, confesso pubblicamente, soprattutto a voi silenti Vescovi e Cardinali, che non vorrei essere al posto dell’uomo Jorge Mario Bergoglio, perché stando a quanto riportano le Sacre Scritture, da Cristo rischia di sentirsi dire: “Io non ti avevo affidato il potere delle chiavi del regno dei cieli affinché «tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16, 19), perché tu trascinassi la mia Chiesa in un teatrino del ridicolo tra le risa dei giocolieri, dei nani e delle ballerine del circo equestre”. Neppure vorrei essere al posto dei silenti Vescovi e Cardinali, che dinanzi alla Santa Sposa di Cristo esposta alla vergogna del ridicolo, non trovano di meglio da fare che cimentarsi in quel peccato che tra di loro pare andare per la maggiore: il peccato di omissione, unito al distruttivo cinismo di coloro che con accidia restano in attesa che il vento cambi, senza dover muovere un dito, senza prendere alcuna iniziativa, senza assumersi una sola responsabilità, salvo saltare con scatto da atleti professionisti sul carretto del prossimo condottiero.

Sono due giorni che sto ricevendo telefonate da confratelli sparsi per le diocesi di tutta Italia, sconvolti e smarriti dopo avere appreso la notizia che Sua Santità sarà ospite domenica sera a Che Tempo Fa il noto talk show condotto dal sinistrissimo Fabio Fazio, che incarna il più fazioso politicamente corretto della sinistra radical chic, quella dei fricchettoni con i super-attici ai Parioli e le ville a Capalbio, altro che i poveri, i migranti, le periferie esistenziali e i vari cavalli di battaglia dell’uomo Jorge Mario Bergoglio al quale questi sinistri plaudono da sempre a ogni picconata da lui inferta alla dignità e alla credibilità della Chiesa. E io che svolgo il ministero di confessore e di direttore spirituale principalmente con i sacerdoti, ho modo di tastare molto bene il polso del disagio, soprattutto della sofferenza, perché come più volte ho spiegato e come adesso torno a ripetere: in quella che Jorge Mario Bergoglio ha definito come «La Chiesa ospedale da campo», nel pronto soccorso ad accogliere i feriti ci siamo noi, non c’è lui, né i ruffiani impegnati ad adularlo nella sua corte dei miracoli fatta di poveri ideologici e di migranti onirici, frutto della sua nevrosi ossessivo-compulsiva. E sempre più di frequente, le croci rosse che arrivano a sirene spiegate nel reale pronto soccorso della nostra altrettanto reale Chiesa ospedale da campo, da sopra le barelle ci scaricano preti e fedeli a pezzi, dinanzi ai quali viene spesso da dire: e adesso, da che parte cominciare, per cucire i pezzi e chiudere le ferite?

Come si può andare, o come si può essere presenti anche e solo con un collegamento esterno di pochi minuti ― non sappiamo infatti se sarà in studio o se sarà collegato ― in un salotto nel quale la velenosa Luciana Littizzetto tira da anni merda a palate sulla Chiesa Cattolica e sul clero, irridendo a ogni piè sospinto la dottrina, la morale cattolica e la pastorale dei Vescovi italiani? Come si può … come si può … questa la domanda a me rivolta in questi giorni da sacerdoti che mi hanno contattato da tutti Italia: come può il Sommo Pontefice cadere così in basso e quindi trascinarci tutti quanti in basso?

A tutti questi confratelli ho risposto in vario modo, per esempio esprimendo che come presbiteri eravamo pronti, all’occorrenza, anche alle persecuzioni anti-cattoliche, anche a morire martiri per la fede, perché il nostro sacro ministero può comportare anche queste possibilità, a loro modo impresse nel nostro stesso DNA di preti. Certo, nessuno di noi era preparato a morire nel ridicolo, grazie a un Sommo Pontefice che ha deciso di mettersi a fare il giullare alla sinistra corte di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.

Di calo in calo di popolarità nel quale da tempo è sprofondato questo pontificato, amato da tutto ciò che non è cattolico ma sofferto a lacrime di sangue da devoti sacerdoti e fedeli, che cosa ci riserverà in futuro l’originale ed eccentrico quartierale Jorge Mario Bergoglio? Dall’ottico a comprarsi gli occhiali c’è già stato, al negozio di articoli musicali per comprarsi un disco c’è andato di recente. Inutile a dirsi, anche se è bene ripeterlo: il tutto con tanta e tale casuale spontaneità al punto da essere seguito dal fotografo personale e atteso sul posto da altrettanti fotografi. E domani, che cosa farà, per far salire l’auditel? Si farà riprendere dalle televisioni internazionali mentre spazza con la ramazza il sagrato della Papale Arcibasilica di San Pietro, o mentre lava i piatti nella cucina della Domus Sanctae Marthae cantando «Una mattina, mi son svegliato, o bella ciao, bella ciao …»? Oppure chissà, dopo il dottrinalmente confuso ed eterodosso Vescovo Tonino Bello, farà proclamare anche le eroiche virtù super vita, virtutibus et fama sanctitatis di Ernesto Guevara detto el Che? Perché da Jorge Mario Bergoglio, qualora non lo aveste capito, o miei Eccellenti Vescovi ed Eminenti Signori Cardinali, al presente c’è da aspettarsi di tutto, specie a 85 anni d’età. Forse per la prima volta, nella storia della Chiesa, abbiamo un Sommo Pontefice equiparabile in tutto e per tutto a una mina vagante imprevedibile e incontrollabile.

In questo mio articolo ho fatto quel doloroso lavoro sporco che non hanno il coraggio di fare certi membri della Curia Romana e dell’episcopato italiano, data la drammatica e serpeggiante carenza di virili attributi. Certo, lo sappiamo perfettamente che nel corso della storia abbiamo avuto Sommi Pontefici martiri, Sommi Pontefici santi, Sommi Pontefici politicanti, Sommi Pontefici simoniaci, Sommi Pontefici libertini, Sommi Pontefici teologi, Sommi Pontefici che conoscevano poco e male la dottrina cattolica … ne abbiamo avuti di ogni genere e di ogni sorta, ma tutti quanti legittimi successori del Beato Apostolo Pietro, sino a Francesco I incluso. Nella bimillenaria raccolta mancava solo il Sommo Pontefice giullare alla corte della sinistra politicamente corretta di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Adesso avremo anche quello, mentre ci sono di amara consolazione le parole del Venerabile Vescovo Fulton Sheen:

«Quando Dio vuole castigare l’umanità non dona il Papa di cui ha bisogno, ma lascia alla Chiesa il Papa che si merita» (cf. The priest is not his own, 1963).

Concludo chiarendo che San Bernardo di Chiaravalle e Santa Caterina da Siena avrebbero usato toni molto più severi dei miei. Certo, qualche clericale velenoso potrebbe replicare che loro erano dei Santi dottori della Chiesa, mentre io no. È vero, ma in tal caso sarebbe bene ricordare che quando San Bernardo scriveva a Eugenio III queste parole:


«Puoi mostrarmene uno soltanto che abbia salutato la tua elezione senza aver ricevuto denaro o senza la speranza di riceverne? E quanto più si sono professati tuoi servitori, tanto più vogliono spadroneggiare all’interno della Chiesa» (Trattato buono per ogni Papa, redatto per Eugenio III, al secolo Bernardo de’ Paganelli)

o quando Santa Caterina da Siena, al Sommo Pontefice Gregorio XI che la invitò a visitarlo in Francia rispose scrivendo di non avere bisogno di visitare la Corte Papale di Avignone, perché la sua puzza aveva ormai raggiunto anche la sua città, ebbene: né l’uno né l’altra erano stati ancora proclamati Santi, meno che mai dottori della Chiesa. E con questo ho detto tutto, a certi velenosi clericali suscettibili pronti a cercare la pagliuzza nell’occhio mio pur di non vedere la trave che Jorge Mario Bergoglio porta conficcata nell’occhio proprio (cf. Lc 6, 41), a rischio, temo sempre più serio, della salute eterna della sua anima:

«A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più» (Lc 12, 48).

dall’Isola di Patmos, 4 febbraio 2022
                                         

sabato 5 febbraio 2022

Pandemia infinita, caos organizzato e frantumazione del corpo sociale: verso uno stato totalitario

(fonte Vitis Vera )  di Matteo D'Amico



Non può essere sfuggito a nessuno, nemmeno a chi è del tutto convinto della bontà della narrativa dominante sulla pandemia, che il caos sembra regnare nel nostro paese: i Decreti Legge si succedono l’uno all’altro con inquietante frequenza; lo stato d’emergenza viene rinnovato sulla base di criteri arbitrari che lo stesso potere stabilisce o modifica in base alle sue esigenze (l’indice RT, i letti in terapia intensiva occupati rispetto ai posti totali, i contagiati sintomatici o asintomatici…); le norme vengono incessantemente modificate con palesi contraddizioni rispetto a quanto era valido fino a un istante prima.

Il cittadino medio è posto in uno stato di continua tensione e di attesa spasmodica del nuovo decreto, della nuova circolare con la quale un potere oscuro, e che ormai presenta se stesso come semi-divino, fa scendere dall’alto le nuove regole, sempre più oppressive, a cui dovrà sottoporsi.

venerdì 4 febbraio 2022

Dilecta mea sulla Messa tradizionale di Mons. Carlo Maria Viganò

 di Aldo Maria ValliDuc in altum


Voi che vi permettete di proibire la Santa Messa apostolica, l’avete mai celebrata? Voi che dall’alto delle vostre cattedre di liturgia sentenziate piccati sulla “vecchia Messa”, avete mai meditato le sue preghiere, i suoi riti, i suoi gesti antichi e sacri? Me lo sono chiesto più volte, in questi ultimi anni: perché io stesso, che pure questa Messa ho conosciuto sin da piccolo; che quando ancora portavo i calzoni corti avevo imparato a servirla e a rispondere al celebrante, l’avevo quasi dimenticata e perduta.

Introibo ad altare Dei. In ginocchio sui gelidi gradini dell’altare, prima di andare a scuola, in inverno. A sudare sotto la veste di chierichetto, nella canicola di certe giornate estive. L’avevo dimenticata, quella Messa, che pure fu quella della mia Ordinazione, il 24 marzo 1968: un’epoca in cui si percepivano già le avvisaglie di quella rivoluzione che di lì a breve avrebbe privato la Chiesa del suo tesoro più prezioso per imporre un rito contraffatto.

giovedì 3 febbraio 2022

CULTURE WAR

Guerra della cultura di S. Ecc. Mons. Richard Williamson



Questi “Commenti” almeno una volta hanno caldamente raccomandato ai lettori di leggere i frequenti articoli di John HORVAT sul sito web della TFP su tfp.org. Questo perché, oggi, per innumerevoli adulti Dio è il Grande Innominabile. Non deve pertanto essere nominato nella società politicamente corretta. Al contrario, quando spesso Horvat commenta la politica americana, lo fa sempre dalla prospettiva cattolica di Dio Onnipotente. Nelle parole di uno dei grandi pensatori Cattolici del 19° secolo, Horvat vede, e dice, che se Dio oggi non sta governando la Creazione con la Sua presenza, allora la sta governando con la Sua assenza.

mercoledì 2 febbraio 2022

Festa della Purificazione di Maria Santissima "Candelora"


Le parole che, sotto la penna di San Luca, aprono il vangelo della messa del 2 febbraio, hanno qualcosa che ci può stupire e confondere: "Quando i giorni della purificazione di Maria erano finiti, secondo la legge ...".

Quale potrebbe essere il significato di tale affermazione? Perché purifichiamo solo ciò che può esserlo ... Come possiamo ammettere che Maria, la Vergine Immacolata, abbia potuto essere purificata? E se lo fosse, quale significato può dunque avere la parola "purificazione", applicata alla "tutta pura"?

Per capirlo, dobbiamo ricordare la prescrizione della legge di Mosè: ogni donna che, avendo concepito un uomo, ha partorito nel suo sangue secondo i modi ordinari, ha contratto un'impurità legale, da cui doveva essere purificata alla fine del un periodo specificato. Questo perché l'essere nato è stato concepito ed è poi nato nel peccato originale.

A un esame più attento, come osservato da San Beda, Sant'Ambrogio e persino Origene, sembra quindi che questa prescrizione non riguardasse la Vergine Maria. Non avendo concepito da un uomo, ma dallo Spirito Santo, rimase vergine dopo il concepimento del Figlio di Dio; e quando nacque, quest'ultima partorì in maniera immacolata e, ancora una volta, mantenne miracolosamente il suo sigillo verginale. Pertanto, questa vergine non era una donna come le altre; il Figlio di Dio che si era fatto carne in lei, incarnandosi e poi nascendo, non aveva aperto il ventre materno; e, in tutto ciò, nulla seguiva i modi ordinari.

Nessuna contaminazione, quindi, ha mai offuscato la purezza mariana.

Preservata, fin dal primo momento della sua esistenza, dalla macchia originale, non ha mai commesso il minimo peccato, o anche la più piccola imperfezione ...

E il bambino che ha concepito e dato alla luce, essendo il Figlio di Dio, non aveva nemmeno bisogno di essere preservato da un peccato originale che, in ogni caso, non poteva toccarlo.

Tutt'altro: lungi dall'essere un'occasione di contaminazione per la sua santa madre, il Figlio-Dio era per lei il principio di una nuova santità: accogliendo in lei, all'ombra dello Spirito Santo, il frutto benedetto del suo seno fecondo, l'Immacolata Concezione ricevette, con questo contatto divino, un meraviglioso aumento di grazia e purezza. La sua santità originale fu così confermata e aumentata.

E per tutta la sua vita, fino alla sua Assunzione nella gloria dei Cieli, la Madre di Dio non ha mai smesso di crescere nell'ordine della grazia. Pertanto, lungi dal necessitare di una purificazione a cui si sottomette per darci l'esempio, è lei che ci purifica!

Primo, perché è la pura fonte di Colui che è la Purezza stessa, e perché ce la offre in modo che attraverso Lui saremo lavati dalle nostre contaminazioni. Poi perché ci allontana dal demonio di cui schiaccia la testa, per offrirci al suo divin Figlio. Infine, perché, per la sua bellezza stessa, eleva e purifica le nostre anime: San Tommaso fa sua l'opinione che circolava ai suoi tempi, secondo la quale, "come viene detto, la grazia della santificazione ha non solo represso in lei le concupiscenze illecite; ma [questa grazia] è stata efficace anche per gli altri: in modo che, anche se era bella nel suo corpo, non avrebbe mai potuto suscitare lussuria verso la sua persona".

O Madre Immacolata, Maria, piena di grazia, purifica i tuoi figli contaminati dai loro peccati.

martedì 1 febbraio 2022

La Madre di Dio ha fatto voto di verginità?



La Madonna è Vergine, di una verginità che ha conservato per tutta la vita: prima, durante e dopo la nascita del suo divin Figlio. I Padri si sono chiesti se Maria avesse fatto voto di rimanere vergine. San Tommaso d’Aquino riassume la Tradizione su questo argomento.

Il punto di partenza di questa riflessione è la risposta di Maria all’arcangelo Gabriele che annuncia la sua maternità: «Come avverrà ciò, visto che non conosco uomo?» Lc 1, 26. Per comprendere bene questa risposta, dobbiamo ricordare che il verbo «conoscere» è usato dalla Sacra Scrittura per parlare dei rapporti carnali.

Poiché la Vergine Maria è promessa sposa di San Giuseppe – fidanzamento che presso gli ebrei equivale quasi al matrimonio – questa domanda denota il fatto della verginità con l’intenzione di mantenerla nello spirito della consacrazione a Dio.

Così la intende Sant’Agostino: «All’annuncio dell’Angelo, Maria risponde: ‘Come avverrà ciò, se non conosco uomo?’. Cosa che certamente non avrebbe detto se non avesse precedentemente consacrato la sua verginità a Dio» De sancta virginitate, 4 (citato da san Tommaso). Molti Padri seguirono sant’Agostino.
La bella spiegazione del ‘Dottore comune’

Nell’esposizione della convenienza di questo voto, San Tommaso propone il principio dell’attribuzione dei privilegi: bisogna supporre nella Beata Vergine ciò che c’è di più perfetto; ora la verginità consacrata per voto è più perfetta della verginità non consacrata. Quindi ha espresso questo desiderio.

Il Dottore Angelico spiega altrove che «ciò che si fa per voto è più perfetto. Ma l’utilità principale del voto è rafforzare la volontà nel bene». Dice anche che ad una «volontà già santificata come quella della Madonna, che gode di perfetta virtù, non serve fare molti voti.»

Sorge dunque la domanda: «Perché proprio quello della verginità, quando bastava praticare la castità perfetta? La risposta è molto bella e chiara: «perché esso stabilisce in uno stato di vita», affinché nell’atto di tale voto si possa fare il dono di tutta la propria vita.

Precisa inoltre: «Se lo confrontiamo con altri voti religiosi, quello dell’obbedienza è sufficientemente sostituito dall’impegno del matrimonio, sotto l’autorità di San Giuseppe, e quello della povertà non è prudente per una madre di famiglia.»

Tuttavia, osserva che i costumi dell’epoca non avrebbero permesso a una donna di non sposarsi, perché tutti i membri del popolo eletto dovevano partecipare alla sua propagazione. Inoltre considera con alcuni Padri che la Vergine fu prima promessa sposa di Giuseppe, e che poi, di comune accordo, avrebbero entrambi fatto voto di verginità.

Ma è anche possibile, secondo altri autori, che l’accordo tra Giuseppe e Maria sia avvenuto prima del fidanzamento, e che abbiano fatto il voto prima di sposarsi.

Il cardinale Gaetano – grande commentatore di San Tommaso – aggiunge: «Non forse è naturale pensare che questo santo sposo, permettendo alla moglie di votare la sua verginità restando nel matrimonio, abbia fatto anche lui lo stesso voto?»

«Ciò considerando soprattutto la divina provvidenza, che dovette ispirare questa risoluzione, per così dire, in Giuseppe, affinché la Vergine delle vergini avesse per compagno e custode un marito che fosse ugualmente vergine. Inoltre, Maria non sarebbe stata ‘piena di grazia’ se questa grazia, che doveva desiderare soprattutto nella sua fondamentale rettitudine, fosse mancata in suo marito.»

Così la Vergine Maria è, secondo la sentenza comune, la prima a fare il voto di verginità, secondo il tempo e secondo la perfezione dell’atto.

(FONTE: FSSPX.NEWS)

lunedì 31 gennaio 2022

LA PREGHIERA CONSEGNATA DALLA MADONNA STESSA (REGINA DEGLI ANGELI) PER INVIARE GLI ANGELI A SCONFIGGERE I DEMONI



Nel 1864, in Francia, la Madonna apparve a un prete e gli insegnò una potente preghiera per combattere e sconfiggere i poteri dell’inferno.

Il 13 gennaio 1864, il beato padre Luis-Eduardo Cestac fu improvvisamente colpito da un raggio di luce divina. Vide dei demoni sparsi per tutta la terra, causando un’immensa confusione. Allo stesso tempo, ha avuto una visione della Vergine Maria.

La Madonna le ha rivelato che in effetti il ​​potere dei demoni era stato scatenato in tutto il mondo e che più che mai era necessario pregare la Regina degli Angeli e chiederle di inviare le legioni dei santi angeli per combattere e sconfiggere poteri dell’inferno.

“Madre mia”, disse il prete, “sei così gentile, perché non mandi questi angeli per te senza che nessuno te lo chieda?”

“No”, rispose la Beata Vergine, “la preghiera è una condizione stabilita da Dio stesso per ottenere questa grazia”.

“Allora, santissima Madre”, disse il prete, “insegnami come vuoi che ti venga chiesto!”

Fu allora che il Beato Luís-Eduardo Cestac ricevette la preghiera “Augusta Regina dei cieli”. “Il mio primo dovere”, disse, “era di presentare questa preghiera a Monsignor La Croix, vescovo di Bayonne, che si era degnato di approvarlo. Dopo aver adempiuto a questo dovere, ho stampato 500.000 copie e ho disposto che fossero distribuiti ovunque. (…) Non dovremmo dimenticare che la prima volta che li abbiamo stampati, la stampante è arrivata a rompersi due volte”.

Questa preghiera fu celebrata da Papa San Pio X l’8 luglio 1908.

Si raccomanda che sia imparata a memoria:
Preghiera rivelata al Beato Padre Louis-Edouard Cestac 
(13 gennaio 1864)

                                             
PREGHIERA




“Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, Tu che hai ricevuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa a Satana, Ti chiediamo umilmente di mandarci le legioni celesti perché al Tuo comando, inseguano i demoni, li combattano dappertutto, reprimano la loro audacia e li respingano nell’abisso.

O eccelsa Madre di Dio, invia anche San Michele, l’invincibile capo degli eserciti del Signore, nella lotta contro gli emissari dell’Inferno tra gli uomini. Distruggi i piani degli empi e umilia tutti coloro che vogliono il male. Ottieni loro la grazia del ravvedimento e della conversione, affinché essi diano onore al Dio vivente Uno e Trino e a Te.

O nostra potente protettrice, per mezzo dei risplendenti Spiriti celesti, custodisci su tutta la terra la chiesa, i luoghi sacri e specialmente il Santissimo Sacramento dell’altare. Impedisci ogni profanazione ed ogni distruzione. Gli Angeli sono ogni istante in attesa di un tuo cenno e bruciano dal desiderio di esaudirlo.

O Madre celeste, proteggi infine anche le nostre cose e le nostre abitazioni dalle insidie dei nemici. Fa che i santi Angeli dimorino sempre in esse e vi portino la benedizione dell’Altissimo. Chi è come Dio? Chi è come te, o Maria? Tu che sei la Regina degli Angeli e la vincitrice di Satana?

A te tenera Madre, Tu sarai sempre il nostro amore e la nostra speranza. O Madre divina, invia i Santi Angeli per difenderci e per respingere lungi da noi il crudele nemico infernale. Santi Angeli ed Arcangeli difendeteci e custoditeci. Amen”




« Credo nella Scienza » …o nel consenso emotivo? Moralità del “credere” ai dati scientifici




 di Don Stefano Carusi


fonte Disputationes theologicae

« Io credo nella scienza », « bisogna credere nella scienza », ecco le frasi che risuonano oggi ad ogni pie’ sospinto per richiedere o giustificare il proprio aprioristico assenso ad un insieme di dati “scientifici”, compresi quelli che talvolta non possono essere conosciuti se non da pochissimi esperti e forse con certezza nemmeno da loro.
Di fatto oggi si assiste, su uno sfondo di interessi stratosferici, alla fusione di una supposta “Fede nella Scienza” con l’emotività sapientemente condotta dalle briglie dei Media, cui si tributa a sua volta un cieco assenso. Ed è proprio quello stesso consenso mediatico, che non risparmia il ricorso all’irrazionalità isterica, ad invocare incessantemente la copertura della “scienza” in cui « si deve credere ». Gli stessi che sofisticamente ci avevano insegnato fino a poco tempo fa che la “Scienza” (quella con la maiuscola) esclude ogni credo, men che meno in Dio, ci dicono oggi che bisogna « credere nella scienza » ed alcuni ecclesiastici sono persino giunti, nell’asservimento imperante ai poteri mondani, a dire che è grave peccato non obbedire alle tesi correnti “della scienza”.

I vescovi tedeschi appoggiano la campagna LGBT




Molti vescovi hanno elogiato la campagna LGBT #Out In Church . La Conferenza episcopale tedesca (DBK) ha rilasciato la propria dichiarazione ufficiale il 24 gennaio 2022.

Diversi vescovi tedeschi hanno elogiato l'ampia campagna mediatica LGBT che ha coinvolto sacerdoti e operatori ecclesiastici tedeschi, accusando la Chiesa cattolica di sostenere insegnamenti "diffamatori" su "genere e sessualità".

L'insegnamento della Chiesa deve cambiare sul tema dell'omosessualità e dell'identità di genere e il Cammino sinodale tedesco è la strada giusta per raggiungere questo obiettivo: questo è stato il messaggio delle diocesi e delle associazioni ecclesiali il 24 gennaio per la campagna #Out In Church .

Nella dichiarazione ufficiale della DBK, il Vescovo di Aquisgrana, Mons. Helmut Dieser, accoglie con favore la campagna LGBT "a nome della Conferenza episcopale tedesca", con la motivazione che questa campagna è stata "un segno che stiamo lavorando affinché questo clima di impavidità può e deve svilupparsi nella nostra Chiesa”.

Il vescovo Diesen ha anche affermato nel video della DBK: “Nessuno può essere discriminato, svalutato o criminalizzato a causa del suo orientamento sessuale o dell'identità di genere.

“Il Cammino sinodale insegna a comprendere più a fondo che l'orientamento sessuale e l'identità di genere fanno parte della persona. Abbiamo un'immagine dell'uomo che ci dice che la persona è amata incondizionatamente da Dio e su questa base affrontiamo in modo nuovo le questioni dell'orientamento sessuale, dell'identità, ma anche del successo della sessualità. . »

Si è detto “convinto che abbiamo lo spazio necessario, nell'ambito del Cammino sinodale, in particolare nel nostro forum che si occupa di queste questioni, per rispondere in modo costruttivo, per liberarci dalla paura”.
Campagna di sostegno ai vescovi

La diocesi di Essen ha annunciato la sera del 24 gennaio di sostenere l' iniziativa #OutinChurch . Il vescovo Franz-Josef Overbeck “ha già invitato la Chiesa, due anni fa, a 'depatologizzare' l'omosessualità”, secondo il comunicato diocesano.

Il vescovo Franz-Josef Bode von Osnabrück ha annunciato di aver riconosciuto la campagna come "un passo coraggioso da parte di 125 dipendenti omosessuali della Chiesa cattolica in tutto il Paese". Ha anche chiesto una modifica del diritto del lavoro.

La diocesi di Würzburg ha affermato che il Gruppo di lavoro pastorale diocesano istituito dal vescovo Franz Jung accoglie favorevolmente la campagna LGBT.

Il vescovo Heinrich Timmerevers di Dresden-Meißen ha elogiato la campagna #OutinChurch e ha ringraziato gli attivisti per le “impressionanti testimonianze” sul suo account Twitter ufficiale diocesano, per le quali è “molto grato”.

L'arcidiocesi di Amburgo ha pubblicato sui social media citazioni e immagini in cui il vescovo Hess ha salutato la campagna LGBT. Ha inoltre annunciato su Facebook che la campagna LGBT voleva "rivedere le dichiarazioni diffamatorie fatte nell'insegnamento della Chiesa sul genere e sulla sessualità". Gli attivisti hanno chiesto "l'accesso ai sacramenti cattolici".

Anche diverse associazioni cattoliche tedesche hanno espresso la loro solidarietà alla campagna.

Cattolica, c'è più del nome in questa promozione di un movimento radicalmente contrario alla dottrina rivelata. Lo scisma è ben consolidato al di là del Reno.

Fonte: Fsspx.News

domenica 30 gennaio 2022

L’uomo senza Dio fa della finanza un Inferno sulla terra. La nostra sola speranza è la rinascita di Cristo nei cuori.




COMMENTI ELEISON DCCLIX  
La SUPER-INFLAZIONE STA ARRIVANDO
Riassumiamo brevemente alcune preziose verità dal sito Web di Doug Casey (internationalman.com) “Ecco perché la stampa di denaro non si fermerà”.
Domanda: Il governo degli Stati Uniti ha recentemente stampato più denaro di quanto non abbia fatto per durante i suoi 250 anni di esistenza. Il governo degli Stati Uniti ha qualche alternativa alla ininterrotta stampa di denaro?
Risposta: La domanda è, cosa farà la Federal Reserve (Fed) quando non potrà più fingere che l’inflazione sia sotto controllo? La Fed ha già stampato trilioni di dollari in modo che un’inflazione ancora più alta è già una torta pronta. La questione è come risponderà la Fed all’inflazione fuori controllo. 
1) continua a stampare trilioni e lascia che l’inflazione salga alle stelle, assicurando che il dollaro finisca perdendo tutto il valore, o 
2) inasprisce la politica monetaria tagliando la spesa pubblica, favorendo il crollo dei mercati, compreso quello azionario.
Di fronte a una tale scelta, i politici di solito scelgono l'opzione facile, in questo caso continuare a stampare denaro. Infatti, le decisioni di tagliare la spesa sono spesso diventate politicamente impossibili, così che il governo degli Stati Uniti ha già la prospettiva certa di infiniti deficit multimiliardari che solo la stampa di denaro in costante aumento può finanziare. Quindi una stima prudente del deficit di bilancio da qui al 2031 sarà vicino a 20 trilioni di dollari, un deficit che solo le macchine da stampa della Fed possono pagare.
Inoltre, non c’è un debitore più grande, nella storia del mondo, del governo degli Stati Uniti e l’inflazione consente a qualsiasi debitore di ridurre il proprio carico di debiti, perché ciò che ha preso in prestito in dollari lo può ripagare in pochi centesimi. Pertanto il governo ha un enorme incentivo a continuare a creare enormi quantità di inflazione.
Inoltre, una breve occhiata a come il governo degli Stati Uniti si autofinanzia rivela che, senza dubbio, sta gestendo un gigantesco schema Ponzi, il che significa che se smettono di pompare continuamente più denaro fresco in esso, l’intera impalcatura crollerà. Ora, a differenza degli schemi Ponzi privati, il governo degli Stati Uniti può continuare a pompare nuovo denaro per la sua truffa, stampando tutto il denaro che gli occorre. Quindi anche se la Fed provasse a fare tagli della spesa, non appena i mercati inizieranno a crollare e le istituzioni a fallire, smetterà di stringere e libererà nuovamente la stampa di denaro. In breve, il governo degli Stati Uniti non ha altra scelta che continuare ad aumentare la stampa di denaro per coprire le proprie spese.
Domanda: Ma il governo ha recentemente affermato che “l’inflazione è buona”.
Risposta: Sciocchezze! Beneficia il governo alleggerendo il suo onere del debito, ma lo fa svuotando il valore dai dollari nelle tasche di ogni cittadino. Il governo sta infatti derubando i suoi cittadini, ma in modo tale che pochi cittadini si rendano conto di ciò che sta accadendo. In effetti, la Fed e altre banche centrali sono esistite solo per rubarti denaro attraverso l’inflazione e reindirizzarlo a persone politicamente legate. Questo è sempre stato il loro scopo principale, che hanno coperto grazia a un flusso di false informazioni su finanza ed economia da parte dei vili media e delle “università” in particolare.
Domanda: Quali altri trucchi può giocare il governo degli Stati Uniti a questo punto del gioco?
Risposta: In qualunque modo lo chiamino e qualunque forma assuma, potete essere certi che il risultato sarà il trasferimento di più denaro e potere al governo. L’inflazione fuori controllo è una scusa comune per i governi per attuare controlli sui capitali, controlli sui prezzi, confische di ricchezza e ogni tipo di altra brutta misura. Ma forse la voce più terrificante del menu sono le valute digitali della banca centrale (CBDC), che renderanno possibile un sistema di sorveglianza orwelliano che monitora e controlla ogni centesimo guadagnato, risparmiato e speso. Le CBDC sono un argomento importante; dovremmo dedicare a loro la nostra prossima conversazione.

                                                                                           Kyrie eleison.







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