Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

venerdì 28 luglio 2023

Non si può annacquare la Dottrina cattolica per supposti motivi pastorali


Carissimi amici,
Davanti al tribunale di Dio bisognerà dar conto di tutto ciò che si è fatto durante la vita. Il Giudice Divino domanderà ragione anche delle parole. Nel Santo Vangelo si legge: “Di ogni parola oziosa che gli uomini avranno detta, mi daranno conto di essa nel dì del giudizio.”
Uno dei peccati più gravi è lo scandalo, perché per mezzo di esso il male si moltiplica nelle anime. Si chiama scandalo la spinta o l’occasione di fare peccare gli altri. Questo male può farsi eccitando qualcuno al peccato o insegnando a commetterlo. Ordinariamente si chiama scandalo il cattivo esempio in fatto di moralità. Il mondo è un ammasso di scandali e Gesù Cristo ha pronunziato un terribile « guai » contro di esso: Guai al mondo, per i suoi scandali! Quanti scandali intanto avvengono giornalmente. A quante anime innocenti s'insegna la immoralità! Quanti perfidi suggerimenti si danno anche a coloro che vorrebbero mantenersi sulla retta via! Chi è stato scandalizzato, facilmente persevera nell'offesa di Dio ed a sua volta sarà di scandalo agli altri, e questi ad altri ancora.
Abbiamo il dovere d'impedire, nei limiti del possibile e con modi opportuni, lo scandalo e il cattivo esempio.Dobbiamo pregare per la Chiesa, che nasce dal costato di Cristo  acquistata col Suo preziosissimo Sangue...chiediamo che sia Purificata, santificata, governata, conservata pura, santa e senza macchia, esaltata e che trionfi su tutti i nemici ed errori, che possono attaccarla; che con la sinodalità ne stanno emergendo molti ,che Cristo Re principe di pace faccia regnare la pace, l'unione, la carità, insomma tutte le virtù cristiane.
G.T.


Santo Padre;mi permetta di scriverle per ricordargli qual'era la funzione che svolgeva la “Congregazione per la dottrina della fede”.
Come lei sa, prima che papa Paolo VI ne cambiasse il nome, questo dicastero si chiamava “Sant’Uffizio dell’Inquisizione romana”. Si parlava anche di “Supremo Tribunale dell’Inquisizione”. Era lì per fermare gli errori prima che diventassero eresie e per giudicare i fautori di queste deviazioni: l’aspetto dottrinale era unito a un aspetto legale con una sfumatura di giurisdizione penale. La Congregazione era, per destinazione, anti-protestante, anti-novità: in una parola “anti” qualsiasi cosa che potesse far deviare la Chiesa dalla “verità”. Perché come lei saprà i buoni pastori vigilano sul gregge loro affidato.

(salute animarum, quae in Ecclesia suprema semper lex esse debet).

Santo Padre, la struttura fondamentale della Chiesa e gran parte della sua vita sono definite dal diritto divino rivelato.
Benché esposte nel Codice di Diritto Canonico, le istituzioni fondamentali ed essenziali della Chiesa - i sacramenti, il primato romano, il sacerdozio ministeriale, il collegio dei Vescovi, ecc. - non sono definiti dalla scelta specifica dei singoli, ma trovano piuttosto origine nella volontà del Fondatore, Cristo, espressa nelle Scritture e nella Tradizione vivente della Chiesa. In altre parole tali strutture fondamentali e le istituzioni canoniche che le esprimono non sono il frutto di accordi costituzionali o di particolari compromessi storici, come comprensibilmente accade nella società civile. Piuttosto, essi dipendono da una realtà dogmatica che rimane sempre vincolante.Ciò spiega perché, in definitiva, tutte le norme che si trovano nel diritto canonico, siano esse di origine rivelata. Vostra Santità stessa,con i Vescovi, i parroci, dovete tenere conto della relazione fondamentale dell’uomo con Dio e della sua apertura alla salvezza.
Perché ne sarete chiamati in giudizio dinnanzi al Trono di Dio.
La Chiesa ha chiaramente definito nel suo magistero perenne la dottrina cattolica sulla salvezza delle anime. Uno stravolgimento, invece, avviene durante il Concilio Vaticano II,oggi sul cammino sinodale dove si verifica una svolta radicale sulla Chiesa ed il suo ruolo di evangelizzazione.La nuova base dottrinale su cui tali cambiamenti si fondano e si possono riassumere in diverse parole: "ecumenismo,anarchia, relativismo,indifferentismo". Una nuova dottrina, che in ogni conferenza episcopale trova Vescovi e cardinali smaniosi di apportare novità e sensazionalismo alla fede Cattolica che essi dovrebbero custodire gelosamente dagli attacchi di un mondo sottosopra che va allegramente nel precipizio.Santo Padre “La salvezza delle anime è la legge suprema delle Chiesa!”, così recita un antico principio che potrebbe essere tradotto con queste parole più semplici: "la salvezza dell’anima deve essere la preoccupazione prima della Chiesa; oppure: prima di tutto, e ad ogni costo, la salvezza delle anime, perché possano avere la vita eterna". Ogni vescovo e pastori d'anime, dovrebbero essere animati da questa preoccupazione. Gli inutili sforzi che alcune conferenze episcopali fanno per riformare la fede cristiana secondo la moda del momento, sta apportando lo sgretolamento della Chiesa cattolica e la desertificazione delle chiese da parte dei fedeli.Santo Padre,Non sarà l’abolizione del celibato, l’ordinazione sacerdotale delle donne e la benedizione delle coppie omosessuali a garantire la sopravvivenza della Chiesa cattolica in Germania e in ogni dove nell' orbe terracqueo. Il Sinodo sulla sinodalità è divenuto un modo per attaccare le fondamenta della Chiesa Cattolica. In questi anni sono state spese tantissime parole e si è parlato molto di ascolto, ma è venuta meno quella capacità di insegnare che dovrebbe essere propria del Vicario di Cristo e della Chiesa di Dio. Ascoltiamo, certo, ma poi cosa diamo alla gente? Le persone non bussano alle porte delle nostre Chiese solo per essere ascoltate ma cercano anche una “soluzione” alla loro sete d’amore e quella soluzione non possono essere le ideologie del nostro tempo ma deve necessariamente essere Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
“Non sminuire in nulla la salutare dottrina di Cristo, è eminente forma di carità, (di pastoralità) verso le anime. Ma ciò deve sempre accompagnarsi con la pazienza e la bontà di cui il Redentore stesso ha dato l’esempio nel trattare gli uomini. Venuto non per giudicare, ma per salvare, egli fu certo intransigente con il male, ma paziente e misericordioso verso i peccatori”

giovedì 20 luglio 2023

La Babele Vaticana



Sacerdoti, parlateci di DIO! Come ne parlavano Gesù, Paolo Apostolo, Benedetto da Norcia, Francesco Saverio, Santa Teresina. Il mondo ha bisogno di Dio!..."DIO Vogliamo". E non se ne parla. Si ha paura a parlare di DIO. Si parla di problemi sociali, del pane. Oggi invece pare che i preti non sappiano fare altro che gli operatori sociali! Sanno fare soltanto concorrenza ai politici, ai sindacalisti, agl'impresari, nel frattempo le chiese sono sempre più vuote ! L'unica cosa che non fanno e non sanno fare è il Prete! E lasciano volentieri questo compito ai laici...Vedere oggi certe suore sportive o ballerine... fa senso! verrebbe da commentare pesantemente! anche perché vedere in televisione certe suore con il velo o senza non attraggono nessuno tanto meno i peccatori che preferiscono le belle ragazze di spettacolo. Dov'è la loro rinuncia al mondo? Dov'è il Vaticano? Sembra proprio che il Vaticano sia occupato a scomunicare chi preferisce conservare la fede cattolica di sempre, il sacerdozio cattolico e l'immutabile dottrina. Eppure Gesù Cristo è lo stesso ieri oggi e sempre se potessero scomunicherebbero pure Lui.

Come le gravissime parole di Mons. Américo Aguiar, responsabile della GMG di Lisbona appena nominato cardinale, che non vuole assolutamente convertire i giovani a Cristo. Che cosa faremo quando le cose peggioreranno? Perché è sicuro che le cose nella Chiesa, salvo un prodigioso intervento divino, peggioreranno. Non c’è possibilità che non lo facciano. La legge dell’accelerazione della gravità sembra valere anche per le istituzioni, e il declino e il deterioramento della fede cattolica promossi durante l’intero pontificato bergogliano hanno accelerato a ritmi proporzionali la sua massa. Credo sia importante considerare la gravità di queste parole, pronunciate da un cardinale appena eletto – cioè uno che gode della piena fiducia del pontefice e che, una volta terminata la Gmg, occuperà sicuramente una posizione importante nella Chiesa – perché, a mio avviso, si tratta di una sorta di apostasia. È una rinuncia esplicita a Cristo come unico salvatore e redentore dell’umanità.Il secondo fatto riguarda il vescovo Víctor Fernández, il quale negli ultimi giorni si è dedicato a documentare la sua ignoranza sui media di tutto il mondo con affermazioni a dir poco imbarazzanti, [da antologia l’intervista che ha rilasciato a Repubblica: per dimostrare che non è un progressista, ha detto: “Tra Hitler e san Francesco, preferisco san Francesco, anche se è del Medioevo”. Esilarante].
A una testata americana, Crux, ha poi dichiarato: “Prendo molto sul serio l’ultima cosa contenuta nella lettera [del papa]: devo assicurare che sia i documenti del dicastero sia quelli degli altri accettino il Magistero recente. Questo è essenziale per la coerenza interna del pensiero della Curia romana. Perché può succedere che si diano risposte a certe questioni teologiche senza accettare ciò che Francesco ha detto di nuovo su quelle questioni. E non si tratta solo di inserire una frase di papa Francesco, ma di lasciare che il pensiero venga trasfigurato dai suoi criteri. Questo vale in particolare per la teologia morale e pastorale”.
Insomma: Tucho, come prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, non condannerà nessuno e dialogherà con tutti gli eretici e le eretiche che appaiono qua e là, ma per tutti i suoi colleghi della Curia romana sarà un severo commissario politico. Nessun dicastero, nessun cardinale potrà sgarrare, perché ogni documento e scritto, prima di essere pubblicato, sarà accuratamente censurato dal commissariato politico piazzato nel palazzo del Sant’Uffizio.Ma c’è un altro dettaglio nell’intervista rilasciata dal neo-prefetto. Egli ritiene che il suo lavoro di commissario politico del leader gloriosamente regnante sarà “particolarmente vero per la teologia morale e pastorale”. Domanda: perché non per la teologia dogmatica? Semplice: perché il dogma, la dottrina, non esistono. Per monsignor Fernández, come per papa Francesco, i dogmi e la dottrina teologica non sono altro che nomi e parole per cui non vale la pena litigare. “Lasciate che i teologi discutano quanto vogliono su queste questioni, ma non fateci perdere tempo”, disse il pontefice nel 2014.Così, quando a ottobre prossimo il sinodo sulla sinodalità emetterà le sue deliberazioni e includerà, come sicuramente farà, la richiesta che la Chiesa conceda un rito liturgico di benedizione alle unioni omosessuali; e quando il cardinale Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, stabilirà che tale benedizione può essere impartita purché non venga confusa con il sacramento del matrimonio (cosa che sicuramente farà, come ha già detto); e quando papa Francesco o il suo successore, nell’esortazione post-sinodale, la autorizzerà in modo esplicito o attraverso una nota a piè di pagina come ha fatto con Amoris laetitia, cosa che molto probabilmente accadrà, noi che cosa faremo?

Sappiamo che cosa hanno fatto un buon numero di anglicani quando è successa la stessa cosa nella loro chiesa qualche decennio fa: hanno chiesto di essere ammessi nella Chiesa cattolica. Ma noi?
Il fatto che la Sede romana abbia apostatato dalla fede è un segno? Il fatto che abbia disertato, che si sia allontanata dalla dottrina insegnata dagli apostoli, è un segno?
E se così è, cosa dobbiamo fare?
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