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diA.diJ. – Il tramonto dei Tre Amori Bianchi: Dove è finita l'anima dell'Europa?

Carissimi amici e lettori, il 7 ottobre 1571,la flotta della Lega Santa spezza l'egemonia ottomana a Lepanto. Il 12 settembre 1683, Vienna assediata dal Gran Visir Kara Mustafa. Due date, un'unica storia: quella di una Cristianità che sa inginocchiarsi davanti a Maria per poi rialzarsi con la spada in pugno. A Lepanto si distinsero la Lega Santa, Papa Pio V e Don Giovanni d'Austria; a Vienna, il Sacro Romano Impero e il re polacco Giovanni III Sobieski. Da una parte si schierarono le potenze cattoliche, dall'altra l'Impero Ottomano, animato dall'ambizione di marciare su Roma e innalzare la mezzaluna sulla cupola di San Pietro. Lì, tuttavia, la loro espansione si arrestò. E sapete perché? Perché allora vi era un Papa che credeva fermamente, un Rosario recitato all'unisono da tutta Europa e un esercito consapevole del valore per cui sacrificare la vita. Oggi, carissimi amici, l'Europa cristiana sta subendo il medesimo assedio, con la drammatica differenza ...
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Jacques Fournier L’ECLISSI DEL SOPRANNATURALE: DALLA RIVOLUZIONE BOLSCEVICA ALL’EUROPA DELLE GUERRE E DELLA MENZOGNA

Carissimi amici e lettori, nel marasma della modernità avanzata, l’uomo contemporaneo tende a esaminare le crisi geopolitiche, antropologiche e sanitarie come compartimenti stagni, frutti accidentali di contingenze storiche. L’analisi che l'autore vi  propone oggi scardina questa illusione ottica, offrendo uno sguardo radicale e controrivoluzionaria sui mali del nostro tempo. Dalla violenza del totalitarismo bolscevico del 1917 alla fluidità distruttiva dell'ideologia LGBTQ+, fino ad arrivare alla gestione biopolitica della crisi sanitaria e al cinismo di un’Europa oligarchica che si nutre di menzogne e soffia sul fuoco di guerre fratricide, il filo conduttore è uno solo: l'eclissi sistematica del senso soprannaturale. L’articolo mette a nudo non solo la feroce coerenza dello spirito anticristiano che guida le élite globaliste, ma affronta la ferita più dolorosa: l'abdicazione e la remissività di una Gerarchia ecclesiale che ha chiuso i tabernacoli per piegarsi all'...

ZUPPI APRE IL CONSIGLIO PERMANENTE CEI: "CHIESA AL SERVIZIO DELL'UOMO E DELLA PACE". BELLO. PECCATO CHE SENZA CRISTO RE È SOLO UN VOLANTINO DEL PD

di A.diJ. Carissimi amici e lettori, il cardinale Matteo Zuppi ha aperto il Consiglio Permanente della CEI richiamando la Chiesa italiana all'imperativo di incontrare e ascoltare le persone. Al centro del suo discorso: prossimità ai fragili, cura della vita, dialogo interreligioso ed educazione. Le condizioni di nascita, economiche o fisiche — ha spiegato l'arcivescovo di Bologna — non devono determinare le opportunità educative di un ragazzo. Il traguardo auspicato è una Chiesa al servizio dell'uomo e della pace, priva di diseguaglianze sociali. Tutto questo suona molto bello. Ogni buon cattolico lo auspica: chi non vorrebbe aiutare i fragili? Chi non vorrebbe che un giovane svantaggiato potesse studiare? Ma c'è un problema teologico enorme, Eminenza. Lei lo sa benissimo, perché era scritto chiaramente sui muri delle vostre chiese prima che le imbiancaste con la retorica della sinodalità: solo attraverso Cristo Re, Principe della Pace, si può ottenere una vera giustizi...

Se tutto salva, niente salva: la finta misericordia condanna solo le anime

"La Chiesa è intransigente sui principi perché crede, tollerante nella pratica perché ama". Ecco perché solo la Chiesa Cattolica salva. (Garrigou Lagrange) A.diJ. Carissimi amici e lettori, C’è una singola frase capace di demolire in un secondo sessant'anni di noiosissimi convegni a Subiaco, infiniti tavoli ecumenici di Sant'Egidio, manovre storiche della "mafia di San Gallo" e l'ossessione del Cardinal Zuppi per una Chiesa ridotta a pura agenzia di servizi per l'uomo. A pronunciarla è stato il titano della teologia domenicana del Novecento, il francese Réginald Garrigou-Lagrange — maestro di santi e pontefici: "La Chiesa è intransigente sui principi, perché crede, è tollerante nella pratica, perché ama. I nemici della Chiesa sono tolleranti sui principi, perché non credono, e intransigenti nella pratica, perché non amano." In questo fulmine racchiuso in poche parole c’è tutto: la diagnosi chirurgica della crisi post-conciliare e la sua u...

Mons. Carlo Maria Viganò: SPES CONTRA SPEM

Osservazioni sulla Nota “Un cammino di speranza” dei Dicasteri per la Dottrina della Fede, per l’Unità dei Cristiani e per il Dialogo Interreligioso Et non est in alio aliquo salus. Nec enim aliud nomen est sub caelo datum hominibus, in quo oporteat nos salvos fieri. Act 4, 12 Habere non potest Deum patrem qui Ecclesiam non habet matrem. S. Cyprianus, De unitate Ecclesiæ, 6 Premessa: una data che accusa La Nota Un cammino di speranza, redatta per il sessantesimo anniversario di Nostra Ætate, porta la firma dei Cardinali Fernández, Koch e Koovakad. Leone XIV l’ha approvata e ne ha ordinato la pubblicazione. È datata 16 settembre, memoria dei Santi Cornelio e Cipriano. Non so se gli estensori si siano accorti dell’ironia: San Cipriano è il Padre che ha consegnato alla Chiesa la formula salus extra Ecclesiam non est. Egli ha insegnato che non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per Madre. Sotto la sua protezione si pubblica un documento che, per sessanta paragrafi, si guarda bene...

DIOCESI DI IVREA: IL CASO SALERA. QUANDO IL VESCOVO DICHIARA GUERRA AL SUO POPOLO E IL POPOLO SI RIBELLA

di A.di J. Carissimi amici e lettori, Ne avevamo già parlato nel 2025, esattamente il 13 aprile. (QUI)  Appena mons. Salera è arrivato, si è messo immediatamente in urto con il Popolo di Dio: Tuonava  "tolleranza zero per chi si inginocchia alla comunione".   Oggi non è più un semplice malumore, è una rivolta: firme, striscioni, preti che se ne vanno. La diocesi, guidata dal 2012 al 2025 dal buon vescovo Cerrato – uomo di Dio –, oggi cade nella sofferenza della gestione Salera. Un uomo che sembra non amare la Chiesa di cui dovrebbe essere pastore. La Diocesi di Ivrea è diventata un caso nazionale, un campo minato, il laboratorio perfetto di come si distrugge una Chiesa particolare in pochi mesi. UN DISASTRO ANNUNCIATO Ricostruiamola, perché per i fedeli si tratta di una vera e propria Via Crucis. 1. Rivarolo: la Messa antica cancellata. È stata la prima mossa: colpire i fedeli più devoti, quelli che non danno fastidio, che si inginocchiano e pregano. La Messa antica di R...

SAN GALLO CONFERMA VIGANÒ: ROMA NON È SPETTATRICE DISTRATTA, È IL REGISTA. E IL DRAG È L'ULTIMO CIRCO DI UNA FEDE MORTA

Il circo di San Gallo e la regia di Roma di A.diJ Carissimi amici e lettori, Il 18 settembre scorso, la Diocesi di San Gallo ha difeso pubblicamente lo spettacolo drag organizzato dalla sua stessa pastorale giovanile. Il vescovo locale era informato da mesi. I responsabili hanno persino tentato di giustificare l’evento, affermando che il travestimento servirebbe a coniugare l'arte drag con questioni «esistenziali, religiose e spirituali». Se credete che si tratti dell’episodio isolato di una diocesi svizzera alla deriva, siete fuori strada. Per comprendere la portata del fenomeno, basti rileggere le lucide parole di Mons. Viganò nella sua lunga intervista a Masciullo: «Roma non è spettatrice distratta di un processo che le sfugge; ne è il regista. Il metodo è quello collaudato dalla Rivoluzione conciliare: si permette che la disobbedienza parta dalla periferia, si lascia che essa si consolidi come "fatto compiuto", e poi il centro interviene non per reprimerla ma per ...