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Il Rito Tridentino e la sua liturgia Santità è tutt'altro che piatta !

di A.diJ. Carissimi amici e lettori, nel corso dell'udienza generale di mercoledì 26 agosto 2026, tenutasi nella Basilica di San Pietro, Papa Leone XIV ha espresso una ferma difesa della riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II. Concludendo il ciclo di catechesi dedicato alla costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium, il Pontefice ha descritto la liturgia riformata come una «realtà viva», i cui adattamenti sono orientati a favorire la piena partecipazione dei fedeli. Contrastando l'idea di un rito statico o immutabile, il Santo Padre ha sottolineato come la Messa tradizionale in latino risulti, a suo avviso, priva di quella necessaria «partecipazione consapevole e attiva». Il dibattito storico sulla riforma liturgica post-conciliare rappresenta, d'altronde, uno dei nodi più complessi e accesi della storia della Chiesa cattolica contemporanea; le discussioni si concentrano, in particolare, sulla transizione dal Messale Romano del 1962 (la cosiddetta "Mes...
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I cristiani cattolici sono chiamati a difendere la Fede e a custodire la Verità.

di A.diJ Carissimi amici e lettori, la missione della Chiesa cattolica non è essere evangelizzata, ma evangelizzare. Non siamo chiamati a metterci a scuola delle false religioni, come se ci mancasse qualcosa, perché non ci manca nulla: in Cristo ci è stato dato tutto. Molti fedeli cattolici oggi si pongono vari interrogativi, ma ce n'è uno che attraversa il cuore di tanti credenti: la Chiesa cattolica, dopo il Concilio Vaticano II, sa ancora chi è? «Il Concilio Vaticano II era nato con un intento pastorale, ma la sua interpretazione successiva ha spesso imboccato la via della discontinuità con il passato. Quando la Chiesa smette di definirsi attraverso i suoi dogmi eterni e inizia a rincorrere le mode del secolo, non offre più una roccia sicura, ma una fragile zattera in balia delle onde del relativismo.» Eppure dovrebbe portare sulle spalle duemila anni di storia, di santità, di martirio, di pensiero teologico e di carità operosa. È possibile che non sappia più cosa offrire (ecce...

Il liquidatore del papato: Robert Francis Prevost (Papa Leone XIV)

A.diJ Carissimi amici e lettori, dopo la morte di Jorge Mario Bergoglio avvenuta il 21 aprile 2025, qualcuno sperava di far nascere un pontificato di transizione o un compromesso blindato, chi ha spinto che voleva un pontificato senza scosse ha preso una bella cantonata. Robert Francis Prevost (Papa Leone XIV) è papa da 475 giorni, esattamente da 1 anno e 3 mesi, essendo stato un diretto collaboratore di Bergoglio – che lo aveva nominato prima Prefetto del Dicastero per i Vescovi e poi cardinale – Leone XIV ha scelto di non interrompere la traiettoria riformista di Bergoglio. Ha confermato l'impegno per una Chiesa meno centralizzata, portando avanti i progetti assembleari avviati dal predecessore, difesa dell'ambiente, dialogo interreligioso,i poveri, ha acconsentito favorendo le nomine di vescovi a favore della comunità LGBTQ ecc... Con le nuove nomine Papa Leone XIV ridisegna alcuni dei ruoli chiave come per il Consiglio per l'Economia: che ne faranno parte i cardinali Gr...

Tra positivismo e Tradizione: il vicolo cieco del legalismo canonico nella crisi della Chiesa

Carissimi amici e lettori, Il saggio di Fabrizio Lupi, pubblicato su Triarii , il 20 agosto 2026, esplora il contrasto tra il positivismo giuridico e la Tradizione cattolica, evidenziando come l'eccesso di legalismo canonico contribuisca alla crisi della Chiesa. L'autore propone una disamina teologica che mira a riscoprire la norma come espressione della Verità, oltre il semplice formalismo. La lettura è consigliata per approfondire le radici della crisi ecclesiale contemporanea. A voi tutti buona lettura e condivisione. A.diJ. di Fabrizio Lupi Nel dibattito teologico e canonico sollevato dalle recenti consacrazioni episcopali della Fraternità San Pio X (FSSPX) ad Écône, l’intervento del professor Roberto de Mattei evoca il suggestivo principio romano facta sunt potentiora verbis. La tesi dello storico è netta: l’ordinamento visibile della Chiesa giudica i fatti oggettivi, non le dichiarazioni d’intenti o i sentimenti dei singoli. Pertanto, consacrare un vescovo senza mandato ...

San Bernardo di Chiaravalle il " cantore della Vergine Maria ".

Carissimi amici e lettori, é una grande gioia, poter celebrare nei giorni che seguono l'Assunzione della Beata Vergine Maria la festa di San Bernardo di Chiaravalle che annovera tra i principali titoli di gloria quello di " cantore della Vergine ". Colui che viene conosciuto per essere il cantore della Vergine per antonomasia, San Bernardo di Chiaravalle (1090-1153). Oltre ad essere il membro più famoso dei Cistercensi, fondati da Roberto di Molesmes a Cîteaux, è anche conosciuto per il suo carattere fermo e deciso nel vivere pienamente la regola di vita del suo ordine e per essere instancabile nell’esortare tutti alla santità. Come spesso è accaduto nella gloriosa storia della nostra città di Roma, anche San Bernardo ha toccato il suolo romano. Era infatti l’anno 1138 quando il papa Innocenzo II decise di affidare la custodia dell’Abbazia dei Santi Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane all’ordine dei Cistercensi. Allora come oggi, il complesso abbaziale delle Tre Fontane...

Monsignor Viganò Omelia nella solennità dell’Assunzione della Beatissima Vergine Maria “Tu honorificentia populi nostri”.

Fin dall’antichità si celebrava in Oriente e in Occidente una solenne festa liturgica a ricordo della Dormizione o Assunzione al Cielo della Vergine. Nel Sacramentario che Papa Adriano I tra gli anni 784-790, mandò all’imperatore Carlo Magno, si legge: «Degna di venerazione è per noi, o Signore, la festività di questo giorno, in cui la santa Madre di Dio subì la morte temporale, ma non poté essere umiliata dai vincoli della morte colei che generò il tuo Figlio, nostro Signore, incarnato da lei». Già dalle origini cristiane, Maria santissima è venerata dai fedeli come «Theotókos madre di Dio» e «Panaghìa, tutta santa». Il Concilio di Efeso il 22 giugno 431 la definisce «Theotókos, Deipara o Dei genetrix, Madre di Dio. Prima del VII secolo in Oriente se ne sottolinea l’esenzione dalla colpa originale che un teologo medievale traduce con «Potuit, decuit, ergo fecit. Dio lo poteva fare, conveniva che lo facesse, quindi lo fece». “Tu honorificentia populi nostri”. Signum magnum apparuit in...

Il caso Alberto Ravagnati

di A.di J Carissimi amici e lettori, la scorsa settimana l'ex sacerdote della diocesi di Milano, don Alberto Ravagnani ha detto espressamente che non ha mai creduto nel dogma dell'assunzione di Maria santissima in cielo.  La negazione esplicita di qualsiasi dogma della Chiesa pone automaticamente fuori dalla comunione ecclesiale per delitto di eresia ex can 751 di cui la sanzione è la scomunica latae sententiae . I dogmi, sono definiti dal Romano Pontefice come verità da credere, sono proposti in modo infallibile e vincolano tutta la Chiesa universale. Non si tratta quindi semplicemente di opinioni personali o di tradizioni che ogni cattolico può accettare oppure rifiutare liberamente. E allora la domanda torna ancora più forte: se un sacerdote non crede personalmente in un dogma della Chiesa, può continuare a insegnarlo agli altri come verità di fede? Il caso di Alberto Ravagnati, la sua posizione pubblicamente dichiarata pone quindi una questione seria. Anche la frase  che...