In Tua Justitia Libera me Domine

Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

sabato 9 gennaio 2021

Si è spento don Ennio Innocenti


«In te, Domine, speravi: non confundar in aeternum» (Ps. 70,1)


Questa mattina munito dai conforti religiosi si è spento don Ennio Innocenti, sacerdote del clero romano. Era nato a Pistoia nel 1932 e si trasferì nella Città eterna per compiere gli studi filosofici e teologici. Oltre che per la sua attività pastorale nelle parrocchie, lo ricordiamo anche per i suoi commenti radiofonici al Vangelo nella trasmissione RAI "Ascolta, si fa sera". Ha pubblicato numerosi libri e organizzato convegni su vari argomenti. Ha animato per anni la Sacra Fraternitas Aurigarum in Urbe, coniugando fede cattolica e impegno culturale. Ricordiamo, in particolare, la sua denuncia dell'infiltrazione della gnosi spuria nei vari ambiti del pensiero. Fu collaboratore di papa Paolo VI era difensore e celebrava con regolarità la Messa nel vetus ordo, sia nel novus ordo con una devozione che scaldava il cuore.

domenica 3 gennaio 2021

Schola Palatina Formare. Insegnare. Educare. Accademia di alti studi secondo la legge naturale e cristiana


Schola Palatina

Cosa è Schola Palatina?

Schola Palatina è una piattaforma online che si propone l’obiettivo di offrire ai propri iscritti un’autentica formazione culturale in coerenza con i princìpi perenni e universali della legge naturale e cristiana, attraverso un catalogo di corsi e webinar fruibili sul web. Su Schola Palatina sarà inoltre possibile accedere a lezioni, corsi, iniziative congressuali ed editoriali che offrano una garanzia di eccellenza, promosse da associazioni, istituti, fondazioni ed enti culturali che si ispirino ai medesimi princìpi. A tutti i partecipanti ai corsi saranno rilasciati attestazioni di frequenza. L’inizio dell’anno accademico è fissato al 1 gennaio 2021.
Qual è lo scopo di Schola Palatina?

Una delle più gravi carenze che oggi si avvertono è quella di una seria formazione culturale, che purtroppo la scuola e l’università non sembrano più in grado di fornire. Le stesse famiglie, che dovrebbero essere il primo luogo educativo e formativo, appaiono spesso prive degli strumenti pratici e intellettuali necessari a svolgere la loro missione. La società dell’informazione è diventata quella della deformazione, ossia della perdita dei valori fondamentali, necessari a orientare la nostra vita nell’epoca confusa che attraversiamo.

A tutto questo Schola Palatina si propone di porre rimedio offrendo ai propri studenti criteri e principi di orientamento attraverso i suoi corsi tenuti da docenti attentamente selezionati per la loro specifica competenza.

venerdì 11 dicembre 2020

Il Papa ha indetto un Anno speciale in onore di San Giuseppe


Nel giorno in cui ricorrono i 150 anni del Decreto Quemadmodum Deus, con il quale il Beato Pio IX dichiarò San Giuseppe Patrono della Chiesa universale. "Al fine di perpetuare l'affidamento di tutta la Chiesa al potentissimo patrocinio del Custode di Gesù, Papa Francesco - si legge nel decreto del Vaticano pubblicato Martedì 8 Dicembre solennità dell'Immacolata concezione di Maria santissima - ha stabilito che, dalla data odierna, anniversario del Decreto di proclamazione nonché giorno sacro alla Beata Vergine Immacolata e Sposa del castissimo Giuseppe, fino all'8 dicembre 2021, sia celebrato uno speciale Anno di San Giuseppe".

Per questa occasione è concessa l'Indulgenza plenaria ai fedeli che reciteranno "qualsivoglia orazione legittimamente approvata o atto di pietà in onore di San Giuseppe, specialmente nelle ricorrenze del 19 marzo e del 1° maggio, nella Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, nella Domenica di San Giuseppe (secondo la tradizione bizantina), il 19 di ogni mese e ogni mercoledì, giorno dedicato alla memoria del Santo secondo la tradizione latina". Penitenzieria Apostolica decreto

mercoledì 9 dicembre 2020

Preghiamo per il riposo eterno dell'anima di Monsignore Soseman.






Monsignor Richard Soseman è ritornato alla casa del Padre a lui va
Il nostro "GRAZIE" e la nostra preghiera .

L’8 ottobre 2017 a Roma mons. Richard Soseman ha cantato la Messa solenne alla chiesa di Gesù e Maria al Corso prima della sua partenza negli Stati Uniti d'America.

Grande amico dell'istituto di Cristo Re sommo sacerdote a spesso celebrato secondo il rito romano antico, mons. Soseman è stato parecchi anni nell’Urbe quale officiale della Congregazione per il Clero. Adempiuto il suo incarico in Vaticano, verso la metà di ottobre del 2017 è rientrato nella sua diocesi, Peoria nell' Illinois, per reinserirsi funditus nell’attività pastorale, assumendo nell’immediato la cura di due parrocchie a Peru, vicino ai suoi familiari.Nella sua ultima Messa a Gesù e Maria prima della sua partenza, ha manifestato la sua gratitudine a questa chiesa, da lui frequentata fin dal 1993, e ai suoi fedeli, come ai tanti cristiani legati alla Messa tridentina conosciuti a Roma e nei vari luoghi dell’Italia da lui visitati.
Il cuore, ancora impersuaso e mesto, sente il bisogno di dire a mons. Soseman quelle parole di commiato che non abbiamo potuto esprimergli nell’attimo della sua morte.Eri guida sicura e illuminata per le associazioni legate alla forma extraordinaria del rito romano, compagno di viaggio per ciascuno di noi. Tutti noi abbiamo sperato nel miracolo della tua guarigione. Abbiamo sperato contro ogni speranza, ma il miracolo, quello che chiedevamo, non c'è stato. Noi non possiamo conoscere i fini del Signore. Sono un mistero. Scopriamo fra i tanti tuoi messaggi che ci hai donato nel corso di questi anni, un tuo pensiero proprio sul mistero: « ... in tale mistero - tu scrivi - anche i nostri dolori diventano tappe della nostra maturazione umana e cristiana, e la vita, che sarà sempre faticoso esodo ... sarà sempre confortata dalla speranza della Pasqua, già presente nell'esperienza attuale del credente, ma che sarà completa nel regno di Dio che ci attende ». Tu vivi già la Pasqua gloriosa del Cristo, tu sei già nella gloria del Padre, perché tu già da questa terra, eri certo del Suo amore. Quante volte lo hai ripetuto anche a noi. Tu dicevi: «Vedete, per un cristiano, non è tanto importante amare Dio, quanto essere certi del Suo amore per noi. Questa sicurezza ci dà conforto, speranza, e fa scaturire in noi, l'amore per Dio e per il prossimo! ». Animato e sorretto da questo Amore, hai costruito la tua chiesa. La tua chiesa che amavi definire: « ... Chiesa di periferia, senza una vera e propria facciata, ma che non ti volta le spalle, accoglie tutti da tutte le parti ... ». La tua chiesa rispecchia il tuo stile di vita: tutti accoglievi, tutti ascoltavi, non rimandandovi indietro nessuno, senza averlo prima confortato. Cosi facendo, realizzavi "la vera chiesa", la chiesa delle anime, la comunità parrocchiale, per la quale hai vissuto e hai dato la vita . Ora noi raccogliamo la tua preziosa eredità e non piangiamo perché Dio ti ha tolto a noi ma lo ringraziamo per averci fatto dono di te.

Tu es sacerdos in aeternum




mercoledì 25 novembre 2020

Santa Caterina d'Alessandria Vergine e Martire



Santa Caterina, nata da stirpe reale, fu dotata dalla natura di un ingegno e di una bellezza così rara, che era stimata la più fortunata giovane della città

Ammaestrata in tutte le scienze, ma soprattutto nella filosofia dai più celebri retori, seppe innalzare il suo intelletto al disopra delle cose materiali, e dalle creature ascendere al Creatore.

Perciò, appena senti parlare della religione di Cristo, il suo acuto ingegno aiutato dalla grazia di Dio comprese che essa era la vera, e l'avrebbe abbracciata subito, se alcuni legami terreni non le avessero impedito il passo decisivo. Ma il Signore, che la voleva sua sposa, affrettò il suo ingresso nello stuolo delle candide colombe a lui consacrate.

Compresa dell'amore che il Signore nutriva per lei, si fece battezzare, dedicandosi totalmente alla beneficenza ed alla istruzione dei pagani. E tanto crebbe la fama della sua carità e del suo sapere, che giunse alle orecchie dello stesso imperatore Massimino. uomo tristemente celebre per la sua ferocia.

Egli fece chiamare Caterina alla sua presenza, per avere notizie più certe di ciò che di lei udiva e per conoscere più da vicino colei che tanto si celebrava.

Ma appena seppe dalla bocca stessa della Santa che era cristiana, subito con minacce ed imprecazioni ordinò che rinunciasse a quel culto da lui odiato, e sacrificasse a Giove.

Non si sgomentò il virile animo di Caterina a quelle parole, ma prontamente rispose ch'era risoluta di rimanere nella religione che professava, e incominciò a parlare della vanità degli Dei e della verità dell'unico vero Dio con parole così ardenti che l'imperatore medesimo rimase sconcertato.

Fu quindi affidata ad alcuni filosofi pagani convocati dall'imperatore perché la convincessero d'errore, ma ella riuscì a condurli alla vera religione.

A tale smacco il feroce imperatore condannò a morire sul rogo quei nuovi convertiti.Il sovrano tentò di sedurla con l’ offerta di matrimoni illustri e di ricchezze, ma ricevette solo rifiuti; la fece perciò imprigionare; in carcere era nutrita da una colomba e Cristo stesso l’ avrebbe visitata. Fu visitata anche dall’ imperatrice e dal capo della corte che, colpiti dalle parole di Caterina, si convertirono con 200 soldati. L’ imperatrice stessa, dichiaratasi cristiana, venne sottoposta a tortura e decapitata. E presa Caterina, dopo villanie e disprezzi, comandò che il suo corpo fosse legato ad una ruota e poscia con uncini le fossero strappate le carni.

La Santa non si intimorì per simile supplizio, ma felice di dar la vita per il suo Sposo, si apprestò a morire fra quei tormenti. Appena quel corpo verginale fu a contatto con lo strumento del suo martirio, questo si spezzò fragorosamente, producendo gran panico fra i carnefici. Non si piegò l'animo di Massimino, e comandò che la Santa fosse immediatamente condotta fuori della città e le fosse reciso il capo,il 25 novembre del 305.

Giunta al luogo del martirio, le furono bendati gli occhi ed il carnefice con un colpo staccò il capo di Caterina, ma da quella ferita sgorgò abbondante latte, ultima testimonianza della sua innocenza.

Il suo corpo venne dagli stessi Angeli trasportato sul monte Sinai e quivi seppellito. Sul suo sepolcro fu poi edificato un sontuoso tempio ed un grandioso monastero che resero imperitura la memoria di questa vergine di Cristo.Chiese, altari, icone splendide vennero dedicati al suo nome – in greco Aikaterina, Catharina in latino – e fu anche scelta come patrona delle scuole filosofiche. Pellegrini d’ogni epoca successiva venerano la sua tomba presso il Monastero del Monte Sinai.




lunedì 23 novembre 2020

Novena dell'Immacolata. (dal 29 Novembre al 7 dicembre)



E’ antica tradizione molto diffusa presso il popolo cristiano prepararsi alla straordinaria festa dell’Immacolata Concezione di Maria con l’omaggio della propria preghiera e del proprio affetto per i nove giorni che la precedono, cantando le glorie della Vergine ed invocando il suo patrocinio e la sua materna cura.Quest'anno vi proponiamo l
a tradizionale novena  curata nei suoi testi dal redentorista Padre Gilberto Silvestri

Se la Novena si fa in comune, in chiesa, dopo il santo Rosario e la Salve Regina, si comincia la Novena cantando o recitando questa strofa alfonsiana: (per la forma Breve clicca qui San Pio X)

Come giglio tra le spine
sei tu, Vergine beata,
dalla colpa preservata
perché Madre del Signor.

1° O Madre Immacolata, splendida Madre del più bel Figlio, io mi rallegro nel vederti arricchita di tanta purità. Ringrazio il Creatore per averti preservata da ogni macchia di colpa perché tu fossi degna abitazione di Dio, e ti prego: rendimi degno figlio di Dio e figlio tuo, o Maria. – Ave Maria. Come giglio.

2° O Maria Immacolata, tu sei la bella aurora sempre adorna della luce divina; sei l’arca eletta di salvezza, libera dal comune naufragio del peccato. Tu dopo Dio sarai sempre la mia speranza, il mio rifugio e il mio amore in questa valle di lacrime. Madre mia Maria, aiutami. – Ave Maria. Come giglio.

3° O Maria Immacolata, tu sei il giardino chiuso che fu la delizia di Dio; sei la fontana sigillata in cui non entrò mai il nemico a intorpidirla; sei il candido giglio nato tra i rovi dei figli di Adamo, macchiati dalla colpa. Tendi la mano a un povero peccatore qual son io, e prega Gesù per me. – Ave Maria. Come giglio.

4° Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella! (Ct 4, 1). Così, o Maria, ti loda il tuo diletto Dio. Dolcissima e immacolata Maria, tu che sei così bella agli occhi del Signore, degnati di rivolgere gli occhi tuoi pietosi sulle piaghe dell’anima mia e guariscimi. – Ave Maria. Come giglio.

5° Amabilissima Maria, pura e bella davanti a Dio fin dal primo istante di vita, abbi pietà di noi che siamo nati nel peccato, e dopo il battesimo abbiamo di nuovo imbrattato di colpe l’anima nostra. “Prega per noi peccatori”, che viviamo in mezzo a tante tentazioni e pericoli di perdere Dio. – Ave Maria. Come giglio.

6° O Madre dolcissima, i tuoi altari sono circondati da tanta gente che ti domanda o di essere guarita da qualche male o di provvedere ai loro bisogni. Noi ti chiediamo grazie più gradite al tuo cuore: ottienici di essere umili, distaccati dalla terra, rassegnati alla volontà di Dio. Impetraci il santo amor di Dio, una buona morte, il paradiso. Convertici da peccatori in santi. Fa’ questo miracolo, che ti darà più onore che se donassi la vista a mille ciechi o risuscitassi mille morti. – Ave Maria. Come giglio.

7° Vergine immacolata, creatura la più umile e più grande davanti a Dio, tu fosti piccola agli occhi tuoi, ma grande agli occhi del Signore, che ti esaltò fino a sceglierti come sua madre e quindi a farti regina del cielo e della terra, aiutaci ad essere umili come te, vincendo la superbia e l’amor proprio. – Ave Maria. Come giglio.

8° O bellissima e purissima Maria, Dio che ti ha scelta come sua figlia, madre e sposa preservandoti da ogni macchia, è sempre pronto a esaudirti. Ottienimi dunque la grazia di vivere quaggiù sempre unito a Lui nell’amore, per venire un giorno a vedere la vostra bellezza in paradiso, dove potrò lodarvi e amarvi per sempre. – Ave Maria. Come giglio.

9° Immacolata madre nostra Maria, “prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte”. Prega sempre, ma ancor più prega quando saremo sul punto di uscire da questo mondo e di presentarci davanti al tribunale di Dio, affinché, salvandoci per i meriti di Gesù Cristo e per la tua intercessione, possiamo venire a lodarti insieme col Figlio tuo in cielo per tutta l’eternità. Amen. – Ave Maria. Come giglio.





Tota pulchra es, Maria.
Et macula originalis non est in Te.

Tu gloria Ierusalem.
Tu laetitia Israel.

Tu honorificentia populi nostri.
Tu advocata peccatorum.

O Maria, O Maria.
Virgo prudentissima.

Mater clementissima.
Ora pro nobis.

Intercede pro nobis.
Ad Dominum Iesum Christum.
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