La salus animarum suprema lex di A.diJ Carissimi amici e lettori, ci viene spesso imposto un ricatto spirituale che nessun cattolico può accettare. Ci viene detto: «Scegliete: o la fede o la Chiesa; o la vostra fedeltà alla Tradizione o la comunione con Pietro». Noi rispondiamo: non scegliamo. Non possiamo scegliere, perché le due realtà sono inscindibili. Noi vogliamo la fede della Chiesa precisamente per rimanere nella Chiesa. Questo è il cuore del dramma che vive ogni sacerdote e ogni fedele legato alla Tradizione oggi. La radice della crisi: il Concilio Vaticano II e le sue riforme Non dobbiamo avere paura di chiamare il problema con il suo nome. La crisi attuale non nasce dal nulla: essa ha la sua radice nel Concilio Vaticano II e nelle riforme dottrinali, pastorali e liturgiche che ne sono scaturite. Sotto il pretesto dell'aggiornamento, si è introdotta nella Chiesa una mentalità estranea al cattolicesimo perenne, che ha aperto le porte all'antropocentrismo, all'ecume...
di A. di J. Carissimi amici e lettori, mentre le strade di un Occidente apostata si popolano delle coreografie neopagane di una festività d'importazione, la Tradizione cattolica ci richiama al silenzio fecondo della Solennità di Tutti i Santi. Questo contrasto non è un semplice scontro di costumi, ma l'epifania di una tragedia mistica: da un lato la celebrazione ludica del macabro, dall'altro la proclamazione della vittoria della Grazia sulla fragilità umana. I santi sono coloro che hanno preso sul serio il Vangelo, accettando di combattere la più drammatica delle battaglie: quella contro il proprio io ferito dal peccato originale. Se Alessandro Magno conquistò il mondo per poi piangere l'insufficienza della propria gloria terrena, il cristiano che doma le proprie passioni compie un'opera di portata eterna. A cosa serve all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? I santi sono i veri e unici conquistatori della storia. Eppure, dinanzi allo...