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Il Trionfo degli Ignoranti: Quei buffoni in tonaca che hanno scordato il latino

di A.diJ. Carissimi amici e lettori, la miopia della Chiesa post-conciliare è irreversibile. Non è più miopia: è cecità volontaria, indurimento del cuore e oscuramento dell’intelletto. E come tutti i ciechi che non vogliono vedere, essa è diventata rabbiosa, aggressiva e persecutoria nei confronti di chi ancora conserva intatta la vista e la Fede. Ci raccontano in questi giorni di un certo Padre Paolo, dell’Ordine dei Padri Predicatori, passato a miglior vita — e Dio abbia misericordia della sua anima, ne ha drammaticamente bisogno — che si dilettava a denigrare, come fanno i modernisti di ogni risma, il Clero e i fedeli legati alla liturgia di sempre. Con il tipico disprezzo e la sarcastica ironia dei mediocri, costui andava ripetendo: “Se a questi nostalgici piace tanto la Messa in latino, se io fossi costretto a celebrarla, si dovrebbero accontentare di un’omelia interamente in latino”. Battutona. Da bar dello sport. Da sbruffone di sacrestia che cerca l’applauso facile dei suoi par...
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DA MIHI ANIMAS Omelia nella festa di San Carlo Borromeo di mons.Carlo Maria Viganò

Fecerunt itaque civitates duas amores duo: terrenam scilicet amor sui usque ad contemptum Dei, cælestem vero amor Dei usque ad contemptum sui Sant'Agostino, De CivitateDei, XIV, 28 Dilettissimi Confratelli e Seminaristi, Cari Fratelli e Sorelle, Due amori hanno edificato due città, dice Sant’Agostino, nella celebre pagina del De Civitate Dei: quella terrena, dall’amore di sé fino al disprezzo di Dio; quella celeste, dall’amore di Dio fino al disprezzo di sé. Non esiste una terza città, né un terreno neutrale dove i due amori possano accordarsi. Ogni uomo, e a maggior ragione ogni Pastore e Sacerdote, appartiene all’una o all’altra, e lo rivela con ciò che ama. Nel giorno del Santo di cui porto il nome, permettetemi di meditare con voi come San Carlo Borromeo sia stato cittadino perfetto della città di Dio, e come oggi la gerarchia sinodale rivendichi opposta appartenenza. I. Una sola sorgente L’amore che edifica la città di Dio ha un nome: Deus caritas est. Ma Colui che è la Carità...

Sulle orme di Carlo e Ildegarda, tra rigore dell’anima e freschezza dello Spirito la bellezza della vita consacrata

ORA ET LABORA: LA BELLEZZA PERDUTA E RITROVATA DELLA VITA CONSACRATA di A.diJ Carissimi amici e lettori, in un mondo che misura tutto in base a produttività, visibilità e autorealizzazione, la vocazione religiosa – sia maschile che femminile – appare come uno scandalo. E lo è. È lo scandalo della bellezza che non serve a nulla, perché serve unicamente a Dio. Eppure, non c'è nulla di più necessario, per la Chiesa e per il mondo, di un uomo e di una donna che si consacrano totalmente all'Assoluto. 1. Il motore nascosto: la preghiera come lavoro principale Si commette un errore gravissimo a pensare che i religiosi "facciano anche" preghiera. No. La preghiera è il loro lavoro principale; tutto il resto è secondario. La giornata di una vera comunità deve essere costruita attorno a pilastri liturgici e spirituali non negoziabili, che l'Autorità ha il dovere sacro di custodire, perché senza di essi la vita consacrata muore: Il Santo Sacrificio della Messa, centro assolut...

Da Chicago al Tevere: Il voto per corrispondenza di Papa Leone XIV che riscrive la storia del papato.

Nonostante Leone continui a detenere la cittadinanza USA, è inaccettabile che scenda a tali consultazioni: i suoi predecessori non hanno mai votato, salvaguardando la sacralità dell'ufficio petrino. di A.diJ. LEONE XIV VOTA ALLE MID-TERM Carissimi amici e lettori, è già successo nel recente passato che il Romano Pontefice, Sovrano Assoluto dello Stato della Città del Vaticano, conservasse il passaporto e la cittadinanza della nazione che gli ha dato i natali. Ma con Papa Leone XIV si è andati oltre. Si è passati il segno. Il Vaticano ha confermato ufficialmente che Robert Francis Prevost – cittadino di Chicago registrato a New Lenox, Illinois – ha richiesto e spedito per posta il proprio voto per le elezioni di mid-term. È il primo Papa della storia a votare nelle elezioni politiche di uno Stato secolare straniero. Un primato squallido e del tutto inopportuno. È una scelta scandalosa. Un'ingerenza intollerabile. Prevost non è un cittadino americano qualunque: è il Vicario di Cr...

INTER SANCTOS SORS ILLORUM Omelia nella festa di Tutti i Santi di Mons.Carlo Maria Viganò

Post hæc vidi turbam magnam, quam dinumerare nemo poterat, ex omnibus gentibus, et tribubus, et populis, et linguis. Dopo ciò vidi una moltitudine grande, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Ap 7, 9 Gaudete autem quod nomina vestra scripta sunt in cælis. Rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli. Lc 10, 20 Il censimento di Cesare e il libro dell’Agnello Nella notte in cui il Verbo si fece carne, il mondo era occupato a contare: Exiit edictum a Cæsare Augusto, ut describeretur universus orbis — venne emanato un editto di Cesare Augusto perché si facesse il censimento di tutto il mondo (Lc 2, 1). Colui che è il Nome al di sopra di ogni nome fu iscritto, nel suo primo giorno di vita, tra i numeri dell’Impero. L’Impero non sapeva che cosa stesse annotando; ma Dio sapeva che, da quel giorno, un altro registro era stato aperto. È di questo registro che la Santa Chiesa ci parla oggi. San Giovanni, nelle sue visioni a Patmos, ode anzitu...

Dalla salvezza espiata alla celebrazione dell'uomo: La mutazione sostanziale del rito funebre

  di A. di J. Carissimi amici e lettori, la Commemorazione dei fedeli defunti rappresenta da sempre il termometro più preciso per misurare la temperatura della fede. Il modo in cui la Chiesa prega per i suoi morti rivela, senza margini di equivoco, ciò che essa crede: lex orandi, lex credendi. Ebbene, su questo crinale teologico si è consumata una rottura radicale, che non può essere derubricata a mera "evoluzione pastorale", bensì descritta come una mutazione sostanziale. Siamo dinanzi a due teologie incompatibili, due antropologie antitetiche, due visioni ecclesiologiche distinte. La liturgia esequiale preconciliare non era dettata da una severità fine a se stessa; era un atto di verità e, proprio per questo, di autentica carità soprannaturale. Il suo baricentro dogmatico poggiava su tre pilastri incontrovertibili:Il Giudizio particolare: La morte è la conseguenza del peccato originale e il momento del Giudizio particolare. L’anima compare immediatamente al cospetto del C...

NON POSSIAMO SCEGLIERE TRA LA FEDE E LA CHIESA: VOGLIAMO LA FEDE DELLA CHIESA PER RIMANERE NELLA CHIESA

La salus animarum suprema lex di A.diJ Carissimi amici e lettori, ci viene spesso imposto un ricatto spirituale che nessun cattolico può accettare. Ci viene detto: «Scegliete: o la fede o la Chiesa; o la vostra fedeltà alla Tradizione o la comunione con Pietro». Noi rispondiamo: non scegliamo. Non possiamo scegliere, perché le due realtà sono inscindibili. Noi vogliamo la fede della Chiesa precisamente per rimanere nella Chiesa. Questo è il cuore del dramma che vive ogni sacerdote e ogni fedele legato alla Tradizione oggi. La radice della crisi: il Concilio Vaticano II e le sue riforme Non dobbiamo avere paura di chiamare il problema con il suo nome. La crisi attuale non nasce dal nulla: essa ha la sua radice nel Concilio Vaticano II e nelle riforme dottrinali, pastorali e liturgiche che ne sono scaturite. Sotto il pretesto dell'aggiornamento, si è introdotta nella Chiesa una mentalità estranea al cattolicesimo perenne, che ha aperto le porte all'antropocentrismo, all'ecume...