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Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

lunedì 15 aprile 2019

Il cardinale Godfried Danneels confessa prima di morire:"11 cardinali hanno lavorato nell'ombra per costringere papa Benedetto XVI a dimettersi"


Undici cardinali scomunicati (Bergoglio è uno di loro): non c'era nessuna successione


Il cardinale Godfried Danneels prima di morire confessa che lui e altri cardinali hanno pianificato è architettato costretto papa Benedetto XVI a dare le dimissioni, e lasciare il posto a Bergoglio. Secondo il diritto canonico  , questo gruppo, che lui stesso definisce una "mafia", viene scomunicato dalla latae sententiae.

Nell'ultima settimana di settembre 2015, il Cardinale Daneels ha presentato la sua biografia a Bruxelles, e ha riconosciuto l'esistenza di un gruppo di Cardinali che hanno lavorato insieme per controllare la successione di Giovanni Paolo II e impedire il Cardinale Joseph Ratzinger, che allora era Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, di ascendere alla cattedra di Pietro. Nella presentazione, Danneels ha rivelato di aver fatto parte di una "mafia" (con i cardinali Kasper, Silvestrini, Van Luyn, Martini, Murphy O'Connor, Lehman, da Cruz, Husar e Hume)e  che hanno lavorato nell'ombra per costringere papa Benedetto XVI a dimettersi e ad abilitare Jorge Mario Bergoglio per diventare Papa.

Va sottolineato che questa "mafia", conosciuta tra loro come "Il gruppo di San Gallo", a causa del monastero svizzero in cui si sono tenuti i loro incontri, si è auto-scomunicata dalla Chiesa, come promulgata la costituzione apostolica Universi Domenici Gregis di Giovanni Paolo II,che proibisce le trame e gli accordi tra  cardinali per influenzare l'elezione di un papa.

L'articolo 79 dice: "Confermando le prescrizioni dei miei predecessori, proibisco anche a chiunque, anche se è un cardinale, durante la vita del Papa e senza averlo consultato, di fare piani riguardanti l'elezione del suo successore, o di promettere voti, o prendere decisioni al riguardo in incontri privati ​​".

E nell'articolo 81 si stabilisce che questi accordi sono puniti con la scomunica latae sententiae (cioè automatica, senza la necessità di una dichiarazione da parte di nessuno, ipso facto ed eo ipso).

L'informazione rivelata dal cardinale Daneels giorni prima del Sinodo, coincide con quella pubblicata da Austin Ivereigh, nel suo libro "The Great Reformer" in cui rivela come, durante il conclave del 2013, quattro cardinali del gruppo Mafioso Saint Galen (Kasper, Lehman , Danneels e Murphy O'Connor) si sono riuniti per orchestrare illecitamente una campagna a favore dell'elezione di Bergoglio, dopo che quest'ultimo aveva accettato di essere il beneficiario di questa trama.

Le dichiarazioni fatte dal cardinale Danneels nella presentazione della sua biografia portano alle seguenti conclusioni:

1. Un gruppo di otto cardinali (uno di loro  "papa") sono oggi scomunicati dalla chiesa: Bergoglio, Danneels, Kasper, Silvestrini, Van Luyn, Husar, Lehman e O'Connor. Tre sono già morti senza alcuna prova che la scomunica sia stata revocata: Hume, da Cruz e Martini.

2. La rinuncia a Benedetto XVI era invalida, come risultato della pressione morale, di un complotto contro di lui con il quale lo costrinsero a dimettersi. Il successore è stato eletto in modo invalido per mezzo di intrighi, espressamente vietato dalla Costituzione che regola la successione.

3. Sebbene esistano già elementi che dimostrano l'esistenza di questo complotto, questa è la prima volta che uno dei cospiratori lo accetta apertamente e pubblicamente. Come gli avvocati di solito dicono, dove c'è una confessione, la dimostrazione non è necessaria.

(fonte Ultimos Tiempos)

Officium Tenebrarum del Giovedì Santo (anticipato) mercoledì santo 20:30




PRIMO NOTTURNO

giovedì 11 aprile 2019

In ginocchio, a baciare i piedi dei leader del Sud Sudan


Papa Francesco bacia i piedi ai leader del Sud Sudan:Il Pontefice in ginocchio davanti al presidente Salva Kiir e ai vicepresidenti designati del Paese africano che dovranno avviare a maggio un nuovo governo: «La pace è possibile, l’armistizio sia rispettato».
Papa Francesco compie un gesto al quanto singolare a Santa Marta, dove conclude il pseudo-ritiro spirituale in Vaticano delle massime autorità politiche sud sudanesi ideato dal falso ed eretico scismatico arcivescovo di Canterbury, Justin Welby. A loro il Pontefice rivolge un discorso in cui, a più riprese, implora il dono della pace per il popolo del Sud Sudan sfigurato da quasi sei anni di guerra civile e da oltre 400mila morti. Poi rende concreta questa presunta preghiera inchinandosi davanti al presidente Salva Kiir e ai vicepresidenti designati, tra cui Rebecca Nyandeng De Mabior, vedova del leader sud sudanese John Garang, e Riek Machar, leader dell’opposizione, per baciare loro i piedi. Nessuno ascolta più quello che il Papa dice, perché ha perso ogni credibilità morale.Nessuno gli crede perché è un bugiardo, un giorno dice una cosa e ne dice un’altra quello dopo. Ci teniamo a distanza perché abbiamo la netta impressione che egli con le sue teatrali gesta disprezzi la Fede che teniamo cara e che farà – o dirà – qualcosa per mantenere il potere giusto il tempo necessario per distruggere quella Fede Cattolica che a noi è tanto cara.

Eppure eccolo, ancora una volta, ad offrire uno “spettacolo una recita di attore consumato” nel suo messaggio di oggi, dicendo e facendo esattamente quello che i bergogliosi amano vedere, il Vicario di Cristo genuflesso innanzi ad eretici sanguinari che capeggiati dal Signor Justin Welby presunto arcivescovo di Canterbury spadroneggiano in Santa Marta. Papa Francesco non si inginocchia mai dinnanzi a Gesù Eucarestia," gli fanno male le ginocchia" disprezza chi ha ancora una traccia di fede cattolica addosso ma lui uomo umile, e mite ha la forza di inginocchiarsi e adorare la creatura piuttosto che il creatore.

sabato 23 marzo 2019

Il velo della Veronica è una leggendaria reliquia cristiana.

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Il velo della Veronica non è quello offerto a Gesù, per asciugarsi il sudore e detergere il suo sangue lungo la via del Calvario, dalla pia donna di tale nome. Infatti questo popolare episodio della “Via Crucis” non si trova in nessuno dei Vangeli ed è derivato da una leggenda abbastanza recente. Il nome “Veronica”, invece, pare derivi dall’accostamento dell’aggettivo latino “vera” al sostantivo greco “icona”, per indicare la “vera immagine” di Gesù tra quelle considerate non dipinte da mano d’uomo. Si racconta che un giorno l’imperatore romano Tiberio fu colpito da una grave malattia. Avendo saputo che nella lontana Palestina operava un eccezionale guaritore di nome Gesù, ordinò al suo messo Volusiano di andare a cercarlo a Gerusalemme. Ma la stagione invernale ritardò la partenza di Volusiano, che giunse in Palestina quando, ormai, era troppo tardi: Gesù era stato crocifisso! Volusiano, però, non volle tornare a mani vuote da Tiberio, perché ne temeva l’ira. Così si mise alla ricerca dei seguaci di Gesù, per ottenere da loro almeno una reliquia del maestro. Così trovò una donna, chiamata appunto Veronica, che ammise di aver conosciuto Gesù, ed anzi gli raccontò una storia prodigiosa. Anni prima, quando Cristo era andato a predicare in una località lontana, le era venuta una grande nostalgia del Signore. Perciò aveva comprato un panno bianco per portarlo ad un pittore affinché questi, sulla base delle sue indicazioni, gliene facesse un ritratto. Ma proprio il giorno in cui era uscita di casa per andare dal pittore, aveva incontrato per strada Gesù, di ritorno dal suo viaggio. Egli, saputo il desiderio della donna, le aveva chiesto il panno e, sfregatolo sul suo viso, glielo aveva restituito con impressi i propri lineamenti. Volusiano chiese immediatamente a Veronica quel ritratto ed ella acconsentì a portarlo di persona a Tiberio. Il quale, appena fu al cospetto del sacro telo, guarì all’istante. Da quel momento in poi l’insigne reliquia rimase sempre a Roma. Secondo alcuni, questa Veronica sarebbe L’emorroissa citata nel Vangelo che, a detta degli Apocrifi, si chiamava, in greco, “Berenike” da cui il nostro “Veronica”. Ma la leggenda precedente ha parecchi punti di contatto con la storia del re Abgar di Edessa, il sovrano che avrebbe ricevuto da Cristo stesso quel famoso “mandillion” diventato poi, secondo molti studiosi, la Sindone di Torino.(Il nome della Veronica, ricorre per la prima volta nei Vangeli apocrifi, Atti di Pilato cap. 7, e si riferisce alla donna emorroissa che implorando Gesù per la sua guarigione, mentre passava stretto nella folla, riuscì a toccargli il lembo del mantello, guarendo all’istante).
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