In Tua Justitia Libera me Domine

Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

domenica 23 settembre 2018

Padre Pio Acceso dall'amore di Dio e dall'amore del prossimo

Risultati immagini per padre pio celebra la messa
Per Padre Pio la fede era la vita: tutto voleva e tutto faceva alla luce della fede
Acceso dall'amore di Dio e dall'amore del prossimo, Padre Pio visse in pienezza la vocazione sacerdotale a contribuire alla redenzione dell'uomo, secondo la speciale missione che caratterizzò tutta la sua vita e che egli attuò mediante la direzione spirituale dei fedeli, mediante la riconciliazione sacramentale dei penitenti e mediante la celebrazione della Santa Messa. Il momento più alto della sua attività apostolica era quello in cui celebrava il Santo sacrificio della Messa. I fedeli, che vi partecipavano, percepivano il vertice e la pienezza della sua spiritualità.
Risultati immagini per padre pio celebra la messa
Padre Pio Il Santo di Pietrelcina (al secolo Francesco Forgione) nacque a Pietrelcina, un piccolo paese del beneventano, il 25 maggio 1887. a cinquant’anni dalla sua nascita al cielo, continua ancora ad attrarre le anime. Del resto fu lo stesso San Pio ad affermare che avrebbe fatto più rumore da morto, più di quanto non ne abbia fatto in vita. Già noto al mondo come il “Frate stigmatizzato”, Padre Pio, al quale il Signore aveva donato particolari carismi, si adoperò con tutte le sue forze per la salvezza delle anime. Le moltissime testimonianze dirette della “santità” del Frate, arrivano sino ai nostri giorni, accompagnate da sentimenti di gratitudine.
Le sue intercessioni provvidenziali presso Dio furono per molti uomini causa di guarigione nel corpo e motivo di rinascita nella Fede.

sabato 15 settembre 2018

Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra!

Immagine correlata


Vangelo Lc 2, 33-35
Anche a te una spada trafiggerà l’anima.

Dal vangelo secondo Luca 
In quel tempo, il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima».

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate (Disc. nella domenica fra l'ottava dell'Assunzione 14-15; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 273-274) 
Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nella profezia di Simeone, quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli è posto, dice del bambino Gesù il santo vegliardo, quale segno di contraddizione, e una spada, dice poi rivolgendosi a Maria, trapasserà la tua stessa anima (cfr. Lc 2, 34-35).
Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l'anima della Madre. Certamente dopo che il tuo Gesù, che era di tutti, ma specialmente tuo, era ispirato, la lancia crudele, non poté arrivare alla sua anima. Quando, infatti, non rispettando neppure la sua morte, gli aprì il costato, ormai non poteva più recare alcun danno al Figlio tuo. Ma a te sì. A te trapassò l'anima. L'anima di lui non era più là, ma la tua non se ne poteva assolutamente staccare.
Perciò la forza del dolore trapassò la tua anima, e così non senza ragione ti possiamo chiamare più che martire, perché in te la partecipazione alla passione del Figlio, supererò di molto, nell'intensità, le sofferenze fisiche del martirio. 
Non fu forse per te più che una spada quella parola che davvero trapassò l'anima ed arrivò fino a dividere anima e spirito? Ti fu detto infatti: «Donna, ecco il tuo figlio» (Gv 19, 26). Quale scambio! Ti viene dato Giovanni al posto di Gesù, il servo al posto del Signore, il discepolo al posto del maestro, il figlio di Zebedeo al posto del Figlio di Dio, un semplice uomo al posto del Dio vero. Come l'ascolto di queste parole non avrebbe trapassato la tua anima tanto sensibile, quando il solo ricordo riesce a spezzare anche i nostri cuori, che pure sono di pietra e di ferro?
Non meravigliatevi, o fratelli, quando si dice che Maria è stata martire nello spirito. Si meravigli piuttosto colui che non ricorda d'aver sentito Paolo includere tra le più grandi colpe dei pagani che essi furono privi di affetto. Questa colpa è stata ben lontana dal cuore di Maria, e sia ben lontana anche da quello dei suoi umili devoti.
Qualcuno potrebbe forse obiettare: Ma non sapeva essa in antecedenza che Gesù sarebbe morto? Certo. Non era forse certa che sarebbe ben presto risorto? Senza dubbio e con la più ferma fiducia. E nonostante ciò soffrì quando fu crocifisso? Sicuramente e in modo veramente terribile. Del resto chi sei mai tu, fratello, e quale strano genere di sapienza è il tuo, se ti meravigli della solidarietà nel dolore della Madre col Figlio, più che del dolore del Figlio stesso di Maria? Egli ha potuto morire anche nel corpo, e questa non ha potuto morire con lui nel suo cuore? Nel Figlio operò l'amore superiore a ogni altro amore. Nella Madre operò l'amore, al quale dopo quello di Cristo nessuno altro amore si può paragonare.
Immagine correlata
  
Vangelo Gv 19, 25-27
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. 
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Stabat Mater dolorosa
iuxta Crucem lacrimosa,
dum pendebat Fílius.


Cuius animam gementem,
contristátam et dolentem,
pertransívit gládius.


O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigeniti!


Quae maerebat, et dolebat,
Pia Mater, dum videbat
Nati poenas íncliti.


Quis est homo, qui non fleret,
Matrem Christi si videret
in tanto supplício?


Quis non posset contristári,
Christi Matrem contemplári
dolentem cum Fílio?


Pro peccátis suae gentis
vidit Iesum in tormentis,
et flagellis súbditum


Vidit suum dulcem natum
moriendo desolátum,
dum emísit spíritum.


Eia Mater, fons amóris,
me sentíre vim dolóris
fac, ut tecum lúgeam.


Fac, ut árdeat cor meum
in amándo Christum Deum,
ut sibi compláceam. ]


Sancta Mater, istud agas,
crucifíxi fige plagas
cordi meo válide


Tui nati vulneráti,
Tam dignati pro me pati,
poenas mecum dívide.


Fac me tecum pie flere,
Crucifíxo condolere,
donec ego víxero.


Iuxta Crucem tecum stare,
et me tibi sociáre
in planctu desídero.


Virgo vírginum præclára,
mihi iam non sis amára:
fac me tecum plángere.


Fac, ut portem Christi mortem,
passiónis fac consórtem,
et plagas recólere.


Fac me plagis vulnerári,
fac me Cruce inebriáriet
cruóre Fílii.


Flammis ne urar succensus,
per te, Virgo,
sim defensusin die iudícii.


Christe, cum sit hinc exíre,
da per Matrem me veníre
ad palmam victóriæ.


Quando corpus morietur,
fac ut animæ donetur
paradísi glória.

venerdì 14 settembre 2018

Di null’altro mai ci glorieremo se non della croce di Cristo, nostro Signore”(Gal. 6, 14).

Risultati immagini per esaltazione della croce

Fermiamoci un istante a considerare í dolori di Gesù sulla Croce, e per amor suo abbracciamo volentieri la nostra croce. 

Vorremmo volentieri fare a meno della croce. A nessuno piace soffrire, eppure nel vangelo Gesù ci invita a prendere la nostra croce per seguirlo. Non ci promette scorciatoie fatte di benessere o tranquillità. Ci promette che non saremo soli, che lui è con noi. Ci promette che non ci lascerà appesi alla croce, lui risorge per noi. Ci promette che la nostra croce non è inutile se portata con amore.“Portare la propria croce significa portare l'amore nella vita, fino ad esserne crocifissi” (Curtaz). Lasciarsi crocifiggere per amore! Fa paura, ma è bello!Il crocifisso che accoglie la sua croce trasforma la propria sofferenza in dono gratuito per gli altri, non si tira indietro quando si tratta di soffrire per gli altri! Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato: Gesù è morto sulla croce per noi, per insegnarci ad amare, a perdonare, a donare.

mercoledì 12 settembre 2018

Santissimo Nome di Maria

Immagine correlata
«12 settembre: Santissimo Nome della B. V. Maria. In questo giorno viene rievocato l'ineffabile amore della Madre di Dio verso il Figlio santissimo e viene posta avanti gli occhi dei fedeli la figura della Madre del Redentore per essere piamente invocata.»

La devozione al nome di Maria, presto arricchita dai pontefici di particolari indulgenze, risale alla metà del XII secolo. La festa venne istituita nel 1513 da papa Giulio II, che la concesse alla sola diocesi spagnola di Cuenca: inizialmente celebrata il 15 settembre, spostata da papa Sisto V al 17 dello stesso mese (1587), la celebrazione della festa venne estesa da papa Gregorio XV all'arcidiocesi di Toledo (1622) e da papa Clemente X all'intera Spagna (1671).

La sua promozione a festività di tutta la Chiesa è dovuta a papa Innocenzo XI Odescalchi (che con decreto del 5 febbraio del 1685 ne spostò anche la data alla domenica fra l'Ottava della Natività) per commemorare la messa che a Vienna, il 12 settembre del 1683, aveva suggellato l'alleanza fra l'imperatore Leopoldo I d'Austria e il re di Polonia Giovanni III Sobieski: quel giorno, i due sovrani cattolici avevano dato il via alla controffensiva che portò alla liberazione della capitale austriaca dall'assedio dei Turchi (12 settembre 1683).

Come festività di tutta la Chiesa il Santissimo Nome di Maria ha quindi origini simili a quelle della Trasfigurazione, istituita da papa Callisto III in ricordo della liberazione di Belgrado(6 agosto 1455), e della Madonna del Rosario, voluta da papa Pio V per commemorare la vittoria di Lepanto (7 ottobre 1571).

In anni più recenti papa San Pio X la riportò alla data tradizionale del 12 settembre. Papa Paolo VI la tolse dal calendario romano, ma inserì nel Messale una Messa votiva in suo onore. Papa Giovanni Paolo II, nella terza edizione del Messale Romano post-conciliare (2002), la fece riapparire come memoria (facoltativa) nella data del 12 settembre.

domenica 9 settembre 2018

Mons. Salvatore Cordileone Arcivescovo di San Francisco Lettera sulla testimonianza dell’Arcivescovo Viganò








Carissimi fedeli dell’Arcidiocesi,

la scorsa domenica abbiamo assistito a ciò che molti definiscono una “bomba” all’interno della Chiesa: la pubblicazione della testimonianza dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò sulla corruzione e le coperture a tutti i livelli della Chiesa stessa, sulla base della sua conoscenza personale, vasta e di lungo corso.

Ho conosciuto bene l’Arcivescovo Viganò durante gli anni in cui ha prestato servizio come Nunzio Apostolico qua negli Stati Uniti. Posso attestare che si tratta di un uomo che ha servito la sua missione con disinteressata dedizione, che ha ben adempiuto la missione petrina affidatagli dal Santo Padre di “confermare i fratelli nella fede”, che lo ha fatto con grande sacrificio personale e nessuna intenzione di promuovere la sua “carriera”; tutto ciò a testimoniarne l’integrità e il sincero amore verso la Chiesa. Inoltre, pur non avendo notizie privilegiate sulla situazione dell’Arcivescovo McCarrick, dalle informazioni che ho sulle pochissime altre dichiarazioni fatte dall’Arcivescovo Viganò, posso confermare che sono vere. Le sue affermazioni, quindi, devono essere prese seriamente. Liquidarle con leggerezza favorirebbe il proseguire di una cultura del diniego e dell’insabbiamento. Naturalmente per verificare le sue dichiarazioni nel dettaglio dovrà essere condotta un’indagine formale, che sia approfondita ed obiettiva. Sono perciò grato al Cardinale DiNardo per aver meritoriamente richiesto che vengano date risposte “conclusive e basate sull’evidenza”, e unisco la mia voce a quella di altri vescovi nel richiedere un’indagine di questo tipo, e per adottare ogni azione correttiva che si rendesse necessaria alla luce dei suoi risultati.

sabato 8 settembre 2018

Natività della Beata Vergine Maria

view.jpg
 Si rallegrino tutti gli uomini perchè la nascita della
Vergine è venuta ad annunciarvi la aurora
del grande giorno di liberazione alla quale
aspirano tutti i popoli
Questa festa è stata introdotta in Occidente da papa Sergio I nel solco della tradizione orientale. La Natività della Vergine è strettamente legata alla venuta del Messia, come promessa, preparazione e frutto della salvezza. Aurora che precede il sole di giustizia, Maria preannunzia a tutto il mondo la gioia dell’arrivo del Salvatore. La festa della Natività di Maria è stata introdotta da papa Sergio I (sec VII) nel solco della tradizione orientale. La natività della Vergine è strettamente legata alla venuta del Messia, come promessa, preparazione e frutto della salvezza. Aurora che precede il sole di giustizia, Maria preannunzia a tutto il mondo la gioia del Salvatore.
L’8 settembre, quindi, le chiese d’Oriente e d’Occidente celebrano la nascita della Vergine, madre del Signore. La fonte prima che racconta l’evento è il cosiddetto Protovangelo di Giacomo secondo il quale Maria nacque a Gerusalemme nella casa di Gioacchino ed Anna. Qui nel IV secolo venne edificata la basilica di sant’Anna e nel giorno della sua dedicazione veniva celebrata la natività della Madre di Dio. La festa si estese poi a Costantinopoli e fu introdotta in occidente da Sergio I, un papa di origine siriana. «Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati»: Dante sembra quasi parafrasare il versetto di san Paolo quando definisce Maria «termine fisso d’eterno consiglio».
I commenti contenenti linguaggio sgradito, insulti , con contenuti a sfondo razzista , sessista ed intolleranti saranno cestinati dall'amministratore del blog che si riserva il diritto di scegliere quali commenti possono essere pubblicati.

Questo sito internet è un blog personale e non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001


Realizzazione siti web - www.webrex2000.com