Passa ai contenuti principali

Post

Pio XII, l'ultimo Pastore Angelico della Chiesa di sempre

Padre Bruno op Carissimi amici e lettori di in tua justitia, Rievocare la figura di Papa Pio XII a decenni di distanza dalla sua nascita al Cielo non è un semplice esercizio di nostalgica memoria storica, ma un preciso dovere teologico e ideale. In un'epoca ecclesiale drammaticamente segnata dal relativismo, dal compromesso con il mondo e da una strisciante protestantizzazione della fede, la memoria del Pastor Angelicus si erge come un faro di immutabile Verità cattolica. Eugenio Pacelli ha incarnato l'essenza stessa della Regalità Sociale di Cristo, guidando la barca di Pietro nel secolo più sanguinoso della storia con la sola forza del dogma, della fermezza dottrinale e di una carità eroica che i detrattori moderni tentano invano di infangare. Egli è stato l'ultimo argine prima del disorientamento contemporaneo, l'ultimo Pontefice che ha osato proclamare l'infallibilità dogmatica e che ha saputo difendere la Messa di sempre dalle prime avvisaglie del modernismo. L...
Post recenti

Il Corano sull'altare e la Sharia in Veneto: la sottomissione dell'Europa nel silenzio di Roma

di A.diJ. Carissimi amici e lettori, la gloriosa memoria storica di Lepanto non sembra aver insegnato nulla, né alla Gerarchia ecclesiale odierna né tanto meno alla classe politica che detiene le sorti del nostro Paese. La prova finale, la più blasfema e umiliante, è giunta recentemente dalle aule dell'Università Cattolica di Lovanio, in Belgio. Ma non occorre guardare oltreconfine per scorgere i segni del collasso: la capitolazione si consuma già all'interno dei nostri confini nazionali. Da Padova a Lovanio: la resa è totale A Padova assistiamo all'insediamento di un presunto "tribunale islamico" volto a risolvere le controversie civili e familiari in base alla sharia, infischiandosene apertamente delle leggi e dell'ordinamento della Repubblica Italiana. Sul territorio nazionale si moltiplicano i casi di donne straniere segregate tra le mura domestiche da oltre quindici anni, incapaci persino di pronunciare il proprio nome in lingua italiana; una porzione di ...

I LIQUIDATORI DELLA FEDE: dieci anni di Amoris Laetitia

di A.diJ Carissimi amici e lettori,  tra pochi giorni i cardinali e i vescovi di tutto il mondo si raduneranno in Vaticano alla corte di Leone XIV.  Il pretesto formale? Parlare di famiglia alla luce dei disastri di Amoris Laetitia. La parola d'ordine ufficiale? "Discernimento sinodale". Basterebbe questo feticcio burocratico per capire dove spiri il vento e per riconoscere il compimento finale di un piano decennale. I vertici della Santa Sede non governano più: occupano. Promuovono eresie audaci che trascinano il gregge dritto verso l'apostasia, orchestrando un'autentica acquisizione ostile ai danni della struttura amministrativa della Chiesa Cattolica.  Questa non è più l'azione della sposa di Cristo, ma il dominio di una gerarchia abusiva che calpesta il potere spirituale e temporale per svendere l'onore della Santa Chiesa al mondo, alla grande finanza, ai diktat dell'ONU, all'ideologia green, all'agenda LGBT e ai carnefici della Cina comu...

L’inganno della pace astratta e il grimaldello di Amoris Laetitia: l'ora del vero San Francesco

L'Angelus del 4 Ottobre: tra pace astratta e il decennale dell'ambiguità di Amoris Laetitia diA.diJ Carissimi amici e lettori, il Papa torna a invitare i fedeli alla recita del Rosario unendosi all'iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre: "In particolare, pregare per la Terra Santa e per le vittime innocenti della violenza delle guerre". Tutto questo è molto bello. Peccato, però, che sia monco. Siamo ormai sommersi da questa retorica della "pace". Una pace generica, umanitaria, in pieno stile ONU, che va bene per tutti e che non disturba nessuno. Il Papa invoca la pace, prega per la pace, chiede la pace. Ma quale pace? Se si vuole la vera pace, si deve invocare Cristo, che è il Principe della Pace. Pax Christi, non pax mundi. La pace senza Cristo è un'illusione, è solo un cartello esposto in piazza. È la pace dei congressi, non quella dei cuori convertiti. Cristo non ha detto "beati i pacifisti", ma "beati gli operatori di pace...

Non è immigrazione, è sostituzione: l'appello per salvare la nostra civiltà cristiana

di A.diJ Carissimi amici e lettori, "Conquisteremo la città di Roma e spezzeremo le vostre croci. Sulla cupola di San Pietro sventolerà la bandiera dell'Islam." Non è una frase inventata da noi. Si tratta dello slogan che risuona nei cortei islamisti, nei video di propaganda jihadista e nei sermoni radicali che circolano indisturbati persino nelle nostre periferie. È la minaccia esplicita che si palesa ogni volta che l'Europa abbassa la guardia. E noi come rispondiamo? Parliamo di integrazione e di accoglienza. Ma sono davvero questi i presupposti per integrare qualcuno? O siamo invece caduti definitivamente nella trappola di chi, ancora oggi, non ha digerito le sconfitte storiche di Poitiers, Lepanto e Vienna? Il dramma della sostituzione e dell'invasione programmata Diciamo le cose come stanno, chiamandole con il loro nome: quella in atto in Italia non è immigrazione, è una sostituzione. L'immigrazione autentica è quella di chi giunge in un Paese per lavorar...

La sottomissione all'islam delle giunte del PD a Torino e Milano:

Il cavallo di Troia islamico e il silenzio di Roma: Torino e Milano alla vigilia del collasso di A.diJ. Carissimi amici e lettori, le nostre città si apprestano a compiere l'ennesimo passo verso il definitivo suicidio culturale. Con il via libera definitivo alla fase edilizia da parte dell'amministrazione guidata dal sindaco del Partito Democratico, Stefano Lo Russo, e con le analoghe spinte progressiste nella Milano di Giuseppe Sala, la costruzione di nuove moschee monumentali cessa di essere una tematica legata alla "libertà di culto" per rivelarsi ciò che è realmente: uno scontro frontale di civiltà. Qui finisce la favola del multiculturalismo e inizia la realtà. Una moschea non è assimilabile a una chiesa cattolica: non è soltanto un luogo di preghiera, ma un centro politico, sociale e giuridico strutturato per controllare e marcare un pezzo di territorio.  Di fronte a questo scenario, le autorità cittadine tacciono o, peggio, esultano. Nessuno osa sollevare il ca...

Scuoiato vivo per Cristo: La Gloria di Bragadin e la Vergogna della Chiesa Conciliare.Da Famagosta all'Algeria, il tradimento dei Cristiani Dimenticati

Il Martire dimenticato e la gloria del Sangue: 455 anni dal sacrificio di Marcantonio Bragadin  17 Agosto 1571 – 17 Agosto 2026.  di A.diJ Carissimi amici e lettori,  c’è un uomo a cui la Serenissima Repubblica di Venezia ha reso gli onori più alti, a cui la storia ha consegnato il titolo eterno di eroe, e a cui la Chiesa cattolica – quella custode della Tradizione e del dogma – dovrebbe da secoli riconoscere la corona che gli spetta di diritto: quella di Martire. Il suo nome era Marcantonio Bragadin, fiero cittadino di Venezia e rettore della città-fortezza di Famagosta, l’ultimo, ricchissimo baluardo della cristianità in Oriente, abbarbicato sulla costa di Cipro. Lassù, Famagosta resistette per undici mesi d'inferno. Sette o ottomila anime, di cui appena quattromila soldati effettivi, contro una marea d’acciaio di duecentomila turchi guidati da Lala Kara Mustafa Pascià. Fu un assedio logorante, scandito dallo scavo di enormi trincee ottomane e dal brillamento di spavent...