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Venerdì Santo La Croce di Cristo

"Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio". (1 Cor 1,23-24) INTRODUZIONE Restare uniti alla croce di Cristo, perché su di essa poggia il fondamento della Chiesa: ecco la stoltezza e lo scandalo del cristianesimo. Uno strumento di morte infamante nasconde la sapienza e la potenza di Dio. Non si può addolcire la parola della croce sbilanciandosi a favore della resurrezione e passando sotto silenzio il dramma del Calvario, il dolore del Figlio prediletto del Padre che sperimenta l’abbandono di Dio. La Chiesa è comunità di salvati in quanto accoglie la salvezza che proviene dalla croce; alla croce deve aggrapparsi, come ad un legno in mezzo a i flutti del mondo, per compiere quella traversata che la condurrà nel Regno dei cieli. DAL "COMMENTO AL VANGELO DI S. GIOVANNI" DI SANT’AGOSTINO, VESCOVO (In Io. Ev. tr. 2, 3-4) Resta...
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GIOVEDÌ SANTO Sul Sacerdozio

Gesù si rivolge ai sacerdoti cattolici come "buoni pastori" e "alter Christus" (un altro Cristo), chiamandoli a una vita di santità, offerta di sé, castità, obbedienza e servizio umile verso i fedeli e i poveri. Il loro ruolo è di celebrare i misteri della Passione, agendo in persona Christi per santificare il popolo. Io prego per loro; per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. (Gv 17, 9) INTRODUZIONE "La nostra preghiera non sale a Dio se non in Cristo e attraverso il Cristo. Tra Dio creatore e noi creature e per di più creature peccatrici, non c’è altro ponte, non c’è altro pontefice che Cristo" (P. A. Trapè). Egli prega per noi come nostro sacerdote: egli è il nostro sacerdote, prega per ciascuno di noi e per tutti gli uomini, chiedendo al Padre quanto è necessario per ciascuno di noi. Cristo prega per noi come nostro capo: è Lui che parla attraverso la Chiesa, che prega in noi attraverso l’azione dello Spirito Santo. Cristo è pregato da noi come no...

Mercoledì Santo

Nei giorni della sua vita terrena (Cristo) offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. (Ebr 5, 7-9) INTRODUZIONE "Se avessimo dovuto immaginare la venuta di un Dio sulla terra, avremmo naturalmente pensato che si sarebbe presentato come il Maestro unico e supremo. Dei filosofi avrebbero sostenuto che l’umiltà non conveniva a quel Dio vivente fra gli uomini; infatti, avrebbero potuto dire l’umiltà è la virtù che caratterizza la nostra condizione di creature. Invece la Rivelazione ci offre una realtà ben diversa: tutta la vita di Cristo, Dio e Creatore, è intessuta di umiltà, è basata sull’umiltà, al punto che Paolo riassume tutta l’Incarnazione redentrice nell’annientamento e nell’ubbidienza... Nessuno sforzo artificiale per abbassarsi: l’umiltà di...

Martedì Santo

E, inginocchiatosi, pregava: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà. (Lc 22, 41-42) INTRODUZIONE Cristo "fu maestro di umiltà con la parola e con l’opera" (Serm. 340/A, 5), non solo predicando tale virtù, ma applicandola concretamente, offrendo liberamente se stesso per il riscatto dei peccatori: Nessuno mi toglie la vita, ma la offro da me stesso (Gv 10, 18). Questo disegno di redenzione passa attraverso il Corpo dato per voi e il Sangue versato per molti; fa esperienza della paura nell’agonia del Getsemani (Mc 14, 36) e dell’abbandono nel grido sulla croce (Mc 15, 34). Ma in obbedienza alla volontà del Padre, Cristo accetta di bere il calice amaro dell’umiliazione, chiudendo la sua vita terrena ancora una volta sotto il segno dell’umiltà. "Questo dunque consideriamo nel Signore: osserviamo la sua umiltà, beviamo al calice della sua umiltà, teniamoci stretti a Lui, facciamolo oggetto della nostra meditazione...

Lunedì Santo

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con Lui? (Rm 8, 31-32) INTRODUZIONE Il peccato originale non solo ha compromesso la relazione tra uomo e Dio, ma ha inficiato anche i rapporti reciproci tra gli uomini e tra questi e il creato, sottomesso anch’esso alla caducità del male. Tutti sono dunque coinvolti nel peccato di Adamo, componendo la cosiddetta massa peccati, degna dell’ira di Dio. Il peccato ha assunto dimensione universale (massa), pur senza intaccare la bontà sostanziale delle creature volute da Dio. Pur di fronte al rifiuto dell’uomo, Dio non abbandona i suoi figli: la storia della salvezza registra i suoi continui interventi volti a ravvedere e ricercare il peccatore per riscattarlo dalla morte. Nella pienezza dei tempi (Gal 4, 4), Dio realizza il suo disegno di salvezza: consegna il Figlio Unigenito per la redenzione universale. L’innocenza di Cristo (che Ago...

SETTIMANA SANTA: DOMENICA DELLE PALME

Carissimi amici e lettori, Le meditazioni di Sant'Agostino sulla Settimana Santa si concentrano sull'amore redentore di Cristo, che si consegna volontariamente alla morte per salvezza, passando dalla croce alla gloria. Agostino invita a spogliarsi dell'uomo vecchio (Adamo) per rivestirsi di Cristo, vivendo la passione come dono totale e vittoria sulla morte. "Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile cavalca un asino. Annunzierà la pace alle genti". (Zc 9, 9.10) INTRODUZIONE Con l’ingresso a Gerusalemme, Gesù si consegna volontariamente alla morte, secondo un disegno che non è frutto del caso, ma risponde ad un progetto di salvezza di Dio. Dio permette il male, acconsente alla morte del Figlio per un giudizio che sfugge alla comprensione umana. Questo progetto di salvezza, che si compie con la condanna a morte del Servo, trova una sua anticipazione nella figura del Servo di YHWH, uomo dei dolori, reietto e disprezzato, condotto al macello per i...

ECCE REX TUUSVENIET OMELIA NELLA DOMENICA II DI PASSIONE, O DELLE PALME

Exsulta satis, filia Sion; jubila, filia Jerusalem: ecce rex tuus veniet tibi justus, et salvator: ipse pauper, et ascendens super asinam et super pullum filium asinæ. Esulta grandemente, o figlia di Sion; giubila, o figlia di Gerusalemme: ecco, a te viene il tuo re, giusto e salvatore; egli è povero, e cavalca sopra un’asina e sopra un puledro figlio di asina. Zc 9, 9 La DOMENICA DELLE PALME commemora l’ingresso trionfale del Re Messia a Gerusalemme, ossia il mistero liturgico in cui la Santa Chiesa contempla il compimento delle profezie regali dell’Antico Testamento nella Persona di Cristo Signore. Essa non è mera commemorazione storica, ma atto di fede nella Regalità di Gesù, Re umile e vittorioso, che entra nella Città Santa per consumare la Sua Passione e aprire a noi le porte del Regno eterno. Ma rimane pur sempre un fatto storico, testimoniato da quanti, quel giorno, assistettero alla cerimonia di incoronazione di Nostro Signore Gesù Cristo. Secondo il rituale descritto nel Pri...