di A.diJ. Carissimi amici e lettori, il Distretto italiano della Fraternità Sacerdotale San Pio X anche quest'anno si è recato in pellegrinaggio dal Poverello d'Assisi. Fin qui tutto bene. Anzi, benissimo. Sono gli unici che ad Assisi ci vanno ancora per pregare davvero, per pregare cattolicamente, con il Rosario, con la Messa di sempre, con la devozione a un San Francesco che fu cattolico al 100% e non un precursore del dialogo interreligioso. Fatto sta che — ed è qui lo scandalo pubblico che va denunciato senza più peli sulla lingua — i francescani non hanno permesso né ai fedeli né al clero di poter entrare per pregare come comunità. Hanno chiuso le porte. Hanno sbarrato la Basilica. Hanno detto: voi, qui dentro, come gruppo non potete pregare come singoli si. La questione è di coerenza. Anzi, di incoerenza criminale Qui è questione di coerenza. Una coerenza che questa gerarchia non ha più, e che questo episodio dimostra in modo osceno. Sentite bene il ragionamento, perché è...
di A.diJ. mancava solo questo. Dopo tre anni di chiacchiere, di tavoli rotondi, di post-it appiccicati sui muri e di "ascolto dello Spirito che soffia dove vuole", la nuova Chiesa sinodale ha partorito l'ultima genialata. Una delegazione del Sinodo ha chiesto ufficialmente che ci siano anche i laici ad aiutare a scegliere i nuovi vescovi e a redigere i rapporti per Roma. Dalla padella direttamente nella brace. Anzi, dalla brace direttamente nel forno crematorio. Il Grande Fratello episcopale Immaginate la scena. Non più la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, ma la Chiesa S.p.A. — assemblea condominiale. Per scegliere il nuovo vescovo di Tizio o di Caio, non ci sarà più il Nunzio che indaga, la Congregazione per i Vescovi che valuta, il Papa che nomina. No, troppo clericale, troppo monarchico, troppo cattolico. Ci sarà il Tavolo Sinodale. Attorno al tavolo: la signora Pina, catechista arcobaleno della parrocchia; il dottor Bianchi, del Movimento per la Pace e l'Ecologi...