In Tua Justitia Libera me Domine

Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

sabato 29 giugno 2019

ERODE AGLI UOMINI DEL XX SECOLO: Chiedo la mia riabilitazione



Sono uno dei due personaggi della storia. Mi chiamo Erode. I Romani mi misero sul trono perché ero idumeno. Gli Ebrei mi odiavano profondamente e io odiavo gli Ebrei. Morendo ho procurato l'unica gioia. Mi sono dato l'appellativo di "Grande" e pensavo che sarei stato grande, per merito dei grandi edifici che avevo costruito e dei quali andavo orgoglioso. Come ogni tiranno incapace di costruire la felicità dei suoi sudditi,costruivo almeno grandi edifici di pietra.

Comunque, il mio nome viene ricordato nella storia per l'orrendo crimine che ho commesso contro dei bimbi. Ho fatto uccidere dei bambini a Betlemme e dintorni. "Il Tempo seppellisce e tutto verrà dimenticato", pensavo. Ma dopo nemmeno 2000 anni il mio crimine è stato dimenticato.

Ma è tempo però che io scenda da questo piedistallo e che lo ceda ad altri che lo meritano più di me. Chiedo la riabilitazione da parte della storia. Non chiedo di essere perdonato. Solo Dio potrebbe perdonarmi.

E la storia non perdona.

Una cosa sola chiedo: che il mio nome finisca di esser considerato il simbolo del crimine contro i bambini. Ed ho delle ragioni per chiedere questo. Non nego quanto è accaduto a Betlemme: il pianto di quelle madri è risuonato in tutto il mondo, ma questo è avvenuto 2000 anni fa. A quell'epoca gli uomini erano barbari e i re lo erano doppiamente, perché la loro barbarie si accompagnava al potere. Ero odiato e odiavo. Avevo paura su quel trono, su cui sedevo per grazia di Roma. In ciascuno vedevo un nemico, ovunque sospettavo intrighi e perciò uccidevo. Non sono stato né il primo né l'ultimo, nella storia, a comportarsi così. Assassinavo non solo estranei, ma anche congiunti. Ho ucciso mia moglie e i miei figli. Il mio protettore romano Cesare Augusto, ha osservato giustamente: "E' preferibile essere il porco di Erode che esserne il figlio". Ero un selvaggio. Se fossi vissuto nel vostro secolo, avrei trovato certamente dei medici che mi avrebbero dichiarato pazzo e così sarei assolto dalla mia colpa.

Se, temendo per il mio trono, ho fatto uccidere i miei stessi figli, potevo essere più clemente coi figli degli altri? Ero ignorante: non sapevo nulla dell'umanesimo. Nessuno mi aveva educato al rispetto verso gli altri, tantomeno all'amore. Nessuno mi aveva predicato il Vangelo, messaggio dell'amore. Non conoscevo, io, il Cristianesimo, non sapevo che Gesù fosse Dio e che Dio è amore e che tutti gli uomini, tutti i bambini sono figli di Dio. Nella nostra epoca solo il potente aveva il diritto di vivere. Non ho ucciso da solo, avevo persone addette a questo, artigiani di morte che imparavano a spegnere la vita, non a proteggerla. Erano pagati per questo e di questo vivevano. Non conoscevano la misericordia, non l'avevano mai provata. Alla loro spada non importava chi essi ammazzavano e alla loro anima nemmeno. Anzi, dubito che in loro ci fosse un'anima. Io non cercavo di nascondere i miei crimini, non ne avevo necessità. Comandavo: " Andate e uccidete". A quel tempo non esisteva l'ipocrita terminologia giuridica. Ammazzare era ammazzare. Omicidio era omicidio. Che fate invece voi, uomini e donne del XX secolo? Da venti secoli gli uomini si danno da fare per eliminare la barbarie. Statisti, scienziati, filosofi, artisti, apostoli, profeti, martiri, tutti quanti hanno creato quello che con orgoglio chiamate "Umanesimo". Ma avete ereditato molto di più: avete ereditato i Cristianesimo. Voi sapete che Gesù Cristo è Dio e che Dio è Amore. Voi sapete che tutti gli uomini sono fratelli perché sono figli di Dio. Tutta la vostra vita è compenetrata dalla misericordia e dalla grazia divina, eppure...

Neanche i vostri bambini, i vostri figli innocenti, incapaci di difendersi sono al sicuro davanti al vostro egoismo! Quanti ne uccidete ogni giorno? Oh Betlemme, sei rimasta storia senza significato! Là almeno le madri difendevano la vita dei figli, anche se inutilmente. E in questo secolo, invece? Qui le madri dichiarano davanti a una commissione medica, che le loro creature minacciano la loro libertà e chiedono che vengano condannate a morte.

E poi l'omicidio viene affidato non a dei soldati ignoranti, ma a veri esperti, che hanno studiato ad imparar a proteggere la vita e la cui vocazione a qualcosa di sacro. Hanno formulato un giuramento che li obbliga a proteggere la vita umana sempre e ovunque. Ma alcuni per soldi, altri per paura, accettano il ruolo di assassini. Poi vi chinate pieni di commozione su un fiore, ascoltate il canto degli uccelli e con l'amore rubato ai bambini accarezzate i vostri gatti e i vostri cani! Piangete sulla sorte degli eroi dei romanzi e del cinema. Vi addolora la sorte dei bimbi che muoiono di fame, e li vorreste aiutare. Visitate i musei, andate ai concerti e collaborate poi a questa tragedia umana dell'aborto! E forse guardate commossi il Cristo crocifisso, dopo aver definito il vostro crimine "interruzione". Interruzione di che cosa! Forse non della vita? Sono stato certamente superato dai vostri crimini! Voi che ricordate il mio nome in relazione a Betlemme, dimenticate Erode! Lasciatemi in pace, ero solo un povero improvvisatore! E tu, storia, cerca di dare il giusto nome ai crimini del XX secolo! e se non ti manca il coraggio, fai la nuova lista delle vittime. Voglio esser riabilitato, io voglio lasciare agli altri il mio primato criminale! E quanto a voi, uomini di cultura, umanisti, cristiani, se lamia richiesta di riabilitazione, mi permetto allora che la coscienza che allora non avevo, e la salvezza eterna cui allora non credevo, valgono più del vostro fastidio.
Erode

martedì 25 giugno 2019

RUBRICA SPIRITUALE DEDICATA ALLA SANTISSIMA VERGINE MARIA a cura di Don Davide Pagliarani Superiore Generale della Fraternità San Pio X

Maria e il Santissimo Sacramento


“Ave verum Corpus natum de Maria Virgine” cantiamo con la Chiesa adorando la Santa Ostia. Il Corpo sacra di Cristo che noi riceviamo è stato formato nel seno dell’Immacolata, Corpo del suo corpo, Sangue del suo sangue. Senza il “fiat” della Vergine non vi sarebbe l’Eucarestia. L’azione di grazie dopo la Santa Comunione è dunque anche un’azione di grazie nei confronti di Lei come fonte di questo Santissimo Sacramento.

Maria è la creatura perfetta. Dio ha fatto tutto tramite Lei: tramite Lei ha creato il mondo, tramite Lei si è fatto innanzi tutto e prima di tutto uomo e si è sacrificato sulla Croce. Egli ha istituito la Santa Eucarestia innanzi tutto tramite Lei. Perché ha istituito questo sacramento?

Per amore: per nutrire le anime nella loro fame, per consolarci della Sua presenza durante il nostro esilio, per unirsi completamente e totalmente con noi.

Per amore di Lei, per nutrirla della sua fame di Dio, perché Lei possa nutrire i suoi figli attraverso di Lui. Lei, più di ogni altro essere umano, soffriva di questo esilio ed era consumata dal desiderio dell’Eterno. Ecco perché Egli ha voluto istituire la Sua presenza in questa maniera specialmente per Lei, per essere unito più intimamente a Lei.
Tutte la grazie che Dio ha voluto includere in questo sacramento, Marie le ha ricevute innanzi tutto nelle sue comunioni, e da lì esse sarebbero confluite in altre anime.
Per questo, la sola maniera per ricevere pianamente le grazie della Santa Comunione e i frutti che ne derivano, è quella di unirsi a Lei per ricevere l’Ostia.
La Chiesa conferma questo quando applica a Maria le parole della Saggezza: “Venite, comedite panem meum et bibite vinum quod miscui vobis”, “venite a mangiare il mio pane e a bere il vino che ho preparato per voi”.
Lei ci invita a mangiare il “suo pane”, quello che Lei ci preparato con l’Incarnazione. Questo pane è Gesù, che all’altare, come sulla Croce, è suo Figlio.

Questo significa che Maria è la Mediatrice tra noi e la Santa Ostia. Noi le apparteniamo interamente e Lei è sempre spiritualmente con noi. E’ per questo che quando Cristo nella nostra anima trova innanzi tutto la “Padrona di casa”, poi ci trova anche coperti da un manto protettore, nel suo cuore.
In questo momento, la sua mediazione è di una grande importanza, perché l’Onnipotente compie il Suo più grande atto d’amore, si umilia per prendere la forma dell’Ostia, impegnando la Sua onnipotenza per compiere tutta una serie di miracoli, ciascuno più grande della stessa creazione del mondo intero. Eppure, noi Lo riceviamo con tanta disattenzione, sonnolenza, indifferenza e distrazione! Non dovremmo temere che le nostre dichiarazioni d’amore e di ringraziamento siano indegne di Dio, superficiali e persino insufficienti, spesso pronunciate con una palese mancanza di profondità?

Ma ecco che l’Immacolata entra nel nostro cuore; Lei ama Cristo più che tutte le altre creature. Per la sua unione con lo Spirito Santo, Lei ha il privilegio di amare Cristo con lo stesso amore di Dio! E’ per questo che quando noi Lo riceviamo, possiamo offrirGli innanzi tutto Maria, e così siamo sicuri che il nostro cuore misero Gli diventa gradito per la presenza spirituale in noi della Sua divina Madre.

RUBRICA SPIRITUALE DEDICATA ALLA SANTISSIMA VERGINE MARIA a cura di Don Davide Pagliarani Superiore Generale della Fraternità San Pio X

Il Rosario ci conduce nelle profondità del Mistero della Santissima Trinità

Incoronazione della Santissima Vergine - El Greco
Santuario di Nostra Signora della Carità - Illescas, Spagna


Con i Misteri Gaudiosi noi scopriamo Dio Padre come la fonte di ogni bene, in particolare il più grande di tutti: la nostra salvezza. Egli invia Suo Figlio sulla terra!
Dio Figlio è la rivelazione di Dio al mondo, il Sole spirituale che disperde le tenebre con la Sua Natività, e che nella Sua infanzia, nel Tempio, edifica i dottori della Legge.
Dio Spirito Santo compie il mistero dell’Incarnazione e attraverso le Sue ispirazioni porta la grazia di Dio nel mondo. Egli è presente durante la Visitazione di Maria Vergine e al momento della santificazione di Giovanni Battista nel seno di sua madre Elisabetta, ed è presente al momento della presentazione di Gesù al Tempio, dove illumina e santifica Simeone e la profetessa Anna.

Con i Misteri Dolorosi noi entriamo nella misericordia infinita di Nostro Signore. Nel giardino degli Ulivi noi vediamo un immenso atto di misericordia: nel modo in cui Cristo accetta tutti quegli orrori, e alla fine Egli paga il prezzo terribile e lo distrugge col sacrificio della Sua vita. La flagellazione e l’incoronazione di spine sono la misericordia di Dio in azione: qui e adesso sono distrutte le tenebre a prezzo del Suo Preziosissimo Sangue versato, del Suo Corpo lacerato e della Sua testa trafitta di spine. 
La misericordia di Dio non è uno scherzo: essa ci porta la redenzione, ma a quale prezzo!
E non possiamo forse vedere nel carico della croce e nella morte di Cristo come una speciale partecipazione dello Spirito Santo in quest’opera della misericordia di Dio?
La forza di Cristo che si rialza dopo tre cadute atroci; l’aiuto e la consolazione che Egli accetta da Simone di Cirene e dalla Veronica; la presenza della stessa Madre di Misericordia sulla Via Crucis – dietro tutto questo la Spirito Santo si rivela discretamente, portando l’opera della redenzione al suo fine ultimo e alla sua interezza.
Infine, sul Calvario sono presenti tutte le Persone divine: il Padre che sacrifica ciò che Egli possiede, Suo Figlio!; il Figlio che ama «fino alla fine» attraverso tutte le sofferenze inimmaginabili; lo Spirito Santo che alberga nel Cuore Immacolato di Maria, presente ai piedi della Croce, come fiamma dell’amore eterno di Dio nel suo cuore ardente e brillante della sua compassione e della sua tristezza infinita.

Con i Misteri Gloriosi, l’amore infinito appare nel trionfo e nell’eterna efficacia dell’intera opera della Salvezza. Noi assistiamo alla rivelazione finale ed eterna della gloria di Dio, della Sua santità e della Sua maestà: innanzi tutto col trionfo dell’amore di Dio nel miracolo della Resurrezione. L’Ascensione è il ritorno trionfale di Cristo in Paradiso, accompagnato dai membri del Suo Corpo Mistico. 
E il mistero centrale è l’invio dello Spirito Santo: il fuoco dell’amore di Dio. In Paradiso tutti i desiderii saranno realizzati nella pace e nella gioia eterna. 
E i due ultimi misteri gloriosi ci mostrano la gioia nella sua più perfetta realizzazione: quando attraverso l’Immacolata tutta la creazione comincia il suo ritorno a Dio. L’incoronazione di Maria è: sia la definitiva rivelazione di tutto l’amore di Dio, che la colma di Lui più che tutti i santi e gli angeli del Paradiso; sia l’ultima vittoria e il compimento dell’ordine creato, quando «Dio sarà tutto in tutti».

sabato 15 giugno 2019

La Chiesa sta vivendo un momento di grave confusione dottrinale.-L’immagine di una Chiesa divisa è sotto gli occhi di tutti.

Risultati immagini per la crisi della chiesa divisa


II romano Pontefice è il successore di san Pietro nella sede di Roma e nel primato, ossia nell'apostolato ed episcopato universale; quindi il capo visibile, Vicario di Gesù Cristo capo invisibile, di tutta la Chiesa.Il Papa e i Vescovi uniti con lui costituiscono la Chiesa docente, chiamata così perchè ha da Gesù Cristo la missione d'insegnare le verità e le leggi divine a tutti gli uomini, i quali solo da lei ne ricevono la piena e sicura cognizione che è necessaria per vivere cristianamente.


La Chiesa sta vivendo un momento di grave confusione dottrinale e pastorale. Il problema nasce anche dalla incomprensibile scelta di non fare chiarezza sia ai vescovi che alla moltitudine dei fedeli, che con dottrine ambigue mette in difficoltà soprattutto i fedeli e i sacerdoti, una situazione che fa scivolare anche nel relativismo. L’immagine di una Chiesa divisa è sotto gli occhi di tutti. E quella parola magica – misericordia – è servita spesso per coprire epurazioni e rimozioni, emarginazioni e censure. Basti pensare alla sorte toccata al cardinale americano Burke uomo di retta dottrina, o alle difficoltà del prefetto per il culto, l’africano Sarah, inviso e sconfessato perché colpevole a suo dire di difendere la liturgia da ogni tentazione di “protestantizzare” la Messa, di stravolgere e annacquare il senso dell’Eucarestia.E’ come se si cercasse l’applauso del mondo. E’ come se la priorità fosse piacere alla gente che piace… Il cardinale Müller, già prefetto della Dottrina della fede dimissionato da papa Bergoglio, in una intervista ha lamentato proprio l’eccessiva frequentazione/confidenza con esponenti del pensiero laicista/libertino. Il riferimento a Eugenio Scalfari era evidente, con l’aggravante che il fondatore di “Repubblica” spesso ha attribuito al papa, tra virgolette, concetti e pensieri a dir poco sconcertanti su Verità e Dio “non cattolico”, sul diritto alla comunione per i divorziati e su altro ancora.Beh, questo è una delle cose più stridenti. E’ come se, a porsi fuori dalla Chiesa fossero quanti difendono e riaffermano tradizione e magistero; e non chi si avventura su sentieri ambigui e pericolosi. Come l’esaltazione della psicoanalisi freudiana, che ribalta l’idea cristiana del Creato; come la riabilitazione di Lutero “più cattolico di molti cattolici”; come la legittimazione dell’omosessualità, chiedendo al massimo ai gay di essere monogami fedeli.Misericordia è la parola magica del pontificato di Bergoglio. Si può dire che dietro questa parola c’è la rinuncia a denunciare l’errore, a contrastare l’egemonia del relativismo gnostico .

E’ una parola “passepartout”, che ha ispirato molte iniziative dell’attuale pontefice e che, nelle intenzioni, dovrebbe motivare/giustificare ogni apertura al dialogo con mondi distinti e distanti dal cattolicesimo. Il problema è anche la rinuncia, "magari solo apparente", al ruolo missionario della Chiesa. Si dialoga con l’altro ma senza l’ambizione o la speranza di convertirlo. La misericordia diventa una forma di aiuto, di soccorso a chi ha più bisogno, come la Caritas o la Croce rossa. Madre Teresa di Calcutta definiva “la più grande disgrazia”, più della povertà e della malattia, la constatazione che “una gran parte del popolo indiano non conosca Gesù”. Qui in Europa oggi quanti conoscono Gesù? In questi giorni i vescovi interpellati si chiamano fuori dalle"preghiere di riparazione",per il Gay pride .A pochi giorni dalla parata del Gay pride, prevista sabato a Genova,come a Vicenza, ed altre città d'Italia, la Curia annulla le preghiere riparatorie . 
«Siamo spiacenti di dover avvisare che la curia arcivescovile di Genova ha chiesto ai sacerdoti responsabili delle chiese sotto indicate di annullare i momenti di preghiera di riparazione pubblici già programmati. Invitiamo pertanto i fedeli interessati alla riparazione di pregare altrove, in comunione spirituale», si legge sulla pagina Santo Rosario per l'Italia. Poche parole con cui la Curia annuncia che nelle tre chiese genovesi i cui sacerdoti avevano aperto le porte alle "preghiere riparatorie" le porte invece resteranno chiuse.In sostanza, devo dire che l’immagine mediatica che l'episcopato italiano da di se è al quanto  sconcertante. La Preghiera di Riparazione è un atto di culto e non una manifestazione politica, ed è anche la partecipazione "all’atto espiatore di Cristo da parte dei cristiani, i quali, mentre si uniscono al suo sacrificio redentore, chiedono anzitutto il perdono per le proprie colpe e poi per quelle degli altri, specialmente di coloro che la redenzione la rifiutano o la combattono" non si "può rimanere inermi e silenti davanti allo scandalo pubblico del Gay Pride", un "pervertimento delle leggi dell’Ordine che Dio ha stabilito nella creazione", dal quale"discendono tutti i mali della nostra società". L'attuale chiesa cattolica di cui papa Francesco in quanto vescovo di Roma e successore di san Pietro, " è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli" "Infatti il romano Pontefice, in virtù del suo ufficio di vicario di Cristo e di pastore di tutta la Chiesa, ha il dovere di levare la sua voce per ricondurre all'ovile della  Chiesa i suoi fedeli che sono caduti nelle lusinghe di un mondo ormai traviato visto che ha la potestà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente".Ma quanto pare le cose non stanno così. In sostanza, devo dire che l’immagine mediatica che papa Bergoglio   ha beneficiato negli ultimi cinque anni[come buono e misericordioso] è una delle più stupefacenti truffe della vita contemporanea. L’abisso tra quell’immagine e la realtà [doppiezza.] e non ci si dovrebbe meravigliare che qualcuno alla fine riveli la verità. 




domenica 9 giugno 2019

Lo Spirito Santo è in noi per mezzo di Maria-di don Davide Pagliarani Superiore Generale della Fraternità San Pio X

RUBRICA SPIRITUALE DEDICATA ALLA 
SANTISSIMA VERGINE MARIA 

Con la Cresima noi riceviamo la pienezza dei doni dello Spirito Santo, e Lui stesso colmerà le nostre anime e accenderà in noi il fuoco del Suo Amore, facendoci partecipi dell’amore con cui Dio ama Sé stesso nel mistero della Santissima Trinità.
Secondo San Grignion de Montfort (Trattato della vera devozione a Maria, n. 20), lo Spirito Santo divenne fecondo in Maria e produsse i Suoi capolavori unicamente in Lei e per mezzo di Lei: la santa umanità di Nostro Signore, la santificazione delle anime.
A Pentecoste, Lei si trovava in mezzo agli Apostoli e, secondo un’antica tradizione, i doni dello Spirito Santo sono stati dati loro attraverso di Lei.
La nostra Pentecoste è la ricezione del sacramento della Cresima, e i doni dello Spirito Santo – come tutte le altre grazie – ci sono dati attraverso di Lei.

La ragione profonda di questa azione dello Spirito Santo in Maria e per mezzo di Maria, si trova nella relazione che Lui ha con Lei. I Padri della Chiesa la chiamano sacrarium SpiritusSancti, ricettacolo dello Spirito Santo; a partire dal Medioevo, Ella è comunemente invocata come Sposa dello Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è il dono del Padre e del Figlio. San Tommaso spiega che Dio vuole donarsi più che può ad una creatura. Questo dono è lo Spirito Santo.

Tuttavia, da dopo il peccato originale, l’ostacolo sta nel recipiendario, che è più o meno ostruito dai peccati attuali e dalle ferite del peccato originale. Una sola volta il donum DeiAltissimi, il dono di Dio Altissimo, è stato ricevuto interamente, senza che trovasse il minimo ostacolo, la minima esitazione: il recipiendario era puro, immacolato.
In altre parole, lo Spirito Santo può fondersi con l’anima dell’Immacolata e trasformarla interamente in maniera tale che Ella si dà interamente alla Sua volontà e alle Sue ispirazioni. 

Dunque, tutti i pensieri di Lei, le sue parole, le sue azioni sono in qualche modo meno i suoi proprii e più i pensieri, le parole, le azioni dello Spirito Santo. Ella non penserà mai altro che ciò che le fa pensare lo Spirito Santo, Ella formulerà solo le parole di Dio. Ella è in qualche modo la presenza visibile dello Spirito Santo nel mondo, il Suo santuario, il Suo tabernacolo, la Sua Sposa.
La grandezza dell’Immacolata consiste nel fatto che questa persona umana, figlia di Sant’Anna e di San Gioacchino, è fin dalla sua umana concezione così intimamente legata allo Spirito Santo che Ella più che se stessa è la presenza dello Spirito Santo nel mondo.

In conclusione: dov’è Maria, là è lo Spirito Santo. Sulla terra, lo Spirito Santo è là dove si trova Maria. Dunque, nella misura in cui noi siamo consacrati all’Immacolata, lo Spirito Santo ci invaderà con i Suoi doni e farà fiorire il carattere inestinguibile della Cresima.

sabato 8 giugno 2019

Si può amare troppo la Vergine Maria? Di don Davide Pagliarani Superiore Generale Fraternità San Pio X

AVE MARIA




Si può amare troppo la Vergine Maria? Rispondere a questa domanda significa porsene subito un’altra: chi è la Vergine Maria?

Quand’Ella si è presentata a noi, ci ha detto il suo nome: Ella è l’Immacolata. Ma non è questo quello che è primariamente. Ella non è prima di tutto neanche la sposa di San Giuseppe o la figlia di Anna e Gioacchino. Né la Regina del Cielo o la Vergine delle vergini o la Porta del Cielo… Ella è tutto questo, ma è soprattutto e principalmente la Madre di Dio, la Madre di Gesù Cristo che è Dio. In questo titolo di gloria sono contenuti tutti gli altri privilegi e tutti gli altri nomi.

Allora, ritorniamo alla domanda: si può amare troppo la Madre di Dio?

Per farci un’idea dell’amore che conviene portarle, guardiamo alla benevolenza che le porta Dio stesso: all’inizio dei secoli Egli pensava già di dotarla di tutte le qualità della natura e della grazia… e quando arrivò il momento di darle l’esistenza, Egli ne fece il capolavoro della Sua creazione! Sapendo che Ella sarebbe stata Sua Madre, Egli la coprì meravigliosamente dei Suoi doni più preziosi, al punto da esaurire, se fosse possibile, le risorse della Sua onnipotenza. Nessuna creatura è stata maggiormente oggetto della predilezione divina.

Poi venne al mondo Gesù Cristo, attraverso Maria, ed Egli si dimostrò il più amorevole dei figli: la Sua affezione umana non fu inferiore dell’amore che Egli aveva per Lei da tutta l’eternità.

Morendo sulla Croce, Egli offrì Sua Madre agli uomini. E dicendo al Suo Apostolo: “Ecco tua madre», è come se gli avesse detto: «Ama Mia Madre! Amala come io l’ho amata».

Noi non ameremo mai la Vergine Maria tanto quanto l’ha amata il suo divino Figlio: Madre di Dio e Madre delle nostre anime, noi le dobbiamo dunque un amore sempre ardente, sempre più filiale, e mai potremo dire che l’abbiamo amata troppo.

Amarla è imitarla… E amare fedelmente nostra Madre è imitarla ardentemente. E anche qui: suoi figli che noi siamo, possiamo assomigliarle troppo?

Questo primo sabato del mese ci trova più impegnati a chiedere la sua potente assistenza: «Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi poveri peccatori e insegnaci a onorarti dell’amore più filiale».


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