In Tua Justitia Libera me Domine

Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

sabato 10 aprile 2021

Il Papa è solo uno: il suo nome è Francesco




di Dom Seraphinus

Era il 19 aprile del 2005, quando dal camino della Sistina uscì quel denso fumo bianco, questa volta non più fraintendibile come nel passato, il quale annunciava l’elezione del successore di Giovanni Paolo II.

Dopo un po’ di tempo ci veniva comunicato il nome del cardinale eletto, come pure il nome “pontificale” scelto, Benedetto XVI.

Da quel momento, abbiamo continuato o imparato ad amare, pregare, stimare e seguire Benedetto XVI, fino a quell’11 febbraio del 2013, quando in una fredda giornata d’inverno, durante un concistoro, annunciò ai cardinali riuniti la sua libera volontà di “rinunciare al ministero petrino, al suo essere successore di Pietro e vescovo di Roma”.

Tutto il mondo, compreso me, rimanemmo stupiti e attoniti, perché sebbene si sapesse che il Papa aveva questa possibilità a sua disposizione, tuttavia, anche forti dell’esperienza degli ultimi anni di Papa Woityla, mai si sarebbe pensato che un Papa avrebbe rinunciato alla sua “missio” nella Chiesa.

Da quel momento, fino alle ore 20.00 del 28 febbraio 2013, giorno e ora da lui scelti per porre la parola “fine” al suo mandato, tanti pensieri, discorsi, concetti, ragionamenti sono stati fatti da credenti e non credenti, uomini di Chiesa e persone semplici.

Tutti hanno detto la loro, cercando di far valere le proprie teorie a favore o contro la libera decisone di Benedetto XVI.

domenica 21 marzo 2021

“Tutta la vita di Cristo fu croce e martirio” ma noi attraverso le sue piaghe siamo stati guariti



(di don Bruno osb)

Le parole “Passio Christi passio hominis” ci invitano a mettere in relazione la passione, così carica di sofferenza di Gesù, con le tanti passioni, croci e sofferenze che nel corso della storia, ed in particolar anche oggi, segnano la vita dell’umanità e e scoprire come la passione del Signore illumina di luce nuova le numerose e spesso inspiegabili croci che gravano sulle spalle di tante persone.

Come non pensare alle grandi tribolazioni di molte famiglie povere, dei senza lavoro, alle croci quotidiane dei malati e dei moribondi, di quanti faticano a vivere dignitosamente, e alle tante sofferenze nascoste vissute nel silenzio tra lacrime e disperazione?

Soltanto la luce che promana da Gesù sofferente e risorto riesce ad arricchire di significato retentivo tutte le nostre sofferenze, se vissute e offerte con amore e con la certezza che nulla di quanto nel nostro vissuto quotidiano ci accosta alla croce di Cristo è privo di senso o va perduto.
Si può dire che tutta la vita di Gesù è orientata alla croce: le stesse narrazioni tre evangeliche si presentano come “storie della passione". 
I “giorni della sua carne” (cf. Eb 5,7) stanno senza eccezione sotto il segno grave e doloroso della croce: “Tutta la vita di Cristo fu croce e martirio” (Imitazione di Cristo, l. II, cap. 12).

sabato 20 marzo 2021

PRIMA DOMENICA DEL TEMPO DI PASSIONE



Omelia dai Trattati di sant'Agostino sul vangelo di Giovanni.

In Jo tr. XLIII, 15-18. PL 35, 1711-1712. 1713.

Cristo Signore chiamò suo Padre colui che i giudei chiamavano loro Dio, però senza conoscerlo; se l'avessero conosciuto avrebbero accolto suo Figlio. Io invece lo conosco, dice il Signore. Ad essi che giudicavano secondo la carne, l'affermazione poté sembrare presuntuosa.

Guardate però che cosa segue: E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore. Non deve succedere che, per evitare la taccia di presuntuosi, si abbandoni la verità.

Ma lo conosco e osservo la sua parola. In quanto Figlio, egli proferiva la parola del Padre: ed egli stesso era il Verbo del Padre che parlava agli uomini.

Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò. Magnifica testimonianza resa ad Abramo dal discendente di Abramo, dal Creatore di Abramo. Abramo esultò - egli dice - nella speranza di vedere il mio giorno. Non ebbe timore, ma esultò. Era in lui la carità che caccia via la paura. Non dice che esultò perché lo vide; ma che esultò nella speranza di vederlo. Credendo in lui, esultò nella speranza, in attesa di poterlo vedere con la mente.

Lo vide. Cosa poteva o cosa doveva dire di più il Signore Gesù? Lo vide e se ne rallegrò. Chi potrà esprimere questo gaudio, fratelli miei? Se tanto gioirono coloro ai quali il Signore aprì gli occhi del corpo, quale fu il gaudio di chi poté vedere con gli occhi del cuore, la luce ineffabile, il Verbo che permane? Egli è lo splendore che rifulge nelle anime dei fedeli, la sapienza indefettibile, colui che come Dio dimora presso il Padre e che, senza abbandonare il seno del Padre, sarebbe venuto un giorno nella carne. Tutto questo vide Abramo.

sabato 13 marzo 2021

Un’altra mazzata! Povera Chiesa cattolica


                        

 Un’altra mazzata! (di Frà Serafino)
La strategia oscura e subdola dei regimi totalitari, ha sempre portato avanti i suoi obiettivi in maniera pacata, senza clamore, senza fuochi d’artificio.

Giustificando certe scelte come necessarie momentaneamente, fino ad arrivare a farle diventare definitive.

E intanto il popolo si era abituato, dimenticandosi del prima e quindi non frapponendo resistenza o altro!

E’ notizia di qualche ora fa (sempre se è vera, e se non lo fosse chiediamo veramente scusa) che nella Patriarcale Basilica di San Pietro ci sarà una “rivoluzione” liturgica.

Dal 22 di marzo, al mattino presto come avviene da sempre, non sarà più possibile ai vescovi e sacerdoti chiedere di celebrare la Santa Messa su uno degli altari della Basilica.

Se qualche vescovo o sacerdote con un gruppo al seguito volesse celebrare, sarà accompagnato in una delle cappelle delle grotte vaticane.

In alto, in Basilica, ci saranno solo concelebrazioni; raddoppiate se non triplicate per favorire, così dicono, il decoro liturgico.

domenica 7 marzo 2021

I SETTE DOLORI E GIOIE DI SAN GIUSEPPE




I SETTE DOLORI E GIOIE DI SAN GIUSEPPE

1. San Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della maternità di Maria Vergine, assistetemi paternamente in vita e in morte.

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. San Giuseppe,Padre putativo di N.S.Gesù Cristo e vero sposo di Maria santissima sempre Vergine pregate per noi

2. San Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della nascita di Gesù Bambino, assistetemi paternamente in vita e in morte.

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

San Giuseppe, padre putativo di N. S. Gesù Cristo e vero sposo di Maria Santissima sempre Vergine pregate per noi.

3. San Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della circoncisione di Gesù Bambino, assistetemi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

San Giuseppe, padre putativo di N. S. Gesù Cristo e vero sposo di Maria Santissima sempre Vergine pregate per noi.

4. San Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della profezia di Simeone, assistetemi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

San Giuseppe, padre putativo di N. S. Gesù Cristo e vero sposo di Maria Santissima sempre Vergine pregate per noi.

5. San Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della fuga in Egitto, assistetemi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

San Giuseppe, padre putativo di N. S. Gesù Cristo e vero sposo di Maria Santissima sempre Vergine pregate per noi.

6. San Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti in occasione del ritorno dall'Egitto, assistetemi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

San Giuseppe, padre putativo di N. S. Gesù Cristo e vero sposo di Maria Santissima sempre Vergine pregate per noi.

7. San Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti in occasione dello smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio, assistetemi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

San Giuseppe, padre putativo di N. S. Gesù Cristo e vero sposo di Maria Santissima sempre Vergine pregate per noi



Le Litanìe di San Giuseppe
in latino

Kyrie, eléison
Kyrie, eléison

Christe, eléison
Christe, eléison

Kyrie, eléison
Kyrie, eléison

Christe, audi nos
Christe, audi nos
Christe, exáudi nos
Christe, exáudi nos

Pater de cælis Deus,
miserére nobis.
Fili, Redémptor mundi, Deus,
miserére nobis.
Spíritus Sancte, Deus,
miserére nobis.
Sancta Trínitas, unus Deus,
miserére nobis.

Sancta María, (R.) ora pro nobis.
Sancte Ioseph, R.
Proles David ínclita, R.
Lumen Patriarcharum, R.
Dei Genetrícis Sponse, R.
Custos pudice Vírginis, R.
Filii Dei nutrície, R.
Christi defénsor sédule, R.
Almae Familiae praeses, R.

Ioseph iustíssime, R.
Ioseph castíssime, R.
Ioseph prudentíssime, R.
Ioseph fortíssime, R.
Ioseph obedientíssime, R.
Ioseph fidelíssime, R.

Spéculum patiéntiae, R.
Amátor paupertátis, R.
Exémplar opíficum, R.
Domésticae vitae decus, R.
Custos vírginum, R.
Familiárum cólumen, R.
Solácium miserórum, R.
Spes aegrotántium, R.
Patróne moriéntium, R.
Terror daémonum, R.
Protéctor sanctae Ecclésiae, R.

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,
parce nobis, Dómine.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,
exáudi nos, Dómine.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,
miserére nobis.

Constítuit eum dóminum domus suae.
R. Et príncipem omnis possesiónis suae.

Orémus.
Deus, qui ineffábili providéntia beátum Ioseph sanctíssimae Genetrícis tuae sponsum elígere dignátus es: praesta, quaesumus; ut, quem protectórem venerámur in terris, intercessórem habére mereámur in caelis: Qui vivis et regna in saecula saeculorum.

Amen.


sabato 9 gennaio 2021

Si è spento don Ennio Innocenti


«In te, Domine, speravi: non confundar in aeternum» (Ps. 70,1)


Questa mattina munito dai conforti religiosi si è spento don Ennio Innocenti, sacerdote del clero romano. Era nato a Pistoia nel 1932 e si trasferì nella Città eterna per compiere gli studi filosofici e teologici. Oltre che per la sua attività pastorale nelle parrocchie, lo ricordiamo anche per i suoi commenti radiofonici al Vangelo nella trasmissione RAI "Ascolta, si fa sera". Ha pubblicato numerosi libri e organizzato convegni su vari argomenti. Ha animato per anni la Sacra Fraternitas Aurigarum in Urbe, coniugando fede cattolica e impegno culturale. Ricordiamo, in particolare, la sua denuncia dell'infiltrazione della gnosi spuria nei vari ambiti del pensiero. Fu collaboratore di papa Paolo VI era difensore e celebrava con regolarità la Messa nel vetus ordo, sia nel novus ordo con una devozione che scaldava il cuore.

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