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Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

domenica 29 gennaio 2023

San Francesco di Sales-29 Gennaio



"Dio è il Dio del cuore umano"


San Francesco di Sales fu 
Beatificato 08 gennaio 1662 da Papa Alessandro VII
 e il 19 aprile 1665 viene dallo stesso Pontefice canonizzato .

RICORRENZA:- 29 gennaio
Vescovo di Ginevra e dottore della Chiesa: vero pastore di anime, ricondusse alla comunione cattolica moltissimi fratelli da essa separati, insegnò ai cristiani con i suoi scritti la devozione e l’amore di Dio.

François de Sales nasce il 21 agosto del 1567 a Thorens-Glières, in Francia, da nobile e antica famiglia di Boisy, nella Savoia.

Si forma nei migliori collegi francesi, poi asseconda il volere del padre, che sogna per lui la carriera giuridica, e va a studiare diritto all’Università di Padova. Qui matura un certo interesse per la teologia. Si laurea con il massimo dei voti e rientrato in Francia nel 1592 si iscrive all’ordine degli avvocati. Ma il suo più grande desiderio è ormai farsi prete, sicché l’anno dopo, il 18 dicembre, viene ordinato sacerdote e tre giorni dopo, all’età di 26 anni, celebra la sua prima messa.

Nominato arciprete del capitolo cattedrale di Ginevra, Francesco manifesta doti di zelo e di carità, di diplomazia e di equilibrio. Nell’imperversare del calvinismo, si offre volontario per rievangelizzare la regione dello Chablais. Nella predicazione cerca il dialogo, ma si scontra con porte chiuse, neve, freddo, fame, notti all’addiaccio, agguati, insulti e minacce.

Studia allora la dottrina di Calvino per comprenderla a fondo e per spiegare meglio le differenze con il credo cattolico e anziché ricorrere alla sola predicazione e alla disputa teologica, escogita il sistema di pubblicare, far affiggere in luoghi pubblici o lasciare porta a porta fogli e manifesti esponendo le singole verità di fede in maniera semplice ed efficace. Le conversioni non sono molte, ma cessano l’ostilità e il pregiudizio verso il cattolicesimo.

Francesco si stabilisce poi a Thonon, nella capitale dello Chablais, e qui si dedica, tra l’altro, alle visite ai malati, ad opere di carità e a colloqui personali con i fedeli. Chiede poi di essere trasferito a Ginevra, città simbolo della dottrina calvinista, col desiderio di recuperare quanti più credenti alla Chiesa cattolica,

Nel 1599 viene nominato vescovo coadiutore di Ginevra, tre anni dopo la diocesi è totalmente nelle sue mani, con sede ad Annecy. Francesco vi si spende senza riserve: visita parrocchie, forma il clero, riordina monasteri e conventi, non si risparmia nella predicazione, in catechesi e iniziative per i fedeli. Sceglie il catechismo dialogato e la sua perseveranza e dolcezza nella direzione spirituale guidano svariate conversioni.

Nel marzo del 1604, durante la predicazione quaresimale a Digione, conosce Giovanna Francesca Fremyot de Chantal con la quale istaura una bella amicizia dalla quale origina anche un carteggio epistolare di direzione spirituale. A lei, nel 1608, dedica Filotea o Introduzione alla vita devota. Filotea è il nome ideale di chi ama o vuole amare Dio; Francesco concepisce il testo per riassumere in maniera concisa e pratica i principi della vita interiore e per insegnare ad amare Dio con tutto il cuore e con tutte le forze nella quotidianità. L’idea è quella di formare a una vita pienamente cristiana coloro che vivono nel mondo e devono assolvere compiti civili e sociali. Lo scritto ha un successo enorme.

La lunga ed intensa collaborazione tra Francesco e Giovanna fa scaturire grandi frutti spirituali. Tra questi la Congregazione della Visitazione di Santa Maria fondata nel 1610 ad Annecy con lo scopo principale di visitare e soccorrere i poveri.

Otto anni dopo la congregazione diviene un ordine contemplativo (oggi le monache vengono chiamate visitandine); ne detta le costituzioni, ispirandosi alla regola di S. Agostino, lo stesso Francesco. Ma la de Chantal, dispone poi che le sue religiose si occupino anche dell’educazione e istruzione delle fanciulle, specialmente di famiglie agiate.

Nel 1616 Francesco scrive Teotimo o Trattato dell’amor di Dio, opera di straordinario spessore teologico, filosofico e spirituale, pensata come una lunga lettera indirizzata all’amico “Teotimo” che presenta ad ogni uomo la sua vocazione essenziale: vivere è amare. Il testo vuole indicare le vie migliori perché ciascuno possa realizzare un incontro personale con Dio.

Francesco di Sales muore il 28 dicembre del 1622 a Lione, all’età di 52 anni, e il 24 gennaio dell’anno dopo le sue spoglie vengono traslate ad Annecy.

giovedì 26 gennaio 2023

Fundamentum oecumenismi modernismi, quod solum est apostasia in bono statu cum doctrinalibus haereticis.



Nella Chiesa conciliare, il 25 gennaio, festa della conversione di San Paolo Apostolo, è diventato un pretesto per celebrare, o meglio incensare, l’ecumenismo sincretista, facendo coincidere la cosa con la chiusura della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Ogni anno, a questa data, i papi conciliari vanno a cantare i «Vespri» di questa bella festa dell’Apostolo nella Basilica romana di San Paolo Fuori le Mura, in compagnia di rappresentanti delle chiese protestanti e ortodosse. Nell’occasione, essi annunciano sempre lo stesso messaggio dell’«unione nella diversità», fondamento dell’ecumenismo modernista che è solo un’apostasia in regola con le dottrine eretiche.

L’ecumenismo, parola derivante da “ecumenico”, ossia universale, viene adoperata nei tempi moderni per indicare ogni sorta di attività religiosa che non si limiti ai problemi interni di una Chiesa cristiana. Nel senso proprio ecumenismo è la teoria più recente escogitata dai movimenti interconfessionali, specialmente protestanti, per raggiungere l’unione delle Chiese cristiane.

Per i cattolici sono precluse le vie dell’ecumenismo nel senso originario del termine, principalmente dopo che il papa Pio XI nella sua enciclica Mortalium animos (6 gennaio 1928) e Pio XII nella Orientalis Ecclesiae (1944) hanno ribadito il genuino concetto dell’unità della Chiesa, e hanno tracciato il metodo da seguire per promuovere il ritorno dei dissidenti.

Il Papa - eletto nel 1922 - in questa Enciclica esprime dubbi e riserve contro alcune forme di ecumenismo. La Chiesa visibile - ammonisce Pio XI - non può essere “una Confederazione formata dalle varie comunità cristiane, benché aderiscano chi ad una chi ad altra dottrina, anche se dottrine fra loro opposte. Cristo fondò la sua Chiesa come società perfetta, per sua natura esterna e sensibile, affinché proseguisse nel tempo avvenire l’opera della salvezza del genere umano, sotto la guida di un solo capo, con l’insegnamento a viva voce, con l'amministrazione dei sacramenti, fonti della grazia celeste; perciò Egli la dichiarò simile ad un regno, a una casa, ad un ovile, ad un gregge”.
“Come dunque - si domanda ancora Papa Ratti - si potrebbe concepire una Confederazione cristiana, i cui membri, anche quando si trattasse dell’oggetto della fede, potessero mantenere ciascuno il proprio modo di pensare e giudicare, benché contrario alle opinioni degli altri? E in che modo, di grazia, uomini che seguono opinioni contrarie potrebbero far parte di una sola ed eguale Confederazione di fedeli? Chi adora Cristo realmente presente nella santissima Eucaristia per quella mirabile conversione del pane e del vino, che viene detta transustanziazione, e chi afferma che il Corpo di Cristo è ivi presente solo per la fede o per il segno e la virtù del Sacramento? Chi riconosce nella stessa Eucaristia la natura di sacrificio e di Sacramento, e chi sostiene che è soltanto una memoria o commemorazione della Cena del Signore? Da così grande diversità d’opinioni non sappiamo come si prepari la via per formare l’unità della Chiesa, mentre questa non può sorgere che da un solo magistero, da una sola legge del credere e da una sola fede nei cristiani; sappiamo invece benissimo che da quella diversità è facile il passo alla noncuranza della religione, cioè all’indifferentismo e al cosiddetto modernismo, il quale fa ritenere, da chi ne è miseramente infetto, che la verità dogmatica non è assoluta, ma relativa, cioè proporzionata alle diverse necessità dei tempi e dei luoghi e alle varie tendenze degli spiriti, non essendo essa basata sulla rivelazione immutabile, ma sull’adattabilità della vita”.
Il Papa continua dicendo : “Volesse il cielo che toccasse a Noi quanto sinora non toccò ai nostri predecessori, di poter abbracciare con animo di padre i figli che piangiamo separati da Noi per funesta divisione; oh! se il nostro divin Salvatore il quale vuole che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità, ascoltando le Nostre ardenti preghiere si degnasse richiamare all’unità della Chiesa tutti gli erranti! Per tale obiettivo, senza dubbio importantissimo, disponiamo e vogliamo che si invochi l’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della divina grazia, debellatrice di tutte le eresie, aiuto dei Cristiani, affinché quanto prima ottenga il sorgere di quel desideratissimo giorno, quando gli uomini udiranno la voce del Suo divin Figlio conservando l’unità dello Spirito nel vincolo della pace”.

mercoledì 25 gennaio 2023

Suor Monika Amlinger si sente chiamata a diventare prete.




Carissimi amici,

Qui la follia e la pazzia in questa intervista è allo stato puro,Suor Monika Amlinger si sente chiamata a diventare prete. 

Sorella Monika, a cosa si sente esattamente chiamata?

Ho un grande desiderio di essere prete nella Chiesa cattolica. Ho lavorato nelle comunità per diversi anni e attualmente sono cappellano ospedaliero. Il mio lavoro mi dà soddisfazione, mi piace essere a disposizione degli altri. Ma desidero qualcosa di più. Vorrei anche poter celebrare l’eucaristia.

A 25 anni Monika Amlinger è diventata suora benedettina. Già allora sentiva il desiderio di essere prete. All’inizio lo ha represso. Oggi, a 41 anni, con un dottorato in teologia, ha la certezza che Dio vuole la sua chiamata. (sorella Monika intervista)

Se ipoteticamente un Papa decidesse di consentire ai preti di sposarsi, potrebbe farlo; ma se un Papa decidesse di consentire alla donne di diventare sacerdoti, violerebbe il diritto divino. Questo perché Gesù scelse dodici apostoli: tutti uomini. Gesù è Dio ma anche uomo, e un uomo del suo tempo,che tranquillamente non gli creava nessun disagio, di dire alla adultera del vangelo, va non peccare più, o altre cose simili. Il pensiero di Gesù è di una modernità tale che, se avesse voluto, avrebbe dato anche questa indicazione. Papa Giovanni Paolo II ha ribadito che l’esclusione delle donne dal sacerdozio è dottrina di fede definita; e papa Francesco — pur aperto al ruolo delle donne nella Chiesa — lo ha ribadito.
Oggi con la continua influenza di protestantesimo, che circola in tanti episcopati e che puntualmente si riversa nei monasteri e istituti religiosi, di conseguenza vede le donne sugli altari; capi di dicasteri, perché no anche cardinali o persino papesse, ma la cosa più grave è che si perseguitano quelle realtà tradizionaliste quei seminaristi e quei istituti di vita consacrata che hanno fiori di vocazioni. Visto la panoramica dei seminari diocesani, come quello di Roma vuoto e si procede con ordinazione di uomini con figli .
✨-«Perché verrà un giorno in cui essi non sopporteranno più i sani insegnamenti; ma, secondo il loro capriccio, accoglieranno maestri che solleticheranno le loro orecchie. 
Si rifiuteranno di ascoltare la verità e seguiranno
la menzogna».-

✨San Paolo a Timoteo

martedì 24 gennaio 2023

Caleidoscopio romano "la tirannia del diritto"

 


Carissimi amici,

L’ex sacerdote palermitano, con il quale non simpatizziamo per gli ulteriori errori e posizione che diffonde, don Alessandro Minutella- scomunicato dalla Santa Sede perché ritenuto nello scisma- sta facendo un tour nelle città italiane come riferito a Radio Domina Nostra. In particolare a Padova,  nei giorni dal 15 dicembre 2022 al 15 gennaio 2023, e Roma, raduno Nazionale del resto, dal 14 al 15 gennaio 2023. Saranno stati i bei ricordi a spingerlo a tornare in Veneto? È proprio a Verona, infatti, che alcuni anni fa, era avvenuto il primo maxi-raduno di sostenitori dell’ex sacerdote. Il vescovo di Padova mons.Claudio Cipolla ha subito messo in guardia fedeli e parroci con una nota ufficiale: «Il vescovo segnala a presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate e fedeli tutti che il signor Alessandro Minutella è stato scomunicato il 18 agosto 2018 per aver commesso il delitto contro la fede e l’unità della Chiesa, in quanto scismatico; ed è stato dimesso dallo stato clericale in data 13 gennaio 2022».

Non è più un mistero, e forse non lo è mai stato, che da quando sulla cattedra di San Pietro siede papa Francesco il diritto canonico viene calpestato e vilipeso. Infatti, papa Francesco ha iniziato sferzando un giorno sì e l’altro pure, con il suo flagello, accese critiche non costruttive alla Chiesa: deridendo e mettendo alla pubblica gogna membri del collegio cardinalizio, vescovi, sacerdoti e fedeli tacciati d’essere «intransigenti».

Mi viene spesso domandato: «Perché questo Pontefice non parla mai di Dio?». Ora, molte di queste creature lo dicono con convinzione, la loro voce merita rispetto e vedendo queste anime disperse le domande nascono con naturalità: Che annunciatori del Vangelo siete? Quale esempio date alla Chiesa? Che ‘versione’ del cristianesimo seguite? Quale Scrittura avete meditato? Dov’è scritto che la Salvezza è in qualsiasi religione? Quale fondamento ha l’affermazione che il cristiano non deve cedere al proselitismo? Che concetto avete del mondo?

lunedì 16 gennaio 2023

La France est chrétienne et donc elle doit le rester!




E’ una storia che viene da lontano quella che lega la Basilica di San Giovanni in Laterano alla Francia. Ed è proprio per questo che i Presidenti della repubblica francese vengono insigniti del titolo di Protocanonico onorario della Cattedrale del Papa.

La Francia fu designata figlia primogenita della Chiesa, per i suoi re che furono i successori diretti di Clodoveo, il primo re barbaro battezzato nella fede cattolica nel 496. "E solo per questo motivo".

Tuttavia oggi, questa affermazione può essere messa anche in discussione, e sarebbe anche un atto di giustizia, visto e considerato come i cristiani cattolici vengono trattati in Francia con le sue barbare ideologie. Privare ai Presidenti Francesi del titolo di Protocanonico onorario della Cattedrale del Sovrano Pontefice, visto che ci tengono così tanto alla laicità che da quelle parti ne hanno proprio una ossessione al punto di considerarla una religione dello stato, ne fanno una vera battaglia, d'intolleranza e di un estremismo ingiustificato, offendendo e aggredendo, ogni cittadino francese che non si riconosce nel loro agnosticismo. In queste ore una guerra giudiziaria, inutile e puerile prosegue in Francia la battaglia delle associazioni giacobine contro i simboli religiosi. La Corte amministrativa d'appello di Bordeaux ha ordinato al comune di La Flotte-en-Ré, sull'Île de Ré, la rimozione dal pubblico dominio della statua della Vergine Maria situata nel mezzo di un incrocio, ai sensi della legge sulla separazione Chiesa e Stato del 1905, secondo quanto diffuso dalla France Press e riportato anche da Le Figaro. Confermando una prima decisione del tribunale amministrativo di Poitiers, risalente allo scorso marzo, ordina al piccolo comune della Charente-Maritime di 2800 abitanti di "effettuare la rimozione della statua entro sei mesi". Quest'ultima fu realizzata dopo la seconda guerra mondiale da una famiglia grata di vedere un padre e un figlio tornare vivi dal conflitto. Esposta dapprima in un giardino privato, è stata poi donata al Comune, che l'ha installata nel 1983 in un bivio.

martedì 20 dicembre 2022

Mons. Schneider: la messa tradizionale, anche a costo di un “esilio liturgico”



Mons. Athanasius Schneider


In occasione della Conferenza sull'identità cattolica organizzata fatta dalla rivista The Remnant l'1 e 2 ottobre 2022 a Pittsburgh (Stati Uniti), mons. Athanasius Schneider ha rilasciato diverse dichiarazioni. Troveremo qui le parole più significative del Vescovo ausiliare di Astana (Kazakhstan), sulla Messa tradizionale e sulla persecuzione a cui è sottoposta a Roma e nelle diocesi.

Su LifeSiteNews del 4 ottobre si potevano leggere queste parole tratte dal suo convegno di Pittsburgh: "Il potere attuale odia ciò che è santo, e quindi perseguita la Messa tradizionale", parole forti integrate da questo saggio appello: "Ma la nostra risposta non dev’essere né rabbia né pusillanimità, ma una profonda sicurezza nella verità e pace interiore, gioia e fiducia nella Divina Provvidenza".

Il presule ha anche affermato: "dichiarare la Messa riformata di papa Paolo VI espressione unica ed esclusiva della lex orandi del rito romano — come sta facendo Papa Francesco — viola la tradizione bimillenaria di tutti i romani pontefici, che non hanno mai mostrato una così rigida intolleranza".

E ha aggiunto: "non si può creare all’improvviso un nuovo rito — come ha fatto Paolo VI — e dichiarandolo voce esclusiva dello Spirito Santo ai nostri tempi, e allo stesso tempo tacciando il precedente rito — rimasto pressoché immutato nell’arco di almeno 1.000 anni — di essere carente e dannoso per la vita spirituale dei fedeli". E precisa questa argomentazione, affermando che ciò "porta inevitabilmente alla conclusione che lo Spirito Santo contraddice Se Stesso".
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