In Tua Justitia Libera me Domine

Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

mercoledì 23 maggio 2018

Il lunedì di Pentecoste d’ora in poi sarà consacrato a Maria


Mater Ecclesiæ, ora pro nobis


Papa Francesco ha deciso che il lunedì di Pentecoste sarà il giorno designato per venerare «Maria, Madre della Chiesa». Il decreto, firmato l’11 febbraio – data delle apparizioni della Madonna a Lourdes – è stato pubblicato il 3 marzo 2018.

Il cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti, ha spiegato che il Santo Padre ha preso la decisione di celebrare Maria Madre della Chiesa «considerando l’importanza del mistero della maternità spirituale di Maria, che dall’attesa dello Spirito a Pentecoste, non ha mai smesso di prendersi maternamente cura della Chiesa pellegrina nel tempo».

Secondo il prelato guineano, se vogliamo crescere ed essere riempiti dell’amore di Dio, dobbiamo radicare la nostra vita in tre grandi realtà: la Croce, l’Ostia e la Vergine Maria. Si tratta di «tre misteri che Dio ha donato al mondo per strutturare, fecondare, santificare la nostra vita interiore e per condurci verso Gesù Cristo», scrive il Cardinale nel commento che accompagna la pubblicazione del decreto.

È bene rammentare che solo Cristo è il Capo della Chiesa, in virtù della sua Incarnazione redentrice. Vero Dio e vero uomo, Egli è la fonte della cosiddetta «grazia capitale». L’espressione «Maria, Madre della Chiesa» è una conseguenza della maternità spirituale che la Vergine esercita sui membri del Corpo mistico che è la Chiesa.

La Tradizione designa la Madonna come la «madre dei membri del Cristo» e la «madre dei membri mistici del corpo del Cristo», secondo le formule di sant’Agostino e di san Leone Magno. Questi ultimi si appoggiano sulla cooperazione – subordinata a Cristo – della Vergine Maria all’opera della Redenzione. Tale cooperazione si manifesta in particolare ai piedi della Croce, quando la Madonna si unisce alla Passione di suo Figlio restando in piedi e quando viene proclamata madre di san Giovanni (Gv 19,26-27).

lunedì 21 maggio 2018

«Gravissima la scelta del vescovo»Massimo Camisasca.

La preghiera della veglia di...In una chiesa che ha perso la fede – e presidiata da carabinieri, polizia e Digos – si è svolta a Regina Pacis la veglia contro l’omofobia. “La verità vi farà liberi, per il superamento dell’omofobia, della transfobia e di ogni intolleranza”: questo il titolo che don Paolo Cugini ha voluto dare a uno degli eventi che più di tutti ha fatto discutere e parlare la città.Tutto si è svolto alla presenza del vescovo di Reggio Emilia, Massimo Camisasca. Una scelta da molti e da molti contestata . La veglia voluta da don Paolo Cugini e presieduta dal vescovo è «blasfema . La dottrina della Chiesa è chiara, gli atti omosessualisti sono peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. Per ribadire, un’altra volta, che la Chiesa ha verità e regole immutabili nei millenni e che agli omosessuali - . A meno che si pentano ovvero che scelgano la castità sono condannati. Un nutrito gruppo di giovani “riparatori” il 20 Maggio hanno pensato di rispondere alla veglia contro l’omofobia con una preghiera riparatrice proprio davanti al Vescovado, simbolo della Chiesa reggiana ma anche abitazione di monsignor Massimo Camisasca.  Santo Rosario in ginocchio, per terra, poi il cantico delle litanie dei santi. Rigorosamente in latino. Per ribadire che Dio ama il peccatore ma detesta il peccato, e che la Chiesa ha regole immutabili. in quanto scritte nel suo DNA da Dio stesso.«È gravissimo che il vescovo abbia compiuto questa scelta – ha scandito don Doria – e che abbia aperto un varco per far crollare anche quest’ultimo baluardo della dottrina. E per questo che c’è bisogno di un atto riparatore». Ed è stato Cristiano Lugli, 25 anni, portavoce del gruppo, a stigmatizzare, tra le altre, la scelta di una croce arcobaleno ben visibile sulla locandina della veglia “eretica”: «Davvero inaccettabile».
Una lettera fatta arrivata pochi minuti prima dell’atto di riparazione, a firma di don Giorgio Belli della diocesi di Modena, che ha invitato i cristiani “veri” a resistere. Incrollabile la convinzione dei presenti: «Siamo arrivati al punto –che una parte della chiesa legifera dottrine nuove che pur di piacere al mondo e alle lobby fa atti contro se stessa».

mercoledì 16 maggio 2018

Domenica 20 Maggio Santo Rosario di Riparazione


Il vescovo Massimo Camisasca parteciperà alla veglia anti-omofobia di domenica nella parrocchia di Regina Pacis. Organizzata da don Paolo Cugini – così come lo scorso anno – vedrà tanti omosessuali e appartenenti al mondo Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender). Una messa che però è stata circondata da numerose polemiche, specie da parte dei cattolici che hanno già annunciato per la stessa giornata di domenica una veglia di riparazione per «ripulire i peccati di chi è considerato eretico per la Chiesa».Dal numero uno della diocesi reggiana però arriva l’apertura ai omosessuali. Camisasca scende nei dettagli. «Dopo lunga riflessione e preghiera, ho deciso di presiedere la veglia alla parrocchia di Regina Pacis. La Chiesa non vuole giudicare nessuno, ma nello stesso tempo desidera offrire un ideale alto e chiaro, reso possibile dalla grazia di Cristo.Ho chiesto naturalmente agli organizzatori che essa non abbia nessun contenuto in contrasto con l’insegnamento della Chiesa».

domenica 13 maggio 2018

Tralci di una terra forte Madre Mazzarello

Risultati immagini per santa maria domenica mazzarello
Madre Mazzarello nasce a Mornese, un paese dell’alessandrino, il 9 maggio 1837.
La sua fu un’esistenza breve ma radicata nell’essenzialità e nella saggezza evangelica; la sua vita fu ricca di scelte coraggiose dettate da una quotidianità scarna ed esigente e la sua storia fu delineata da un continuo processo di conversione e di purificazione interiore.
Il segreto della sua santità è da ricercare nella personalità forte e determinata, sostenuta ed alimentata da una fede robusta che nasce e si sviluppa in un contesto geografico rurale, povero, un contesto non estraneo al clima di restaurazione ottocentesca.

giovedì 10 maggio 2018

Solennità dell’Ascensione di Gesù al Cielo

Pietro Perugino, Ascensione di Cristo
Con la solennità dell’Ascensione di Gesù al Cielo si conclude la vita terrena di Gesù che con il suo corpo, alla presenza degli apostoli, si unisce fisicamente al Padre, per non comparire più sulla Terra fino alla sua Seconda venuta (Parusìa) per il Giudizio finale

Viri Galilæi, quid admirámini aspiciéntes in coelum? allelúia: quemádmodum vidístis eum ascendéntem in coelum, ita véniet, allelúia, allelúia, allelúia. Ps. 46, 2 - Omnes gentes, pláudite mánibus: iubiláte Deo in voce exsultatiónis. Glória Patri… Act. 1, 11 - Viri Galilæi…

Uomini di Galilea, perché ve ne state stupiti a mirare il cielo? allelúia: nello stesso modo che lo avete visto ascendere al cielo, così ritornerà, allelúia, allelúia, allelúia. Sal. 46, 2 - Applaudite, o genti tutte: acclamate Dio con canti e giubilo. Gloria al Padre… Atti 1, 11 - Uomini di Galilea…
Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo
(Disc. sull'Ascensione del Signore, ed. A. Mai, 98, 1-2; PLS 2, 494-495)
Oggi nostro Signore Gesù Cristo è asceso al cielo. Con lui salga pure il nostro cuore.
Ascoltiamo l'apostolo Paolo che proclama: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio. Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra» (Col 3, 1-2). Come egli è asceso e non si è allontanato da noi, così anche noi già siamo lassù con lui, benché nel nostro corpo non si sia ancora avverato ciò che ci è promesso.
Cristo ormai esaltato al di sopra dei cieli, ma soffre qui in terra tutte le tribolazioni che noi sopportiamo come sue membra. Di questo diede assicurazione facendo sentire quel grido: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» (At 9, 4). E così pure: «Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare»(Mt 25, 35).
Perché allora anche noi non fatichiamo su questa terra, in maniera da riposare già con Cristo in cielo, noi che siamo uniti al nostro Salvatore attraverso la fede, la speranza e la carità? Cristo, infatti, pur trovandosi lassù, resta ancora con noi. E noi, similmente, pur dimorando quaggiù, siamo già con lui. E Cristo può assumere questo comportamento in forza della sua divinità e onnipotenza. A noi, invece, è possibile, non perché siamo esseri divini, ma per l'amore che nutriamo per lui. Egli non abbandonò il cielo, discendendo fino a noi; e nemmeno si è allontanato da noi, quando di nuovo è salito al cielo. Infatti egli stesso dà testimonianza di trovarsi lassù mentre era qui in terra: Nessuno è mai salito al cielo fuorché colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo, che è in cielo (cfr. Gv 3, 13).
Questa affermazione fu pronunciata per sottolineare l'unità tra lui nostro capo e noi suo corpo. Quindi nessuno può compiere un simile atto se non Cristo, perché anche noi siamo lui, per il fatto che egli è il Figlio dell'uomo per noi, e noi siamo figli di Dio per lui.
Così si esprime l'Apostolo parlando di questa realtà: «Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo» (1 Cor 12,12). L'Apostolo non dice: «Così Cristo», ma sottolinea: «Così anche Cristo». Cristo dunque ha molte membra, ma un solo corpo. 
Perciò egli è disceso dal cielo per la sua misericordia e non è salito se non lui, mentre noi unicamente per grazia siamo saliti in lui. E così non discese se non Cristo e non è salito se non Cristo. Questo non perché la dignità del capo sia confusa nel corpo, ma perché l'unità del corpo non sia separata dal capo.

mercoledì 9 maggio 2018

F.S.S.P.X cappella Santa Caterina Santa Messa dell'ascensione di N.S.Gesù Cristo Giovedì 10 Maggio alle ore 18:30



Oggi, solennità dell’Ascensione: festeggiamo Gesù risorto e Asceso al cielo, per ringraziarlo di essere sempre con noi soprattutto con il dono dei Sacramenti specialmente del Battesimo e dell’Eucarestia.
Tra gli appuntamenti di questa solennità vi ricordiamo: che nella cappella di Santa Caterina da Siena in via urbana 85 Roma verrà celebrata la Santa Messa Giovedì 10 Maggio alle ore 18:30, preceduta dal santo Rosario alle ore 18:00, possibilità di confessarsi a partire dalle 17:45
 L’Ascensione porta a compimento il mistero pasquale di Cristo. E’ il suo trionfo e la sua glorificazione dopo l’apparente disfatta della passione e morte in croce. Egli però non ci ha abbandonati: è con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo”, con la sua presenza nella Chiesa. Fa, o Signore, che la tua Chiesa corrisponda alla missione di rendere discepoli tutti i popoli. Che ognuno di noi, confortato dal tuo Spirito, si senta responsabile di questa dignità e di questa missione.
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