di A.diJ. Carissimi amici e lettori, c'è un interrogativo che affiora immancabilmente quando un giovane varca per la prima volta la soglia di una chiesa in cui si celebra la Santa Messa tridentina spingendolo a esclamare: «Perché è così bella?». Non si domanda se sia valida, né si interroga su quanto sia antica; la sua anima coglie e formula esattamente la categoria della "bellezza". E ha perfettamente ragione. La bellezza del rito tradizionale non scaturisce da un orpello esteriore estemporaneo, né si riduce al successo di una regia umana più o meno indovinata; non ci troviamo dinanzi a un concerto sacro o a un'operazione nostalgica dal sapore retrò. Quello splendore è la manifestazione visibile di una realtà dogmatica immutabile. Come insegna magistralmente San Leone Magno: «Ciò che era visibile in Cristo è passato nei sacramenti della Chiesa». Questa lapidaria sentenza racchiude il mistero dell'economia sacramentale: i gesti, lo sguardo, la maestà e la potenza...
Il dovere della resistenza di A.diJ. Carissimi amici e lettori, l'obbedienza al Pontefice Romano non può mai realizzarsi a discapito della Verità rivelata. Questa affermazione, che dovrebbe risuonare ovvia e cristallina per ogni battezzato, è divenuta oggi un'asserzione rivoluzionaria. Su questo crinale teologico si gioca l'intero, drammatico scontro che lacera la Chiesa Cattolica contemporanea. 1.I tradizionalisti amano il Papa e per questo provano a correggerlo Ci accusano costantemente di coltivare la disobbedienza verso il Vicario di Cristo. Si tratta di un'accusa radicalmente falsa: noi amiamo il Papa. Ma lo amiamo con la rettitudine di un figlio e non con l'adulazione strisciante di un cortigiano. Il cortigiano si sottomette acriticamente a ogni comando, anche qualora il padre gli ordinasse di assumere del veleno; il figlio autentico, al contrario, nutre per il genitore un amore così profondo da ergersi e dirgli con franchezza: «Padre, state errando, state tr...