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Basta con le passerelle sinodali: la sferza della Verità contro la dottrina del compromesso

di A.diJ Carissimi amici e lettori, in questo scorcio finale del ottobre 2026 , la barca di Pietro naviga in acque flagellate da un'apostasia interna che non si nasconde più, ma che rivendica i propri errori dall'alto delle cattedre più prestigiose di Roma. Vi è un principio immutabile che i santi hanno difeso a prezzo del sangue e che l'attuale corso post-conciliare tenta metodicamente di liquidare: l’obbedienza al Romano Pontefice, l’amore per la Santa Chiesa e la carità verso il prossimo sono ontologicamente inseparabili dalla Verità rivelata . Nel momento in cui si recide il legame tra l'amore e la Verità, la carità si corrompe in una macchietta sentimentale, in uno strumento di inganno per le anime. San Paolo lo ha sancito con un comando imperativo che dovrebbe sovrastare ogni sinedrio ecclesiale: «Veritatem facientes in caritate» — operare la verità nella carità (Ef 4,15). Non esiste alcuna carità al di fuori della Verità, poiché un amore che tace l'errore o ...
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Assisi capitale dell’indifferentismo: l’apostasia pubblica e la falsa pace senza Cristo

di A.diJ Carissimi amici e lettori, Assisi non è un raduno pastorale: è la professione pubblica di una nuova fede ecumenica. È necessario smontare questo evento teologicamente, pezzo per pezzo, alla luce della dottrina tradizionale e del Magistero perenne; un patrimonio dottrinale inattaccabile, poiché fondato sul dogma cattolico. I resoconti delle cronache ufficiali descrivono così l'evento: «Assisi — Il patriarca armeno di Costantinopoli, Sahak II, stringe la mano a Sarah Mullally, presentata come "arcivescovo di Canterbury" — in realtà una donna laica, ex infermiera prestata alle istituzioni anglicane —, sotto lo sguardo compiaciuto del patriarca ortodosso Bartolomeo I. Nella città di san Francesco si sono ritrovati a pregare il gran rabbino di Francia Haim Korsia, sciiti iraniani, sunniti iracheni, il rabbino capo di Roma Di Segni ed ebrei israeliani come David Rosen, buddisti come il Venerabile Touch Sarith, l'intellettuale induista Kulkarni Sudheendra... Tutti h...

La nuova religione universale di Assisi e il totem di Erfurt: l’apostasia scenografica della contro-chiesa

« 15 Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -, 16 allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, 17 chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, 18 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 19 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. 20 Pregate perché la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato. 21 Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati » . (Matteo 24,15-22) di A.diJ. Carissimi amici e lettori, in questo scorcio finale del ottobre 2026, le nebbie del relativismo assoluto hanno smesso di nascondersi nei corridoi delle università moderniste per manifestarsi, con sfacciata chiarezza, nei santuari stor...

QUOD SCRIPSI, SCRIPSI Omelia nella Festa di Cristo Re di Mons. Carlo Maria Viganò

Carissimi amici e lettori, L’omelia di Monsignor Viganò per la Solennità di Cristo Re è un’appassionata difesa della Regalità Sociale di Gesù Cristo contro il laicismo e il relativismo moderno. Il testo demolisce l'errore modernista che relega la fede alla sfera puramente privata, articolandosi su tre concetti chiave:La sovranità sulla terra: chiarendo il versetto «Il mio Regno non è di questo mondo», il testo spiega che il potere di Cristo ha un'origine celeste (di questo mondo), ma ha il pieno diritto di governare in questo mondo, estendendosi su Stati, leggi, scuole e famiglie. La falsa neutralità dello Stato: la figura di Pilato incarna lo Stato laico contemporaneo che, dichiarandosi neutrale di fronte alla Verità, si lava le mani e finisce per condannare Cristo, rinnegando il dogma stabilito da Pio XI nella Quas Primas. La ferita liturgica: la conclusione evidenzia il danno della riforma post-conciliare, che ha spostato la festa alla fine dell'anno liturgico per trasfo...

IL QUARANTENNALE DELL’APOSTASIA: DA GIOVANNI PAOLO II A ZUPPI, LA GRANDE FARSA DEL SINCRETISMO AD ASSISI

Carissimi amici e lettori, Dobbiamo stravolgere una volta per tutte la narrazione zuccherosa, anestetizzante e ipocrita che ci viene propinata dai media del regime ecclesiale odierno. L'evento di Assisi 2026 rappresenta il culmine di un quarantennale supermercato delle religioni, un ingranaggio sincretista che liquida l'unicità salvifica di Cristo in nome di un umanesimo di stampo massonico. Leggete con occhi ben aperti e spirito critico il comunicato ufficiale che circola in queste ore nelle cancellerie della neo-chiesa: «I credenti possono disarmare il mondo: le religioni radunate ad Assisi da Sant'Egidio. L'assemblea introduttiva con Riccardi ha aperto l'incontro internazionale per la pace "Disarmata e disarmante", promosso dalla Comunità a quarant'anni dallo storico evento interreligioso voluto da Giovanni Paolo II. Tra i relatori anche il cardinale Zuppi e i rappresentanti delle altre fedi». Ecco il relativismo puro. Ecco il sincretismo elevato a...

L'ipocrisia del Vaticano: incensa l’Oriente ortodosso e la sua liturgia e perseguita la Tradizione in casa propria

diA.di.J Carissimi amici e lettori, Nelle udienze generali degli ultimi pontefici post-conciliari, nelle loro allocuzioni ufficiali e nei documenti ecumenici — da Giovanni Paolo II fino a Leone XIV — risuona da decenni un ritornello continuo, stucchevole e profondamente ipocrita: l'esaltazione sperticata della bellezza delle tradizioni rituali orientali. "Come sono stati bravi gli ortodossi a conservare la purezza della liturgia!", dicono. "Che tesoro inestimabile sono i riti d'Oriente!", ripetono. E ancora, citando ossessivamente la celebre metafora: "La Chiesa deve respirare con due polmoni!". Ma voltiamo pagina e guardiamo la realtà: ci vogliono prendere in giro? Questa è l'ipocrisia più grande, più spudorata e teologicamente più inattaccabile nella sua falsità che il Vaticano ci propina da sessant'anni a questa parte. Una messinscena intellettuale che crolla non appena si varca la soglia di una qualunque chiesa di rito latino. «Bisog...