di A.diJ Carissimi amici e lettori, "Conquisteremo la città di Roma e spezzeremo le vostre croci. Sulla cupola di San Pietro sventolerà la bandiera dell'Islam." Non è una frase inventata da noi. Si tratta dello slogan che risuona nei cortei islamisti, nei video di propaganda jihadista e nei sermoni radicali che circolano indisturbati persino nelle nostre periferie. È la minaccia esplicita che si palesa ogni volta che l'Europa abbassa la guardia. E noi come rispondiamo? Parliamo di integrazione e di accoglienza. Ma sono davvero questi i presupposti per integrare qualcuno? O siamo invece caduti definitivamente nella trappola di chi, ancora oggi, non ha digerito le sconfitte storiche di Poitiers, Lepanto e Vienna? Il dramma della sostituzione e dell'invasione programmata Diciamo le cose come stanno, chiamandole con il loro nome: quella in atto in Italia non è immigrazione, è una sostituzione. L'immigrazione autentica è quella di chi giunge in un Paese per lavorar...
Il cavallo di Troia islamico e il silenzio di Roma: Torino e Milano alla vigilia del collasso di A.diJ. Carissimi amici e lettori, le nostre città si apprestano a compiere l'ennesimo passo verso il definitivo suicidio culturale. Con il via libera definitivo alla fase edilizia da parte dell'amministrazione guidata dal sindaco del Partito Democratico, Stefano Lo Russo, e con le analoghe spinte progressiste nella Milano di Giuseppe Sala, la costruzione di nuove moschee monumentali cessa di essere una tematica legata alla "libertà di culto" per rivelarsi ciò che è realmente: uno scontro frontale di civiltà. Qui finisce la favola del multiculturalismo e inizia la realtà. Una moschea non è assimilabile a una chiesa cattolica: non è soltanto un luogo di preghiera, ma un centro politico, sociale e giuridico strutturato per controllare e marcare un pezzo di territorio. Di fronte a questo scenario, le autorità cittadine tacciono o, peggio, esultano. Nessuno osa sollevare il ca...