In Tua Justitia Libera me Domine

Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

sabato 26 settembre 2020

“I panni sporchi si lavano in casa propria”.

 


di Frà Modestino

Gli “antichi”, ci hanno lasciato una serie di detti o proverbi, che hanno ancora un indice di saggezza straordinario e quando vengono messi in pratica ci rendiamo conto che producono gli stessi effetti positivi che procuravano cento, cinquecento o mille anni fa.

Questo sta a significare che ci sono delle verità eterne, dei comportamenti che non possono cambiare, delle prese di posizione che è necessario prendere con le dovute cautele e oggi più che mai, delle decisioni che devono essere tenute lontane dalla cattiva influenza dei mass media.

Questo non vuol dire che tali decisioni, le quali a volte smascherano e per fortuna azzerano comportamenti cattivi, debbano essere insabbiate; semplicemente devono essere gestite con prudenza e accompagnate con quella buona economia familiare che ti porta a dire e confermare: “I panni sporchi si lavano in casa propria”.

E’ veramente penoso ciò al quale abbiamo assistito in queste ultime ore, per quanto riguarda la vicenda del cardinale Becciu.

Tuttavia, alla luce di questo ultimo fatto, che ha coinvolto e sta coinvolgendo una delle figure più rappresentative della Chiesa, in quanto prefetto (ex) della Congregazione per le cause dei Santi ed ex Sostituto della Segreteria di Stato, possiamo anche rivedere altre esautorazioni che ci sono state in tempi recenti e anche indietro nel tempo, le quali hanno fatto molto parlare e poi sono state giustificate con le solite “menzogne” alle quali non ci crede più nessuno.

Personalmente, non voglio né accusare né difendere il cardinale Becciu, in quanto le mie conoscenze sul famoso “affaire londinese” sono di tipo giornalistico e quindi superficiali.

Ciò nonostante, mi sento di dire che sia le indagini previe quanto la “sentenza” non hanno niente di diverso dal modo di procedere di un comune stato laico, il quale non mira certo ad ottenere la redenzione della persona, bensì a condannare un fatto in sé cattivo, punto e basta.

Ma Santa Madre Chiesa e lo Stato della Città del Vaticano, prima della legge degli uomini, dovrebbe incarnare la legge del Vangelo, e se non sbaglio, nel Vangelo di Matteo, al capitolo 18, versetti 15-20, troviamo la strategia insegnata da Gesù su come affrontare un fratello che può aver commesso una colpa.

Sì, la strategia del Vangelo, che comunque alla fine ti autorizza anche a dire “anàtemasit”.

Però, qull’anàtemasit, non è necessario sbandierarlo ai quattro venti, in quanto sappiamo bene che oggi, i venti sono molto più impetuosi del tempo passato e ogni volta che arriva un temporale o una folata di vento, produce disastri, morte e distruzione.

Cosa voglio dire?

Cara Santa Madre Chiesa, impara lo stile evangelico e non adattarti allo stile del mondo anche in queste cose!

E’ risaputo ormai che ogni volta che appare in TV qualche volto di “uomo di Chiesa”, automaticamente perdiamo 50 cristiani; ebbene, perché vogliamo ancora infierire sulla bontà del popolo rimasto fedele o sul digrignare i denti di chi vorrebbe stritolare la Chiesa di Cristo?

Quello che è stato deciso sul cardinale Becciu, se era giusto che così fosse, si poteva benissimo concretizzare senza clamore e scandalo fin dall’inizio, salvando capra e cavoli.

E’ ora di finirla di spiattellare sui giornali l’umore sempre più iracondo di Qualcuno!

Lo sappiamo già; basta!

Ormai, abbiamo capito che il suo agire è così e chi non è con lui è contro di lui.

Ne abbiamo prova, sempre ascoltando quello che purtroppo portano fuori dalla “sacre mura” i dipendenti, che nella maggior parte dei casi sono preti ormai spaventati dallo stile “gestapo” che regna nelle logge di Raffaello e fin negli sgabuzzini.

I fatti siano chiariti e le prese di posizione siano esemplari, ma senza creare scandalo e per l’uno e per gli altri, almeno quando si tratta di cose che non gridano vendetta al cospetto di Dio.

Quelle sante parole che deve aver detto un Santo Apostolo: “ Noi siamo nel mondo, ma non siamo del mondo…” ecco, ci interpellano affinchè non ci lasciamo trascinare nella cloaca dello stile basso e puzzolente.

Un cardinale vestito di rosso, con la berretta in testa, ma senza più i diritti connessi al cardinalato.

Ma cosa vuol dire?

Un prefetto della casa pontificia, che è ancora il diretto responsabile, ma che non può mettere piede nel suo ufficio.

Ma ci rendiamo conto?

Cardinali che erano stati scelti per le loro competenze e rettitudine di vita sacerdotale, nell’età del “fare”, che sono stati parcheggiati a tempo indeterminato perché hanno avuto il coraggio di difendere la verità alla luce della Rivelazione e della Santa Tradizione della Chiesa.

Pazzesco!

Dipendenti laici e religiosi che sono stati licenziati in tronco perché hanno osato criticare.

Che Chiesa è questa? Quando mai si sono sentite queste cose?

Beh, vogliamo sperare in bene!

E finisco ancora con una “massima eterna”….che “Dio ce la mandi buona”!

 

Abbas semel, abbas semper….


giovedì 24 settembre 2020

Traslazione del corpo di mons. Marcel Lefebvre - 24 sept 2020








Il 24 settembre è stato un giorno di grande gioia per la Fraternità San Pio X, e per tutta la Santa Chiesa cattolica. Si sono celebrati,i 50 anni dall'apertura del seminario internazionale di Ecône e in questa occasione le spoglie mortali del venerato Fondatore, S.E. mons. Marcel Lefebvre, sono state solennemente traslate nella cripta della chiesa del Seminario.

Richiamato a Dio il 25 marzo 1991, mons. Lefebvre riposa nel cimitero del Seminario di Ecône sin dal giorno del suo funerale, celebrato il 2 aprile 1991.

La traslazione nella cripta della chiesa del Seminario è una decisione del Superiore generale presa a seguito di un desiderio del Capitolo generale del 2018. Sarà così facilitato l'accesso alla tomba del Fondatore della Fraternità San Pio X, mettendolo in onore.

lunedì 10 agosto 2020

"JORGE MARIO BERGOGLIO" Vicarius Christi il papa è dal momento che accetta l'elezione a Sommo Pontefice.





Vicarius Christi è un termine impiegato in diversi modi e con differenti connotazioni teologiche nel corso della storia. Un vicario è un dipendente che fa le veci del vero sovrano in alcune questioni di amministrazione di un regno, equivalente a «rappresentante» o «soprintendente». Il titolo è utilizzato nella Chiesa cattolica in riferimento al ruolo del Vescovo di Roma.
La prima traccia del concetto alla base della locuzione si ritrova nella Lettera ai Magnesiani (88 - 107 d. C.) di sant'Ignazio di Antiochia. In essa si recita: «Con la guida del vescovo al posto di Dio». Anche se sant'Ignazio non usa esplicitamente il termine in questione, ne esplicita l'idea.
Nel sinodo romano del 13 maggio 495 le connotazioni teologiche del titolo assumono un significato pastorale, evocando le parole del Cristo all'apostolo san Pietro in Gv 21:16-17: «Pasci le mie pecore... Pasci il mio gregge», con cui Cristo avrebbe fatto di san Pietro il suo Vicario e Pastore, affidandogli la responsabilità del suo gregge (cioè la Chiesa); ciò nella concezione che san Pietro fosse il primo Vescovo di Roma.
L'uso in riferimento ai papi nella Chiesa dei primi secoli era instabile; ne circolavano alcune varianti, come Vicario di Pietro, Vicario del Principe degli Apostoli o Vicario della Sede Apostolica. Questo titolo è utilizzato nel Messale Romano nelle preghiere di suffragio ai papi defunti e fu usato nel giuramento di obbedienza di san Bonifacio verso il papa Gregorio II. L'intitolazione come «Vicario di Cristo» per i papi divenne regolare solo dal XIII secolo, in seguito alle riforme del papa Innocenzo III, che reclamò la prerogativa di nominare i vescovi del Patriarcato latino. Nell'Annuario Pontificio, «Vicario di Gesù Cristo» è il terzo titolo ufficiale del Vescovo di Roma.Vorremmo a questo punto ricordare a Papa Francesco, se ancora Papa possiamo chiamarlo che il suo predecessore di venerata memoria il Papa Leone X condannò la tesi di Lutero, secondo cui il Papa «non è Vicario di Cristo» (n.25, Denz.1475). Chi è un vicario? Uno che agisce a nome di un superiore, in quanto, per incarico di questi, svolge tutte o in parte le sue funzioni, per cui fa le veci di un superiore e agisce al suo posto, in modo tale che ciò che decide il vicario, supponendo che svolga fedelmente l’incarico, viene con ciò stesso approvato e ratificato dal superiore; vale o ha vigore come se fosse deciso dal superiore. Il Papa è Vicario di Cristo solo per la Chiesa terrena; mentre in cielo il Capo è Cristo; e quando Cristo tornerà sulla terra alla fine del mondo, porrà termine alla serie dei suoi Vicari, non più necessari, perché Cristo governerà la Chiesa direttamente anche sulla terra. L’idea luterana ed ortodossa orientale di una Chiesa governata direttamente da Cristo mediante lo Spirito Santo, è un’ecclesiologia che dissolve la Chiesa terrena in quella celeste e con ciò stesso, per inevitabile ritorsione, a causa della confusione, riduce la celeste alla Chiesa terrena. 

giovedì 6 agosto 2020

Festa islamica, ancora torture sugli animali: Questa volta con la benedizione del Vescovo Beschi



Mentre gli italiani saranno ancora sotto misure restrittive di mascherine e distanziamento sociale, i musulmani celebreranno la Festa dello Sgozzamento, sacrificando ad Allah migliaia di povere bestie. Uccise in modo brutale, tra atroci sofferenze.
In occasione di questa festività, i musulmani sacrificano un montone che viene ucciso per sgozzamento attraverso un preciso rituale. Il tutto, però, avviene senza lo stordimento preventivo dell'animale. La carne, poi, viene divisa preferibilmente in tre parti uguali, una delle quali va consumata subito tra i fedeli.

Il vescovo Francesco Beschi, e don Patrizio Rota Scalabrini, direttore dell'Ufficio del dialogo interreligioso, invitano parroci e fedeli della diocesi di Bergamo a sostenere questa festività islamica. Dato che essa consta in una pratica selvaggia, lontana dai principi della civiltà occidentale, ma diffusa nelle terre di tradizione islamica, alcuni esponenti parlamentari della Lega come anche fedeli hanno scritto al vescovo Beschi, esprimendo il proprio disappunto per l'invito che la curia ha fatto alla Chiesa bergamasca. 

Ecco di seguito la lettara scritta dal parlamentare della Lega on.Belotti


Mons. Schneider e mons. Viganò terranno delle discussioni dottrinali con Roma?


Nella sua opera "Christus vincit: Christ’s Triumph Over the Darkness of the Age", pubblicato in inglese da Angelico Press e presto pubblicato anche in francese da Éditions Contretemps, mons. Athanasius Schneider non esita a mettere in discussione il Concilio Vaticano II : "Ho per molto tempo ritenuto che i testi del Concilio non costituivano un grosso problema. Da un lato, vedevo i testi del Concilio maltrattati dai liberali e, dall'altro, mi sembrava allora che le critiche di mons. Lefebvre fossero esagerate. Per me era impossibile pensare che un concilio o un papa potessero commettere un errore. Implicitamente, ho considerato ogni parola del Concilio e del Papa come infallibile, o almeno senza errori. […] Ora mi rendo conto di aver "spento" la mia ragione; anzi, un simile atteggiamento non è salutare e va contro la Tradizione della Chiesa, come la vediamo tra i Padri,i Dottori e i grandi teologi della Chiesa negli ultimi duemila anni" (P.116-117, ed. inglese)
E aggiunge: "Un esame onesto mostra che alcune espressioni dei testi del Concilio sono in rottura con la Tradizione costante del precedente Magistero. Dobbiamo sempre tenere presente il fatto che lo scopo principale del concilio era la pastorale e che il concilio non intendeva offrire insegnamenti particolari definitivi (P. 119, ed. inglese)

Da parte sua, mons. Carlo Maria Viganò ha stabilito per diversi mesi un legame di causa ed effetto tra il concilio e l'attuale crisi nella Chiesa: "I tentativi di correzione degli eccessi conciliari – invocando l’ermeneutica della continuità – si sono rivelati fallimentari: Naturam expellas furca, tamen usque recurret [Scaccia la natura con una forca, ma tornerà sempre] (Orazio Epist. I,10,24). La Dichiarazione di Abu Dhabi e, come mons. Schneider giustamente osserva, i suoi prodromi del pantheon di Assisi, “è stata concepita nello spirito del Concilio Vaticano II” " (Excursus sul Vaticano II e conseguenze, in Chiesa e post concilio del 9 giugno 2020).

Pertanto sorge una domanda: gli scambi tra i due prelati si trasformeranno in discussioni dottrinali con la Congregazione per la Dottrina della Fede, come tempo fa accadde per la Fraternità San Pio X? Si può mettere in discussione il Concilio, mostrando la sua discontinuità con il magistero precedente, senza che il cardinale Luis Ladaria Ferrer e Papa Francesco se ne scandalizzino? Per ora, solo Sergio Centofanti, vicedirettore del Dicastero per la Comunicazione, ha tentato di difendere il Concilio in un articolo pubblicato il 22 giugno su Vatican News, intitolato "Lo sviluppo della dottrina è fedeltà nella novità" . Ma questa debole difesa - più retorica che teologica - lungi dal chiudere il dibattito, lo richiede e addirittura lo esige. Un dibattito dottrinale con la Congregazione per la Dottrina della Fede e non con il Dicastero per la Comunicazione.

Padre Alain Lorans

(FONTE: FSSPX.NEWS)

sabato 25 luglio 2020

Porro scrive al presidente della CEI cardinale Gualtiero Bassetti:"Basta con le assurde limitazioni nelle chiese"


Il consigliere cattolico-mariano di Fratelli d'Italia ha inviato una lettera al presidente della CEI, cardinale Gualtiero Bassetti

Il consigliere cattolico-mariano di Fratelli d'Italia, Salvatore Porro, si scaglia contro la Conferenza Episcopale Italiana e chiede la fine delle limitazioni imposte dalle normative anti CoViD-19 accompagnata da un progressivo ritorno alla normalità all'interno delle chiese. Il consigliere ha inviato una lettera al presidente della CEI, il cardinale Gualtiero Bassetti, dove esprime le sue perplessità per il perdurare di limitazioni "particolarmente restrittive e mortificanti solo nei confronti dei fedeli". 

Quelli che Porro definisce "rigorosi distanziamenti applicati soltanto nelle nostre Chiese", le "continue igienizzazioni" e la distribuzione della "Santa Comunione esclusivamente sulla mano dei fedeli", sarebbero aspetti della vita religiosa in pieno contrasto con il Concordato tra Stato e Chiesa, accordo firmato nel 1984 e che, secondo il consigliere di FdI, prevede che il governo "non può legiferare per le attività nei luoghi di culto". 
Ricordando la dura presa di posizione della CEI nei confronti dell'esecutivo e delle norme imposte dall'emergenza sanitaria in corso, Porro sostiene che i fedeli abbiano accettato "con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative assunte". "I cristiani d'Italia scalpitano - continua il consigliere - e desiderano pregare nelle nostre Chiese per chiedere l'intercessione della Madonna della Salute al fine di debellare il virus una volta per sempre".
Nella lettera viene menzionato il "bassissimo rischio di contagio" costituito dall'ambiente ecclesiale. Citando le chiese ortodosse e quelle cattoliche, Porro sostiene che il mantenimento delle funzioni liturgiche non avrebbe portato "alla diffusione e all’aumento di casi.

Anzi, alcuni Paesi, come la Polonia o la Bulgaria sono tra quelli che presentano la più bassa incidenza di casi di malattia, di ricoveri e di decessi".

In conclusione, il consigliere cattolico-mariano punta il dito contro l'attuale gestione della pratica dell'Eucarestia. "La distribuzione della santa Particola dovrà essere distribuita sulla lingua e in ginocchio; i sacerdoti non dovranno più usare i guanti, più consoni ad una sala operatoria che al  santo sacrificio della Messa. Si è sempre fatto così perché rappresenta l'unico rimedio per arrestare qualunque male".

(fonte Trieste prima)
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