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Visualizzazione dei post da 2026

Sulle orme di Carlo e Ildegarda, tra rigore dell’anima e freschezza dello Spirito la bellezza della vita consacrata

ORA ET LABORA: LA BELLEZZA PERDUTA E RITROVATA DELLA VITA CONSACRATA di A.diJ Carissimi amici e lettori, in un mondo che misura tutto in base a produttività, visibilità e autorealizzazione, la vocazione religiosa – sia maschile che femminile – appare come uno scandalo. E lo è. È lo scandalo della bellezza che non serve a nulla, perché serve unicamente a Dio. Eppure, non c'è nulla di più necessario, per la Chiesa e per il mondo, di un uomo e di una donna che si consacrano totalmente all'Assoluto. 1. Il motore nascosto: la preghiera come lavoro principale Si commette un errore gravissimo a pensare che i religiosi "facciano anche" preghiera. No. La preghiera è il loro lavoro principale; tutto il resto è secondario. La giornata di una vera comunità deve essere costruita attorno a pilastri liturgici e spirituali non negoziabili, che l'Autorità ha il dovere sacro di custodire, perché senza di essi la vita consacrata muore: Il Santo Sacrificio della Messa, centro assolut...

Da Chicago al Tevere: Il voto per corrispondenza di Papa Leone XIV che riscrive la storia del papato.

Nonostante Leone continui a detenere la cittadinanza USA, è inaccettabile che scenda a tali consultazioni: i suoi predecessori non hanno mai votato, salvaguardando la sacralità dell'ufficio petrino. di A.diJ. LEONE XIV VOTA ALLE MID-TERM Carissimi amici e lettori, è già successo nel recente passato che il Romano Pontefice, Sovrano Assoluto dello Stato della Città del Vaticano, conservasse il passaporto e la cittadinanza della nazione che gli ha dato i natali. Ma con Papa Leone XIV si è andati oltre. Si è passati il segno. Il Vaticano ha confermato ufficialmente che Robert Francis Prevost – cittadino di Chicago registrato a New Lenox, Illinois – ha richiesto e spedito per posta il proprio voto per le elezioni di mid-term. È il primo Papa della storia a votare nelle elezioni politiche di uno Stato secolare straniero. Un primato squallido e del tutto inopportuno. È una scelta scandalosa. Un'ingerenza intollerabile. Prevost non è un cittadino americano qualunque: è il Vicario di Cr...

INTER SANCTOS SORS ILLORUM Omelia nella festa di Tutti i Santi di Mons.Carlo Maria Viganò

Post hæc vidi turbam magnam, quam dinumerare nemo poterat, ex omnibus gentibus, et tribubus, et populis, et linguis. Dopo ciò vidi una moltitudine grande, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Ap 7, 9 Gaudete autem quod nomina vestra scripta sunt in cælis. Rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli. Lc 10, 20 Il censimento di Cesare e il libro dell’Agnello Nella notte in cui il Verbo si fece carne, il mondo era occupato a contare: Exiit edictum a Cæsare Augusto, ut describeretur universus orbis — venne emanato un editto di Cesare Augusto perché si facesse il censimento di tutto il mondo (Lc 2, 1). Colui che è il Nome al di sopra di ogni nome fu iscritto, nel suo primo giorno di vita, tra i numeri dell’Impero. L’Impero non sapeva che cosa stesse annotando; ma Dio sapeva che, da quel giorno, un altro registro era stato aperto. È di questo registro che la Santa Chiesa ci parla oggi. San Giovanni, nelle sue visioni a Patmos, ode anzitu...

Dalla salvezza espiata alla celebrazione dell'uomo: La mutazione sostanziale del rito funebre

  di A. di J. Carissimi amici e lettori, la Commemorazione dei fedeli defunti rappresenta da sempre il termometro più preciso per misurare la temperatura della fede. Il modo in cui la Chiesa prega per i suoi morti rivela, senza margini di equivoco, ciò che essa crede: lex orandi, lex credendi. Ebbene, su questo crinale teologico si è consumata una rottura radicale, che non può essere derubricata a mera "evoluzione pastorale", bensì descritta come una mutazione sostanziale. Siamo dinanzi a due teologie incompatibili, due antropologie antitetiche, due visioni ecclesiologiche distinte. La liturgia esequiale preconciliare non era dettata da una severità fine a se stessa; era un atto di verità e, proprio per questo, di autentica carità soprannaturale. Il suo baricentro dogmatico poggiava su tre pilastri incontrovertibili:Il Giudizio particolare: La morte è la conseguenza del peccato originale e il momento del Giudizio particolare. L’anima compare immediatamente al cospetto del C...

NON POSSIAMO SCEGLIERE TRA LA FEDE E LA CHIESA: VOGLIAMO LA FEDE DELLA CHIESA PER RIMANERE NELLA CHIESA

La salus animarum suprema lex di A.diJ Carissimi amici e lettori, ci viene spesso imposto un ricatto spirituale che nessun cattolico può accettare. Ci viene detto: «Scegliete: o la fede o la Chiesa; o la vostra fedeltà alla Tradizione o la comunione con Pietro». Noi rispondiamo: non scegliamo. Non possiamo scegliere, perché le due realtà sono inscindibili. Noi vogliamo la fede della Chiesa precisamente per rimanere nella Chiesa. Questo è il cuore del dramma che vive ogni sacerdote e ogni fedele legato alla Tradizione oggi. La radice della crisi: il Concilio Vaticano II e le sue riforme Non dobbiamo avere paura di chiamare il problema con il suo nome. La crisi attuale non nasce dal nulla: essa ha la sua radice nel Concilio Vaticano II e nelle riforme dottrinali, pastorali e liturgiche che ne sono scaturite. Sotto il pretesto dell'aggiornamento, si è introdotta nella Chiesa una mentalità estranea al cattolicesimo perenne, che ha aperto le porte all'antropocentrismo, all'ecume...

La Corona di Cristo e la Palma dei Santi

di A. di J. Carissimi amici e lettori, mentre le strade di un Occidente apostata si popolano delle coreografie neopagane di una festività d'importazione, la Tradizione cattolica ci richiama al silenzio fecondo della Solennità di Tutti i Santi. Questo contrasto non è un semplice scontro di costumi, ma l'epifania di una tragedia mistica: da un lato la celebrazione ludica del macabro, dall'altro la proclamazione della vittoria della Grazia sulla fragilità umana. I santi sono coloro che hanno preso sul serio il Vangelo, accettando di combattere la più drammatica delle battaglie: quella contro il proprio io ferito dal peccato originale. Se Alessandro Magno conquistò il mondo per poi piangere l'insufficienza della propria gloria terrena, il cristiano che doma le proprie passioni compie un'opera di portata eterna. A cosa serve all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? I santi sono i veri e unici conquistatori della storia. Eppure, dinanzi allo...

Sant’Annibale Maria Di Francia (1927-2027): Il centenario di un Padre, alla scuola dei Santi

La carezza di Dio nel fango di Avignone di A.diJ Carissimi amici e lettori, Siamo negli ultimi mesi del 2026. Il calendario corre veloce e già si intravede, alle porte, il 2027. Un anno che per noi non sarà un anno qualsiasi. Sarà un anno di grazia, perché ricorderemo il centenario della nascita al Cielo di Sant'Annibale Maria Di Francia. Era il 1° giugno 1927. A Messina, in quella città che lui aveva amato fino a consumarsi, si spegneva un uomo che il mondo avrebbe detto sconfitto, povero tra i poveri, e che invece il Cielo stava accogliendo come un padre. Cento anni dopo, la sua voce è più viva che mai. Chi era Annibale Maria Di Francia? Non fu un fondatore di sistemi. Fu un padre. Il padre dei piccoli. Quando da giovane sacerdote, di nobile famiglia, scese nel quartiere Avignone di Messina — il quartiere più infame, più abbandonato d'Italia, dove i bambini vivevano come animali — non fece un piano pastorale. Fece una cosa sola: rimase. Si fece povero con i poveri. Raccolse i...

Basta con le passerelle sinodali: la sferza della Verità contro la dottrina del compromesso

di A.diJ Carissimi amici e lettori, in questo scorcio finale del ottobre 2026 , la barca di Pietro naviga in acque flagellate da un'apostasia interna che non si nasconde più, ma che rivendica i propri errori dall'alto delle cattedre più prestigiose di Roma. Vi è un principio immutabile che i santi hanno difeso a prezzo del sangue e che l'attuale corso post-conciliare tenta metodicamente di liquidare: l’obbedienza al Romano Pontefice, l’amore per la Santa Chiesa e la carità verso il prossimo sono ontologicamente inseparabili dalla Verità rivelata . Nel momento in cui si recide il legame tra l'amore e la Verità, la carità si corrompe in una macchietta sentimentale, in uno strumento di inganno per le anime. San Paolo lo ha sancito con un comando imperativo che dovrebbe sovrastare ogni sinedrio ecclesiale: «Veritatem facientes in caritate» — operare la verità nella carità (Ef 4,15). Non esiste alcuna carità al di fuori della Verità, poiché un amore che tace l'errore o ...