Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

domenica 22 settembre 2019

.Meditazioni sui Dolori della Madonna Addolorata.

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[ Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]

47. Perdono e promessa.

Compiuta l'esecuzione di Gesù e degli altri due condannati, i militi esecutori si pongono a sedere poco lungi dalla croce per far la guardia, ed intanto si spartiscono le spoglie dei morituri, e giocano a dadi, cui debba toccare la tunica di Gesù, che sarebbe un peccato tagliare, tessuta com'era tutta insieme senza cuciture: opera senza dubbio delle materne mani di Maria; che osservava in quali mani era venuto l'amoroso lavoro suo! Ma lo spettacolo più indecente era quello che davano quei zelanti, rigidi, implacabili Scribi, Farisei e sacerdoti che erano venuti a prendersi la diabolica soddisfazione di assaporare le ultime strazianti agonie dell'odiato Nazzareno.

sabato 21 settembre 2019

LA VERITÀ SULL’AMAZZONIA CONVEGNO INTERNAZIONALE SUL SINODO PANAMAZZONICO sabato 5 ottobre


Carissimi amici,

Sabato 5 ottobre si terrà a Roma presso l'Hotel Quirinale il Convegno Internazionale sul Sinodo Panamazzonico promosso dall'Istituto Plinio Corrêa de Oliveiradal titolo Amazzonia: la posta in gioco.

La partecipazione al Convegno è gratuita, per chi vuole è possibile iscriversi al pranzo a buffet che si terrà presso lo stesso luogo del convegno. Per poter comunicare in tempo il numero esatto di persone che si fermeranno a pranzare in hotel, è necessario iscriversi e versare la quota relativa, entro e non oltre il 24 settembre. Se desidera fermarsi a pranzo clicchi qui ed effettui l’iscrizione e il pagamento.

Di seguito il programma dettagliato della giornata.

martedì 17 settembre 2019

«Una crociata di preghiera e digiuno per il Sinodo sull’Amazzonia»


Testo integrale del documento che lancia la «crociata di preghiera e digiuno» promossa dal card.Raymond L. Burke e da mons. Athanasius Schneider vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan) perché il Sinodo sull’Amazzonia non approvi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum Laboris. Per quaranta giorni a partire dal 17 settembre e fino al 26 ottobre, vigilia della chiusura del Sinodo: ogni giorno una decina del Rosario dedicata a questa intenzione e digiuno una volta alla settimana secondo la tradizione della Chiesa, per accompagnare con il cuore e con la mente questo evento che potrebbe avere gravi ripercussioni per la vita della Chiesa. Il documento evidenzia sei gravi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum Laboris. Richiamo qui l’indice dei precedenti documenti pubblicati.

MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA MEDITAZIONI

[ Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]

45. Incontro.

In quel doloroso viaggio al Calvario, che molto appropriatamente si nominò «La via Crucis», vi fu un incontro fra Gesù e Maria ad un certo punto del cammino. Sia che si supponga Maria con le sue compagne uscite di città prima che ne uscisse il corteo dei condannati; sia che la medesima per qualche viottola scorciatoia venisse a trovarsi nella via per la quale doveva passare il suo Gesù, la tradizione può benissimo sostenersi, tanto più che fin da tempi lontani si conserva nel luogo di questo incontro una devota cappella dedicata a S. Maria dello Spasimo, volendosi con questa parola impropria esprimere lo schianto doloroso del cuore di Maria nel vedere da vicino il Figlio suo così trascinato al Calvario, secondo una pia tradizione, malconcio, ansimante, sudato, l'ultimo supplizio.

domenica 15 settembre 2019

15 SETTEMBRE: MEMORIA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.

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[. Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]

44.Viaggio al Calvario.

La condanna a morte di Gesù fu pronunziata dal Preside Romano il giorno della Parasceve di Pasqua, che quell'anno cumulava con la Parasceve consueta cioè col Venerdì: era quasi l'ora sesta, cioè si era ancora prima del meriggio. I Giudei si avvidero che il tempo stringeva, poiché a calata di sole era per cominciare la grande solennità della Pasqua: rimandare l'esecuzione di Gesù a dopo le feste, non c'era nemmeno da pensare, ché il volubile Pilato avrebbe potuto cambiar parere: bisognava dunque profittare dell'ore disponibili. Si prega il Preside a non differire, tanto più che vi erano da giustiziare due altri condannati per delitti comuni. Tanto meglio; accomunandoli con Gesù sarebbe per lui il colmo dell'infamia. Pensato, sugerito, ottenuto l'intento, si approntarono tre croci: sulle spalle di Gesù si adatta la più pesante, e in tutta fretta si muove il triste corteo verso il luogo infame delle esecuzioni capitali, detto il luogo del cranio, o Calvario. Precede un centurione, scortano i rei quattro soldati, guidano il tutto i capi della Sinagoga, seguono donne piangenti, e discreta folla di curiosi.
Maria con le compagne vedono muovere il corteo, non si mescolano però con alcun gruppo, ma guidate dall'animoso Giovanni prendono altra via.

Le sette sofferenze di Maria santissima Addolorata ...




Ogni sguardo dato a Lei da Gesù, ogni accento di quel labbro soave, mentre sollevava Maria sulle ali dell'amore materno, la precipitava nell'investigabile abisso del più acerbo dolore. Se la Vergine si compiaceva nel contemplare quel volto leggiadro, tosto la conturbava il desolante pensiero che un giorno quel volto sarebbe stato sformato dalle percosse e ricoperto dal gelido sudore della morte; se ne mirava la fronte divina, su cui si divideva la bionda capigliatura, Maria soffriva pensando all'orribile serto da cui sarebbe stata un giorno incoronata.

sabato 14 settembre 2019

MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.


Meditazioni sui Dolori della Madonna Addolorata.
[ Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]
42. La coronazione di spine.

Immobile, atteggiata di dolore e di angoscia, stava Maria contemplando l'indegno strazio che si faceva dell'amatissimo suo Figlío; quand'ecco che i carnefici stanchi cessano dal battere, slegano le mani di Gesù che tutto una piaga sanguinolenta, mal reggendosi in piedi, si prova a ripigliare le sue vesti. Maria sospende il respiro, e vorrebbe slanciarsi là per recare qualche conforto al dolente Figlio... 

giovedì 12 settembre 2019

12 Settembre: la Chiesa festeggia il Santissimo Nome della Beata Vergine Maria



Santissimo Nome della beata Vergine Maria: in questo giorno si rievoca l’ineffabile amore della Madre di Dio verso il suo santissimo Figlio ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore perché sia devotamente invocata.Un culto che si diffuse nel corso dei secoli in tutta la Chiesa, ed i Pontefici arricchirono d’indulgenze l’invocazione dei nomi di Gesù e di Maria.

Meditazioni sui Dolori della Madonna Addolorata.



Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]

41. Dolore di Maria spettatrice della flagellazione di Gesù.

Era la grande Parasceve di Pasqua, l'ora pressappoco seconda, quando Giovanni uscito per prender voce su quanto accadesse all'amato Maestro, tornò e riferì che i Sinedristi avevano menato Gesù al loro Concilio nella sala ufficiale presso il tempio, ove interrogatolo ed avutane la stessa confessione che la sera precedente, avevano segnato la sua condanna a morte. Che già si disponevano a presentar il condannato al Preside Ponzio Pilato, affinché facesse eseguire la sentenza. Non c'era tempo da perdere: era il momento di appagare le ansiose brame di Maria, che voleva essere spettatrice e partecipe delle pene dell'amatissimo Figlio. Con le tre Marie, la Maddalena, la moglie di Cleofe e la madre dello stesso Giovanni, esce di casa Maria, la Vergine che dalle altre tutte si distingue per più mesto atteggiamento di pianto e di dolore. Giovanni con qualche altro loro di scorta.

mercoledì 11 settembre 2019

SETTEMBRE:MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA

Meditazioni sui Dolori della Madonna Addolorata.

[ Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]

40. Pietro pentito ricorre a Maria.

La triste notte era all'ultima veglia, già l'alba imbiancava il balzo d'oriente, foriera del gran giorno della umana Redenzione. Nella casa di Maria madre di Giovanni, Marco si svegliava ancora in pianti e lamenti, e tutti si stringevano attorno alla Madre di Gesù, per consolarla del loro meglio. Quand'ecco entrare frettoloso e sconvolto Simon Pietro singhiozzante e stemperato in lacrime: 

martedì 10 settembre 2019

MESE DI SETTEMBRE:Meditazioni sui Dolori della Madonna Addolorata.

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Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938

39. Maria ascolta l'Apostolo Giovanni.

Già trascorsa la metà di quella notte angosciosa, che alla dolente Madre dovette sembrare eterna, ecco entrare in casa commosso e trepidante il figlio di Maria Salome, Giovanni, che con grande vivezza e commozione racconta a quelle pie donne quel che ha veduto e udito riguardo a Gesù.
Giovanni non era fuggito al momento della cattura, ma insieme a Pietro aveva seguito le orme della banda che si menava via straziandolo l'Agnello divino. Era entrato nel palazzo de' principi dei sacerdoti, aveva fatto introdurre anche Pietro, e poi seguito più da presso che poteva l'amato Maestro. Diceva dell'interrogatorio fattogli da Anna, dello schiaffo datogli dal servo villano: parlava dei falsi testimoni addotti contro Gesù; della solenne confessione da lui fatta della sua divinità; degli urli, schiamazzi, proteste del Sinedrio a quell'affermazione; della condanna a morte pronunziata per acclamazione contro il Cristo, il Figlio di Dio vivo! Qui coprendo con uno scoppio di pianto una pietosa reticenza, prosegue a descrivere più con cenni e sospiri che parole l'indegno scempio usato dal servitorame di palazzo, e anche dai gravi dottori in legge verso la divina persona di Gesù. Pugni, schiaffi, sputi in faccia, parole villane, provocazioni indegne, cose inenarrabili adoperate contro di lui: e del suo patire si era appena al principio! Quanto soffrirà a quest'ora il caro Maestro!

lunedì 9 settembre 2019

MESE DELLA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.


 Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938

38. La notte angosciosa.

Mentre Maria ed alcune sue compagne si intrattenevano con la famiglia loro ospite nel piano inferiore del Cenacolo, tutti più o meno assorti nel pensiero di ciò che avveniva nel piano superiore, ed in ascolto di ciò che poteva udirsi, dei sublimi discorsi che vi teneva Gesù, ecco un rumore di mobili smossi, si sentono, i passi dei convitati che si muovono levatisi da mensa: dopo poco eccoli a fila scendere cautamente per la scala esterna ed allontanarsi. Il giovinetto figlio dei proprietari, non sì può più frenare, invano i genitori tentano di trattenerlo, che egli si disvincola e fugge per unirsi alla comitiva di Gesù.
La raggiunge, che già sta per uscire di città verso la villa sua, il Getsemani, vi entra con Gesù e con gli Apostoli, e gode di udire le parole del Maestro, e spiare gli atti di tutti. Quando si crede più sicuro, ecco una turba tumultuante con faci, bastoni e spade, sicché deve correre a nascondersi. La curiosità prevale per un momento alla paura, vuol vedere, vuol udire quel che accade e si dice. Ma ecco che alcuni sgherri gli si avvicinano, lo prendono per il baracano che si era gettato sopra la tunica, sicché non gli rimane che fuggire lasciando il baracano nelle mani di quelli che volevano prenderlo. Così in camicia corre a casa che gli si vedeva lo spavento in volto. I genitori cercano di consolarlo e di farlo riavere, ma la Vergine che era con loro, dopo aver consolato ed accarezzato il giovinetto Marco, vuol sentire da lui tutto ciò che ha udito e veduto riguardante il suo Gesù.
Il giovinetto con profonda commozione dovette raccontare a Maria tutto ciò che più tardi scriverà nel suo Vangelo, che in questo tratto ha una visibile impronta personale.
Arrivano all'orto del Getsemani, e dice ai suoi discepoli: Statevi qui finché io faccia la mia preghiera. E prende seco Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò a mostrare paura e tedio, e disse loro: È triste l'anima mia fino a sentirsi morire: aspettate qui, e vegliate. Ed inoltratosi un poco, si prostrava a terra, e pregava, che se fosse possibile passasse da lui quell'ora, e diceva: Abba, Padre, tutto tu puoi, allontana da me questo calice; ma non ciò ch'io voglio, bensì quello che vuoi tu! E viene, e li trova addormentati: e dice a Pietro: Simone, dormi? Non avesti forza per un'ora di vegliare! Vegliate e pregate, per non cedere alla tentazione. Segue il racconto di un'altra preghiera, un altro ritorno ai discepoli dormigliosi, poi quasi interrompendosi, passa a quel che più gli era restato impresso. Giuda, la turba, le cautele del traditore; il bacio del tradimento, lo zelo intempestivo di Pietro, le proteste della Vittima, la fuga dei discepoli, l'arresto di Gesù, il tentativo di catturare anche lui.
Considera quale impressione dovette fare nel cuore della Madre amantissima questo tragico racconto. Dire che piangeva sospirando e mostrava di soffrire terribilmente è poco. Bisognerebbe intendere l'orrore che provava del perfido tradimento, la compassione per i discepoli che avevano trascurato di pregare, le agonie del Figlio suo che si ripercuotevano con altrettanto dolore nel cuore della Madre.
Così mentre Gesù pregava intensamente, combatteva per rivendicarci alla libertà dei figli di Dio, e nell'angoscia sudava vivo sangue; anche Maria soffrendo indicibile cordoglio passava quella notte angosciosa in fervida preghiera, unita con l'affetto a Gesù agonizzante.
Impara dalla Verigne Addolorata a stare sempre unito a Gesù penante, vegliare con lui in continua preghiera, soffrire tutto ciò che sarà necessario per salvare l'anima tua. Non ti fidare della prontezza momentanea del tuo spirito; che troppo facilmente cede alle pretese della carne ribelle. Armato di pazienza corri al combattimento che ti si para innanzi, non torcendo mai lo sguardo dall'Autore della nostra fede Gesù. Ricorri all'intercessione della Regina dei Martiri!
Nei momenti più tristi e contrariati della vita insisterò con più fervore nella preghiera di avere forza da resistere alla tentazione.

ESEMPIO. San Filippo Benizi, fulgida gloria e quinto Generale dell'Ordine dei Servi di Maria, che ha per iscopo della sua esistenza quella di promuovere la devozione a Maria Addolorata, deve essere citato ad esempio di quelle grandi anime che nella solitudine, nell'orazione, nella meditazione delle pene di Gesù Cristo, trovano il segreto per vincere tutte le avversità, rendersi cristianamente superiori alle vicende della vita che passa, disprezzare la prosperità, non temere l'avversa fortuna. La sua vita intessuta di grandi gesta, è quella di un eroe di santità. Accetta il priorato solo per sugerimento di Maria: scongiura la sua elezione a Papa; soffre e combatte per assicurar la vita al suo Ordine minacciato. Donde teneva tanta magnanimità? Lo dice l'erma grotta a fianco della vetta del Senario, ove si ritirava spesso a vita aspra per la penitenza; ma dolcissima per la contemplazione delle pene di Gesù e di Maria.

PREGHIERA. O Gesù agonizzante nell'orto per amor mio, e madido di sanguigno sudore per lottare a mio vantaggio contro il potere delle tenebre, oh quanto mi sento commosso al pensiero della immensa vostra carità per me! Infondetemi, ve ne prego, un poco di quel generoso sentimento della Madre vostra, che vi era accanto in ispirito in quell'ora tremenda! Fate che come questa eroica Madre, anch'io mi trasformi tutto in voi, e vigilando e pregando accanto a voi, fortifichi l'inferma natura mia, con la virtù del vostro Spirito, che solo può condurmi a salute. Così sia.

OSSEQUIO. Prima d'intraprendere qualche azione d'importanza, implorate sempre il divino aiuto con l'orazione.

domenica 8 settembre 2019

8 Settembre: Natività della Beata Vergine Maria

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«Festa della Natività della Beata Vergine Maria, nata dalla discendenza di Abramo, della tribù di Giuda, della stirpe del re Davide, dalla quale è nato il Figlio di Dio fatto uomo per opera dello Spirito Santo per liberare gli uomini dall’antica schiavitù del peccato».
L’8 settembre, tutta, la chiesa sia in Oriente che in Occidente celebra la nascita della Vergine Maria, madre del Signore. La fonte prima che racconta l’evento è il cosiddetto Protovangelo di Giacomo secondo il quale Maria nacque a Gerusalemme nella casa di Gioacchino ed Anna. Qui nel IV secolo venne edificata la basilica di sant’Anna e nel giorno della sua dedicazione veniva celebrata la natività della Madre di Dio. La festa si estese poi a Costantinopoli e fu introdotta in occidente da Sergio I, un papa di origine siriana.(Sec VII) nel solco della tradizione orientale. La natività della Vergine è strettamente legata alla venuta del Messia, come promessa, preparazione e frutto della salvezza. Aurora che precede il sole di giustizia, Maria preannunzia a tutto il mondo la gioia del Salvatore. «Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati»: Dante sembra quasi parafrasare il versetto di san Paolo quando definisce Maria «termine fisso d’eterno consiglio».
Onorando la natività della Madre di Dio si va al vero significato e il fine di questo evento che è l'incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio". È questo del resto il motivo per cui di Maria soltanto (oltre che di S. Giovanni Battista e naturalmente di Cristo) non si festeggia unicamente la "nascita al cielo", come avviene per gli altri santi, ma anche la venuta in questo mondo. In realtà, il meraviglioso di questa nascita non è in ciò che narrano con dovizia di particolari e con ingenuità gli apocrifi, ma piuttosto nel significativo passo innanzi che Dio fa nell'attuazione del suo eterno disegno d'amore.Per questo la festa odierna è stata celebrata con lodi magnifiche da molti Padri della Chiesa, che hanno attinto alla loro conoscenza della Bibbia e alla loro sensibilità e ardore poetico. Leggiamo qualche espressione del secondo Sermone sulla Natività di Maria di S. Pier Damiani: “Dio onnipotente, prima che l'uomo cadesse, previde la sua caduta e decise, prima dei secoli, l'umana redenzione. Decise dunque di incarnarsi in Maria”. "Oggi è il giorno in cui Dio comincia a mettere in pratica il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla. Casa bella, poiché, se la Sapienza si costruì una casa con sette colonne lavorate, questo palazzo di Maria poggia sui sette doni dello Spirito Santo. Salomone celebrò in modo solennissimo l'inaugurazione di un tempio di pietra. Come celebreremo la nascita di Maria, tempio del Verbo incarnato? In quel giorno la gloria di Dio scese sul tempio di Gerusalemme sotto forma di nube, che lo oscurò. Il Signore che fa brillare il sole nei cieli, per la sua dimora tra noi ha scelto l'oscurità (1 Re 8,10-12), disse Salomone nella sua orazione a Dio. Questo nuovo tempio si vedrà riempito dallo stesso Dio, che viene per essere la luce delle genti. "Alle tenebre del gentilesimo e alla mancanza di fede dei Giudei, rappresentate dal tempio di Salomone, succede il giorno luminoso nel tempio di Maria. È giusto, dunque, cantare questo giorno e Colei che nasce in esso".
Preghiera a Maria


O Maria Santissima, eletta e destinata Madre dell’unigenito Figlio del Padre, preannunciata dai Profeti, attesa dai Patriarchi e desiderata da tutte le genti, sacrario e vivo tempio dello Spirito Santo, sole senza macchia perché concepita senza peccato, Signora del Cielo e della terra, Regina degli Angeli, umilmente prostrati ti veneriamo e ci rallegriamo dell’annuale ricorrenza della tua felicissima nascita. Ti supplichiamo di venire spiritualmente a nascere nelle anime nostre, affinché queste, prese dalla tua amabilità e dolcezza, vivano sempre unite al tuo dolcissimo e amabilissimo Cuore.

O graziosa Bambina, nella felice tua nascita hai rallegrato il Cielo, consolato il mondo, atterrito l’inferno; hai recato sollievo ai caduti, conforto ai mesti, salute ai malati, la gioia a tutti,Ti supplichiamo: rinasci spiritualmente in noi, rinnova il nostro spirito a servirti; riaccendi il nostro cuore ad amarti, fa’ fiorire in noi quelle virtù con le quali possiamo sempre più piacerti. O grande piccina Maria, sii per noi “Madre”, conforto negli affanni, speranza nei pericoli, difesa nelle tentazioni, salvezza nella morte. Amen.

sabato 7 settembre 2019

Settembre mese dedicato alla Beata Vergine Maria meditazioni alla Addolorata


37. L’ultima cena


Il Mercoledì Gesù si trattenne a Betania lasciando che la malignità e l'odio dei suoi nemici si riscaldassero e bollissero soffiati dalla rabbia infernale. Giuda prende gli ultimi accordi pel tradimento, mentre gli altri Apostoli con incertezza e trepidazione aspettano gli ordini del Maestro, per conoscere come e dove si sarebbe celebrata la Pasqua. « Sapete, dice il Maestro, che fra due giorni si farà la Pasqua, ed il Figlio dell'uomo sarà preso per esser crocifisso?. Venne la mattina del Giovedì, ed i discepoli ancora incerti gli domandano: Dove vuoi tu che ti apparecchiamo per mangiare la Pasqua?». Gesù presi in disparte Pietro e Giovanni, li manda a Gerusalemme avendo dato loro il segno per trovare il Cenacolo preparato. Pietro e Giovanni adempiscono puntualmente gli ordini di Gesù, ed all'ora stabilita Gesù è a tavola in Gerusalemme, in questo Cenacolo con í suoi dodici discepoli

Pertanto dalla sera del Martedì, a quella del Giovedì, Maria ebbe agio di rimanere accanto al suo Gesù nella fida Betania: non era ignara la Vergine della tempesta che fuori imperversava: quello che lo sguardo ed il cuore materno non le lasciavano indovinare, le doveva esser riferito da Gesù stesso, col quale in quei giorni d'inazione aveva lunghi colloqui. Consideriamo quali . sentimenti dovessero tenere in pena ed apprensione quel cuore di madre in quelle lunghe ore tristissime. Il tradimento di Giuda, la vendita del Figlio di Dio per vile danaro, il proposito satanico di mettere a morte il fautore della vita, l'accanimento della persecuzione contro l'innocente... Oh quante frecce da far sanguinare il cuore della santissima Vergine! Misurane, anima, mia, l'acerbità.

S. Bonaventura pensa che Maria si recasse a Gerusalemme 'per fare anche lei la Pasqua con Gesù, e questo parere del Santo è più che verisimile, nè si potrebbe dissentire da lui..Accompagniamo dunque la Vergine che con alcune sue compagne venute di Galilea, in separata comitiva se ne viene in città, ed è ricevuta dal padrone e dalla. padrona del Cenacolo in casa loro.. Mentre Gesù nel piano superiore, detto propriamente il Cenacolo, sta celebrando l'antica e la nuova Pasqua, Maria sta con le persone di casa nel piano inferiore, che era l'abitazione dei proprietari. Dov'era il cuore della divina Madre? Certo lassù col Figlio suo e con i discepoli, tutta assorta nella contemplazione dei grandi misteri che vi si celebravano. Ad un certo momento impallidisce, trema, prorompe in pianto! Che cos'è? Si sentono i passi precipitosi e pesanti di uno dei dodici che scende per la scala esterna in fuga dispettosa! Maria indovina. È proprio lui, . il traditore, che va a consumare il nefando delitto! Un fremito del cuore materno, uno sguardo al cielo, dissero a chi li osservò, quanto soffrisse quell'anima immacolata!

E siamo pure del parere del Serafico Dottore, che Gesù mandasse alla Madre sua da qualcuno degli Apostoli, testè consacrati sacerdoti, la SS.ma Eucaristia! Con quanto amore, con quanta purezza Maria la ricevette! Ecco la comunione più degna, dopo quella di Gesù!...

Considera, anima mia, con quali sentimenti l'Immacolata Vergine Madre di Dio, accoglie in questa circostanza il Figliolo suo, che ora viene nel suo cuore come santificatore e vittima già qui stesso sacrificata per recarle accrescimento di santità, conforto opportuno, pegno di eterna gloria... Quanta purezza, quanta devozione al sacrificio, quanto amore accolgono il Figlio Dio nel cuore di tanta Madre... Oh se tu fossi capace di avere un poco del sentimento di Maria, quando ti accosti alla santa Comunione!... Invece, che succede? Chi sa quanto dispiacere cagioni tu a Maria, quando' ricevi il suo Figliolo con la tua freddezza abituale:..

O Vergine Madre di Gesù sacramentato, impetratemi voi le disposizioni migliori per fare con frutto la santa Comunione.pongo di non risparmiare diligenza alcuna per fare la santa unione con le migliori disposizioni, per dar gusto a Maria, e riparare le offese orribili che si fanno a Gesù amore sacramentato.

ESEMPIO. S. Giuliana Falconieri fondatrice del. le monache Serve di Maria, succhiò col latte della madre e nutrì con gl'insegnamenti di S. Alessio Falconieri suo zio, una fervidissima devozione verso Maria santissima Addolorata. Si studiò d'imitare questa celeste Madre nelle virtù, e meditava assiduamente i dolori di lei. La Vergine santissima ricompensò la devozione della sua serva con segnalati favori, ai quali pose degna corona in terra quello che la Santa ricevette, quando ridotta settantenne agli estremi, e non potendo ricevere la santissima Eucaristia a cagione del continuo vomito, pregò che fosse recata almeno sul letto; e le fosse avvicinata al costato. Fu, esaudita la sua preghiera, e tosto che il sacerdote le ebbe posta vicino al petto la sacra Particola, questa disparve, entrandole miracolosamente nelle viscere. Fu riconosciuto il prodigio nell'atto che curandosi il cadavere verginale, le si vide come impressa da sugello l'immagine del Crocifisso da un lato.

PREGHIERA. « Ecco fin dove è giunta la carità vostra, o Gesù 3nio amantissimo! Voi' della vostra carne e del prezioso sangue vostro, mi avete apprestato una mensa divina ». Oh quanto mi sento indegno dell'inestimabile dono vostro! Eppure ne ho tanto bisogno! Senza di esso non mi riuscirebbe a mantenermi in grazia vostra. Concedetemi, ve ne prego, di accostarmi alla sacra mensa « con l"amore, purità ed affetti della vostra santissima Madre, e fatemi prima morire, che ricevervi indegnamente ».

OSSEQUIO. Fate una fervorosa Comunione unito mente e cuore a Maria Addolorata.

venerdì 6 settembre 2019

Settembre :Mese dedicato alla Beata Vergine Maria Addolorata"Meditazioni sui Dolori della Madonna Addolorata".



[ Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]

36. Il primo triduo della settimana dolorosa.

Il giorno dopo quel penoso commiato, Gesù si parte da Betania coi soli Apostoli avviandosi verso Gerusalemme, manda due di loro a Betfage per prendervi un asinello, sul quale Gesù cavalca; quand'ecco che una folla di gente, convenuta nella santa città per la Pasqua, avendo inteso che Gesù veniva, gli mosse incontro con rami di palma acclamando: «Salve, benedetto colui che viene nel nome del Signore! Viva il regno di David padre nostro che viene: Osanna! Osanna!». Così Gesù in modesto, ma eloquente trionfo, entrava in Gerusalemme tra lo sdegno malcelato dei capi della Sinagoga, che avrebbero voluto spacciarlo proprio quel giorno, se non fosse stata la paura di un tumulto. Alcuni Gentili chiesero di Gesù, e gli si avvicinarono, ed allora Gesù manifesta la più solenne e significativa profezia dell'imminente sua, Passione: «Ora si fa giudizio del mondo, ora il principe di questo mondo è cacciato via; ed io elevato che sarò da terra (cioè messo in croce) attrarrò a me tutte le cose». «E fattosi sera, gittato sguardo di sdegno sopra quelli ostinati, se ne torna a Betania con i Dodici».
Maria non si era mossa di là, ed attendeva con ansia il ritorno dell'amatissimo Figlio: le sue ansie ed i suoi timori crebbero, quando udì dalla bocca di lui i casi della giornata, e quando Giovanni le dovette riferire quelle parole di Gesù: «Ora l'anima mia è turbata: E che dirò? Padre, salvami da quest'ora: ma proprio per questo sono arrivato a quest'ora!». Maria che intendeva il significato di queste parole, misurava l'angoscioso dolore del Figlio, ripensava alla rovina estrema che il popolo suo si sarebbe tratto addosso per la sua pervicace incredulità: vedeva il mondo redento, ogni cosa attirata attorno al Figlio suo; ma già lo vedeva con le braccia distese in croce, in atto di abbracciare l'umanità in un impeto di amore! La spada che ella recava fitta in cuore si faceva più acuta e tagliente; la sua generosa carità faceva quella del Figlio per immolarsi per dei suoi fratelli.
Così il giorno seguente, Lunedì, le riferivano la sera notizie di più dichiarati battimenti, d'insidie tese al Figlio, di disegni orditi per arrestarlo prima dell'imminente solennità. Quanto dolore al cuore di una tal Madre!
Non altrimenti andò il terzo giorno, Martedì, quando intese la rottura completa tra Gesù ed i capi della Sinagoga Farisei e Sadducei; la terribile profezia della distruzione del tempio, e della fine del mondo. Quale spavento mostravano in volto e nelle parole i due figli di Salome quando gliela raccontavano!
Dunque tutta l'istoria delle umane generazioni si svolge a sinistra o a destra della croce di Gesù! Ecco il segno della contradizione di coloro che sono alla sinistra; ecco la cagione della salute per tutti coloro che sono alla destra! Così, o Maria, vi fu mostrato il Figlio fin da quando lo presentaste al tempio. Egli è il Redentore, egli il Giudice di tutti; o profittare della sua Redenzione, o aspettare la sua immancabile condanna;. individui, nazioni, regni, imperi e demonii sono e saranno da lui giudicati; che darà a ciascuno secondo le opere sue!
Pensa ai casi tuoi, anima mia, che per quanto tu sii un pulviscolo nel mondo, pur ti attende il giudizio di Cristo: il cielo e la terra passeranno, ma le sue parole, no! Aiutati con una fervida devozione a Maria Addolorata, compatiscila nelle sue amarezze, studiati di comprendere i suoi sentimenti, e più d'imitarne la fede e l'attaccamento a Gesù, così ella farà per te il suo officio di avvocata.
Mi studierò di nutrire in me una fervida carità, in un cuore puro, con la coscienza retta, e con fede sincera, innanzi a Dio e in tutte le mie relazioni con il prossimo.

ESEMPIO. Santa Margherita Maria Alacoque, devotissima religiosa della Visitazione, in quei tempi di gelido formalismo, quali furono gli anni primi del secolo decimosettimo, sembrava non accorgersi della freddezza che la circondava, ma sollevata dall'aura dello Spirito Santo, era sempre assorta nel meditare i misteri della Passione di Gesù Cristo. Un Venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini le apparve Gesù, mostrandole il suo Cuore ferito, acceso, cinto di spine, sormontato dalla croce, e le disse: «Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini!». Così ebbe origine la devozione al Sacro Cuore di Gesù, che la Chiesa approva per invitare i fedeli a non dimenticarsi mai, quanto sono costati a Gesù. Questo continuo pensiero è il modo migliore d'imitare Maria Addolorata, e la Santa favorita da Dio di tanta visione non aveva che questo pensiero.

PREGHIERA. O Cuore adorabile del mio Gesù, cui tanta contradizione di nemici volontariamente ciechi fece sanguinare in quei memorabili giorni precedenti alla passione, concedetemi per intercessione di Maria vostra madre, nel cui Cuore purissimo si moltiplicarono allora le spade, che mai non dimentichi, come io son figlio del vostro dolore, delle vostre lacrime, e del vostro sangue: eccitatemi a fervida devozione ai misteri della mia redenzione, sicché meriti di raccoglierne abbondante frutto. Così sia.

OSSEQUIO. Volate col pensiero e con l'affetto nei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, e consideratene attentamente gl'ineffabili dolori.

giovedì 5 settembre 2019

MESE DI SETTEMBRE: BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.


 Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]

Penoso commiato.

«Qui va inserita una meditazione molto bella, della quale tuttavia la Scrittura non parla; così il Serafico Dottore si introduce a raccontare il mestissimo commiato che Gesù volle prendere da Maria sua Madre prima di cominciare la sua passione. Confessa il Serafico, che di questo non parla la Scrittura, ma è cosa chiara che lo si può e lo si deve supporre. «È opinione comune dei santi che l'amoroso Redentore non principiasse l'atroce Passione senza averne prima domandato licenza alla dolcissima Madre sua che tanto amava e da cui sapeva di essere cotanto amato». Consideriamo perciò come Gesù e Maria ritiratisi dalla casa di Simone a quella di Marta e Maria, e ridottisi soli a soli nella stanza loro assegnata, dopo essersi detti tante cose col cuore in tumulto e lo sguardo turgido di lacrime, il Figlio rompe quel silenzio angoscioso e dice alla Madre che dalla seguente mattina cominceranno le supreme lotte col potere delle tenebre, e che egli in pochi giorni ne sarà vittorioso, ma con lo spargimento di tutto il suo sangue, e con la morte terribile della croce! Maria ascolta singhiozzando e piange! Poi con voce alterata dal pianto esclama: Oh se potessi andar io alla morte invece tua, o dolcissimo Figlio mio!...

mercoledì 4 settembre 2019

MESE DI SETTEMBRE: BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.

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 Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]

 Maria in Betania.

Dal momento della resurrezione di Lazaro l'ostilità dei nemici di Gesù era giunta al parossismo: in un'adunanza del Sinedrio si era deliberato, relatore Caifas sommo sacerdote di quell'ultimo anno del sacerdozio levitico, che Gesù fosse messo a morte, perché questa morte pareva necessaria per la salute pubblica. Si era dato il bando perché chiunque sapesse dove egli si era nascosto, lo denunziasse all'autorità, e fosse arrestato. Gesù che aveva le ore contate, ma contate da lui stesso, credette opportuno ritirarsi nella borgatella detta Efraim, al di là del Giordano, accanto al deserto. Quando credette giunto il tempo riprese il viaggio alla volta di Gerusalemme, senza nulla temere: passò per Gerico, venne a Betania, dove era morto Lazaro che egli aveva risuscitato. Mancavano sei giorni alla Pasqua, era quindi il Sabato precedente quella che noi chiamiamo la Domenica delle Palme. 
Sappiamo che in questo viaggio accompagnavano Gesù Maria Salome, e le principali sue compagne, perciò si può supporre che non ci mancasse la Madre di Gesù, che in quei giorni di trepidazione soffriva più che mai per la nera congiura che sapeva stringersi intorno a lui. Immaginiamo quindi, senza tema di sbagliare, che Maria era con alcune sue compagne, gli Apostoli e Gesù in Betania quel Sabato sera. Fu a tutti questi illustri e graditissimi ospiti apprestata una cena nel cenacolo di un certo Simone soprannominato il Lebbroso. Marta era la faccendiera, Lazaro uno dei commensali, Maria loro sorella presa una libra di unguento di nardo genuino e prezioso, ne unse i piedi di Gesù, e spezzato il vasello che lo conteneva ne sparse in tanta copia, che crede necessario astergerlo con le sue treccie. Segno di grande amore, riverenza ed infinita riconoscenza all'ospite divino che le aveva risuscitato il fratello. La Vergine osservava tutto, ed in cuor suo benediceva quella devota Maria che mostrava tanto amore al suo Gesù. 
Ma ecco motivi di turbamento ed indicibile affanno. «Disse uno dei discepoli di Gesù, Giuda l'Iscariote, che stava per tradirlo: Perché questo unguento non è stato venduto? Se ne sarebbero ricavati trecento danari da darsi ai poveri». Diceva questo non perché gli'importasse dei poveri, ma perché ladro com'era e custode della borsa, faceva la cresta di quel che ci si metteva. Disse adunque Gesù: «Lasciatela stare, che ha prevenuto il prossimo giorno della mia sepoltura. I poveri li avete sempre con voi; me non mi avete sempre. Con questa unzione ella mi ha imbalsamato per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque sarà predicato il Vangelo, si narrerà questa sua pietosa azione in memoria di lei». 
Maria ascoltava queste parole, e se le scolpiva in cuore. Tutto sembrava pura gioia, effusione di delicatissimo amore, di riconoscenza, allegrezza intima e tranquilla, ed ecco il traditore interessato, ecco la morte, l'imbalsamazione, la sepoltura di colui al quale tutti i commensali professavano una gratitudine, un amore senza limiti. Eppure quanta mestizia, quanta trepidazione si provava al fondo di ogni dolce cosa! Maria specialmente era vigilante sulla sua specula di dolore, e quel convito non era per lei, che un risveglio di più alla sua tristezza acerbissima. Ai motivi di pena accumulati sin qui nel suo cuore ferito, si aggiungeva ora la raccapricciante vista del traditore. Anche questa pena pungentissima e straziante dovrà soffrire il mio Figlio!... Essere tradito da un discepolo, per rifarsi di pochi soldi schifosí!... Essere tradito dopo aver fatto tanto bene al traditore, dopo averlo tanto amato!... E quella unzione uscita da un cuore amante e riconoscente, è dunque una imbalsamazione per la sepoltura del Figlio mio, ormai imminente!...
Quale strazio al vostro cuore, o Madre tenerissima, chi può comprendere l'acerbità del vostro dolore?! Ma il dolore per le sofferenze del Figlio vostro è la mirra che condisce tutti gli atti della vostra santissima vita. Perché anch'io non condisco tutte le mie occupazioni tristi e liete con questa mirra, che è aroma grato a tutte le anime grandi? Impetratemene voi la grazia. 
Il ricordo della passione di Gesù Cristo non mi abbandonerà mai, specialmente nelle azioni piacevoli e distrattine della mia vita.

ESEMPIO. San Paolo della Croce, amantissimo di Gesù Appassionato e di Maria Addolorata, aveva ricevuto dal Signore un dono singolare di persuasiva, nel promuovere che di continuo faceva della devozione che gl'imbalsamava l'animo. Dirigeva il Santo nelle vie della pietà persone d'ogni ceto, e per tutte aveva sentimenti e massime adatte alla loro condizione sociale. Tra le altre dirigeva egli una nobile ed agiata signora, che gli si mostrava docilissima nel seguirne i consigli. A costei, che lo aveva consultato in proposito, scrive: «Si adorni pure di un filo di perle quando deve comparire in società, ma nel mettersele indosso pensi a Gesù che ebbe una corona di spine, ed una fune al collo. Questo sentimento deve avere ogni Cristiano, quantunque alcune volte l'urbanità voglia, che si vesta secondo l'esigenze del suo stato.

PREGHIERA. O Gesù, resurrezione e vita di tutti coloro che vi credono e vi amano, a voi solo sono dovuti tutti gli ossequi e tutta la gratitudine dell'umanità. Ed io con tutto l'animo offro a voi ogni cosa mia e tutto me stesso, e desidero di riuscirvi gradito in ogni cosa: vivo o morto mi sento vostro, che siete morto per me. Quanto sarei disgraziato ed infelice, se vi tradissi come Giuda! 
Non voglio nemmeno pensarci! Deh per riguardo a Maria vostra Madre, alla quale mi deste per figlio, non permettete mai che mi abbia a separare da voi. Glorificatevi pure in me sia per la vita che per la morte, poichè la vita mia siete voi, e voi la mercede della mia morte. Amen.

OSSEQUIO. Nel godere i leciti e doverosi vantaggi della vita, penserò sempre ai patimenti di Gesù ed ai dolori di Maria, per non invanire nella prosperità.

TUTTE LE DIFFERENZE TRA GESU' E MAOMETTO

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L'errore del multiculturalismo è considerare le religioni tutte uguali, ma guardando al fondatore le differenze emergono
da Dietro le Quinte.
Basterebbe considerare solo le differenze tra Gesù e Maometto, per tagliare la testa al toro,
Gesù non partecipò mai a nessuna guerra e non uccise mai nessuno, Maometto sì, partecipò a numerose guerre, e uccise di persona numerose persone, anche decapitandole.

Noi cristiani abbia Gesù come esempio da seguire, i musulmani hanno Maometto, quindi noi cristiani abbiamo un esempio di vera pace e amore, i musulmani hanno un esempio di vera guerra e odio.
Naturalmente poi ci sono i cristiani tiepidi e i musulmani tiepidi, che non seguono alla lettera gli insegnamenti dei rispettivi "profeti" (per noi Gesù è Dio e non un semplice profeta) ,
i tiepidi quindi si accontentano, non gli interessa più di tanto seguire gli insegnamenti della Bibbia o del Corano, questi oggi vengono chiamati "MODERATI" un termine che va molto di moda, i cristiani fervorosi che leggono e seguono gli insegnamenti della Bibbia e della dottrina cattolica, vengono chiamati "radicali" oppure "fondamentalisti", lo stesso vale per i musulmani.

Quali siano le differenze tra un cristiano "fondamentalista" e un musulmano, è sotto gli occhi di tutti, anzi dovrebbe esserlo, visto che alcuni non lo notano o fanno finta di non notarlo.

martedì 3 settembre 2019

MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.



[Meditazioni sui Dolori della Madonna Addolorata. Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]

 Meditazione: Maria compagna di Gesù nelle persecuzioni.

Col progredire del pubblico ministero di Gesù, l'ostilità dei suoi avversari si faceva più palese ed ostinata. Lo si osservava in ogni sua azione, e si trovò modo di calunniarlo come disprezzatore della legge, perché non pigliava il riposo sabatico con quel rigore che pretendevano i Farisei; disprezzatore delle tradizioni dei padri, perché gli Apostoli non osservavano tutte le abluzioni imposte da quei puritani; si disprezzarono i suoi miracoli, perché li faceva in giorno di sabato; si arrivò persino ad attribuirli a satana: era il colmo! Eppure non bastava a quei ciechi superbi. 
Ecco la tragica notizia della decollazione del Battista, la cui testa veneranda fu consegnata a strazio ad una ballerina ed alla impudica sua madre! La congiura dei capi della Sinagoga stringe le sue fila, si delibera di disfarsi ad ogni costo dell'inviso banditore della verità. Cosicché Gesù non ebbe più un villaggio dove stare sicuro, e fu bisogno che passasse di regione in regione, secondo l'opportunità, per isfuggire tante insidie. 
Queste trame contro la vita dell'Uomo-Dio erano troppo bene conosciute da lui, ma per la maggior parte sfuggivano ai suoi discepoli ed alle turbe che lo applaudivano. C'era anche un'altra persona che tutto osservava, alla quale le dolorose notizie giungevano frequenti come i nunzi di Giobbe, accumulando nel suo tenero cuore amarezza ad amarezza, senza però alterare la invitta sua pazienza, né pezzarne la costanza. Quando in particolare fu recata a Gesù ed ai discepoli la funesta notizia della decapitazione del Battista, con Gesù pianse, anche Maria, che ricordava con quanto affetto avesse levato di terra quel suo nipotino appena nato. E Dio sa quante altre tristi nuove le fecero sanguinare il cuore e ne spremettero lacrime amare. 
Non era Maria una debole donna che inconsapevole dell'avvenire potesse farsi illusione di eventi lieti, di successi brillanti, di onori, agi, felicità. Non era di coloro che speravano il vero Messia essere per regnare alla maniera dei re di questo mondo: troppo bene conosceva il tragico termine a che sarebbero venute quelle feroci persecuzioni. Il Cristo doveva soffrire ogni strazio sino alla morte, e per questa via entrare in possesso della sua gloria. Non solo Maria sapeva tutto questo, e ne aveva la visione continua innanzi agli occhi, ma ne provava ogni giorno l'amarezza ognor crescente. 
Eppure non si lamentava né con Dio né con gli uomini; non dava in ismanie nè in impazienze, ma sempre più si confermava nel volenteroso proposito di partecipare ai patimenti di Cristo, perché questa era la parte che il suo ufficio di Corredentrice le riservava. Ripeteva le parole che Isaia aveva posto in bocca al Messia paziente: «Dio mi ha fatto conoscere il suo volere: non contradirò, non mi volterò indietro!» ed eccola pronta e perseverante nell'accompagnare il Figlio in tutte le persecuzioni.
Quanto dobbiamo imparare da Maria noi che ci stanchiamo tanto presto nella via della virtù; noi che messa la mano all'aratro guardiamo indietro, e ci rendiamo inetti al regno dei cieli. Se ci manca la consolazione, se incrudisce la prova, crescono le tentazioni, si dilegua l'ideale che ci eravamo proposti, siamo capaci di annoiarci del nostro stato abbracciato per vocazione divina. Siamo fiacchi, Ieggieri, mutevoli, non sappiamo perseverare nell'adempimento del dovere per puro amore di Dio. Che possiamo dire a nostra scusa? Il solito sofisma, Maria era santissima e confermata in grazia, noi miserabili peccatori! Forse che la conferma in grazia toglieva a Maria la libera volontà o il senso del dolore? Niente affatto! Forseché noi siamo miserabili e peccatori perché ci manca la grazia, o non piuttosto perché le resistiamo, la rifiutiamo? Su, via, raccomandiamoci alla Madre della divina grazia, alla ministra delle divine misericordie, perché ci assista con la sua materna intercessione, sicché noi diventiamo più saldi nei nei nostri propositi, più perseveranti nel bene. 
Il dono della perseveranza finale non si può meritare, ma Dio lo concede ordinariamente, a chi corrisponde fedelmente alla serie di grazie a sé preparate: mi studierò dunque di star sempre saldo nella vocazione in cui Dio mi ha posto.

ESEMPIO. San Benedetto Giuseppe Labre, pellegrino volontario per amor di Dio, nella prima gioventù assetato di desiderio della perfezione evangelica, aveva abbracciato reiteratamente la vita religiosa, ma per ragioni affatto indipendenti dalla sua volontà, era stato costretto a ritornare al secolo. Il Signore gli fece intendere che voleva da lui una vita povera, mortificata e santa pur vivendo nel mondo. Il Santo si arrende docile alla sua vocazione; lascia patria, famiglia, relazioni tutte, e comincia a pellegrinare elemosinando di santuario in santuario in Francia, in Ispagna, in Italia, ed in quel tenore di vita persevera sino alla morte, sempre unito a Dio, distaccato da tutto, vero ospite e straniero in ogni luogo, sempre alieno dai carnali desideri che avversano l'anima. Lo sosteneva una grande devozione a Maria santissima, che gli ottenne dal Signore il dono della perseveranza in tanta abiezione e povertà volontaria. Fu un vero amatore dell'obbrobrio di Cristo, e ne guadagnò la corona di gloria.

PREGHIERA. Vergine Santissima Addolorata, cui furono continua spada di dolore le persecuzioni incessanti mosse al vostro dilettissimo Figlio Gesù, mentre andava attorno facendo del bene a tutti, e sanando le infermità di quegli ingrati; ottenetemi dalla bontà di lui, che anch'io abbia un cuore sensibile alle persecuzioni che oggi si muovono alla Chiesa sua sposa; e non mi perda mai di coraggio, dovessi pur anch'io essere perseguitato ed anche ucciso per amore del mio Redentore. Così sia.

OSSEQUIO. Offrirò a Dio con gran devozione il Sangue di Gesù Cristo per il trionfo della santa Chiesa!

3 Settembre San Pio X il Papa dell'Eucarestia

L'unico film esistente su San Pio X Papa.
L’ultimo pontefice finora canonizzato dalla Chiesa Cattolica veniva dalla marca trevigiana, era figlio di gente umile (padre fattore, madre sarta) e in tutta la sua vita ecclesiastica non ebbe cattedre universitarie, non scrisse celebrati libri, né praticò in alcun modo la carriera diplomatica. Nulla fece, insomma, che potesse far immaginare non solo dove un giorno sarebbe arrivato, cioè all’onore e all’onere più alto di questo mondo, ma soprattutto ciò che avrebbe poi fatto e scritto.

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Santo e austero nell’anima e nel corpo

Di più. Giuseppe Sarto (Riese, 2 giugno 1835 – Roma, 20 agosto 1914) era di carattere mite, pacifico, assolutamente dolce (ma mai sdolcinato: anzi, sempre fermo nella difesa delle sacrosante norme liturgiche, dottrinali e morali della Chiesa, e questo fin dalla gioventù), costantemente intento al servizio della carità fraterna, in nome della quale, da seminarista, da sacerdote, da vescovo, da Patriarca e infine da Papa, spese sempre tutto ciò che aveva, privandosi sovente anche del suo personale per sovvenire ai più svariati bisogni della vita quotidiana delle sue pecorelle, vicine e lontane (noto a tutti è quanto si spese per i terremotati di Sicilia, insieme a san Luigi Orione).

Dalla vita austera, alieno da ogni forma di nepotismo, ovunque fosse mandato a svolgere la sua missione, lasciò della sua persona e del suo operato un ricordo meraviglioso in tutti, e ovunque fu sempre amato, da tutti ritenuto santo, e poi rimpianto.

Se Giuseppe Sarto, insomma, ha potuto fare la “carriera” che ha fatto (e che, puntualmente, lui ha sempre tentato di “frenare” in ogni modo, sebbene alla fine rimanendo sempre obbediente a ogni incarico la Provvidenza gli affidasse tramite i suoi superiori), non fu per quelle caratteristiche di “fascino” intellettuale o arte diplomatica e politica oggi tanto indispensabili per essere considerato e notato negli ambienti tanto mondani quanto purtroppo nelle stesse gerarchie ecclesiastiche; ma fu anzitutto per le sue incontenibili bontà e generosità personali, che apparivano immediatamente non solo dalle azioni quotidiane ma anche dal suo stesso sembiante, sempre, dalla giovinezza alla morte, fatto di pura bellezza del volto e maestosa e allo stesso tempo umile personalità, come evidente traspare dalle foto che abbiamo di lui nelle varie fasi della sua benedetta esistenza.

La Verità nella carità

Era necessaria questa pur brevissima premessa, che meriterebbe ben altra esplicazione di fatti e prove, per chiarire una cosa a monte: san Pio X è ricordato come il papa che ha condannato con rigida e impietosa fermezza il modernismo e il processo di “aggiornamento” della Chiesa nel mondo odierno. Ebbene, ciò è assolutamente vero, come diremo tra poco: ma questa non è l’“essenza” della sua santità personale; la sua provvidenziale e tempestiva opera antimodernista fu conseguenza della sua santità personale. San Pio X non è santo perché fu antimodernista. Fu antimodernista perché era santo. E lo fu nella misura in cui era santo.

Come era solito dire, “Guai se il medico è pietoso”. E così non ebbe esitazione alcuna nella fermissima condanna del modernismo, “sintesi di tutte le eresie” e di tutte le relative pubblicazioni, istituzioni e anche degli uomini ad esso asserviti.

Quello stesso “umile sacerdote di campagna”, così semplice, caritatevole e buono, divenne, una volta alla guida della barca di Pietro nella tempesta, il salvatore della retta dottrina, il più fine e attento dei teologi, il più profondo dei filosofi, il più energico dei leader religiosi, il più impietoso (contro l’errore) dei medici spirituali.

“Veritatem facientes in caritate” sarebbe ben potuto essere il suo motto programmatico di Pontefice. Egli scelse invece “Instaurare omnia in Christo”. Ma, a ben vedere, è la stessa cosa. È sempre un figlio devoto dell’Apostolo delle Genti che usa la spada spinto dal fuoco del suo amore per Dio e per il prossimo.


La guerra al serpente modernista

Una volta pontefice, la sua guerra all’errore micidiale del cancro interno alla Chiesa divenne senza quartiere. L’11 giugno 1905 pubblicò l’Enciclica Il Fermo proposito, con la quale sciolse l’Opera dei Congressi (ormai infettata dalle eresie di Romolo Murri), ricostituendo poi il sodalizio con nuova struttura e affidandolo a uomini di piena fiducia, fra cui il beato Giuseppe Toniolo.

Il 3 luglio 1907 condannò altre opere e 65 proposizioni con il decreto Lamentabili sane exitu, cui fece seguito la costituzione del “Sodalitium Pianum”, che aveva anche l’incarico di indagare su teologi, prelati e docenti sospetti di modernismo

Poi, il passo gigantesco dell’uomo umile che tutto può in Colui che lo sostiene: l’8 settembre 1907 pubblicò l’Enciclica Pascendi dominici gregis, vero monumento di profondità teologica e sapienza filosofica, che fulmina il modernismo in ogni sua manifestazione filosofica, teologica, biblica, storica, critica e sociale; condanna i libri, gli opuscoli e i periodici propugnanti tali errori e sospende immediatamente quei “maestri” che con i loro scritti e coi loro insegnamenti li propalavano.

E per riuscire ancora più incisivo nella sua guerra alla menzogna, sulla scia di san Pio V, scrisse un nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, questa volta più specificamente adatto ai giovani e ai semplici, sotto forma di domanda e risposta, proprio al fine di fornire ai più esposti alla diffusione dell’errore le giuste armi di difesa nella retta conoscenza della vera dottrina cattolica.

La “Crociata eucaristica”

La sua luce spirituale e teologica, come la sua forza d’azione, gli provenivano dall’amore senza confini per l’Eucarestia. Questo era per lui l’alfa e l’omega della sua attività riformatrice. Al riguardo, ci teneva subito a chiarire che non occorreva dire niente di nuovo, perché san Tommaso d’Aquino aveva già detto tutto e per sempre, ma occorreva riscoprire un rinnovato amore e una più profonda devozione.

Con vari decreti ed encicliche, comandò la Comunione frequente, anche quotidiana (e per questo ridusse a tre ore il tempo necessario a poter assumere cibo prima di accostarsi alla Comunione), fondò varie associazioni e favorì pubblicazioni per l’adorazione del Ss.mo Sacramento fino all’Apostolato della Preghiera, nato dopo la sua morte ma certamente frutto della sua strenua attività.

Soprattutto, però, raccomandò (ed ebbe anche ad affrontare resistenze interne per questo) la Prima Comunione dei bambini già a sette anni, onde evitare che, in età più adulta, la loro anima la potesse ricevere già imbrattata dall’ombra del peccato.

La purezza del sacerdozio e del culto

Dal culto eucaristico nasceva per lui la necessità della santità dei sacerdoti, condizione imprescindibile per la diffusione del Cristianesimo nel mondo e per la salvezza delle anime. Nel sacerdozio vedeva il fondamento indispensabile alla realizzazione del suo programma di restaurazione di ogni cosa in Cristo (d’altro canto, pose un freno alla nascita di continue nuove congregazioni) ed era solito raccomandare ai vescovi di essere molto esigenti con la scelta dei sacerdoti: «Meglio pochi ma buoni. Che farcene se sono dubbi e indegni?».

Volle un clero colto, e per questo favorì lo studio del tomismo sulla scia del suo predecessore e fondò la Commissione Pontificia per la revisione della Vulgata e l’Istituto Biblico.

Riformò i seminari, creò il Grande Seminario Maggiore del Laterano, raccomandando ai vescovi una strenua vigilanza sui seminaristi. Ebbe a dire un giorno ai vescovi: «Vegliate sui Seminari, sugli aspiranti al Sacerdozio. Regna troppo spirito mortifero d’indipendenza per l’autorità e la dottrina! Si grida libertà, libertà, e io invece dico: Obbedienza, obbedienza!… Disciplina, disciplina!».

Condusse quasi a termine la riforma del Diritto Canonico e riformò anche alcuni Dicasteri di Curia e i tribunali ecclesiastici. Non esitò (creando un certo scandalo) ad abolire alcune feste religiose che riteneva in quei giorni inopportune e diminuì i gravami delle norme del digiuno e dell’astinenza, in quanto, come ebbe saggiamente a dire, è meglio pretendere poco e vigilare che venga realmente fatto piuttosto che chiedere molto e chiudere gli occhi sapendo che quel molto non viene rispettato.

Grande sostenitore della solennità del culto, riformò il canto liturgico e la musica sacra, affidandosi, quando ancora era a Venezia, al giovanissimo Lorenzo Perosi per ridonare grande importanza al canto gregoriano (scrisse un Motu proprio ad hoc). “La musica sacra deve essere santa, gli esecutori pii”, soleva dire, e fra tutti prediligeva il Palestrina.
Giorni drammatici della storia

Come molti dei suoi predecessori sul Trono di Pietro aventi il nome da lui prescelto (Pio II, san Pio V, Pio VI e Pio VII, il beato Pio IX), e come accadrà poi anche a Pio XII, san Pio X visse momenti drammatici nella storia politica e sociale dei suoi giorni.

Alieno da esperienze diplomatiche e politiche dirette, ebbe però un “gran fiuto” nella scelta del suo Segretario di Stato, il giovane card. Rafael Merry del Val y Zulueta, sia per le sue eccellenti capacità politiche, ma sia ancor più per la sua profonda pietà personale e serietà di religioso.

Insieme, seppero, per quanto possibile, fronteggiare la terribile politica anticattolica della Francia massonica della Terza Repubblica, senza però cedere in nulla alla lotta per i principi imprescindibili. Nel 1906 con l’Enciclica Vehementer Nos dell’11 febbraio, l’Allocuzione concistoriale Gravissimum del 21 febbraio e l’Enciclica Gravissimo Officii Munere del 10 agosto, proibì ogni attività collaborativa all’applicazione della nuova legge ed esortò i cattolici francesi a opporvisi con mezzi legali per difendere la tradizione cattolica del Paese.

Analoghe tensioni si registrarono con il Portogallo dopo l’avvento nel 1910 della repubblica guidata da gruppi di potere anticlericali massonici. San Pio X rispose il 24 maggio 1911 con l’Enciclica Iamdudum.

Non molto meglio andava in Italia, dove ormai sembrava inarrestabile l’avanzata dei socialisti di Turati (e di Mussolini). Egli e il suo Segretario di Stato intuirono la necessità di una deroga al Non expedit di Pio IX per dar modo ai cattolici di votare i liberali di Giolitti (ormai non più impregnati di anticlericalismo come nei decenni precedenti) nei collegi ove il rischio socialista era altissimo, come a Milano (operazione politica poi pienamente riuscita).

Inoltre, negli anni del nazionalismo trionfante, san Pio X profetizzò – inascoltato – la minaccia incombente di quello che lui chiamava il “guerrone”, che sarebbe cominciato nel 1914 e avrebbe distrutto l’Europa. Mai profezia si avverò meglio, purtroppo…

Fu tale il suo dolore per questo, che offrì la sua vita a Dio per scongiurarlo, e ne morì di crepacuore il 20 agosto 1914, due settimane dopo le dichiarazioni di guerra e due settimane prima dell’inizio della mostruosa strage della Somme. Come fu detto allora, fu la prima vittima della Grande Guerra! (e, forse, anche del dolore accumulato in tanti anni nella sua lotta senza quartiere al tumore modernista).

Santo!

Tutto quanto detto in poche righe fu da Giuseppe Sarto comprovato nella maniera più sublime che a un uomo possa spettare: con una serie innumerevole di guarigioni scientificamente inspiegabili, sia quando era ancora in terra, sia dopo la morte.

Fu uomo di carità, Papa al servizio della Verità e della purezza, santo innamorato di Cristo Eucarestia e di Maria Immacolata, alla quale dedicò un’apposita enciclica non appena salito al Trono di Pietro (Ad Diem Illum Laetissimum, 2 febbraio 1904).

Quanto servirebbe alla Chiesa, nei prossimi anni, un pontefice come san Pio X?

Massimo Viglione
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