Padre Bruno op
Carissimi amici e lettori di in tua justitia,
Rievocare la figura di Papa Pio XII a decenni di distanza dalla sua nascita al Cielo non è un semplice esercizio di nostalgica memoria storica, ma un preciso dovere teologico e ideale. In un'epoca ecclesiale drammaticamente segnata dal relativismo, dal compromesso con il mondo e da una strisciante protestantizzazione della fede, la memoria del Pastor Angelicus si erge come un faro di immutabile Verità cattolica.
Eugenio Pacelli ha incarnato l'essenza stessa della Regalità Sociale di Cristo, guidando la barca di Pietro nel secolo più sanguinoso della storia con la sola forza del dogma, della fermezza dottrinale e di una carità eroica che i detrattori moderni tentano invano di infangare. Egli è stato l'ultimo argine prima del disorientamento contemporaneo, l'ultimo Pontefice che ha osato proclamare l'infallibilità dogmatica e che ha saputo difendere la Messa di sempre dalle prime avvisaglie del modernismo.
Lo scritto che vi offro e che segue non si limita a ricordare le ore solenni del 9 ottobre 1958, ma lancia un grido di risveglio per il popolo fedele. Di fronte a una Roma che sembra aver smarrito il proprio mandato divino e a pastori che inseguono le mode sinodali e l'agenda del mondo, riscoprire il vero Pio XII significa riscoprire la Chiesa della Tradizione. Quella Chiesa che non implorava un posto ai tavoli della diplomazia laicista, ma che parlava al cuore degli uomini in nome di Cristo Re.
Il 9 ottobre 1958, alle ore 3:52, a Castel Gandolfo, Papa Pio XII – al secolo Eugenio Pacelli, 260º Successore di Pietro e Vescovo di Roma – tornava alla Casa del Padre all'età di 82 anni.
Mentre la Capitale ancora dormiva, moriva l'ultimo grande Papa della Cristianità: il Pastore Angelico, il difensore intransigente di Cristo Re. Da quel fatidico giorno, la Chiesa non è più stata la stessa.
Mentre la Capitale ancora dormiva, moriva l'ultimo grande Papa della Cristianità: il Pastore Angelico, il difensore intransigente di Cristo Re. Da quel fatidico giorno, la Chiesa non è più stata la stessa.
Il gigante che non piegò la schiena davanti al secolo di sangue
Romano, nobile, di immensa cultura, teologo di razza e diplomatico di ferro, Eugenio Pacelli non era un improvvisato, né un pastore di periferia proiettato sul Soglio per logiche mediatiche. Era un gigante della fede. Il suo pontificato (1939-1958) si è consumato nel mezzo di una guerra spietata, dominata da bombe, carri armati e totalitarismi. Non dalle chiacchiere inconcludenti dei sinodi progressisti di oggi.
Quando Hitler e Stalin si spartivano il mondo in un bagno di sangue, a Roma rimase in piedi un solo uomo. Privo di divisioni militari, Pio XII si oppose con la sola forza della Verità cattolica: Contro il nazismo: Ispirò e scrisse la fondamentale enciclica Mit brennender Sorge in un'epoca in cui gran parte dell'Europa preferiva tacere.
Contro il comunismo ateo: Scomunicò fermamente l'ideologia marxista nel 1949, sancendo l'incompatibilità assoluta tra fede cattolica e comunismo. Senza eccezioni pastorali, senza fumosi "discernimenti".
Baluardo di Roma: Salvò la Capitale dai bombardamenti più devastanti, aprì le braccia agli sfollati e sfamò materialmente la popolazione.
La verità storica sul Papa che salvò gli ebrei
La più infame tra le menzogne moderne inventate contro di lui è quella del suo presunto "silenzio". La storia, quella vera, documenta che Pio XII ha salvato più ebrei di qualsiasi altro leader mondiale del tempo: oltre 8.000 soltanto a Roma.
Per sottrarli alla furia nazista, il Papa spalancò le porte dei conventi di clausura, dei seminari, delle basiliche romane e della stessa residenza pontificia di Castel Gandolfo. Ordinò persino la falsificazione di migliaia di certificati di battesimo per strappare vite umane alla deportazione.
Una carità immensa riconosciuta dai contemporanei. Alla sua morte, Golda Meir, tra i fondatori dello Stato di Israele, dichiarò: "Durante i dieci anni del terrore nazista, quando il nostro popolo ha sofferto un martirio orrendo, la voce del Papa si è levata per condannare i persecutori e per invocare pietà per le vittime". Lo stesso Rabbino Capo di Roma, Israele Zolli, testimone diretto di questa opera eroica, si convertì al cattolicesimo dopo il conflitto, assumendo il nome di battesimo di Eugenio, proprio in onore del Pontefice che lo aveva protetto.
Il Dottore della Verità e l'ultimo dogma della Chiesa
Pio XII è stato l'ultimo Papa che ha esercitato l'infallibilità dogmatica. Il 1° novembre 1950, davanti a un milione di fedeli in ginocchio in Piazza San Pietro, ha solennemente proclamato il dogma dell'Assunzione della Vergine Maria in Cielo in corpo e anima. Dopo di lui, nessun pontefice ha più avuto l'ardire di proclamare in modo definitivo ed escludente la Verità.
Il suo lascito teologico attraverso encicliche immortali rimane insuperato: Mystici Corporis: Per ribadire la vera natura teologica della Chiesa cattolica.
Mediator Dei: Per difendere la sacralità intangibile della liturgia e della Messa di sempre dalle prime tentazioni moderniste.
Humani Generis: Per condannare fermamente quelle derive della "nuova teologia" che oggi, al contrario, regnano sovrane in molte università cattoliche e negli stessi palazzi vaticani.
Consacrò la Russia e il mondo al Cuore Immacolato di Maria nel 1942, e continuò a proclamare la Regalità Sociale di Cristo in un'epoca che pretendeva di confinare la fede nell'alveo del laicismo democratico. Sotto la sua guida, la Chiesa non implorava un posto al tavolo del mondo; era il mondo a chiedere rispettosamente udienza alla Chiesa.
La vergogna della mancata canonizzazione
Pio XII è stato proclamato Venerabile nel 2009. Da quel momento, le procedure per la sua elevazione agli altari sono state bloccate da una falsa "prudenza diplomatica". Una prudenza rivolta verso quel medesimo mondo laicista che continua a odiarlo, e verso quegli storici militanti che hanno costruito teoremi ideologici basandosi su opere teatrali di pura propaganda, come Il Vicario di Rolf Hochhuth.
L'apparato ecclesiale post-conciliare ha paura di proclamare la santità di Pio XII. Canonizzare questo grande Papa significherebbe infatti smentire e condannare la deriva antropocentrica e modernista venuta dopo di lui. Significherebbe riconoscere che la Chiesa della fermezza dottrinale, della lotta contro l'errore e della fedeltà alla Tradizione era l'unica vera Chiesa di Cristo.
In questo anniversario del suo transito, noi rifiutiamo le caricature moderne dei "santi del compromesso ecumenico" e del dialogo interreligioso. Vogliamo un Papa Santo che sappia combattere le eresie del proprio tempo.
Pio XII, Santo Subito!
Che dal Cielo egli possa intercedere per la Santa Chiesa cattolica romana, oggi tradita dai suoi stessi pastori, per questa Chiesa occupata e per un'Italia che sembra aver smarrito la memoria della propria anima cristiana. San Pio XII, Pastore Angelico, prega per noi!
Romano, nobile, di immensa cultura, teologo di razza e diplomatico di ferro, Eugenio Pacelli non era un improvvisato, né un pastore di periferia proiettato sul Soglio per logiche mediatiche. Era un gigante della fede. Il suo pontificato (1939-1958) si è consumato nel mezzo di una guerra spietata, dominata da bombe, carri armati e totalitarismi. Non dalle chiacchiere inconcludenti dei sinodi progressisti di oggi.
Quando Hitler e Stalin si spartivano il mondo in un bagno di sangue, a Roma rimase in piedi un solo uomo. Privo di divisioni militari, Pio XII si oppose con la sola forza della Verità cattolica: Contro il nazismo: Ispirò e scrisse la fondamentale enciclica Mit brennender Sorge in un'epoca in cui gran parte dell'Europa preferiva tacere.
Contro il comunismo ateo: Scomunicò fermamente l'ideologia marxista nel 1949, sancendo l'incompatibilità assoluta tra fede cattolica e comunismo. Senza eccezioni pastorali, senza fumosi "discernimenti".
Baluardo di Roma: Salvò la Capitale dai bombardamenti più devastanti, aprì le braccia agli sfollati e sfamò materialmente la popolazione.
La verità storica sul Papa che salvò gli ebrei
La più infame tra le menzogne moderne inventate contro di lui è quella del suo presunto "silenzio". La storia, quella vera, documenta che Pio XII ha salvato più ebrei di qualsiasi altro leader mondiale del tempo: oltre 8.000 soltanto a Roma.
Per sottrarli alla furia nazista, il Papa spalancò le porte dei conventi di clausura, dei seminari, delle basiliche romane e della stessa residenza pontificia di Castel Gandolfo. Ordinò persino la falsificazione di migliaia di certificati di battesimo per strappare vite umane alla deportazione.
Una carità immensa riconosciuta dai contemporanei. Alla sua morte, Golda Meir, tra i fondatori dello Stato di Israele, dichiarò: "Durante i dieci anni del terrore nazista, quando il nostro popolo ha sofferto un martirio orrendo, la voce del Papa si è levata per condannare i persecutori e per invocare pietà per le vittime". Lo stesso Rabbino Capo di Roma, Israele Zolli, testimone diretto di questa opera eroica, si convertì al cattolicesimo dopo il conflitto, assumendo il nome di battesimo di Eugenio, proprio in onore del Pontefice che lo aveva protetto.
Il Dottore della Verità e l'ultimo dogma della Chiesa
Pio XII è stato l'ultimo Papa che ha esercitato l'infallibilità dogmatica. Il 1° novembre 1950, davanti a un milione di fedeli in ginocchio in Piazza San Pietro, ha solennemente proclamato il dogma dell'Assunzione della Vergine Maria in Cielo in corpo e anima. Dopo di lui, nessun pontefice ha più avuto l'ardire di proclamare in modo definitivo ed escludente la Verità.
Il suo lascito teologico attraverso encicliche immortali rimane insuperato: Mystici Corporis: Per ribadire la vera natura teologica della Chiesa cattolica.
Mediator Dei: Per difendere la sacralità intangibile della liturgia e della Messa di sempre dalle prime tentazioni moderniste.
Humani Generis: Per condannare fermamente quelle derive della "nuova teologia" che oggi, al contrario, regnano sovrane in molte università cattoliche e negli stessi palazzi vaticani.
Consacrò la Russia e il mondo al Cuore Immacolato di Maria nel 1942, e continuò a proclamare la Regalità Sociale di Cristo in un'epoca che pretendeva di confinare la fede nell'alveo del laicismo democratico. Sotto la sua guida, la Chiesa non implorava un posto al tavolo del mondo; era il mondo a chiedere rispettosamente udienza alla Chiesa.
La vergogna della mancata canonizzazione
Pio XII è stato proclamato Venerabile nel 2009. Da quel momento, le procedure per la sua elevazione agli altari sono state bloccate da una falsa "prudenza diplomatica". Una prudenza rivolta verso quel medesimo mondo laicista che continua a odiarlo, e verso quegli storici militanti che hanno costruito teoremi ideologici basandosi su opere teatrali di pura propaganda, come Il Vicario di Rolf Hochhuth.
L'apparato ecclesiale post-conciliare ha paura di proclamare la santità di Pio XII. Canonizzare questo grande Papa significherebbe infatti smentire e condannare la deriva antropocentrica e modernista venuta dopo di lui. Significherebbe riconoscere che la Chiesa della fermezza dottrinale, della lotta contro l'errore e della fedeltà alla Tradizione era l'unica vera Chiesa di Cristo.
In questo anniversario del suo transito, noi rifiutiamo le caricature moderne dei "santi del compromesso ecumenico" e del dialogo interreligioso. Vogliamo un Papa Santo che sappia combattere le eresie del proprio tempo.
Pio XII, Santo Subito!
Che dal Cielo egli possa intercedere per la Santa Chiesa cattolica romana, oggi tradita dai suoi stessi pastori, per questa Chiesa occupata e per un'Italia che sembra aver smarrito la memoria della propria anima cristiana. San Pio XII, Pastore Angelico, prega per noi!

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