di A.diJ.
Carissimi amici e lettori,
ci giungono notizie che credevamo possibili soltanto nei romanzi distopici e che sono, invece, la cronaca drammatica dell'America suicida. Per equiparare ogni espressione religiosa, come impone il dogma del secolarismo e della neutralità statale, il Comune di Ottumwa, nell'Iowa, ha ufficialmente offerto una preghiera a Satana.
L'episodio si è consumato lo scorso 6 ottobre. Matt Dalbey, ex membro del consiglio comunale e aderente alla sezione locale del Satanic Temple, è stato invitato dalle autorità cittadine a pronunciare l'invocazione di apertura dei lavori consiliari. Davanti ai rappresentanti delle istituzioni, Dalbey ha invocato il "principe oscuro", celebrando l'impulso luciferino alla conoscenza, alla ribellione e alla superbia, contestando apertamente la dottrina cristiana tradizionale e concludendo l'intervento con un secco, blasfemo e satanico: «Ave Satana».
Tutto questo è accaduto in un'aula comunale. In America. Sotto il gonfalone ufficiale e la bandiera nazionale. Dinanzi alla ferma protesta di alcuni presenti — cristiani che conservano ancora un briciolo di Fede e di dignità — la risposta del consiglio comunale è stata da manuale massonico: «Non possiamo discriminare». Ecco il laicismo reale. Ecco la libertà religiosa applicata alla lettera. Ecco dove conduce inevitabilmente l'apostasia delle nazioni.
Il laicismo non è neutrale: è l'anticamera del satanismo
Ci hanno ripetuto per decenni che lo Stato laico è neutrale, che togliere il Crocifisso dalle aule, bandire la preghiera cristiana dalle scuole e cancellare il nome di Dio dalle leggi servisse a garantire la libertà di tutti. Sono menzogne. Il laicismo non è mai stato neutrale: è una vera e propria religione al contrario. Se si caccia Cristo dalle istituzioni pubbliche, non si genera un vuoto pneumatico; si spalancano le porte all'ingresso del demonio.
Il caso di Ottumwa lo dimostra con una chiarezza spaventosa: se si stabilisce il principio che ogni espressione religiosa si equivale, si è costretti a concedere la parola e la cattedra anche a chi adora Satana. Se si dichiara che la preghiera cristiana è discriminatoria, allora, in nome della non-discriminazione, si legittima il culto luciferino. Questa è la logica perversa della libertà religiosa di matrice massonica: non si tratta di libertà per Dio, ma di libertà contro Dio. È la pretesa di elevare la bestemmia e l'invocazione del demonio in un consesso pubblico a simboli di "inclusione".
Il testo pronunciato da Dalbey celebrava l'impulso luciferino alla conoscenza. Ma di quale conoscenza si tratta? È la medesima superbia gnostica che spinse Satana al «Non serviam» e che sedusse i progenitori nell'Eden con la promessa menzognera: «Sarete come dèi». È il peccato originale recitato e verbalizzato in un consiglio comunale. Il tempio satanico contesta la dottrina tradizionale perché il demonio può tollerare tutto — i falsi culti, gli atei, i cristiani annacquati dall'ecumenismo — tranne la Regalità Sociale di Cristo e la dottrina che lo definisce con il suo vero nome: principe delle tenebre, omicida fin dal principio e padre della menzogna. E il comune di Ottumwa ha scelto consapevolmente di dare un microfono al padre della menzogna.
L'atto d'accusa alle autorità comunali: siete criminali spirituali
Alle autorità comunali di Ottumwa è doveroso gridare la verità: siete dei criminali spirituali. Voi non avete difeso la neutralità delle istituzioni; avete profanato la vostra stessa terra. Avete invitato formalmente il demonio a stendere la sua ombra sulla vostra città, mettendo agli atti che Satana possiede pieno diritto di cittadinanza.
La vostra giustificazione, quel vile «non possiamo discriminare», è la replica esatta del gesto di Ponzio Pilato che si lava le mani davanti alla Verità. Detenevate il potere temporale per dire no al male e invece lo avete istituzionalizzato, dichiarando ai vostri figli che pregare Gesù Cristo o invocare il demonio sia la medesima cosa e che lo Stato li valuta allo stesso livello. I primi responsabili di questa profanazione siete voi: non siete amministratori laici, siete satanisti in cravatta. Chi apre la porta a Satana pur di compiacere il mondo, ha già compiuto la sua scelta di campo. E se la vostra città oggi muore di droga, di suicidi e di famiglie distrutte, non chiedetevi perché tutto stia crollando: avete invocato la maledizione in un'aula pubblica, non potevate attendervi la benedizione di Dio.
La complicità della gerarchia: il silenzio assordante della diocesi
L'aspetto più doloroso di questa vicenda è il silenzio assordante della Gerarchia cattolica. Dov'è il Vescovo della diocesi di Davenport? Dov'è la voce dei sacerdoti della parrocchia di Ottumwa? Dov'è il pastore che avrebbe dovuto alzarsi, rovesciare i tavoli come fece Cristo nel tempio e gridare che in una terra fondata da cristiani non si tollera la pubblica preghiera al demonio?
Assistiamo al silenzio totale o, tutt'al più, alla pubblicazione di qualche comunicato burocratico improntato alla solita pastorale della resa. Se in un consiglio comunale si invoca il demonio e la Chiesa tace per quieto vivere, quella struttura è già spiritualmente morta. Se i pastori non hanno più il coraggio di ricordare che il demonio esiste, che va combattuto e che la libertà religiosa non può estendersi fino alla tolleranza del culto satanico, l'autorità episcopale perde il suo fine soprannaturale. I vescovi americani spendono il proprio tempo a redigere interminabili documenti sulla transizione ecologica, sui flussi migratori e sul disarmo, ma di fronte a una pubblica invocazione a Satana omettono di indire processioni di riparazione, di celebrare esorcismi pubblici o di condannare chi ha autorizzato tale abominio. Questo silenzio si tramuta in connivenza per paura di apparire intolleranti o di perdere il favore dei media progressisti. Ma Cristo non ha mai avuto paura di scacciare i demoni e di chiamarli per nome.
Conclusione: o Cristo Re o l'ordine di Satana
La profanazione di Ottumwa ci consegna una lezione definitiva che svela il vicolo cieco del post-Concilio: il laicismo e la libertà religiosa senza il riconoscimento dei diritti sovrani di Dio conducono inevitabilmente all'adorazione del male.
Non esiste una terza via neutrale: o si torna a proclamare la dottrina tradizionale della Regalità Sociale di Gesù Cristo, affinché la Sua Legge regni sui comuni, sulle scuole, sulle magistrature e sulle nazioni, o l'Occidente intero sarà condannato a recitare l'invocazione a Satana nei propri parlamenti in nome dell'inclusione e del pluralismo.
.jpg)
Commenti
Posta un commento