La Divina Maternità e il dogma tradito della Corredentrice: il trionfo di Maria contro l'ecumenismo della resa
Io benedico il tuo santo nome,io lodo le tue sublime prerogative di vera Madre di Dio,sempre vergine concepita senza macchia di peccato, Corredentrice del genere umano
(Preghiera composta da San Pio x 1914 arricchita dell'indulgenza di 100 giorni pro-vivi e defunti)
Carissimi amici e lettori,
Sotto la Croce, invece, lo Stabat Mater nos consegna una realtà radicalmente diversa. Maria Santissima non sostava sul Golgota come una spettatrice passiva. Offriva a Dio Padre il Sacrificio del Figlio divino e si offriva misticamente con Lui: questo martirio spirituale la innalza a Regina Crucis e Madre universale dei credenti. Senza il suo sì non vi sarebbe stata l'Incarnazione, e senza il suo immenso dolore sotto la Croce non vi sarebbe la Redenzione applicata alle anime. Cristo è l'unico Redentore per merito intrinseco, ma Maria è la Corredentrice per associazione al Sacrificio dell'altare.
Nelle diocesi, tuttavia, i modernisti eseguono pedissequamente gli ordini di questo piano di smantellamento: rimuovono le immagini sacre dagli altari per fare spazio in alcuni casi alla Pachamama in altri casi a spazi spogli e insignificanti;e silenziano la recita del Santo Rosario bollandolo come un retaggio del passato o come un ostacolo al dialogo con gli eretici. Ma Leone XIV, Fernández e i pastori che tacciono sappiano questo: il popolo cattolico fedele non vi seguirà su questa via di apostasia. Il popolo cristiano esige la sua Madre tutta intera. La vuole Regina incoronata, non complice del relativismo; la vuole Corredentrice sui calvari della storia, non comparsa sbiadita nei vostri uffici burocratici.
Oggi noi, poveri, traditi e abbandonati da guide prive di orientamento soprannaturale, ci stringiamo indissolubilmente al manto immacolato della Divina Madre. Toglieteci pure le parrocchie sinodali, i documenti eretici e le liturgie desacralizzate, ma non osate toccare l'onore della Madre di Dio.
Theotókos, Madre di Dio, intercedi per i tuoi figli esuli!
Corredentrice, schiaccia le eresie e disperdi i nemici della Fede!
Mediatrice di tutte le grazie, conducici all'altare del tuo Divino Figlio!
Santa Festa a tutti voi, cari amici. Manteniamo ferma la spada della Verità.
Viva Cristo Re! Viva Maria, Regina corredentrice Madre di Dio!
buona Domenica e santa festa della Divina Maternità di Maria Santissima!
Oggi la Santa Chiesa peregrinante in terra non si limita a celebrare una ricorrenza burocratica: oggi la Chiesa canta. Si ferma, volge lo sguardo al Cielo e proclama con le lacrime agli occhi il Nome più dolce e potente dopo quello di Gesù: Madre di Dio! Theotókos! Nel panorama desolante di una società secolarizzata e di una Gerarchia ecclesiastica ripiegata sulle logiche del mondo, questa festa irrompe come un fulmine di Verità soprannaturale, ricordandoci l'ordine immutabile della Redenzione. Non siamo orfani: abbiamo una Madre che è la Gran Madre di Dio, alla quale stringerci quando la tempesta infuria, il peccato ci schiaccia e la stessa Roma sembra smarrita.Oggi solennizziamo il trionfo di Efeso contro l'inganno delle eresie
O Vergine, o Madre, o Regina, oggi ti proclamiamo con la medesima fermezza con cui ti proclamò il Concilio di Efeso nel 431, sotto la tempesta delle eresie nestoriane. Tu sei Madre di Dio! Non madre di un uomo santo, non madre di un profeta, non madre di un mero simbolo filantropico: Dei Genetrix, Colei che genera Dio nella carne.
Nel tuo seno verginale, o Maria, si è compiuto l'inconcepibile mistero dell'Incarnazione. Il Verbo che era presso Dio, il Verbo che era Dio, ha preso carne da te. La tua carne è la Sua carne; il tuo sangue è il Suo sangue. Tu non hai fornito alla Divinità una veste estrinseca: gli hai donato la vita umana. Di fronte a questo abisso teologico, i filosofi del secolo si perdono, gli angeli si velano la faccia e i demoni fuggono terrorizzati. Tu, umile fanciulla di Nazareth, hai contenuto nel tuo grembo Colui che i cieli dei cieli non possono contenere. Sei il confine sacro tra il creato e l'increato, la porta regale per cui Dio è entrato nel tempo e per cui l'umanità viene redenta. Poiché sei la Madre del Capo, sei necessariamente la Madre delle membra del Suo Corpo Mistico; sei la Madre di Cristo e perciò sei la Madre nostra, onnipotente per grazia, alla quale la Trinità Beata nulla ti nega e alla quale il Figlio divino obbedisce come a Cana.
Ma il mistero della Divina Maternità non si esaurisce nella fredda grotta di Betlemme, dove nella più profonda umiltà e senza alcuna protesta accogliesti il Figlio di Dio. Quel fiat incondizionato, pronunciato a Nazareth dinanzi all'Arcangelo Gabriele, trova il suo tragico e glorioso compimento sul Calvario. Ed è qui che il nostro cantico d'amore si fa pianto e formale atto d'accusa contro la teologia post-conciliare. La Chiesa del post-Concilio ha tradito la Madre per compiacere il mondo.
Con lo sciagurato sdoganamento delle tesi ecumeniche nate dal Vaticano II, la Gerarchia ha sistematicamente oscurato, silenziato e minimizzato la dottrina tradizionale della Corredenzione di Maria. I teologi modernisti manifestano il terrore di pronunciare i titoli solenni di Corredentrice, di Mediatrice di tutte le grazie e di Avvocata nostra, nel timore di infastidire i protestanti e di apparire non allineati al dialogo interreligioso.
Questo tradimento ordito ai danni della Vergine Maria non nasce oggi: si tratta di un attacco sistematico che inizia con Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, in maniera più sfumata e soft, per poi proseguire in modo sfacciato sotto il pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Papa Leone XIV, lungi dall'esercitare il Suo ministero di custode del dogma, si limita ad approvare e ratificare decisioni già prese da lontano, che erano state portate all'attenzione e preparate sotto il precedente corso di Francesco proprio dal cardinale Víctor Manuel Fernández."Tucho" Fernández, fante del modernismo curiale, agisce come il liquidatore scientifico dei titoli di gloria della Madonna. Attraverso documenti liquidi e dichiarazioni ambigue, le odierne disposizioni di Roma mirano programmaticamente al declassamento della Vergine Maria, ridotta nell'ecclesiologia sinodale a una figura marginale, a una "donna del popolo" sradicata dal disegno salvifico nel vano tentativo di non ostacolare l'irenismo ecumenico.
Il popolo cristiano è chiamato a resistere contro questa corrotta gerarchia O Vergine, o Madre, o Regina, oggi ti proclamiamo con la medesima fermezza con cui ti proclamò il Concilio di Efeso nel 431, sotto la tempesta delle eresie nestoriane. Tu sei Madre di Dio! Non madre di un uomo santo, non madre di un profeta, non madre di un mero simbolo filantropico: Dei Genetrix, Colei che genera Dio nella carne.
Nel tuo seno verginale, o Maria, si è compiuto l'inconcepibile mistero dell'Incarnazione. Il Verbo che era presso Dio, il Verbo che era Dio, ha preso carne da te. La tua carne è la Sua carne; il tuo sangue è il Suo sangue. Tu non hai fornito alla Divinità una veste estrinseca: gli hai donato la vita umana. Di fronte a questo abisso teologico, i filosofi del secolo si perdono, gli angeli si velano la faccia e i demoni fuggono terrorizzati. Tu, umile fanciulla di Nazareth, hai contenuto nel tuo grembo Colui che i cieli dei cieli non possono contenere. Sei il confine sacro tra il creato e l'increato, la porta regale per cui Dio è entrato nel tempo e per cui l'umanità viene redenta. Poiché sei la Madre del Capo, sei necessariamente la Madre delle membra del Suo Corpo Mistico; sei la Madre di Cristo e perciò sei la Madre nostra, onnipotente per grazia, alla quale la Trinità Beata nulla ti nega e alla quale il Figlio divino obbedisce come a Cana.
Ma il mistero della Divina Maternità non si esaurisce nella fredda grotta di Betlemme, dove nella più profonda umiltà e senza alcuna protesta accogliesti il Figlio di Dio. Quel fiat incondizionato, pronunciato a Nazareth dinanzi all'Arcangelo Gabriele, trova il suo tragico e glorioso compimento sul Calvario. Ed è qui che il nostro cantico d'amore si fa pianto e formale atto d'accusa contro la teologia post-conciliare. La Chiesa del post-Concilio ha tradito la Madre per compiacere il mondo.
Con lo sciagurato sdoganamento delle tesi ecumeniche nate dal Vaticano II, la Gerarchia ha sistematicamente oscurato, silenziato e minimizzato la dottrina tradizionale della Corredenzione di Maria. I teologi modernisti manifestano il terrore di pronunciare i titoli solenni di Corredentrice, di Mediatrice di tutte le grazie e di Avvocata nostra, nel timore di infastidire i protestanti e di apparire non allineati al dialogo interreligioso.
Questo tradimento ordito ai danni della Vergine Maria non nasce oggi: si tratta di un attacco sistematico che inizia con Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, in maniera più sfumata e soft, per poi proseguire in modo sfacciato sotto il pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Papa Leone XIV, lungi dall'esercitare il Suo ministero di custode del dogma, si limita ad approvare e ratificare decisioni già prese da lontano, che erano state portate all'attenzione e preparate sotto il precedente corso di Francesco proprio dal cardinale Víctor Manuel Fernández."Tucho" Fernández, fante del modernismo curiale, agisce come il liquidatore scientifico dei titoli di gloria della Madonna. Attraverso documenti liquidi e dichiarazioni ambigue, le odierne disposizioni di Roma mirano programmaticamente al declassamento della Vergine Maria, ridotta nell'ecclesiologia sinodale a una figura marginale, a una "donna del popolo" sradicata dal disegno salvifico nel vano tentativo di non ostacolare l'irenismo ecumenico.
Sotto la Croce, invece, lo Stabat Mater nos consegna una realtà radicalmente diversa. Maria Santissima non sostava sul Golgota come una spettatrice passiva. Offriva a Dio Padre il Sacrificio del Figlio divino e si offriva misticamente con Lui: questo martirio spirituale la innalza a Regina Crucis e Madre universale dei credenti. Senza il suo sì non vi sarebbe stata l'Incarnazione, e senza il suo immenso dolore sotto la Croce non vi sarebbe la Redenzione applicata alle anime. Cristo è l'unico Redentore per merito intrinseco, ma Maria è la Corredentrice per associazione al Sacrificio dell'altare.
Nelle diocesi, tuttavia, i modernisti eseguono pedissequamente gli ordini di questo piano di smantellamento: rimuovono le immagini sacre dagli altari per fare spazio in alcuni casi alla Pachamama in altri casi a spazi spogli e insignificanti;e silenziano la recita del Santo Rosario bollandolo come un retaggio del passato o come un ostacolo al dialogo con gli eretici. Ma Leone XIV, Fernández e i pastori che tacciono sappiano questo: il popolo cattolico fedele non vi seguirà su questa via di apostasia. Il popolo cristiano esige la sua Madre tutta intera. La vuole Regina incoronata, non complice del relativismo; la vuole Corredentrice sui calvari della storia, non comparsa sbiadita nei vostri uffici burocratici.
Oggi noi, poveri, traditi e abbandonati da guide prive di orientamento soprannaturale, ci stringiamo indissolubilmente al manto immacolato della Divina Madre. Toglieteci pure le parrocchie sinodali, i documenti eretici e le liturgie desacralizzate, ma non osate toccare l'onore della Madre di Dio.
Theotókos, Madre di Dio, intercedi per i tuoi figli esuli!
Corredentrice, schiaccia le eresie e disperdi i nemici della Fede!
Mediatrice di tutte le grazie, conducici all'altare del tuo Divino Figlio!
Santa Festa a tutti voi, cari amici. Manteniamo ferma la spada della Verità.
Viva Cristo Re! Viva Maria, Regina corredentrice Madre di Dio!

Commenti
Posta un commento