LA GHIGLIOTTINA IN SAGRESTIA I nuovi Robespierre in mitra e il Terrore conciliare contro la Tradizione
di A.diJ
Carissimi amici e lettori,
prima del Concilio Vaticano II (1962-1965), la fede cattolica era semplice, potente, invincibile. Riuniva interi popoli e intere nazioni: dal contadino delle Ande al professore di Parigi, dall’operaio di Milano al pescatore di Manila, eravamo «un cuor solo e un'anima sola» (At 4,32).
Tutti pregavano con un’unica lingua: il latino. Tutti celebravano con un’unica Liturgia: la Messa di sempre. Tra preghiere silenziose, incenso che saliva, candele accese e ginocchia piegate, i cuori trovavano pace, speranza e conforto.
Poi è arrivata la Rivoluzione. Sì, perché il Vaticano II non è stato un semplice concilio: è stata la Rivoluzione Francese introdotta in sagrestia.
DAL COMITATO DI SALUTE PUBBLICA AL COMITATO DI SALUTE CONCILIARE
Studiate la storia. Come si fa una rivoluzione?
Nel 1789 hanno decapitato il Re; nel 1965 hanno decapitato la Liturgia, ovvero il trono regale di Cristo Re.
Successivamente, nel 1793, i rivoluzionari crearono il Comitato di Salute Pubblica con Robespierre, Saint-Just e Couthon. Ufficialmente doveva salvare la Rivoluzione dai nemici; in realtà era il tribunale del Terrore, che mandava alla ghigliottina chiunque fosse sospettato di non essere abbastanza allineato, o di essere "reazionario", "controrivoluzionario" e "rigido".
Ebbene, nella Chiesa post-conciliare è stato riproposto lo stesso identico schema. È nato il Comitato di Salute Conciliare. Non ha una sede ufficiale, ma è ovunque: nei dicasteri romani, nelle conferenze episcopali, nelle commissioni liturgiche, tra i teologi di regime e nei vescovi nominati appositamente per applicare la svolta.
Il loro compito? Far rispettare l’ortodossia della nuova religione conciliare e punire i controrivoluzionari. Come nella Rivoluzione Francese, hanno instaurato il periodo del Terrore. Un Terrore che continua ancora oggi, più feroce che mai, a colpi di minacce di scomunica, sospensioni a divinis, chiusure di chiese e cacciate dai conventi.
Il meccanismo è identico a quello del 1793 e si sviluppa in due momenti: La seduzione (1965-1975): «Fratelli, è solo un aggiornamento pastorale, nulla di dogmatico. La Messa nuova è uguale a quella vecchia». Così hanno ingannato i buoni gli ingenui.
La repressione (1976-oggi): Quando i fedeli hanno capito l’inganno e hanno detto «No, noi restiamo fedeli a prima», è scattata la ghigliottina.
Il Terrore conciliare ha i suoi martiri, le sue vittime e i suoi carnefici. Monsignor Marcel Lefebvre — che aveva formato migliaia di missionari per l’Africa — è stato trattato come un appestato e sospeso a divinis solo perché aveva osato ordinare sacerdoti per continuare la Messa di sempre.
Pensiamo ai Francescani dell’Immacolata, commissariati e distrutti perché "troppo devoti all'immacolata concezione di Maria santissima e alla messa di sempre ", o alle suore di clausura cacciate perché si rifiutavano di abbracciare il novus-ordo. Pensiamo soprattutto alla splendida opera della Fraternità Sacerdotale Familia Christi, nata per essere in Cristo come una vera famiglia. Un legame non associativo, ma impresso dal Sigillo dello Spirito e fondato sullo stesso Sangue di Cristo, interamente devoto all'abbraccio della sacra Tradizione. Ebbene, anche questa feconda realtà, per puro spirito di vendetta ideologica, è stata ferocemente commissariata e infine distrutta dall'autorità vaticana al solo scopo di disperderne i sacerdoti e cancellarne l'eredità.
Tutti pregavano con un’unica lingua: il latino. Tutti celebravano con un’unica Liturgia: la Messa di sempre. Tra preghiere silenziose, incenso che saliva, candele accese e ginocchia piegate, i cuori trovavano pace, speranza e conforto.
Poi è arrivata la Rivoluzione. Sì, perché il Vaticano II non è stato un semplice concilio: è stata la Rivoluzione Francese introdotta in sagrestia.
DAL COMITATO DI SALUTE PUBBLICA AL COMITATO DI SALUTE CONCILIARE
Studiate la storia. Come si fa una rivoluzione?
Nel 1789 hanno decapitato il Re; nel 1965 hanno decapitato la Liturgia, ovvero il trono regale di Cristo Re.
Successivamente, nel 1793, i rivoluzionari crearono il Comitato di Salute Pubblica con Robespierre, Saint-Just e Couthon. Ufficialmente doveva salvare la Rivoluzione dai nemici; in realtà era il tribunale del Terrore, che mandava alla ghigliottina chiunque fosse sospettato di non essere abbastanza allineato, o di essere "reazionario", "controrivoluzionario" e "rigido".
Ebbene, nella Chiesa post-conciliare è stato riproposto lo stesso identico schema. È nato il Comitato di Salute Conciliare. Non ha una sede ufficiale, ma è ovunque: nei dicasteri romani, nelle conferenze episcopali, nelle commissioni liturgiche, tra i teologi di regime e nei vescovi nominati appositamente per applicare la svolta.
Il loro compito? Far rispettare l’ortodossia della nuova religione conciliare e punire i controrivoluzionari. Come nella Rivoluzione Francese, hanno instaurato il periodo del Terrore. Un Terrore che continua ancora oggi, più feroce che mai, a colpi di minacce di scomunica, sospensioni a divinis, chiusure di chiese e cacciate dai conventi.
Il meccanismo è identico a quello del 1793 e si sviluppa in due momenti: La seduzione (1965-1975): «Fratelli, è solo un aggiornamento pastorale, nulla di dogmatico. La Messa nuova è uguale a quella vecchia». Così hanno ingannato i buoni gli ingenui.
La repressione (1976-oggi): Quando i fedeli hanno capito l’inganno e hanno detto «No, noi restiamo fedeli a prima», è scattata la ghigliottina.
Il Terrore conciliare ha i suoi martiri, le sue vittime e i suoi carnefici. Monsignor Marcel Lefebvre — che aveva formato migliaia di missionari per l’Africa — è stato trattato come un appestato e sospeso a divinis solo perché aveva osato ordinare sacerdoti per continuare la Messa di sempre.
Pensiamo ai Francescani dell’Immacolata, commissariati e distrutti perché "troppo devoti all'immacolata concezione di Maria santissima e alla messa di sempre ", o alle suore di clausura cacciate perché si rifiutavano di abbracciare il novus-ordo. Pensiamo soprattutto alla splendida opera della Fraternità Sacerdotale Familia Christi, nata per essere in Cristo come una vera famiglia. Un legame non associativo, ma impresso dal Sigillo dello Spirito e fondato sullo stesso Sangue di Cristo, interamente devoto all'abbraccio della sacra Tradizione. Ebbene, anche questa feconda realtà, per puro spirito di vendetta ideologica, è stata ferocemente commissariata e infine distrutta dall'autorità vaticana al solo scopo di disperderne i sacerdoti e cancellarne l'eredità.
La scure si abbatte regolarmente su chiunque manifesti attaccamento alla sana dottrina:Mons. Daniel Fernández Torres (Porto Rico): Vescovo di Arecibo, rimosso d'autorità nel 2022 per essersi opposto ad alcune direttive vaticane ed episcopali locali.
Mons. Dominique Rey (Francia): Storico vescovo di Fréjus-Toulon, colpito prima dal blocco delle ordinazioni e poi, nel 2023, privato del pieno controllo della sua diocesi tramite l'affiancamento forzato di un coadiutore.
I "PROCESSI ECCELLENTI" DEL REGIME
Come nei grandi processi farsa della Parigi giacobina, il Comitato di Salute Conciliare ha voluto colpire in alto, orchestrando vere e proprie esecuzioni pubbliche per i dissidenti più autorevoli.
Il primo processo eccellente è quello contro Mons. Carlo Maria Viganò, l'ex nunzio apostolico che ha coraggiosamente squarciato il velo dell'ipocrisia curiale. Una militanza per la verità iniziata già ai tempi del caso Vatileaks (2012) quando, in qualità di Segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, inviò lettere riservate a Papa Benedetto XVI e al Cardinale Tarcisio Bertone denunciando forti irregolarità, corruzione finanziaria e una pessima gestione degli appalti vaticani. Negli anni successivi, Mons. Viganò ha proseguito le sue pubbliche denunce contro i presunti casi di corruzione e abusi all'interno della gerarchia, denunciando le sistematiche coperture dei crimini del cardinale Theodore McCarrick e le complicità di Papa Francesco, rompendo definitivamente quella che lui stesso definiva una "cospirazione del silenzio". Per questo suo ripetuto e intrepido atto di verità, la risposta implacabile del regime conciliare è stata l'apertura di un processo farsa e l'irrogazione della massima sanzione: la condanna all'emarginazione e la scomunica d'ufficio con l'infamante accusa di scisma.
Il primo processo eccellente è quello contro Mons. Carlo Maria Viganò, l'ex nunzio apostolico che ha coraggiosamente squarciato il velo dell'ipocrisia curiale. Una militanza per la verità iniziata già ai tempi del caso Vatileaks (2012) quando, in qualità di Segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, inviò lettere riservate a Papa Benedetto XVI e al Cardinale Tarcisio Bertone denunciando forti irregolarità, corruzione finanziaria e una pessima gestione degli appalti vaticani. Negli anni successivi, Mons. Viganò ha proseguito le sue pubbliche denunce contro i presunti casi di corruzione e abusi all'interno della gerarchia, denunciando le sistematiche coperture dei crimini del cardinale Theodore McCarrick e le complicità di Papa Francesco, rompendo definitivamente quella che lui stesso definiva una "cospirazione del silenzio". Per questo suo ripetuto e intrepido atto di verità, la risposta implacabile del regime conciliare è stata l'apertura di un processo farsa e l'irrogazione della massima sanzione: la condanna all'emarginazione e la scomunica d'ufficio con l'infamante accusa di scisma.
Il secondo processo eccellente ha colpito Mons. Joseph E. Strickland, vescovo della diocesi di Tyler in Texas, sollevato ufficialmente dall'incarico da Papa Francesco nel novembre del 2023. Strickland era diventato la voce più limpida e aperta a difesa della fede negli Stati Uniti, criticando apertamente la spinta progressista LGBT+, le derive confuse della sinodalità e le spietate restrizioni sulla Messa in latino imposte con il motu proprio Traditionis Custodes. La sua rimozione d'autorità ha dimostrato al mondo che oggi, nella Chiesa, la fedeltà al Vangelo è considerata un reato di lesa maestà.
Oggi questo Terrore ha raggiunto il culmine con i documenti Traditionis Custodes e Desiderio Desideravi, le nostre personali "Leggi dei Sospetti".
Se celebri la Messa di sempre, sei sospetto.
Se porti la talare, sei rigido.
Se parli di peccato mortale, sei retrogrado.
Se citi Pio X, sei scismatico.
Se non partecipi al Sinodo sulla sinodalità, sei fuori dalla comunione.
Di conseguenza scattano le punizioni: lettere anonime, visite apostoliche, commissariamenti, divieti di celebrare e minacce di scomunica. Proprio come il Tribunale Rivoluzionario condannava chi non indossava la coccarda tricolore.
Se porti la talare, sei rigido.
Se parli di peccato mortale, sei retrogrado.
Se citi Pio X, sei scismatico.
Se non partecipi al Sinodo sulla sinodalità, sei fuori dalla comunione.
Di conseguenza scattano le punizioni: lettere anonime, visite apostoliche, commissariamenti, divieti di celebrare e minacce di scomunica. Proprio come il Tribunale Rivoluzionario condannava chi non indossava la coccarda tricolore.
Questa rivoluzione ha prodotto i danni che oggi sono sotto gli occhi di tutti: chiese vuote, seminari chiusi, fede distrutta. Hanno protestantizzato la Messa per renderla gradita ai protestanti. Il risultato? I protestanti non si sono convertiti, mentre i cattolici sono diventati protestanti.
Ora, per consolidare il regime, si punta alla democratizzazione, cedendo ruoli di comando a laici privi del carattere sacerdotale: Delegato Vescovile,donne cancelliere, laici prefetti e comitati sinodali che comandano sui sacerdoti. È il Consiglio dei Cinquecento che prende il posto del Re.
Si tratta della demolizione della struttura gerarchica voluta da Cristo, svuotata di ogni riferimento dogmatico. Non ci sono più dogmi, ma "percorsi"; non più verità, ma "dialogo".
Ecco il capolavoro d'ipocrisia di questa gerarchia riempita di paglia e segatura: porte aperte a tutti, persino a chi propone modelli pastorali che includono peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. Adulteri benedetti, sodomiti celebrati e la Pachamama in San Pietro. Nella Basilica vaticana di tutto, fanno celebrare chiunque: ortodossi scismatici, anglicani eretici e persino il coro dei mormoni, che nega la Santissima Trinità si è esibito.
"Tutti dentro, tranne i tradizionalisti". Noi, che chiediamo solo la Messa celebrata da tutti i Santi, veniamo marchiati dalla nuova chiesa sinodale come disubbidienti, eretici e scismatici. Anche i conservatori che si illudono di essere tradizionalisti dietro al mantra «siamo nell'obbedienza» vengono respinti: ne è la prova schiacciante che non potranno celebrare la Santa Messa annuale che propongono con il "Summorum Pontificum" nella Basilica Vaticana ma verranno accolti in Santa Maria Maggiore la loro tiepida resistenza disturba comunque il regime.
Questo non è altro che Terrore puro, Terrore giacobino.
Robespierre diceva: «Non c’è libertà per i nemici della libertà». I nuovi Robespierre in mitra oggi dicono: «Non c’è accoglienza per chi non accoglie la rivoluzione. Non c’è sinodalità per chi non è sinodale. Non c’è misericordia per i rigidi». È una Chiesa che scomunica chi va a Messa e assolve chi bestemmia.
Ma come finì la Rivoluzione Francese? I rivoluzionari finirono per ghigliottinarsi tra loro e Robespierre salì sulla stessa lama con cui aveva ucciso gli altri.
Così finirà anche la rivoluzione conciliare. Questa gerarchia di paglia, che oggi minaccia di scomunica chi ama Cristo, domani sarà spazzata via dalla Storia. Perché la Verità non si può ghigliottinare.
La Messa di sempre, quella in latino, tra preghiere silenziose e candele accese, tornerà a risplendere. E di questo Comitato di Salute Conciliare resterà solo un brutto ricordo nei libri di storia, esattamente come fu per il Comitato di Salute Pubblica. Di fronte a questa spietata ghigliottina ideologica, non c'è più spazio per le timidezze, né per i distinguo accademici. È giunto il momento dell'azione e dell'unione. Faccio un appello accorato e solenne a tutti i cattolici, sia a coloro che si definiscono conservatori sia ai tradizionalisti: dobbiamo unirci in un unico fronte compatto e combattere, senza sosta e a viso aperto, contro questa gerarchia degenerata che sta svuotando la Chiesa dall'interno.
Ricordiamoci sempre che i modernisti conoscono fin troppo bene l'antico monito di Giulio Cesare: «Divide et impera». Dividi e comanda. Questa è la strategia diabolica che stanno attuando con scientifica precisione contro il mondo della Tradizione. Sanno che se rimaniamo frammentati in mille rivoli, se i conservatori continuano a nascondersi dietro la fragile scusa di una falsa obbedienza e i tradizionalisti si isolano nelle loro specifiche trincee, per il regime sarà un gioco da ragazzi schiacciarci uno alla volta.
Perché usano il divide et impera? La risposta è semplice: perché hanno una paura tremenda della Tradizione.
La Tradizione cattolica, con la sua dottrina immutabile, la sua liturgia millenaria e la sua santità incorrotta, fa tremare le fondamenta del loro castello di sabbia paglia e segatura. Essa è lo specchio che mostra tutta la loro nudità e miseria spirituale. Sanno che la Tradizione unita è invincibile. Per questo cercano di metterci l'uno contro l'altro, inventando etichette, seminando diffidenza e colpendo i pastori più coraggiosi per disperdere il gregge.
Non cadiamo nella loro trappola. Spezziamo la catena delle loro divisioni. Superiamo ogni steccato e stringiamo i ranghi: la battaglia non è tra fazioni, ma per la sopravvivenza stessa della fede cattolica e per il trionfo del trono regale di Cristo Re. Uniti, la loro ghigliottina non potrà farci nulla, perché la Verità non si divide e, alla fine, la Tradizione cattolica non si può ghigliottinare.
Non cadiamo nella loro trappola. Spezziamo la catena delle loro divisioni. Superiamo ogni steccato e stringiamo i ranghi: la battaglia non è tra fazioni, ma per la sopravvivenza stessa della fede cattolica e per il trionfo del trono regale di Cristo Re. Uniti, la loro ghigliottina non potrà farci nulla, perché la Verità non si divide e, alla fine, la Tradizione cattolica non si può ghigliottinare.

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