Passa ai contenuti principali

ACCIPE CORONAM Omelia nella Professione Perpetua di Suor Maria Consolata di Gesù bambino e San Giuseppe



Christo confixus sum cruci:
vivo autem, jam non ego: vivit vero in me Christus.
Gal 2, 19-20
Veni, Sponsa Christi, accipe coronam,
quam tibi Dominus præparavit in æternum.
Ant. Profess.


Omelia di Mons.Carlo Maria Viganò

Sia lodato Gesù Cristo

Cari fratelli nel sacerdozio e fedeli tutti nel Signore,

Anzitutto mi rivolgo a voi, diletta figlia, Suor Maria Consolata di Gesù Bambino e di San Giuseppe, che l’infinita degnazione divina chiama oggi a ratificare sull’altare – come Figlia della Regina Crucis – quel legame sponsale che né il tempo né la morte potranno mai più disciogliere.

Con la celebrazione odierna della Professione Solenne di Sr Maria Consolata non ci troviamo dinanzi ad un mero rito di devozione, né ad un commovente cerimoniale d’altri tempi sopravvissuto alla secolarizzazione universale. Essa è piuttosto un atto ontologico, tremendo e glorioso: la consegna irrevocabile di tutta la vostra esistenza nelle mani dello Sposo divino, l’immolazione incruenta ma reale della vostra libertà, della vostra giovinezza, del vostro cuore, per essere consumata quale vittima sacrificale nel fuoco della Carità divina.

Nel pronunciare i voti perpetui di Povertà, Castità e Obbedienza secondo la Regola approvata dalla Chiesa dei secoli, voi non rinunciate ad amare, ma scegliete l’unico Amore che non delude, non tradisce e non muore. Voi scegliete di salire sul Golgota, perché il vostro Sposo non è un sovrano secondo la carne, adorno delle effimere vanità del secolo presente, ma il Rex tremendæ majestatis il Cui trono è il duro legno del Calvario, il Cui scettro è la canna del ludibrio, la Cui corona è un serto di spine stillante Sangue divinissimo.
La dottrina della Regina Crucis

La divina Provvidenza, che dispone con soavità e fortezza il cammino delle anime consacrate, pone dinanzi al nostro sguardo in quest’ora solenne la figura eccelsa della Vergine Santissima, nella Sua Divina Maternità: quella Maternità che la Chiesa celebra con speciale solennità l’11 ottobre, nella festa istituita da Pio XI nel XV centenario del Concilio di Efeso, e che noi contempliamo in modo specialissimo sotto il titolo augusto e misterioso di Regina Crucis, Regina della Croce.

Nello stesso giorno, l’11 ottobre del 1962, si apriva il Concilio Vaticano II con l’allocuzione Gaudet Mater Ecclesia: «Gioisce la Madre Chiesa». Ma la Madre di Dio, ai piedi della Croce, non gioiva: compativa; e da quella scuola di dolore, non dalle illusioni della Modernità, la Chiesa riceve la sua fecondità.

La Santa Madre di Dio è Regina per via della sua divina Maternità, ma è Regina in senso singolarissimo e cooperativo perché ha condiviso, come nessun’altra creatura, l’intima essenza del trionfo di Nostro Signore Gesù Cristo. E dove Nostro Signore ha trionfato? Non sui palazzi dei Cesari, non tra gli applausi ingannatori delle turbe, ma sull’ignominia della Croce: Regnavit a ligno Deus. Dalla Croce Nostro Signore ha proclamato al mondo la propria divina Regalità, espugnando l’impero di satana e redimendo il genere umano a prezzo del Suo Sangue.
E chi stava ai piedi di quel patibolo divino? Stabat Mater dolorosa juxta crucem lacrimosa. La Vergine Maria non vi si trovava come spettatrice inerte o vinta dal dolore: vi stava in piedi (stabat), ritta nella sua intemerata maestà, rivestita del manto regale del più perfetto e straziante patimento. Quella spada predetta dal vecchio Simeone Le ha trapassato l’Anima immacolata. In quel martirio spirituale, la Vergine Corredentrice ha unito la propria Compassione al Sacrificio del Figlio. Ella non ha revocato il proprio Fiat, ma lo ha reiterato nell’oscurità che avvolgeva la terra, impugnando con Cristo lo scettro della sofferenza e meritando, per decreto della Santissima Trinità, il titolo di Regina Crucis.

Sotto i Suoi piedi verginali, la Donna vestita di Sole dell’Apocalisse calpesta la luna: l’antico simbolo della mutabilità, della caducità delle cose umane, delle illusioni della terra. Ella è Regina perché con la Croce ha vinto il mondo; Regina perché dalla Croce ha generato, nei dolori del parto spirituale, la Chiesa e ciascuno dei redenti.

La vocazione religiosa: immolazione e sponsalità di sangue

Guardate a Lei, cara Suor Maria Consolata! Ecco il modello, la maestra e la Madre della vostra vocazione.
Questo mondo apostata, ubriacato dall’idolatria del benessere, dal culto dell’io e dalla ribellione orgogliosa alla Legge divina, giudica la vostra consacrazione come una follia, uno spreco di vita, un sacrificio insensato. E perfino nel seno stesso della Chiesa, tra quanti hanno barattato il rigore del Vangelo e il primato della Croce con le lusinghe del mondo, il silenzio contemplativo e la penitenza austera vengono spesso derisi come vestigia superate o accusati di sterile disimpegno. Orrendi documenti vaticani, come Vultum Dei Quærere o Cor Orans, scardinano dalle fondamenta l’anima sacrificale della Vocazione religiosa in nome di una “infinita dignità” costruita sul rifiuto della Croce. Eppure la vita religiosa, quale la Chiesa l’ha sempre intesa e tramandata, conserva i suoi modelli là dove la Regola, l’abito e la liturgia di sempre non sono stati abbandonati.

Non lasciatevi sedurre: il mondo vi considera perdute perché non conosce il vostro Sposo. Il mondo non comprende che il valore di un’anima si misura dal grado della sua conformazione al Crocifisso. Salendo oggi i gradini dell’altare per pronunciare i vostri Voti perpetui, voi vi ponete accanto a Maria, Regina Crucis. Vi rivestite per sempre dell’abito della rinuncia alle cose della carne, che già portate e che annunzia al mondo la vostra morte spirituale alle cose della terra, per vivere unicamente nascosta con Cristo in Dio (Col 3,3).
La vostra cella diventa la rocca della vera libertà; il coro, il vestibolo del Paradiso; il vostro silenzio, il baluardo in cui l’anima ascolta la voce dell’Eterno Sacerdote, dello Sposo divino. Voi siete chiamata a fare della vostra intera persona un’ostia vivente d’espiazione. Quante anime saranno salvate dal baratro della perdizione eterna grazie alle vostre veglie solitarie, ai vostri digiuni, alle lacrime nascoste versate dinanzi al Tabernacolo! Quanto sollievo recherete al Cuore trafitto di Gesù e al Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, oltraggiati dalle bestemmie, dai sacrilegi, dai tradimenti di tanti falsi pastori che conducono il gregge verso l’apostasia!
E se la rinuncia alla maternità nell’ordine di natura discende direttamente dall’oblazione totale della vostra vita allo Sposo divino, Egli nondimeno vi ripaga consentendovi di esercitare una maternità spirituale nei riguardi di quanti sono rivestiti dell’autorità di Nostro Signore: nella carità verso seminaristi, sacerdoti e quanti sarete chiamata ad assistere nelle loro quotidiane necessità.
Lungi dall’essere una fuga dalla battaglia, questa vostra libera scelta costituisce una discesa in prima linea, nel punto più avanzato e decisivo del combattimento escatologico contro il Dragone infernale. Le vostre preghiere, elevate all’unisono con il Sacrificio Eucaristico perenne della Chiesa, sono il fulmine che sbaraglia le schiere nemiche e placano la giusta collera di Dio che sovrasta le nazioni ribelli.
L’eredità della Croce e la speranza della gloria
Non v’inganni il fervore di quest’ora di grazia. Verrà, come per ogni sposa del Crocifisso, l’ora del Getsemani; verrà la notte oscura dell’anima, il peso della debolezza umana, l’aridità del deserto, l’incomprensione e forse la tentazione di rimpiangere ciò che vi siete lasciata alle spalle.
In quegli istanti, alzate gli occhi alla vostra Sovrana: alla Regina della Croce. Ricordate che la Croce non rappresenta un transito amaro verso una gloria estranea ad essa, ma è già l’anticipo del Regno, la sostanza stessa della regalità cristiana. Chi non regna con Cristo sulla Croce, non regnerà con Lui nello splendore della Sua Maestà.
Chiedete alla Madonna di insegnarvi a custodire il silenzio del Golgota, di donarvi la sua fortezza regale, la sua purezza incontaminata, la sua fede incrollabile che non vacillò nemmeno quando gli Apostoli fuggirono e il Sole della Giustizia parve oscurato per sempre. Lasciatevi trafiggere il cuore dal dolore per i peccati del mondo, perché solo un cuore trafitto è capace di riversare su di sé e sulla Chiesa torrenti di grazia redentrice.
Diletta sorella, oggi la Chiesa fedele esulta per il vostro olocausto. Ricevete con trepido gaudio l’anello nuziale, suggello di eterna alleanza col Re dei re. Ricevete la corona di spine che sola precede la corona della vita immortale.
Ponetevi sotto il manto della Vergine santissima, Regina Crucis e Mater Misericordiæ. Sia Ella la custode delle vostre ore di adorazione, il rifugio sicuro nelle tempeste che minacciano la Barca di Pietro, la consolazione dolcissima al termine del vostro pellegrinaggio terreno; affinché, dopo aver consumato con generosità la vostra immolazione quotidiana ai piedi del Calvario, possiate un giorno udire la voce del vostro Sposo divino chiamarvi all’eterno convito delle Nozze dell’Agnello Surge, propera, amica mea, columba mea, formosa mea, et veni: jam enim hiems transiit, imber abiit et recessit... Veni, coronaberis. E così sia.
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
Viterbo, 11 Ottobre MMXXVI
Maternitatis Beatæ Mariæ Virginis, Dominica XX post Pentecosten, II Octobris





Commenti

Post popolari in questo blog

Papa Francesco bacia la mano di Aberrosexual Attivista

   (Vatican) Two days ago, the Salesians of Don Michele De Paolis was received by Pope Francis on May 6.    The 93 years old priest concelebrated Holy Mass in the morning with the Pope in the guest house  Santa Marta.    The founder and now the Honorary President of  Emmaus Community  in the Apulian city of Foggia  then met  for "a few minutes" with the Pope  At the end the Pope kissed  his visitor's  hand.     The scene has been a bit irritating and in itself bizarre.    What Pope  actually kisses people on the hand?  

Il cardinale Godfried Danneels confessa prima di morire:"11 cardinali hanno lavorato nell'ombra per costringere papa Benedetto XVI a dimettersi"

Il cardinale Godfried Danneels prima di morire confessa che lui e altri cardinali hanno pianificato è architettato costretto papa Benedetto XVI a dare le dimissioni, e lasciare il posto a Bergoglio. Secondo il diritto canonico  , questo gruppo, che lui stesso definisce una "mafia", viene scomunicato dalla latae sententiae. Nell'ultima settimana di settembre 2015, il Cardinale Daneels ha presentato la sua biografia a Bruxelles, e ha riconosciuto l'esistenza di un gruppo di Cardinali che hanno lavorato insieme per controllare la successione di Giovanni Paolo II e impedire il Cardinale Joseph Ratzinger, che allora era Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, di ascendere alla cattedra di Pietro. Nella presentazione, Danneels ha rivelato di aver fatto parte di una "mafia" (con i cardinali Kasper, Silvestrini, Van Luyn, Martini, Murphy O'Connor, Lehman, da Cruz, Husar e Hume)e  che hanno lavorato nell'ombra per costringere papa ...

Il delirio di don Stefano Strada nella Chiesa parrocchiale di San Carlo di Bresso (Arcidiocesi di Milano)

Carissimi amici e lettori, capita sempre più spesso ultimamente, incontrare amici parroci che raccontano della fatica a convivere con alcuni sacerdoti che sono talmente ideologizzati che vanno "per conto loro". Inoltre il "livore di questi sacerdoti contro la tradizione " è delirante. Nonostante la rinnovata popolarità tra i giovani di tutto il mondo delle celebrazioni nel cosiddetto vetus ordo, questi ecclesiastici non cambiano idea e continuano a ritenerlo un problema per la Chiesa. Questi continui attacchi soprattutto sui giovani, che sono i grandi protagonisti della vitalità della messa tridentina come dimostrano i numeri imponenti dei rispettivi Pellegrinaggi che annualmente organizzano e compiono come il Pellegrinaggio Summorum Pontificum a Roma, il Pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres, e la Peregrinación Nuestra Señora de la Cristiandad, l’annuale pellegrinaggio della Tradizione cattolica da Oviedo a Covadonga (Spagna), che si svolge nel mese...