di A.diJ.
Carissimi amici e lettori,
a due settimane dall'arrivo di Papa Leone XIV, i preparativi entrano nella fase finale. Un budget di ventisette milioni di euro. Avete letto bene. Ventisette milioni di euro di denaro sonante per quattro giorni di passerella. Da venerdì 25 a lunedì 28 settembre, Leone XIV visiterà Parigi, Saint-Denis, Lourdes e Metz.
Ventisette milioni per cosa? Per sentire le solite, vacue riflessioni sulla dignità astratta, sulla fraternità massonica, sull'accompagnamento delle persone vulnerabili, sull'ecologia integrale e sul dialogo interreligioso? Perché la domanda che ogni cattolico degno di questo nome si pone, oggi, è una sola e non ha nulla di sociologico. È una domanda di sangue.
Cosa dirà il Papa in Francia?
La Repubblica francese ha promulgato, il 19 agosto 2026, la legge che istituisce l'eutanasia. Non una norma sull'accompagnamento compassionevole, ma un decreto che stabilisce un principio mostruoso: lo Stato ha il diritto di ucciderti su richiesta. I decreti attuativi arriveranno a inizio 2027. I medici, un tempo custodi della vita, diventeranno boia di Stato con il camice bianco.
Dopo aver inserito l'aborto in Costituzione nel 2024 – prima nazione al mondo, con orgoglio satanico – la Francia compie l'ultimo passo. Dalla soppressione del figlio nel grembo materno alla soppressione del nonno nel letto d'ospedale. Un cerchio perfetto di morte, che schernisce l'ordine divino dal concepimento al termine naturale.
E chi ha votato queste leggi nefande? Chi le ha promulgate?
Sono loro, i governanti francesi. Chiamiamoli con il loro nome, senza l'ipocrisia diplomatica della Curia romana: sono carnefici. Macron e la sua corte di ministri, deputati e senatori, di destra e di sinistra, hanno votato compatti per legalizzare l'omicidio di Stato. Sono carnefici perché firmano decreti di morte. Trasformano le istituzioni in un mattatoio legalizzato, pretendendo che l'infanticidio prenatalizio e il parricidio clinico siano "diritti civili".
E Leone XIV andrà a stringere la mano a questi apostati? Si farà fotografare sorridente all'Eliseo con chi ha le mani lorde del sangue dei malati? Pronuncerà discorsi sulla fraternità davanti a chi calpesta il quinto comandamento? Ventisette milioni per un abbraccio ai carnefici?
LA SANTA SEDE E LA PESSIMA POLITICA DEL SILENZIO
Il problema non risiede solo nei carnefici d'Oltralpe. Il vero scandalo è il silenzio complice di chi dovrebbe fermarli. Da decenni la Santa Sede persegue la linea del dialogo a tutti i costi. Non disturbare il manovratore, non essere divisivi, occultare i principi non negoziabili per evitare l'accusa di "rigidità".
Sull'aborto in Costituzione, nel 2024, Roma ha partorito un comunicato tiepido e burocratico. Sull'eutanasia, il silenzio è assordante. Si parla di sinodalità, di discernimento e di ascolto, ma si è perso il coraggio di proclamare le verità eterne. Si dimenticano persino le parole della Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II: queste leggi sono tiranniche, nessun cattolico può votarle e nessun politico può promulgarle, pena l'auto-esclusione dalla comunione ecclesiale.
Oggi la morale cattolica è ridotta a un'appendice dell'agenda globalista. Si parla di emissioni di carbonio, di intelligenza artificiale e di flussi migratori, ma sulla vita si balbetta. Si usa il termine "vulnerabilità" per non pronunciare la parola "omicidio". È la pessima politica vaticana degli ultimi 12 anni: barattare la difesa dei non nati e dei morenti pur di non perdere l'applauso dei media e dei potenti del mondo.
L'UNICA SALVEZZA: LA REGALITÀ SOCIALE DI CRISTO
Santità, lo diciamo con filiale franchezza prima della Sua partenza per Parigi: non servono a nulla i milioni se Lei non chiamerà l'aborto e l'eutanasia con il loro vero nome: peccati mortali che gridano vendetta al cospetto di Dio.
A Parigi, come a Lourdes – davanti alla Grotta dove l'Immacolata Concezione si mostrò quale trionfo della purezza contro la corruzione moderna – il Papa non deve limitarsi a pieghevoli esortazioni morali. Deve riaffermare con forza la totale contrapposizione della Chiesa al secolarismo e all'apostasia delle nazioni.
Secondo il Magistero perenne e immutabile di sempre, le società non sono entità neutrali: esse hanno il dovere stringente di riconoscere pubblicamente l'autorità di Dio, di conformare le proprie leggi positive alla Legge Naturale e Divina e di promuovere il Regno Sociale di Cristo. Lo Stato che si dichiara indipendente da Dio si condanna alla tirannia e alla decomposizione morale.
Se Lei tacerà su questo, le chiese francesi continueranno a svuotarsi ed ad essere incendiate . I fedeli non cercano una dottrina annacquata o una liturgia ridotta a spettacolo da villaggio turistico; cercano la Verità cattolica intatta, che insegna la sacralità della vita senza compromessi.
Solo la restaurazione della civiltà cristiana e il riconoscimento della Regalità di Cristo possono salvare l'Europa la Francia e il mondo intero dalla distruzione e dal nichilismo in cui sta sprofondando. Altrimenti, quei ventisette milioni saranno i trenta denari spesi per benedire il patibolo che i carnefici francesi hanno costruito.
E a Lourdes, la Vergine Immacolata piangerà due volte.

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