L'ennesimo abbraccio ecumenico che crea confusione.
di A.di J.
Carissimi amici e lettori,Papa Leone XIV ha accolto in Vaticano i falsi vescovi luterani di Norvegia e, secondo quanto riferito dalla Sala Stampa vaticana, li ha invitati a "costruire la comunione sul fondamento di un battesimo comune e di una missione condivisa".
Una frase breve, apparentemente pastorale, che in realtà sconfessa duemila anni di magistero pontificio e getta la Chiesa cattolica sempre più nel relativismo religioso. Un atto che sconfessa tutti i Papi che lo hanno preceduto.
Cosa hanno insegnato tutti i Papi sulla Cattedra di San Pietro prima del Concilio Vaticano II sulla questione protestante?
Una dottrina chiara, immutabile, definita. Leone XIII, nella Bolla Apostolicae Curae del 1896, ha definito in modo infallibile che le ordinazioni anglicane sono "assolutamente nulle e totalmente vane". Lo stesso principio vale, a maggior ragione, per le sette luterane, che hanno volontariamente e coscientemente distrutto il sacramento dell'Ordine sacro e negato il sacerdozio ministeriale. Pio XI nella Mortalium Animos ha condannato categoricamente il falso ecumenismo, affermando che l'unica unità possibile è il ritorno dei dissidenti alla Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica e Romana. Pio XII, San Pio X, Gregorio XVI: tutti hanno ribadito che non può esistere una "missione condivisa" con chi nega il Santo sacrificio della Messa, chi nega la presenza reale, chi nega il sacrificio espiatorio di Cristo, per chi nega il primato di Pietro. Leone XIV, parlando di "battesimo comune" come fondamento per la comunione, cancella tutto questo con un colpo di spugna. Fa finta che il Battesimo, amministrato validamente anche fuori dalla Chiesa, possa da solo creare una comunione ecclesiale, dimenticando che il Battesimo è solo la porta d'ingresso, che esige poi la pienezza della Fede e l'unità sotto il Romano Pontefice per essere fruttuoso ai fini della salvezza.
È la teologia del Concilio portata alle estreme conseguenze: dal "sussiste" al "tutto è uguale". La verità teologica che non si può cancellare: e che non hanno successione apostolica, non hanno sacramenti validi. E ora c'è anche l'aggravante che rende l'intera vicenda grottesca e teologicamente nulla. Quanto alle donne che oggi, nella setta luterana di Norvegia, vengono presentate come "vescovi", esse sono, in ogni caso, fondamentalmente incapaci di ricevere validamente l'ordinazione. Lo ha insegnato in modo definitivo e infallibile Giovanni Paolo II nella Ordinatio Sacerdotalis: la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire l'ordinazione sacerdotale alle donne. È una impossibilità ontologica, non disciplinare. Ricevere in Vaticano come "vescovi" delle signore laiche che giocano a fare il prete non è ecumenismo, è una farsa che offende Dio e umilia la ragione. È la resa al femminismo radicale e all'ideologia gender che ha colonizzato le sette protestanti morenti. Bisogna riaffermarlo con chiarezza, perché oggi sembra che nessuno in Vaticano abbia più il coraggio di dirlo: Le sette luterane, anglicane e protestanti sono sprovviste di successione apostolica e non hanno validi sacramenti, ad eccezione del Battesimo in determinate condizioni. Non hanno successione apostolica perché i loro fondatori - Lutero, Calvino, Enrico VIII - hanno rotto deliberatamente la catena ininterrotta di imposizione delle mani che risale agli Apostoli. Hanno rifiutato l'episcopato come sacramento. Hanno creato una nuova cerimonia di nomina di pastori che non è ne ordinazione ne consacrazione. Non avendo sacerdozio valido, non hanno Eucaristia valida. Quella che celebrano è una cena simbolica, non è il Sacrificio di Cristo. Non hanno Confessione valida, non hanno Cresima valida, non hanno Unzione degli infermi valida. Sono comunità ecclesiali, come le ha definite correttamente il Concilio stesso in un sussulto di verità, non Chiese in senso proprio. Chiamare "vescovi" dei laici vestiti da vescovi è una menzogna contro la verità e contro la carità stessa. Perché la vera carità non inganna il prossimo facendogli credere di avere ciò che non ha. Leone XIV continua a creare confusione come il predecessore che a sua volta era in perfetta continuità con Montini, Wojtyla e Ratzinger e porta la Chiesa al relativismo religioso. E qui sta il punto più grave. Quando il Papa di Roma, Successore di Pietro, accoglie dei falsi vescovi e parla di "missione condivisa", quale messaggio passa al popolo cattolico semplice? Passa il messaggio che in fondo le differenze non contano. Che essere cattolici o luterani è la stessa cosa. Che i dogmi, la Messa, il Rosario, il primato papale sono dettagli folcloristici. Che una religione vale l'altra. Questo è il relativismo religioso puro. È l'eresia condannata da tutti i Papi come "indifferentismo". È dire, di fatto, che Cristo non ha fondato una sola Chiesa, ma che tutte le divisioni create dall'orgoglio dell'uomo vanno bene lo stesso, basta andare d'accordo e fare del bene insieme. In questo modo la Chiesa Cattolica non converte più, si fa convertire dal mondo. Non porta le anime alla Verità, le conferma nell'errore. È il suicidio soprannaturale. Se tutto si fonda sul "battesimo comune", a cosa serve essere cattolici? A cosa serve il martirio di San Pietro e San Paolo? A cosa è servito combattere per duemila anni contro le eresie? San Pio X ammoniva: il modernismo vuole conciliare la fede con lo spirito del mondo. Oggi questo programma si sta realizzando sotto i nostri occhi, e l'incontro con i luterani norvegesi ne è l'ennesima, dolorosa conferma, anche perché non si è trattato di un incontro casuale. L'udienza è stata organizzata su iniziativa del Nunzio Apostolico nei Paesi Nordici, mons. Julio Murat, nell'ambito di un viaggio di studio incentrato sui giovani adulti e sull'ecumenismo. Questo rivela il piano. Non è pastorale, è politico. La Nunziatura, che dovrebbe difendere la Fede cattolica in terre scristianizzate, si fa agenzia di viaggi per eretici. Si porta in giro per Roma un gruppo di scismatici per far vedere ai giovani che la Chiesa Cattolica e la setta luterana sono la stessa cosa. È il lavaggio del cervello ecumenico imposto alle nuove generazioni. Dopo Roma, dove la delegazione ha incontrato anche il Cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per il Servizio dell'Unità dei Cristiani - il ministero vaticano che da 60 anni produce documenti che nessuno legge e che ha come unico risultato la protestantizzazione dei cattolici - i rappresentanti luterani hanno visitato la comunità di Taizé. Taizé, il laboratorio del sincretismo, dove si prega senza dire a chi, dove la Croce è nascosta per non offendere, dove si fabbrica quel cristianesimo senza dogmi, senza sacrificio, senza conversione, che tanto piace al mondo. Il percorso è chiaro: Roma - Koch - Taizé. Dalla confusione dottrinale al sentimentalismo interreligioso. È la tabella di marcia del nuovo ecumenismo. Una comunione ricercata attraverso l'azione comune: l'eresia delle opere senza la Fede. E veniamo al discorso di Leone XIV, che è la parte più grave. Nel suo discorso, il Papa ha parlato dei conflitti e della "crescente animosità tra i popoli", nonché dell'acrimonia che spesso caratterizza i dibattiti politici e sociali. Di fronte a questa situazione, ha esortato cattolici e luterani a "cercare vie concrete di riconciliazione e fraternità", assicurando loro che "la gentilezza e la carità hanno il potere di disarmare". Ecco il cuore del tradimento. Non una parola sulla Verità. Non una parola sulla necessità di convertirsi alla Chiesa Cattolica per salvarsi. Non una parola sul fatto che Lutero fu uno scismatico ed eretico condannato. Solo sociologia, buonismo, pacifismo da ONU. Questa è la teoria eretica della "comunione ricercata attraverso l'azione comune". Siccome non possiamo più metterci d'accordo sulla Fede - perché loro negano tutto - allora mettiamoci d'accordo sul fare. Facciamo insieme la carità, l'ecologia, l'accoglienza, la pace. E la comunione dottrinale verrà da sé. È una bestemmia teologica. San Pio X la chiamava modernismo pratico. La carità senza verità è falsa. La "gentilezza" che non dice all'eretico che è nell'errore e che rischia la dannazione non è carità, è crudeltà. È lasciarlo morire nella sua eresia con il sorriso sulle labbra. I Santi non hanno mai cercato "vie concrete di riconciliazione e fraternità" con gli eretici. Li hanno confutati, condannati e chiamati alla conversione. San Francesco di Sales ha convertito 70.000 calvinisti non con la gentilezza che disarma, ma con la Verità che trafigge. Leone XIV, con questa udienza, continua l'opera di demolizione iniziata 60 anni fa. Ricevendo con gli onori eretici e scismatici - e persino donne che pretendono di essere vescovi - e proponendo loro una comunione fondata non più su Cristo Re e sulla Sua unica Chiesa, ma su un vago battesimo comune e su una missione filantropica condivisa, porta la Chiesa Cattolica dritta nel relativismo religioso più totale.
Non è più la Chiesa che dice Ego sum Veritas. È diventata una ONG con l'incenso.
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