di A.diJ.
Carissimi amici e lettori,
Il 21 settembre, Giornata ONU della pace, nell'atrio della Basilica il Vaticano si fa succursale ONU: 1.096 suoni per le vittime di ogni guerra. E l'aborto? Dimenticavo, è un "diritto acquisito". E Cristo? Dimenticato, è un dettaglio che disturba.
Leggiamo la notizia così come la riporta il comunicato ufficiale. Sembra una velina dell'ONU:
"Il 21 settembre, nella Giornata internazionale della Pace, nell'atrio della Basilica verrà presentata l'installazione sonora del regista tedesco Philip Gröning: oltre mille suoni registrati individualmente, trasmessi a intervalli irregolari nell'arco di 49 ore, ognuno a rappresentare una persona uccisa nei conflitti."De Mendonça: "Un invito alla responsabilità".
Gambetti: "Ci ricorda il valore di ogni vita umana".
Ruffini: "Ogni battito, una storia non raccontata, una voce messa a tacere".
Bello. Poetico. Profondamente vuoto.
IL CONTO CHE NON TORNA: 1.096 CONTRO 73 MILIONI
1.096 suoni. Uno ogni tanto, per 49 ore, per ricordare le vittime di ogni guerra. Peccato che ogni anno, solo di vittime di una guerra, ne contiamo 73 milioni. 73 milioni di bambini smembrati nel ventre delle madri: 200.000 al giorno, uno ogni mezzo secondo.
Quelli non hanno suono. Non hanno battito nell'atrio di San Pietro. Perché per la nuova chiesa sinodale e per l'ONU – di cui ormai il Vaticano è succursale – l'aborto non è una guerra: è un "diritto acquisito", è "salute riproduttiva".
Che vergogna. Gambetti dice: "Ci ricorda il valore di ogni vita umana". Quale vita? Quella che fa comodo ricordare?
Ogni battito, dice Ruffini, è una storia non raccontata, una voce messa a tacere. Avete ragione. La voce più messa a tacere nella storia dell'umanità è proprio quella dei bambini abortiti. Non gridano. Non hanno voce. E voi, proprio voi che dovreste essere la loro voce, li cancellate dalla vostra installazione pacifista perché vi vergognate di chiamarli vittime.
Se metteste un suono per ogni aborto, l'atrio di San Pietro dovrebbe suonare per 273 anni senza interruzione, non per 49 ore. E a quel punto non potreste più fare aperitivi sinodali.
SAN PIETRO NON È LA SEDE DELL'ONU: LA PACE ASTRATTA SENZA CRISTO È UNA PRESA IN GIRO
Ecco il punto , quello che nessuno ha il coraggio di dire. San Pietro non è nata per ospitare le installazioni di un regista tedesco in occasione della Giornata internazionale della Pace dell'ONU. San Pietro è la tomba del principe degli apostoli, crocifisso a testa in giù perché testimoniava che Cristo è Re, non che la pace è un valore astratto.
Voi parlate di una pace astratta e senza Cristo. È la pace massonica. È la pace dell'ONU, che fa le guerre in nome della pace. È la pace che Benedetto XV condannò già nel 1917: una pace inutile, se non è la pace di Cristo nel Regno di Cristo.
La Chiesa deve lavorare per la pace, certo. Ma quale pace? Quella che predicava Pio XI nella Quas Primas: "Non ci può essere pace se il mondo non riconosce la Signoria di Cristo". Pax Christi in Regno Christi: la pace di Cristo nel Regno di Cristo.
Non la vostra pace. La vostra pace è un suono ogni tanto nell'atrio; è un invito alla responsabilità generica. Responsabilità verso cosa? Verso chi? Senza giudizio, senza peccato, senza conversione.
Cristo non è un optional per la pace: è la condizione stessa della pace. Senza Cristo Re, la pace è solo la tregua tra due guerre. È il cimitero. Lo disse Pio XII: senza Cristo, il mondo è destinato a perire. E voi avete tolto Cristo dall'atrio, mettendo al suo posto 1.096 suoni.
IL VATICANO SEMBRA LA SUCCURSALE ONU
Ammettetelo: vi piace di più essere applauditi a New York che a Lepanto. Vi piace di più che Ruffini venga citato su Repubblica per la pace astratta, piuttosto che essere citati sul Martirologio per aver difeso la vita e la Fede.
Avete trasformato l'atrio della Basilica più sacra del mondo – l'atrio che per 500 anni ha visto entrare imperatori che si inginocchiavano – nella sala d'attesa per un'installazione sonora di 49 ore per la giornata ONU. San Pietro ridotta a "Sounds of Loss", suoni di perdita.
La vera perdita, Eminenze e Reverendissimi, è un'altra: è la perdita del sensus fidei. Avete smarrito il suono più importante, il suono delle ginocchia che si piegano davanti a Cristo Re.
Finché non tornerete a dire che non ci sarà mai pace finché le nazioni, le famiglie e i vostri stessi dicasteri non si sottometteranno pubblicamente alla Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo, potete mettere tutti i suoni che volete. Resteranno solo rumore. Il rumore di fondo di una Chiesa che ha smesso di regnare per mettersi a fare l'animatrice culturale dell'ONU.
E quei 73 milioni di vittime senza suono continueranno a gridare vendetta al Cielo. Contro di voi.
Carissimi amici e lettori,
Il 21 settembre, Giornata ONU della pace, nell'atrio della Basilica il Vaticano si fa succursale ONU: 1.096 suoni per le vittime di ogni guerra. E l'aborto? Dimenticavo, è un "diritto acquisito". E Cristo? Dimenticato, è un dettaglio che disturba.
Leggiamo la notizia così come la riporta il comunicato ufficiale. Sembra una velina dell'ONU:
"Il 21 settembre, nella Giornata internazionale della Pace, nell'atrio della Basilica verrà presentata l'installazione sonora del regista tedesco Philip Gröning: oltre mille suoni registrati individualmente, trasmessi a intervalli irregolari nell'arco di 49 ore, ognuno a rappresentare una persona uccisa nei conflitti."De Mendonça: "Un invito alla responsabilità".
Gambetti: "Ci ricorda il valore di ogni vita umana".
Ruffini: "Ogni battito, una storia non raccontata, una voce messa a tacere".
Bello. Poetico. Profondamente vuoto.
IL CONTO CHE NON TORNA: 1.096 CONTRO 73 MILIONI
1.096 suoni. Uno ogni tanto, per 49 ore, per ricordare le vittime di ogni guerra. Peccato che ogni anno, solo di vittime di una guerra, ne contiamo 73 milioni. 73 milioni di bambini smembrati nel ventre delle madri: 200.000 al giorno, uno ogni mezzo secondo.
Quelli non hanno suono. Non hanno battito nell'atrio di San Pietro. Perché per la nuova chiesa sinodale e per l'ONU – di cui ormai il Vaticano è succursale – l'aborto non è una guerra: è un "diritto acquisito", è "salute riproduttiva".
Che vergogna. Gambetti dice: "Ci ricorda il valore di ogni vita umana". Quale vita? Quella che fa comodo ricordare?
Ogni battito, dice Ruffini, è una storia non raccontata, una voce messa a tacere. Avete ragione. La voce più messa a tacere nella storia dell'umanità è proprio quella dei bambini abortiti. Non gridano. Non hanno voce. E voi, proprio voi che dovreste essere la loro voce, li cancellate dalla vostra installazione pacifista perché vi vergognate di chiamarli vittime.
Se metteste un suono per ogni aborto, l'atrio di San Pietro dovrebbe suonare per 273 anni senza interruzione, non per 49 ore. E a quel punto non potreste più fare aperitivi sinodali.
SAN PIETRO NON È LA SEDE DELL'ONU: LA PACE ASTRATTA SENZA CRISTO È UNA PRESA IN GIRO
Ecco il punto , quello che nessuno ha il coraggio di dire. San Pietro non è nata per ospitare le installazioni di un regista tedesco in occasione della Giornata internazionale della Pace dell'ONU. San Pietro è la tomba del principe degli apostoli, crocifisso a testa in giù perché testimoniava che Cristo è Re, non che la pace è un valore astratto.
Voi parlate di una pace astratta e senza Cristo. È la pace massonica. È la pace dell'ONU, che fa le guerre in nome della pace. È la pace che Benedetto XV condannò già nel 1917: una pace inutile, se non è la pace di Cristo nel Regno di Cristo.
La Chiesa deve lavorare per la pace, certo. Ma quale pace? Quella che predicava Pio XI nella Quas Primas: "Non ci può essere pace se il mondo non riconosce la Signoria di Cristo". Pax Christi in Regno Christi: la pace di Cristo nel Regno di Cristo.
Non la vostra pace. La vostra pace è un suono ogni tanto nell'atrio; è un invito alla responsabilità generica. Responsabilità verso cosa? Verso chi? Senza giudizio, senza peccato, senza conversione.
Cristo non è un optional per la pace: è la condizione stessa della pace. Senza Cristo Re, la pace è solo la tregua tra due guerre. È il cimitero. Lo disse Pio XII: senza Cristo, il mondo è destinato a perire. E voi avete tolto Cristo dall'atrio, mettendo al suo posto 1.096 suoni.
IL VATICANO SEMBRA LA SUCCURSALE ONU
Ammettetelo: vi piace di più essere applauditi a New York che a Lepanto. Vi piace di più che Ruffini venga citato su Repubblica per la pace astratta, piuttosto che essere citati sul Martirologio per aver difeso la vita e la Fede.
Avete trasformato l'atrio della Basilica più sacra del mondo – l'atrio che per 500 anni ha visto entrare imperatori che si inginocchiavano – nella sala d'attesa per un'installazione sonora di 49 ore per la giornata ONU. San Pietro ridotta a "Sounds of Loss", suoni di perdita.
La vera perdita, Eminenze e Reverendissimi, è un'altra: è la perdita del sensus fidei. Avete smarrito il suono più importante, il suono delle ginocchia che si piegano davanti a Cristo Re.
Finché non tornerete a dire che non ci sarà mai pace finché le nazioni, le famiglie e i vostri stessi dicasteri non si sottometteranno pubblicamente alla Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo, potete mettere tutti i suoni che volete. Resteranno solo rumore. Il rumore di fondo di una Chiesa che ha smesso di regnare per mettersi a fare l'animatrice culturale dell'ONU.
E quei 73 milioni di vittime senza suono continueranno a gridare vendetta al Cielo. Contro di voi.

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