di A,di J.
Carissimi amici e lettori di In Tua Justitia,c'è una frase che riassume tutta la dottrina mariana cattolica, una frase che i Santi Padri ripetevano come un ritornello d'amore: De Maria numquam satis – Di Maria non si dirà mai abbastanza. Lo diceva per primo un gigante, un Dottore della Chiesa che di eresie se ne intendeva: San Bernardo di Chiaravalle, nel XII secolo. In un tempo in cui già qualcuno voleva ridurre la Madonna a una donna qualsiasi, Bernardo gridava ai suoi monaci: di Lei non si esagera mai, perché lodando Lei si loda Dio che l'ha fatta così grande.E oggi, proprio oggi, questa frase è una spada. Assistiamo infatti a un fenomeno drammatico: la nuova "chiesa sinodale", tutta tesa alla ricerca di un compromesso globale, sta attuando un'emarginazione velata ma sistematica della Vergine Maria. La Madre di Dio, con i suoi dogmi e la sua unicità, rappresenta un "ostacolo" teologico per l'ecumenismo modernista e per il dialogo indistinto con le altre religioni. Per non urtare la sensibilità dei protestanti o dei culti non cristiani, si preferisce silenziarla, ridimensionarla, nasconderla dietro le quinte del politicamente corretto ecclesiale. Quando al Sant'Uffizio c'è chi vuole toglierle il titolo più bello, quello di Corredentrice, lo si fa proprio per questo: per non indisporre chi non accetta la dottrina cattolica.
Ma perché di Maria non si dirà mai abbastanza? La risposta è scolpita nella Sacra Scrittura.
Nel libro della Genesi 3,15 – La prima profezia
"Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno".
Nel Vangelo di Luca 1,28 – Il saluto dell'Angelo
"Ave, piena di grazia, il Signore è con te".
L'Angelo Gabriele non dice "ciao Maria". Dice Kecharitomene in greco: tu che sei stata ricolmata di grazia in modo perfetto, stabile, da sempre. Non "diventerai" piena di grazia: lo sei già, da sempre. È la prova biblica dell'Immacolata Concezione. Un Angelo si inchina a una ragazzina di Nazareth. Di una donna così, come si può dire abbastanza?
Sempre l'evangelista Luca 1,42 – Il saluto di Elisabetta
"Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno!"
Sempre l'evangelista Luca 1,42 – Il saluto di Elisabetta
"Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno!"
Elisabetta, piena di Spirito Santo, non dice "brava Maria". Dice "benedetta fra tutte le donne". Più di Eva, più di Sara, più di Giuditta, più di tutte. È la più benedetta. Chi può misurare questa benedizione?L'evangelista Giovanni 19,26-27 – Il testamento sulla Croce
"Donna, ecco tuo figlio! Ecco tua madre!"
Nell'ora più solenne della storia, Gesù non pensa a se stesso. Dona Maria a Giovanni, e Giovanni a Maria. Non la dona come ricordo: la dona come Madre. Se sulla Croce, morendo, Gesù ci ha dato Maria come ultima eredità, come possiamo accettare il minimalismo mariano della chiesa fluida di oggi, che pur di dialogare con il mondo preferisce parlarne il meno possibile?Nel libro dell'Apocalisse 12,1 – La Donna vestita di sole
"Una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle".
Alla fine delle Sacre Scritture, in Cielo, c'è ancora Lei. Regina, non serva. Regina dell'universo.
Lo dicono i Padri della Chiesa, che avevano capito che di Maria non si dice mai abbastanza:Sant'Ireneo di Lione (II secolo) la chiama "Nuova Eva". Dice: come Eva con la sua disobbedienza ha legato il genere umano, così Maria con la sua obbedienza lo ha sciolto. Eva ha detto no, Maria ha detto sì. Se Eva ci ha rovinati, Maria ci ha salvati insieme a Cristo. Come si può dire abbastanza di una Nuova Eva?
Sant'Efrem il Siro (IV secolo) canta: "Solo tu e il tuo Figlio siete più belli di ogni altra cosa. Non c'è paragone". Per Efrem, dopo Cristo, viene subito Maria, e poi il vuoto. Poi tutti gli altri.
Sant'Agostino (V secolo) pronuncia una frase che fa tremare: "Maria è Madre di tutti noi, perché ha cooperato con la carità alla nascita dei fedeli nella Chiesa". Madre nostra non metaforicamente, ma realmente, perché ci ha partoriti sul Calvario.
San Bernardo (XII secolo), da cui nasce il nostro detto, ribadisce: "De Maria numquam satis – Di Maria non si dirà mai abbastanza, ma non si deve mai tacere per paura di dire troppo". Non abbiate paura di esagerare con Maria, dice Bernardo. Esagerate: non arriverete mai alla sua grandezza.
Sant'Alfonso Maria de' Liguori (XVIII secolo), Dottore della Chiesa, scrive Le Glorie di Maria e afferma: "Dio ha voluto che tutte le grazie passino per le mani di Maria". Tutte, senza eccezione. Se vuoi una grazia e non passi da Lei, non la avrai. Di una dispensiera universale di grazie, come si può dire abbastanza?
Il Dogma Negato: Perché il modernismo sinodale ha terrore di Maria "Corredentrice"
Nel panorama della teologia contemporanea, c’è una parola specifica che fa tremare i palazzi della nuova chiesa fluida: Corredentrice. Un titolo che milioni di fedeli e santi hanno invocato per secoli, ma che oggi viene descritto nelle università pontificie e nei corridoi del Sant'Uffizio quasi come un’eresia o, nel migliore dei casi, come un "pasticcio linguistico" da dimenticare.
Ma perché questo titolo fa così paura? La risposta non è accademica, è squisitamente ideologica ed ecumenica.Il fondamento teologico della Corredenzione
Dire che Maria è "Corredentrice" non significa minimamente metterla sullo stesso piano di Gesù, unico Dio e unico Salvatore. Significa riconoscere la sua cooperazione unica, intima e subordinata all'opera della Redenzione.
La Consensualità dell'Incarnazione: San Tommaso d'Aquino spiegava che il sì di Maria all'Annunciazione fu pronunciato «in nome di tutta la natura umana». Dio non ha imposto la salvezza; ha chiesto il consenso dell'umanità attraverso una Vergine.
Il Sacrificio del Cuore: Sul Calvario, Maria ha offerto spiritualmente suo Figlio al Padre, unendo i dolori del proprio cuore al sacrificio della Croce. Se Cristo ha pagato il prezzo infinito del riscatto, Maria ha cooperato a raccogliere e distribuire quel prezzo.La smentita del modernismo: la voce dei Sommi Pontefici
La teologia liberale odierna bolla liquidatoriamente questo titolo come una "sciocchezza" (tonteras, come affermato informalmente in alcune omelie papali), sostenendo che non appartenga al vero alveo cattolico. Niente di più falso. I Papi storici e il Magistero pre-conciliare hanno solennemente sostenuto e utilizzato questo titolo, smentendo radicalmente la narrazione modernista:Papa San Pio X (1904): Nella sua enciclica Ad Diem Illum, afferma chiaramente che Maria, per la sua comunione di dolori e di volontà con Cristo, «meritò di diventare degnamente la riparatrice del mondo perduto» e perciò dispensatrice di tutti i doni che Gesù ci ha procurato con la morte.
Papa Pio XI: È stato il primo Pontefice a usare esplicitamente il termine "Corredentrice" in documenti ufficiali e allocuzioni pontificie. Preghiera di chiusura del Giubileo della Redenzione: «O Madre d'amore e di misericordia, che assistevi il tuo dolcissimo Figlio mentre compiva sul dolo della Croce la Redenzione del genere umano... con Lui soffristi come Corredentrice»*.
Papa Pio XII : Nella Mystici Corporis, spiega che Maria, «offrendoLo sul Golgota all'Eterno Padre, per tutti i figli di Adamo... quasi Nuova Eva», ha cooperato attivamente alla nascita spirituale della Chiesa.
L'ostacolo ecumenico: La vera ragione per cui la chiesa sinodale osteggia questo titolo è l'ecumenismo il sacrificio della verità sull'altare del dialogo modernista. Nel dialogo con il mondo protestante, la figura di Maria è sempre stata considerata un "problema". I protestanti, rifiutando la tradizione e i dogmi mariani (come l'Immacolata Concezione e l'Assunzione), vedono nel titolo di Corredentrice un insulto all'unica mediazione di Cristo (Solus Christus).
Per non urtare i partner del dialogo interreligioso, la teologia sinodale ha scelto la via del minimalismo mariano. Sacrificano la verità dogmatica sull'altare di un falso irenismo, pur di compiacere le altre confessioni cristiane e i consessi interreligiosi. Ma se De Maria numquam satis è vero, allora chi dice "basta con Maria" sta mentendo. Chi riduce la Madonna a una semplice "discepola della porta accanto" sta svendendo la fede cattolica. Togliere titoli a Maria non è umiltà: è il compromesso della diplomazia ecclesiastica combinato con l'invidia del demonio, che non sopporta Colei che gli schiaccia la testa.
Il Sacrificio del Cuore: Sul Calvario, Maria ha offerto spiritualmente suo Figlio al Padre, unendo i dolori del proprio cuore al sacrificio della Croce. Se Cristo ha pagato il prezzo infinito del riscatto, Maria ha cooperato a raccogliere e distribuire quel prezzo.La smentita del modernismo: la voce dei Sommi Pontefici
La teologia liberale odierna bolla liquidatoriamente questo titolo come una "sciocchezza" (tonteras, come affermato informalmente in alcune omelie papali), sostenendo che non appartenga al vero alveo cattolico. Niente di più falso. I Papi storici e il Magistero pre-conciliare hanno solennemente sostenuto e utilizzato questo titolo, smentendo radicalmente la narrazione modernista:Papa San Pio X (1904): Nella sua enciclica Ad Diem Illum, afferma chiaramente che Maria, per la sua comunione di dolori e di volontà con Cristo, «meritò di diventare degnamente la riparatrice del mondo perduto» e perciò dispensatrice di tutti i doni che Gesù ci ha procurato con la morte.
Papa Pio XI: È stato il primo Pontefice a usare esplicitamente il termine "Corredentrice" in documenti ufficiali e allocuzioni pontificie. Preghiera di chiusura del Giubileo della Redenzione: «O Madre d'amore e di misericordia, che assistevi il tuo dolcissimo Figlio mentre compiva sul dolo della Croce la Redenzione del genere umano... con Lui soffristi come Corredentrice»*.
Papa Pio XII : Nella Mystici Corporis, spiega che Maria, «offrendoLo sul Golgota all'Eterno Padre, per tutti i figli di Adamo... quasi Nuova Eva», ha cooperato attivamente alla nascita spirituale della Chiesa.
L'ostacolo ecumenico: La vera ragione per cui la chiesa sinodale osteggia questo titolo è l'ecumenismo il sacrificio della verità sull'altare del dialogo modernista. Nel dialogo con il mondo protestante, la figura di Maria è sempre stata considerata un "problema". I protestanti, rifiutando la tradizione e i dogmi mariani (come l'Immacolata Concezione e l'Assunzione), vedono nel titolo di Corredentrice un insulto all'unica mediazione di Cristo (Solus Christus).
Per non urtare i partner del dialogo interreligioso, la teologia sinodale ha scelto la via del minimalismo mariano. Sacrificano la verità dogmatica sull'altare di un falso irenismo, pur di compiacere le altre confessioni cristiane e i consessi interreligiosi. Ma se De Maria numquam satis è vero, allora chi dice "basta con Maria" sta mentendo. Chi riduce la Madonna a una semplice "discepola della porta accanto" sta svendendo la fede cattolica. Togliere titoli a Maria non è umiltà: è il compromesso della diplomazia ecclesiastica combinato con l'invidia del demonio, che non sopporta Colei che gli schiaccia la testa.
Non si dirà mai abbastanza della sua Immacolata Concezione.
Non si dirà mai abbastanza della sua Corredenzione sul Calvario.
Non si dirà mai abbastanza della sua Regalità in Cielo.
Non si dirà mai abbastanza del suo Cuore Immacolato che trionferà.
Non si dirà mai abbastanza della sua Corredenzione sul Calvario.
Non si dirà mai abbastanza della sua Regalità in Cielo.
Non si dirà mai abbastanza del suo Cuore Immacolato che trionferà.
Il mondo, e quella parte di gerarchia ecclesiastica accecata dall'ecumenismo sinodale, vuole che tacciamo su Maria. Il Sant'Uffizio di Fernández e dei suoi collaboratori vorrebbe ridurla a una nota a piè di pagina per non disturbare i "fratelli di altre fedi". Noi rispondiamo con Bernardo, con Ireneo, con Agostino e con tutta la Sacra Scrittura: De Maria numquam satis.
Ma le parole non bastano più. Davanti al silenzio complice e al tradimento dei pastori, spetta al gregge dei fedeli scendere in campo.
Se la gerarchia nasconde la Madonna per non offendere il mondo, noi dobbiamo rimetterla al centro delle nostre vite e delle nostre case. È giunta l'ora della devozione riparatrice: ripariamo gli oltraggi, le bestemmie e le svalutazioni teologiche che colpiscono il Cuore Immacolato di Maria.
Impugniamo l'arma che il Cielo stesso ci ha dato e che i modernisti disprezzano: il Santo Rosario. Recitiamolo ogni giorno con lo spirito dei combattenti, meditando quei misteri della salvezza in cui Maria è indissolubilmente legata al Figlio. Pratichiamo e diffondiamo la devozione dei Primi Cinque Sabati del Mese, così come richiesto a Fatima, per consolare il Cuore della nostra Mamma Celeste ferito dall'ingratitudine umana.
Non lasciamoci ingannare dalla falsa umiltà della chiesa fluida. Maria è la Comandante delle schiere celesti, l'unica a cui è stato dato il potere di distruggere tutte le eresie nel mondo intero. Finché avremo voce, noi grideremo i suoi titoli, difenderemo i suoi dogmi e onoreremo la Corredentrice. Perché alla fine, nonostante i piani del modernismo e del demonio, il Suo Cuore Immacolato trionferà. E noi vogliamo essere sotto la Sua bandiera.

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