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diA.diJ. – Il tramonto dei Tre Amori Bianchi: Dove è finita l'anima dell'Europa?




Carissimi amici e lettori,
il 7 ottobre 1571,la flotta della Lega Santa spezza l'egemonia ottomana a Lepanto. Il 12 settembre 1683, Vienna assediata dal Gran Visir Kara Mustafa. Due date, un'unica storia: quella di una Cristianità che sa inginocchiarsi davanti a Maria per poi rialzarsi con la spada in pugno.
A Lepanto si distinsero la Lega Santa, Papa Pio V e Don Giovanni d'Austria; a Vienna, il Sacro Romano Impero e il re polacco Giovanni III Sobieski. Da una parte si schierarono le potenze cattoliche, dall'altra l'Impero Ottomano, animato dall'ambizione di marciare su Roma e innalzare la mezzaluna sulla cupola di San Pietro. Lì, tuttavia, la loro espansione si arrestò. E sapete perché? Perché allora vi era un Papa che credeva fermamente, un Rosario recitato all'unisono da tutta Europa e un esercito consapevole del valore per cui sacrificare la vita.
Oggi, carissimi amici, l'Europa cristiana sta subendo il medesimo assedio, con la drammatica differenza che il nemico morde tanto dall'esterno quanto dall'interno. E non abbiamo più un Pio V. Al suo posto troviamo il cardinale Zuppi alla guida dei vescovi italiani e un Leone XIV che regna senza governare, limitandosi a siglare qualsiasi documento gli venga sottoposto.

L’assedio di oggi: Ceuta, la Sicilia  e la ferocia della sinistra massonica

Oggi le galee ottomane non solcano più i nostri mari, ma c'è di peggio. Assistiamo a una feroce propaganda di sinistra, orchestrata da quella massoneria che ormai occupa i governi europei e che assedia la civiltà cristiana dall'interno. Ceuta ne è vittima quotidiana; la Sicilia con le sue coste ne è il martire costante. Non si tratta di immigrazione, bensì di un'invasione incontrollata di islamici che rifiutano l'integrazione poiché il loro reale obiettivo è la sostituzione etnica e culturale. 
Sono loro stessi a dichiararlo: invocano Allah, forzano i confini della Spagna, sbarcano a Lampedusa e infine disprezzano l'Occidente che offre loro sostentamento.
E chi favorisce tutto questo? I governi europei asserviti. Una sinistra affamata di voti e ossessionata dalla distruzione dell'identità cristiana. Una massoneria che da tre secoli persegue un unico programma: estromettere Cristo Re dalle nazioni per imporre il culto dell'uomo-dio. 
Nel 1571 i sovrani cristiani si coalizzarono contro i turchi; oggi, i governi europei si alleano con i turchi contro i cristiani. Aprono le frontiere, finanziano indirettamente il traffico di esseri umani con il denaro dei contribuenti, criminalizzano gli agenti che difendono i confini di Ceuta e dell'Europa e marchiano come "razzista" chiunque li difenda . È il tradimento perfetto: l'assedio esterno è nulla in confronto alla capitolazione interna.

Perché siamo finiti così? Perché la gerarchia della Chiesa cattolica è scesa a compromesso con il mondo.

Se oggi ci troviamo sotto attacco su ogni fronte, è perché i vertici della Chiesa hanno smesso di obbedire al proprio Fondatore, preferendo scendere a patti con il potere temporale. Diciamolo apertamente, senza infingimenti: con il Concilio Vaticano II si è palesata una volontà volta a smantellare l'unità della fede cattolica per diluirla nel globalismo interreligioso. Quell'assise non è stata un evento pastorale, bensì una resa incondizionata. La Chiesa ha così progressivamente abbandonato lo spirito di difesa della fede che caratterizzò epoche come quelle di Lepanto o Vienna, preferendo un dialogo ecumenico e interreligioso che non fa altro che  diluire la dottrina cattolica tradizionale.
Prima del Concilio, la Chiesa proclamava il dogma Extra Ecclesiam nulla salus (Fuori dalla Chiesa non c'è salvezza). 
Dopo il Concilio, ha iniziato a sostenere che tutte le religioni sono vie legittime, riducendo la fede a dialogo e assimilando l'Islam alla tradizione abramitica. 
Prima la Chiesa scomunicava la massoneria; oggi stringe la mano ai massoni, tollerandone la presenza nei governi e persino all'interno delle conferenze episcopali. Prima la Sede Apostolica benediceva le armate di Lepanto e di Vienna; oggi benedice le imbarcazioni clandestine e sposa l'ideologia dell'accoglienza indiscriminata. Come è potuto accadere? Gli ideologi del modernismo hanno compreso il meccanismo: per distruggere la Chiesa non occorrono le bombe, basta colpire i suoi tre pilastri fondamentali.

I tre amori bianchi: se li distruggi, la Chiesa crolla
Ce lo insegnavano i nostri vecchi, ce lo ricordava San Giovanni Bosco: la Chiesa poggia saldamente su tre "Amori Bianchi": l'Eucarestia, la Madonna e il Papa. Se si abbattono questi tre pilastri, la Chiesa cessa di essere un'istituzione divina e si riduce a un'organizzazione puramente umana, una ONG tra le tante, immersa nell'incenso. E l'opera di smantellamento è stata scientifica: La profanazione dell'Eucarestia: hanno rimosso gli altari per sostituirli con tavoli da mensa. Hanno abolito il latino – lingua dell'eternità – per imporre i dialetti del mondo. Hanno permesso a chiunque di toccare ciò che solo le mani consacrate del sacerdote avevano il diritto di sfiorare. Hanno derubricato il Sacramento a mero simbolo, a cena comunitaria, a momento di condivisione. Il risultato? Le chiese sono deserte, i tabernacoli abbandonati e i fedeli non credono più alla Presenza Reale. Senza Eucarestia non vi è più il Sacrificio della Croce, ma solo un vago ricordo filantropico.
L'attacco alla Madonna: a Lepanto il trionfo portò la firma della Madonna del Rosario, la cui vittoria fu vista in visione da Pio V proprio durante la preghiera. Oggi, chi recita il Rosario viene deriso come antiquato o accusato di "mariolatria". Nei consessi interreligiosi la Vergine Maria viene taciuta per non urtare la sensibilità di islamici e protestanti, mentre in certe frange moderniste viene scandalosamente dissacrata. Ma se si estromette la 
Regina Crucis, la Corredentrice e la Mediatrice di tutte le grazie, il Regno è destinato a crollare. E infatti sta crollando.
La demolizione del Papato: non hanno colpito la persona, ma l'istituzione stessa. Il Papa, da Vicario di Cristo, Monarca infallibile e Padre spirituale, è stato retrocesso a un primus inter pares, a moderatore di dibattiti, a facilitatore del dialogo ecumenico, a presidente di una democrazia sinodale. Il Papato che un tempo scagliava l'anatema oggi si limita all'ascolto passivo; il soglio che incoronava i re oggi legittima chi ne distrugge la memoria. Distrutto il Papa, si dissolve l'unità: e infatti ogni vescovo agisce ormai come un sovrano assoluto nel proprio feudo, chi benedicendo unioni contrarie al Vangelo e chi invitando gli imam a predicare dal pulpito.
Ecco perché Ceuta capitola e la Sicilia viene invasa. Non perché l'Islam sia intrinsecamente più forte, ma perché noi abbiamo cessato di essere cattolici. Nel 1571, forti dei tre Amori Bianchi, con sole 200 galee sbaragliammo una flotta turca di 300 navi. Oggi, armati di tavoli sinodali e documenti sul dialogo, non siamo capaci di difendere nemmeno una recinzione di filo spinato.

Concludendo: o torniamo a Lepanto o diventeremo un museo
Carissimi, la storia non è giunta al capolinea. Le alternative sono radicali: o si ritorna all'esempio di Pio V, al Rosario militante, all'Eucarestia adorata, alla Madonna venerata e al Papa obbedito come Vicario di Cristo – e non come opinionista del mondo – oppure subiremo la stessa fine dei cristiani di Costantinopoli, che discutevano sul sesso degli angeli mentre i turchi abbattevano le mura della città.
La massoneria conosce perfettamente questa dinamica: per islamizzare l'Europa non serve una conquista militare, basta indurla all'amnesia identitaria. E noi abbiamo dimenticato. È giunto il momento di ricordare, di ricostruire i tre Amori Bianchi nelle nostre case, nelle nostre famiglie nella vita pubblica, in quella Roma che fu Caput Mundi e che deve tornare a esserlo. Impugnando il Rosario. Inginocchiandoci davanti al Santissimo Sacramento. E pretendere con forza che il Papa torni a esercitare il suo mandato cattolico. Solo così la civiltà cristiana  non cadrà. Solo così l'Europa cristiana non capitolerà. Solo così salveremo il nostro mondo dal collasso.
Deus Vult. Laus Deo et Mariae.

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