La folle vendetta della chiesa sinodale di Leone e di Fernández che rappresenta il braccio operativo della demolizione dottrinale contemporanea contro la Fede di sempre
di A. di J.
Le lettere di scomunica sventolate dai vescovi contro i fedeli della Tradizione e della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) sono atti arbitrari, privi di valore davanti a Dio e canonicamente nulli. Nel disastro dottrinale e pastorale della Chiesa sinodale, l'autorità ecclesiale ha capovolto la giustizia: tollera l'eresia e l'indifferentismo e punisce l'ortodossia. La legge suprema della Chiesa resta la salvezza delle anime (salus animarum suprema lex): una verità immutabile che smaschera l'ipocrisia dei modernisti, i quali pretendono di condannare chi crede e prega esattamente come la Chiesa ha fatto per duemila anni
Un giorno, i vostri stessi canonisti vi sbattono in faccia questa verità: «La scomunica inflitta e pubblicata non sarebbe né canonicamente corretta, né teologicamente coerente, né pastoralmente opportuna. Basandosi sulla tradizione giuridica della Chiesa, sui precedenti storici e sugli imperativi pastorali costantemente invocati dai recenti pontificati, si può sostenere che la scomunica proposta sarebbe arbitraria, incoerente e controproducente per l'unità e la missione della Chiesa cattolica».
La domanda di fondo è tagliente come un rasoio: chi è che ha cambiato la Fede? Sono stati forse i fedeli attaccati al Santo Rosario, alla Messa di sempre, al Catechismo di San Pio X e ai decreti di Firenze e di Trento? O siete stati voi, novatori e artefici del Concilio Vaticano II? Abbiate l'onestà intellettuale di scriverlo nelle vostre lettere pastorali: «Ci dissociamo dalla Chiesa pre-conciliare». Ma non lo fate. Sventolate condanne per spaventare il popolo, dimostrando una totale mancanza di carità e di intelligenza giuridica.
1. Canonicamente scorretta
Il Diritto Canonico stabilisce che la scomunica colpisca l'eretico, lo scismatico o chi rigetta pertinacemente un dogma di Fede.
Quale dogma rigetta un fedele della FSSPX o della Tradizione?
Rigetta la dichiarazione Nostra aetate letta in senso indifferentista? Quel testo non è un dogma, ma un documento pastorale. Rigetta la dichiarazione Fiducia supplicans? Quel testo non è Magistero infallibile, ma un'innovazione pastorale smentita dalla Scrittura e dalla Tradizione.
Al contrario, chi oggi rigetta apertamente il dogma Extra Ecclesiam nulla salus, sancito dal Concilio di Firenze, non viene scomunicato: diventa cardinale e firma la dichiarazione di Abu Dhabi. Chi nega il dogma tridentino della Messa come Sacrificio propiziatorio per ridurla a una cena fraterna conserva la cattedra in seminario. Scomunicate chi recita il Credo di Nicea senza alterare una virgola e premiate chi lo svuota dall'interno. Questo è un palese abuso del potere delle chiavi che, come insegnava San Tommaso d'Aquino, non obbliga in alcun modo la coscienza dei fedeli.
2. Teologicamente incoerente
L'incoerenza della Gerarchia rasenta il ridicolo. Per anni la macchina mediatica vaticana ha ripetuto lo stesso ritornello: «Misericordia, accompagnamento, discernimento, nessuno può essere escluso, la Chiesa è un ospedale da campo». Nei fatti, questa finta misericordia si applica a geometrie variabili: per i divorziati risposati si esige il discernimento; per le coppie dello stesso sesso si elargisce la benedizione; per i culti pagani e la Pachamama in Vaticano si invoca l'inculturazione.
Per il fedele che si inginocchia e chiede la Messa cattolica di San Pio V, invece, scattano l'espulsione, il divieto e la notifica del Cancelliere. Il peccato non diventa mai buono, Eccellenze, nemmeno se lo sinodalizzate. Siete spietati con la Fede di sempre e accondiscendenti con il peccato del mondo.
3. Pastoralmente controproducente
Dal punto di vista strettamente pastorale, le vostre lettere di scomunica ottengono l'effetto opposto a quello sperato. Esse non spaventano, ma generano martiri. Il popolo cristiano comprende un concetto elementare: il pastore buono non colpisce le pecore che vogliono rimanere nell'ovile della Tradizione, colpisce i lupi.
3. Pastoralmente controproducente
Dal punto di vista strettamente pastorale, le vostre lettere di scomunica ottengono l'effetto opposto a quello sperato. Esse non spaventano, ma generano martiri. Il popolo cristiano comprende un concetto elementare: il pastore buono non colpisce le pecore che vogliono rimanere nell'ovile della Tradizione, colpisce i lupi.
Se il pastore colpisce le pecore per difendere l'errore, significa che il pastore si è fatto lupo. Mentre svuotate le vostre parrocchie sinodali, ridotte a teatri di canzonette e conferenze sul clima, le cappelle della Tradizione si riempiono di giovani e di famiglie. Ogni vostra condanna è una pubblicità gratuita per la Verità cattolica.
4. La verità che non volete dire: vocazione o "bocazione"?
Diciamola tutta, senza ipocrisie diplomatiche. Molti vescovi e sacerdoti nella nuova struttura ecclesiale, più che la Vocazione, hanno la "Bocazione": hanno la bocca sempre aperta per compiacere l'agenda globalista, parlando di flussi migratori, transizione ecologica, inclusione e percorsi sinodali.
4. La verità che non volete dire: vocazione o "bocazione"?
Diciamola tutta, senza ipocrisie diplomatiche. Molti vescovi e sacerdoti nella nuova struttura ecclesiale, più che la Vocazione, hanno la "Bocazione": hanno la bocca sempre aperta per compiacere l'agenda globalista, parlando di flussi migratori, transizione ecologica, inclusione e percorsi sinodali.
Quella stessa bocca, però, resta sigillata quando si tratta di predicare sul peccato, l'Inferno, il Giudizio particolare, la necessità della conversione e la Regalità Sociale di Cristo. È la "bocazione" del funzionario statale, non la vocazione del martire che difende le anime a prezzo del sangue.
Se aveste il coraggio delle vostre tesi, ammettereste di non credere più al valore sacrificale della Messa, alla necessità dell'unica vera Chiesa per la salvezza e all'obbligo degli Stati di sottomettersi a Dio. Sareste eretici onesti. Invece siete eretici vigliacchi: mantenete il nome cattolico per occupare le basiliche, ma ne avete svuotato il contenuto per non disturbare il potere civile.
Se aveste il coraggio delle vostre tesi, ammettereste di non credere più al valore sacrificale della Messa, alla necessità dell'unica vera Chiesa per la salvezza e all'obbligo degli Stati di sottomettersi a Dio. Sareste eretici onesti. Invece siete eretici vigliacchi: mantenete il nome cattolico per occupare le basiliche, ma ne avete svuotato il contenuto per non disturbare il potere civile.
Le vostre lettere di scomunica contro chi custodisce il deposito della Fede sono carta straccia.
Sant'Atanasio fu ingiustamente scomunicato da un Papa e oggi è dottore della Chiesa. San Giovanni Fisher fu condannato da un intero episcopato apostata e oggi brilla sugli altari. I martiri Cristeros furono banditi dallo Stato massonico e oggi sono venerati dai fedeli.
Che fine hanno fatto i loro persecutori sono stati cancellati dalla storia e oggi ricordati con infamia.
La Verità non chiede permessi e non accetta ricatti. Cristo non ha trattato con Pilato: ha affrontato la morte e, risorgendo, ha vinto il mondo.
Avete taciuto abbastanza. È ora di finirla di stare zitti. «Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzi il mondo è marcito». Questa frase non è mia, è di Santa Caterina da Siena, Dottore della Chiesa, una donna che parlava ai Potenti e ai Papi e li face tornare a Roma. Oggi quella frase ci condanna tutti: avete taciuto abbastanza.
Ai cattolici addormentati, ai tiepidi della domenica
Tu, che vai a Messa la domenica e poi il lunedì taci in ufficio quando bestemmiano Cristo per non perdere la faccia. Tu, padre e madre, che vedi tuo figlio che convive, che si droga di ideologia gender a scuola, e taci per non litigare, per quieto vivere. Tu, giovane, che per non perdere follower non metti mai una Croce sul tuo profilo, ma inserisci la bandierina arcobaleno o la scritta per il clima perché così sei accettato.
Hai taciuto abbastanza. A forza di silenzi, tuo figlio è marcito, il tuo matrimonio è marcito, la tua anima è marcita.
Cristo non ti ha detto "andate e tacete per non disturbare"; ti ha detto "andate e predicate sui tetti" e "chi si vergognerà di me davanti agli uomini, anch'io mi vergognerò di lui davanti al Padre mio". Il tuo silenzio non è prudenza: è apostasia comoda, è viltà. Grida, con centomila lingue se serve. Di' che il peccato è peccato, che Cristo è Re e che senza conversione si va all'inferno. Tanto all'inferno ci stai già andando tu, con il tuo silenzio.
Al mondo laico, ai potenti, ai padroni del mondo
Avete forse taciuto? No, voi avete parlato, avete parlato anche troppo, ma avete diffuso solo menzogne. Voi, potenti della politica, siete un vero fallimento in ogni senso: affamate il popolo e avete taciuto quando dovevate difendere la vita, la famiglia e la patria, gridando solo quando c'era da tutelare una banca o un'ideologia di parte.
Voi, potenti dell'informazione, che tacete sui bambini smembrati dall'aborto, sui giovani castrati in nome del gender e sui popoli sostituiti, e gridate per un orso, per una temperatura o per un pronome. Voi, magistrati, medici e professori, che avete giurato di servire la verità e tacete quando essa si fa scomoda, per poi gridare "scienza e progresso" solo quando vi conviene.
Il mondo è marcito per colpa vostra, non per colpa di Dio. La responsabilità risiede interamente nel vostro silenzio colpevole quando dovevate parlare, e nel vostro parlare colpevole quando dovevate, invece, tacere.
Un'ammonizione universale
Nessuno si consideri escluso da questo tribunale della coscienza. Pastori che avete scambiato il Vangelo con le mode del secolo, laici che avete barattato la Fede con il quieto vivere, potenti che avete svenduto la verità per l'oro e il controllo: il tempo dei compromessi è scaduto. La Verità non si negozia nei salotti, né si cancella con i decreti umani. Chi ha orecchi per intendere, intenda, prima che il silenzio diventi una condanna eterna e irrevocabile
Al mondo laico, ai potenti, ai padroni del mondo
Avete forse taciuto? No, voi avete parlato, avete parlato anche troppo, ma avete diffuso solo menzogne. Voi, potenti della politica, siete un vero fallimento in ogni senso: affamate il popolo e avete taciuto quando dovevate difendere la vita, la famiglia e la patria, gridando solo quando c'era da tutelare una banca o un'ideologia di parte.
Voi, potenti dell'informazione, che tacete sui bambini smembrati dall'aborto, sui giovani castrati in nome del gender e sui popoli sostituiti, e gridate per un orso, per una temperatura o per un pronome. Voi, magistrati, medici e professori, che avete giurato di servire la verità e tacete quando essa si fa scomoda, per poi gridare "scienza e progresso" solo quando vi conviene.
Il mondo è marcito per colpa vostra, non per colpa di Dio. La responsabilità risiede interamente nel vostro silenzio colpevole quando dovevate parlare, e nel vostro parlare colpevole quando dovevate, invece, tacere.
Un'ammonizione universale
Nessuno si consideri escluso da questo tribunale della coscienza. Pastori che avete scambiato il Vangelo con le mode del secolo, laici che avete barattato la Fede con il quieto vivere, potenti che avete svenduto la verità per l'oro e il controllo: il tempo dei compromessi è scaduto. La Verità non si negozia nei salotti, né si cancella con i decreti umani. Chi ha orecchi per intendere, intenda, prima che il silenzio diventi una condanna eterna e irrevocabile

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