La vita non appartiene allo Stato. Appartiene a Dio.
di A.diJ.
Carissimi amici e lettori,
Non possiamo più tacere. La vita non si negozia, non si media, non si "accompagna con discernimento". O si difende fino al martirio, o si tradisce. Chiediamo a gran voce ai nostri Vescovi e al Papa: tornate a fare i Vescovi e il Papa! Tornate a condannare con nome e cognome, a scomunicare i traditori, a chiamare il male con il nome di male. Il mondo ha bisogno non di assistenti sociali con la croce al collo, ma di padri e di pastori che ci mostrino la via del Cielo, anche se costa. E a noi fedeli, popolo di Dio rimasto fedele alla dottrina di sempre, diciamo: non abbiate paura. Restate saldi. Difendete la vita in ogni istante. Denunciate le leggi di morte. Non votate mai chi vota la morte, anche se vi dicono che è cattolico. Perché alla fine della vita saremo giudicati sull'amore, ma sull'amore vero. E non c'è amore più grande che dare la voce a chi non ha voce: il bambino non nato e il morente abbandonato.
Noi diciamo con chiarezza: nessun politico che vota l'aborto, l'eutanasia, le leggi contro natura può dirsi cattolico. È un bugiardo e un traditore della fede. E nessun Vescovo e nessun Papa che tace davanti a costoro e non li scomunica pubblicamente fa il suo dovere di pastore. Un pastore che tace davanti al lupo che sbrana le pecore non è un pastore, è un mercenario. La vita non si negozia. Il Vangelo non si negozia. O si sta con Dio e con la vita, fino al martirio, o si sta con il mondo e con la morte. Non c'è una terza via.
San Pio X, che non tacque mai davanti ai potenti, prega per noi.
C'è una verità elementare che la modernità ha voluto cancellare: l'uomo non è padrone della vita. È custode. La vita è dono di Dio, dal primo istante del concepimento fino all'ultimo respiro naturale.
Nessun Parlamento, nessun referendum, nessuna Corte Costituzionale ha il potere di decidere quando una vita inizia e quando può finire. Quando lo Stato si arroga questo potere, non è più uno Stato legittimo. Diventa, come lo definiva Sant'Agostino, una magna latrocinia, una grande banda di ladri e di assassini.
Uno Stato che legalizza l'aborto, che istituisce l'eutanasia, che organizza il suicidio di Stato, che seleziona gli embrioni come si seleziona la merce al mercato, ha perso ogni legittimità morale.Sono leggi che gridano vendetta al cospetto di Dio. E come diceva Giovanni Paolo II nella Evangelium Vitae, sono leggi che creano una vera e propria "cultura di morte", una congiura contro la vita. Dietro queste leggi non c'è progresso, c'è l'antico programma di Satana: "Non serviam". Non servirò.
Contro la falsa umanità, la vera carità di Cristo. Per far passare queste leggi omicide, il potere usa l'arma più subdola: il falso sentimento di umanità. Ci dicono: "È umano non far soffrire un bambino malformato". Falso. È umano accoglierlo, amarlo, battezzarlo. Ci dicono: "È umano dare una morte dolce a chi soffre". Falso. È umano stare accanto a chi soffre, alleviare il suo dolore, non eliminare chi soffre. La medicina che uccide è la negazione della medicina. Ci dicono: "È una scelta d'amore". Falso. L'amore non uccide mai. L'amore vero dice come Cristo sulla Croce: soffro con te, non ti sopprimo. Questa falsa pietà è l'arma dell'Anticristo. È un'umanità senza Dio, sentimentale, borghese, che non sopporta la vista della Croce. Perché la Croce insegna che la sofferenza ha un valore redentivo, che il dolore innocente unito a Cristo salva il mondo. Loro invece vogliono un mondo senza Croce, senza dolore, senza deboli. È il sogno nazista del super-uomo, riciclato con un linguaggio buonista e radical-chic. È eugenetica.
Il peccato più grave: il silenzio di Pietro e dei Vescovi.
Ma tutto questo non sarebbe possibile se ci fosse ancora una Chiesa combattente. Il vero scandalo di questo tempo non sono le leggi inique - il mondo ha sempre fatto leggi inique - è il silenzio assordante di chi dovrebbe condannarle. Dov'è oggi la voce del Papa che, come Pio XI nella Casti Connubii, chiama i politici abortisti con il nome di criminali? Dov'è la voce che, come Pio XII, scomunica chi si macchia di questi delitti? Vediamo un Papa e dei Vescovi onnipresenti quando si tratta di clima, di migranti, di finanza etica, di accoglienza indiscriminata, di dialogo con tutti. Ma quando in Parlamento si vota la legge che permette a un medico di uccidere un malato, quando si approva la soppressione di un bambino nel grembo materno, cala il silenzio. Un comunicato tiepido, un "si auspica", un "si invita al discernimento". Mai una condanna chiara, mai un nome, mai una scomunica. Questo silenzio non è prudenza pastorale. È viltà. È tradimento. Come diceva il Profeta Isaia: "Le sue sentinelle sono tutte cieche, non sanno nulla. Sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare". Un pastore che tace mentre il lupo sbrana il gregge non è un pastore. È un mercenario, come dice il Vangelo. E di mercenari con la mitra oggi sono piene le nostre diocesi. Il popolo fedele è scandalizzato e confuso. Vede i suoi pastori stringere la mano e fare selfie con i potenti che firmano le leggi di morte, e si chiede: ma allora il Vangelo è cambiato No, il Vangelo non è cambiato. Sono cambiati i pastori, che hanno preferito il plauso del mondo al Vangelo.
Contro i politici "cattolici" traditori.
E qui arriviamo al punto più infame: quei politici che si dicono cristiani, cattolici, magari vanno pure al Meeting di Rimini, alla Messa di Natale e di Pasqua, si fanno benedire dal Vescovo, e poi, con la stessa mano con cui si sono fatti il segno della Croce, firmano la condanna a morte di un bambino o di un anziano, di un malato terminale. Costoro sono i Giuda del nostro tempo. Sono i nuovi Pilato che si lavano le mani. La loro colpa è doppia: perché non solo commettono il delitto, ma lo commettono bestemmiando il nome di Cristo che dicono di servire e di amare. Usano il nome di cattolici per ingannare i semplici. La dottrina cattolica di sempre è chiarissima e non ammette eccezioni, come ha ricordava sempre Giovanni Paolo II: il politico cattolico ha il dovere grave e ineludibile di opporsi con tutti i mezzi leciti a una legge ingiusta contro la vita. Se non può impedirla, deve almeno non votarla mai, e denunciare pubblicamente la sua iniquità. Chi non lo fa, si auto-scomunica da solo. Si pone fuori dalla Chiesa. Un tempo i Vescovi avevano il coraggio di negare pubblicamente la Comunione a questi personaggi, come insegna San Paolo: "Chi mangia e beve indegnamente, mangia e beve la propria condanna". Oggi invece li si fa sedere in prima fila, gli si dà la Comunione in diretta TV, gli si concede funerali di Stato in Basilica. Questo è lo scandalo dei piccoli di cui parla il Vangelo, per cui sarebbe meglio legarsi una macina al collo e gettarsi in mare.
La Curia Vaticana oggi non teme di scomunicare chi difende la Tradizione, ma non ha mai una parola dura contro i poteri forti che promuovono aborto, eutanasia, gender e distruzione della famiglia naturale. Anzi, li riceve, li loda, stringe accordi finanziari e politici con loro. Si è piegata a Soros, a Davos, a Bruxelles e a Washington, dimenticando Roma e il Golgota. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: chiese vuote, seminari deserti, vocazioni crollate, fedeli confusi che non sanno più cosa la Chiesa insegni. Un decadimento della fede che non è un incidente, ma un progetto. Non è la Chiesa di Cristo ad aver fallito. È questa gerarchia infedele che ha tradito la Chiesa. Ha preferito gli applausi del mondo al martirio della Verità. Ha scelto Barabba e ha crocifisso di nuovo Nostro Signore, questa volta in Vaticano. È ora che i cattolici rimasti fedeli lo dicano con chiarezza: la verità non si negozia.
Conclusione: Non c'è più tempo per i tiepidi.
La Curia Vaticana oggi non teme di scomunicare chi difende la Tradizione, ma non ha mai una parola dura contro i poteri forti che promuovono aborto, eutanasia, gender e distruzione della famiglia naturale. Anzi, li riceve, li loda, stringe accordi finanziari e politici con loro. Si è piegata a Soros, a Davos, a Bruxelles e a Washington, dimenticando Roma e il Golgota. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: chiese vuote, seminari deserti, vocazioni crollate, fedeli confusi che non sanno più cosa la Chiesa insegni. Un decadimento della fede che non è un incidente, ma un progetto. Non è la Chiesa di Cristo ad aver fallito. È questa gerarchia infedele che ha tradito la Chiesa. Ha preferito gli applausi del mondo al martirio della Verità. Ha scelto Barabba e ha crocifisso di nuovo Nostro Signore, questa volta in Vaticano. È ora che i cattolici rimasti fedeli lo dicano con chiarezza: la verità non si negozia.
Conclusione: Non c'è più tempo per i tiepidi.
Non possiamo più tacere. La vita non si negozia, non si media, non si "accompagna con discernimento". O si difende fino al martirio, o si tradisce. Chiediamo a gran voce ai nostri Vescovi e al Papa: tornate a fare i Vescovi e il Papa! Tornate a condannare con nome e cognome, a scomunicare i traditori, a chiamare il male con il nome di male. Il mondo ha bisogno non di assistenti sociali con la croce al collo, ma di padri e di pastori che ci mostrino la via del Cielo, anche se costa. E a noi fedeli, popolo di Dio rimasto fedele alla dottrina di sempre, diciamo: non abbiate paura. Restate saldi. Difendete la vita in ogni istante. Denunciate le leggi di morte. Non votate mai chi vota la morte, anche se vi dicono che è cattolico. Perché alla fine della vita saremo giudicati sull'amore, ma sull'amore vero. E non c'è amore più grande che dare la voce a chi non ha voce: il bambino non nato e il morente abbandonato.
Noi diciamo con chiarezza: nessun politico che vota l'aborto, l'eutanasia, le leggi contro natura può dirsi cattolico. È un bugiardo e un traditore della fede. E nessun Vescovo e nessun Papa che tace davanti a costoro e non li scomunica pubblicamente fa il suo dovere di pastore. Un pastore che tace davanti al lupo che sbrana le pecore non è un pastore, è un mercenario. La vita non si negozia. Il Vangelo non si negozia. O si sta con Dio e con la vita, fino al martirio, o si sta con il mondo e con la morte. Non c'è una terza via.
San Pio X, che non tacque mai davanti ai potenti, prega per noi.

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