Il "Ruggito" di San Pio X all'Italia di oggi: contro il silenzio dei pastori e la cultura della morte
di A.diJ.
Carissimi amici e lettori,oggi, 3 settembre, la Chiesa celebra la memoria liturgica di San Pio X. Giuseppe Sarto, nato a Riese nel 1835, fu successivamente Vescovo di Mantova, Cardinale Patriarca di Venezia ed eletto al Soglio di Pietro nel 1903. Passato alla storia come il Papa del catechismo, dell'enciclica Pascendi Dominici Gregis e del motto Instaurare omnia in Christo (Rinnovare ogni cosa in Cristo), fu un pastore solerte e un vero e proprio martello contro l'eresia del modernismo.
Se questo grande Santo Pontefice Romano potesse oggi guardare la sua Venezia e la Chiesa universale, cosa direbbe al suo successore Francesco Moraglia, al popolo veneto e al mondo cattolico?
Dinanzi al silenzio talvolta assordante della gerarchia ecclesiale di fronte a leggi che gridano vendetta al cospetto di Dio – come l'aborto legalizzato, l'eutanasia e la sistematica distruzione della famiglia – San Pio X non rimarrebbe a guardare. Lui, che nella sua enciclica programmatica E supremi apostolatus cathedra indicava come unico rimedio per l'umanità il ricondurla sotto l'impero di Cristo, tuonerebbe oggi contro i governi laicisti e il relativismo ecclesiastico con la stessa fermezza di un tempo: «Non si può tacere!»
Il Patriarca di Venezia non è un prefetto della Repubblica, ma un successore degli Apostoli. Il suo dovere non è gestire il consenso politico o mediatico, ma gridare la Verità, anche a costo di essere odiato dal mondo. Pio X ripeterebbe oggi il monito profetico dei profeti biblici: guai ai pastori muti, ai "cani muti" che non abbaiano quando il lupo entra nell'ovile per sbranare il gregge. La carità senza verità, infatti, non è amore: è tradimento.Il dramma del post-Concilio: l'eresia modernista applicata.
Con il dolore profondo di un padre, San Pio X guarderebbe alla deriva dei decenni post-conciliari. Lui, che condannò il modernismo definendolo la "sintesi di tutte le eresie", vedrebbe oggi l'applicazione pratica e sistematica di quegli stessi errori. Vedrebbe Pontefici e vescovi che hanno scelto di abbracciare il mondo anziché convertirlo, che hanno chiesto perdono per le glorie della Chiesa, sostituendo il primato di Pietro con una vaga collegialità e mettendo l'uomo al posto di Dio.
Nessun odio personale, ma un immenso amore per la Cattedra romana spingerebbe Pio X a denunciare che il "fumo di Satana" – di cui parlò già Paolo VI – è entrato nel tempio santo proprio attraverso le finestre che si volevano aprire alla modernità.
Lo stesso rigore verrebbe applicato al concetto contemporaneo di libertà religiosa. Richiamando il magistero di Gregorio XVI (Mirari Vos) e Pio IX (Quanta Cura e il Sillabo), Pio X ricorderebbe che l'idea secondo cui l'uomo avrebbe il diritto innato di scegliere qualsiasi religione (o nessuna) è stata storicamente condannata come un "delirio". Solo la Verità ha diritti; l'errore non ne possiede alcuno.
La svolta dell'Accordo di Villa Madama del 1984, con cui la Santa Sede e il governo italiano dichiararono ufficialmente che il cattolicesimo non era più religione di Stato – applicando i principi del Vaticano II e cancellando la norma dei Patti Lateranensi del 1929 – verrebbe letta da San Pio X come una formale detronizzazione di Nostro Signore Gesù Cristo, Re delle nazioni. Una società che si professa neutrale e rifiuta di riconoscere la regalità sociale di Cristo è, per sua stessa natura, destinata alla rovina morale e civile.L'Ecumenismo come indifferentismo mascherato
Anche l'ecumenismo contemporaneo verrebbe chiamato con il suo vero nome: una forma mascherata di modernismo e indifferentismo dogmatico. Il Papa che impose il Giuramento Antimodernista a tutto il clero non potrebbe tollerare celebrazioni ecumeniche in cui si prega con gli eretici come se la Fede cattolica non fosse l'unica arca di salvezza.
Per San Pio X l'unico vero ecumenismo è il ritorno e la conversione dei non cattolici alla Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica e Romana. Non bisogna lasciarsi ingannare da una falsa carità che sacrifica i dogmi sull'altare di una fratellanza puramente umana. Se il dialogo serve a nascondere la Verità per non offendere chi è fuori dalla Chiesa, esso non è opera dello Spirito Santo, ma un'insidia del demonio. La carità senza Verità è un guscio vuoto. Il mandato di Cristo resta immutato: «Andate e battezzate, insegnando a osservare tutto ciò che vi ho comandato». Il dovere della Chiesa non è conformarsi alle altre credenze, ma richiamare tutti i popoli all'unico vero Ovile, diffidando del sincretismo: chi altera anche una sola particella della verità rivelata, distrugge l'integrità della Fede intera.Il Veneto e il suicidio assistito: un affronto a Dio e alla dignità umana
Le cronache recenti ferirebbero profondamente l'anima del Papa veneto, ma dovrebbero anche indignare e sollevare in una protesta l'intera Chiesa universale, compreso l'attuale Pontefice romano. Di fronte alla decisione del Consiglio Regionale del Veneto di regolamentare le procedure per il fine vita — aprendo di fatto le strutture sanitarie pubbliche al suicidio assistito — il Papa santo avrebbe sicuramente fatto sentire la sua voce vigorosa .Per San Pio X l'unico vero ecumenismo è il ritorno e la conversione dei non cattolici alla Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica e Romana. Non bisogna lasciarsi ingannare da una falsa carità che sacrifica i dogmi sull'altare di una fratellanza puramente umana. Se il dialogo serve a nascondere la Verità per non offendere chi è fuori dalla Chiesa, esso non è opera dello Spirito Santo, ma un'insidia del demonio. La carità senza Verità è un guscio vuoto. Il mandato di Cristo resta immutato: «Andate e battezzate, insegnando a osservare tutto ciò che vi ho comandato». Il dovere della Chiesa non è conformarsi alle altre credenze, ma richiamare tutti i popoli all'unico vero Ovile, diffidando del sincretismo: chi altera anche una sola particella della verità rivelata, distrugge l'integrità della Fede intera.Il Veneto e il suicidio assistito: un affronto a Dio e alla dignità umana
Se oggi fosse ancora tra di noi, parlerebbe con la forza della fede e l'amore per la sua terra, rivolgendoci un monito severo ma accorato.
«Il mio cuore e l'anima di tutta la Chiesa soffrono e sanguinano per la mia diletta terra veneta, culla della mia giovinezza e del mio ministero episcopale. A coloro che governano e a tutti i fedeli grido: non esiste alcun "diritto alla morte"! La vita è un dono sacro e indisponibile di Dio Creatore; l'uomo non ne è il padrone assoluto, ma il semplice custode. Nessuna autorità terrena, nessuna assemblea legislativa ha il potere di legittimare, nemmeno sotto forma di regolamentazione tecnica o organizzativa, un atto che spegne una vita umana. Chiamare la morte assistita un atto di "libertà" o di "pietà" è il culmine dell'inganno di questo secolo, che preferisce eliminare il sofferente anziché alleviare la sofferenza con la vera compassione e le cure necessarie».
Pur riconoscendo che il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, ha giustamente denunciato come questa decisione indebolisca drammaticamente la percezione della dignità della vita, San Pio X avrebbe chiesto un passo in più, esigendo un'opposizione totale,sollevando interrogativi sull'inerzia dei vertici ecclesiastici di oggi.
Di fronte a tale svolta, si registra il silenzio dell'attuale Pontefice e della Conferenza Episcopale Italiana, la cui linea di prudenza contrasta con la gravità del tema. Ai medici e ai sanitari cattolici San Pio X chiederebbe la massima fermezza: opponetevi con l'obiezione di coscienza, poiché è necessario obbedire alla legge di Dio prima che ai decreti degli uomini. Ai governanti che si professano cristiani ricorderebbe che dovranno rendere conto a Dio non solo delle loro anime, ma delle leggi inique che hanno permesso e del grave scandalo arrecato al popolo. Una terra che cede al veleno dell'abbandono dimentica le sue radici e rinnega la propria storia. La Chiesa oggi sembra eclissata, avvolta dalle tenebre dell'apostasia e della confusione. Ma non disperate.
Alzate lo sguardo, al cielo. Con la fermezza dei martiri e la dolcezza dei santi, continuate a testimoniare.
Il testamento spirituale: l'esortazione ai fedeli di oggi
Alzate lo sguardo, al cielo. Con la fermezza dei martiri e la dolcezza dei santi, continuate a testimoniare.
Il testamento spirituale: l'esortazione ai fedeli di oggi
In questo tempo di spaventosa confusione dottrinale e liturgica, come incoraggerebbe San Pio X i suoi vescovi, i suoi sacerdoti e il popolo rimasto fedele alla Tradizione? Lo farebbe consegnando nuovamente le parole immortali del suo testamento spirituale, che risuonano oggi più attuali e urgenti che mai:
«Figlioli carissimi, non vi lasciate sedurre! Rimanete saldi nella fede dei vostri padri. Tenetevi stretto il Catechismo, la Messa di sempre, il Rosario. Non seguite i novatori, anche se portassero la mitra e il pastorale. Obbedite a Dio prima che agli uomini quando gli uomini, anche mitrati, vi chiedono di tradire la dottrina.
Non temete di essere pochi, di essere chiamati retrogradi, scismatici o rigidi. Io fui chiamato allo stesso modo. La Verità non è nel numero, ma nella fedeltà. Instaurate omnia in Christo nelle vostre famiglie, nelle vostre parrocchie. La Chiesa sembra eclissata, ma le porte degli inferi non prevarranno. Cristo regna, Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat!»
San Pio X, prega per noi e per la tua Venezia, la sposa del mare che ti fu amatissima figlia: possa essa ritrovare il coraggio del suo grande Patriarca Santo, respingendo le lusinghe del secolo e tornare a splendere come faro di Fede e di civiltà cristiana.


Commenti
Posta un commento