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Jacques Fournier L’ECLISSI DEL SOPRANNATURALE: DALLA RIVOLUZIONE BOLSCEVICA ALL’EUROPA DELLE GUERRE E DELLA MENZOGNA


Carissimi amici e lettori,
nel marasma della modernità avanzata, l’uomo contemporaneo tende a esaminare le crisi geopolitiche, antropologiche e sanitarie come compartimenti stagni, frutti accidentali di contingenze storiche. L’analisi che l'autore vi  propone oggi scardina questa illusione ottica, offrendo uno sguardo radicale e controrivoluzionaria sui mali del nostro tempo.
Dalla violenza del totalitarismo bolscevico del 1917 alla fluidità distruttiva dell'ideologia LGBTQ+, fino ad arrivare alla gestione biopolitica della crisi sanitaria e al cinismo di un’Europa oligarchica che si nutre di menzogne e soffia sul fuoco di guerre fratricide, il filo conduttore è uno solo: l'eclissi sistematica del senso soprannaturale.
L’articolo mette a nudo non solo la feroce coerenza dello spirito anticristiano che guida le élite globaliste, ma affronta la ferita più dolorosa: l'abdicazione e la remissività di una Gerarchia ecclesiale che ha chiuso i tabernacoli per piegarsi all'immanentismo e all'agenda del mondo. Una lettura affilata e necessaria per riscoprire l’unica reale bussola di fronte al nichilismo imperante: la Regalità Sociale di Gesù Cristo. A voi tutti buona lettura e condivisione.
A.diJ
di Jacques Fournier
Il vicolo cieco dell'Europa senza Dio e il silenzio di Roma: alimentare i conflitti nell'era del nichilismo
L'attuale dramma epocale che scuote l'orizzonte contemporaneo non ha radici puramente politiche, economiche o sociologiche: si tratta, in realtà, di una catastrofe spirituale. La società contemporanea, ormai completamente secolarizzata, non si è limitata ad allontanarsi da Dio, ma ha pianificato a tavolino la cancellazione del senso soprannaturale dalla coscienza collettiva. Questo spirito anticristiano, da secoli all'opera per scardinare i pilastri del Trono e dell'Altare, ha impresso un'accelerazione improvvisa alla sua marcia. Lo ha fatto attraverso una serie di ondate rivoluzionarie successive, unite dal medesimo obiettivo: demolire l'ordine naturale e divino. Per comprendere a fondo il nichilismo dei nostri giorni, è necessario riavvolgere il nastro della storia ed esaminare questa genealogia dell'errore alla luce dell'immutabile Tradizione della Fede.
La prima e devastante espressione di questa furia sistematica si è consumata nel 1917 con la Rivoluzione comunista in Russia. In quel bagno di sangue, l'utopia collettivista tentò per la prima volta di edificare uno Stato programmaticamente ateo, sostituendo la promessa del Paradiso celeste con la brutale prigione del paradiso sovietico terrestre. Tuttavia, il crollo di quell'impero ideologico, avvenuto alla fine del Novecento, non ha coinciso con il trionfo della Verità cattolica. Al contrario, ha semplicemente spalancato le porte a una mutazione genetica dello stesso veleno.
Dalle ceneri del marxismo economico è così fiorita la rivoluzione ambientalista: una nuova forma di panteismo neopagano che declassa l'essere umano da vertice della Creazione a parassita del pianeta. La venerazione dell'Onnipotente è stata rimpiazzata dal culto materialista della "Madre Terra", un'ideologia che nega il fine ultraterreno dell'uomo per ridurlo a un mero calcolo di emissioni di carbonio e sostenibilità ecologica. Subito dopo, lo stesso impeto ribelle ha sferrato l'attacco antropologico definitivo per mezzo della rivoluzione LGBTQ+. In questo caso, la sovversione non colpisce soltanto le strutture sociali, ma l'opera stessa di Dio nella carne: si rinnega la polarità maschile e femminile, si distrugge la famiglia naturale e si pretende di sradicare l'identità biologica in nome di una fluidità che deride il disegno del Creatore. È la rivolta dell'uomo che pretende di farsi dio, ridefinendo arbitrariamente il bene, il male e i confini della propria natura.
L'apice di questo processo di dissoluzione spirituale si è manifestato con la gestione globale della pandemia da coronavirus. Con il pretesto dell'emergenza sanitaria, l'umanità è stata convertita a una vera e propria religione della salute corporea, in cui la sopravvivenza biologica è diventata il bene assoluto a cui immolare ogni dovere verso il Cielo. Questo esperimento di controllo di massa ha svelato la vera natura delle istituzioni continentali. Un'Europa priva di anima, recidiva nel rinnegare le proprie radici cristiane, si è trasformata in un'entità in cui la menzogna è il pane quotidiano della propaganda ufficiale.
Si tratta della medesima Unione Europea che, dopo aver addomesticato i popoli con il terrore sanitario, oggi continua cinicamente a soffiare sul fuoco delle guerre: alimenta conflitti fratricidi, arma le nazioni e trascina il continente verso il baratro di una distruzione globale. Avendo rifiutato il Principe della Pace, i governanti europei sono condannati a mentire, spacciando la guerra per pace e la sottomissione geopolitica per libertà, schiavi come sono del potere bellico e della mistificazione.
Tuttavia, l'aspetto più doloroso e scandaloso di questa parabola non risiede nella malvagità del mondo secolarizzato, la cui matrice anticristiana è evidente. L'inaudito scandalo è rappresentato dalla complicità remissiva della Gerarchia ecclesiale. Durante i mesi dell'emergenza bio-sanitaria, i pastori hanno abdicato interamente al proprio mandato soprannaturale. Si è assistito allo spettacolo grottesco di vescovi che hanno sbarrato le porte delle chiese persino prima dei decreti laici, di sacerdoti che hanno vietato i Sacramenti lasciando i moribondi privi dell'Estrema Unzione, e di gerarchi che hanno ridotto gli altari a succursali dei comitati scientifici governativi.
La Chiesa, invece di gridare al mondo che la salvezza dell'anima conta infinitamente più della salute del corpo, si è accodata alla narrazione materialista, accettando la logica per cui la Santa Messa fosse un'attività "non essenziale". Oggi, di fronte ai venti di guerra che spirano sul continente, la medesima Gerarchia non trova il coraggio di richiamare i potenti all'ordine divino e alla giustizia eterna, limitandosi a sterili appelli filantropici che finiscono per avallare le agende dei dominatori di questo mondo.
Questo tragico itinerario dimostra come l'umanità, avendo rifiutato la Regalità Sociale di Cristo, sia sprofondata sotto la tirannia dei peggiori deliri umani. Dal totalitarismo rosso a quello arcobaleno, fino all'Europa guerrafondaia delle oligarchie tecnocratiche, il filo conduttore resta identico: l'odio per il soprannaturale, il rifiuto della Grazia, l'annullamento del concetto di peccato e la negazione della Redenzione. Di fronte a questo scenario, l'unica risposta legittima non può essere il compromesso o il dialogo sinodale con le derive del secolo. Al contrario, è necessario un ritorno integrale alla Verità di sempre, riaffermando con intransigenza che l'uomo appartiene a Dio e che nessuna autorità terrena può sovrascrivere le leggi del Creatore. È tempo che i cattolici fedeli tornino ad alzare lo sguardo al Cielo, rigettando le menzogne immanentiste e belliciste, per restituire a Cristo la Signoria assoluta sulle anime e sulla storia.




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