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Si può parlare di una «Chiesa conciliare?»

Carissimi amici e lettori, se ne è parlato e se ne parla ancora. Con entusiasmo o indignazione. Alcuni vi scorgono i vantaggi di una definizione reale, altri gli inconvenienti di un’esagerazione non meno reale. Tutti credono di poter addurre valide ragioni o per consacrare o per condannare l’uso di questa espressione. Gli argomenti dell’una e dell’altra parte procedono in senso opposto. Noi, seguendo un metodo già sperimentato, esporremo anzitutto tali argomenti (I), poi risaliremo ai princìpi e, in base ad essi, cercheremo di vedere come stanno veramente le cose (II). Infine, distingueremo ciò che c’è di vero e ciò che c’è di falso nei diversi argomenti addotti, la cui opposizione, il più delle volte, è soltanto apparente. I. Pro o contro: l’espressione «Chiesa conciliare» può essere legittimamente utilizzata? 1. Primo argomento: mons. Benelli ha utilizzato l’espressione Chiesa conciliare per designare la Chiesa dopo il Concilio Vaticano II[1]. Quindi non solo si può, ma ...

Conferenza di Mons. Lefebvre 1984

Carissimi amici e lettori, queste parole, rivolte ai seminaristi, furono pronunciate da Mons. Lefebvre in occasione dell’emanazione del decreto per l’indulto dell’ottobre 1984 (quando Giovanni Paolo II concesse la celebrazione della Messa tradizionale a condizione di accettare il Concilio e la Messa di Paolo VI) - Queste riflessioni fatte nel lontano 1984 oggi risultano straordinariamente attuali e ognuno di voi ne può cogliere il senso. Buona lettura “Prima della vostra partenza per le vacanze, voglio approfittarne per dirvi qualche parola a proposito della situazione attuale nella Chiesa e dei nostri gruppi tradizionalisti, dopo il decreto di Roma del 3 ottobre scorso. Penso che ci vorrà ancora qualche mese per poter fare il bilancio, forse anche un anno prima di poter fare il bilancio di questo decreto, ma è ugualmente importante di situarlo nel suo contesto storico. Non dobbiamo dimenticare la lotta che abbiamo condotto e che continuiamo a condurre, e che questa lotta è anzitutto u...

Quando è troppo è troppo! La Santa Sede, non "scarica" Rupnik.

Carissimi amici e lettori, Papa Francesco,ha fatto processare e scomunicare l'arcivescovo Vigano in meno di 30 giorni. Per aver difeso la fede cattolica, la santa messa Vetus-Ordo, il papato il sacerdozio e la morale cattolica di sempre. L'artista gesuita padre Rupnik SJ, che è amico di vecchia data del papa Bergoglio e del cardinale Fernandez Tucho,  si è macchiato del grave crimine dello stupro, viene denunciato dalle suore  che furono da lui violate e che operavano  al Centro Aletti fondato dallo stesso Rupnik,  ottiene anni di tolleranza e le sue opere vengono ancora commissionate dalla Santa Sede, questa cricca di delinquenti proteggono selettivamente i pervertiti e danno la caccia a coloro che espongono la loro malvagità come potete constatare.Domenica 18 agosto sul quotidiano il giornale è uscito questo articolo che noi vi consigliamo di leggere. Il caso La Santa Sede, ci ricasca non "scarica" Rupnik. Nonostante la protesta delle ex suore e presunte vittime, ...

Il velo muliebre-"Tradizione Cattolica"

Carissimi amici e amiche, oggi vi voglio parlare del velo muliebre non riguarda solo le donne.  (Leggano pure gli uomini perché riguarda anche loro). Vogliamo qui raccontarvi la storia del velo muliebre, tradizione fortissima nella Chiesa per 2000 anni, e di come lo si è troppo facilmente abbandonato. Forse molti lo sapranno già, ma la prima traccia dell’utilizzo del velo muliebre nelle comunità cristiane si trova nel Nuovo Testamento: A riguardo, san Paolo ha scritto (I Corinti, 11, 1-16): «Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo. Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse. Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dun...

Arcivescovo Mons.Carlo Maria Viganò: “Ecco gli uomini più pericolosi in Vaticano”

Mons. Carlo Maria Viganò INTERVISTA CON IL DOTTOR TAYLOR MARSHALL VIDEO, PARTE I VIDEO, PARTE II Carissimi amici e lettori, Un Intervista a tutto campo di Taylor Marshall a monsignor Carlo Maria Viganò. Il Terzo segreto di Fatima, lo Ior, casi McCarrick e Maradiaga, cattiva gestione di risorse e persone in Vaticano, la scomunica per scisma, la situazione degli istituti ex Ecclesia Dei, la rinuncia di Benedetto XVI, i nomi degli uomini più pericolosi oggi in Vaticano, il compito del prossimo papa…

La crisi della Chiesa è la madre di tutte le crisi

A.diJ Carissimi amici e lettori, lo affermiamo senza indugio: la vera crisi, la madre di tutte le crisi vigenti è spirituale! La crisi antropologica, morale, culturale, sociale, politica, economica che gli uomini e i credenti del nostro tempo soffrono, sono una diretta conseguenza della crisi della fede, crisi spirituale in atto nella Chiesa. Negli ultimi sessant’anni il mondo è molto cambiato […]...Anche la Santa Chiesa cattolica non è più quella dei nostri Padri, con le imprudenti aperture fatte con il   Concilio Vaticano II Il nostro tempo che fu scandito per secoli dai rintocchi del campanile, voce della Chiesa nostra Madre, oggi è sostituito e dominato dal concetto del denaro e della produzione selvaggia di ogni cosa, purché porti denari e profitto a ogni costo. Una verità ci conforta: non è in crisi lo "Spirito Santo"! Dunque non può esserci  “sciopero della speranza”, anche quando disperare è facile; sperare, invece, e costruire seminando speranza creatrice, è d’o...

Con l'avvicinarsi del sinodo d'ottobre la chiesa cattolica che abbiamo conosciuto si eclisserà

  A.diJ Carissimi amici e lettori, si sono persi i criteri dell’ecclesiologia cattolica, (...) non si dice apertamente ma la strada intrapresa è quella della protestantizzazione della Chiesa cattolica. Con il Sinodo si vuole cambiare la struttura gerarchica della Chiesa, e prendono come modello la confessioni anglicana e protestante, ma quel che vediamo è che la sinodalità distruggerà la chiesa dal suo vertice, con la riforma già da diverso tempo messa in cantiere sul Primato Petrino. Il 18 luglio 1870, veniva promulgata la costituzione Pastor Aeternus che definiva i due dogmi del primato del Papa e dell'infallibilità pontificia.Il Primato di Pietro o Primato petrino è la preminenza che Cristo ha accordato all'apostolo Pietro all'interno del gruppo dei dodici e in seno alla prima comunità cristiana; essa "è talmente evidente che nessuno storico osa più metterla in dubbio". (Eccetto gli amici di Francesco I che una parte potete vedere nella foto e lui stesso). Nel...