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COME DARGLI TORTO! Vittorio Feltri: "Di Vaticano e vescovi non interessa più a nessuno. Allora mi spiegate perché..."

La fatidica firma dei Patti Lateranensi tra Stato e Chiesa, che indusse Pio XI a definire Mussolini l'"uomo della Provvidenza", come sanno tutti quelli che hanno superato i 50 anni, fu vergata l'11 febbraio del 1929. Ricordiamo la data, e pure con nostalgia, non perché sia stata oggetto di appassionate meditazioni in gioventù sul presunto incatenamento dell' Italia al Vaticano, ma per la ragione che liberava noi per quel giorno dalle catene della scuola, che ci parevano persino più soffocanti di quelle dei preti. Comunque sia, in vista del novantesimo anniversario del Concordato, sfruttando la rotondità del multiplo di dieci, i miei amici laici e radicali organizzano per la circostanza convegni di sicuro peso intellettuale e iniziative politiche in coerenza perfetta con il sacro fuoco da cui sono animati. Mi piace questa loro purezza donchisciottesca. Dicono no al Concordato, abroghiamolo. E se proprio non si può, devitalizziamolo come i denti cariati e mole...

Papa Francesco, l'accusa di Socci sul caos in Venezuela: perché sta con il regime comunista

È sempre più chiaro che, per i popoli di oriente e di occidente, papa Bergoglio è ormai un grosso problema. Il "caso Venezuela" lo ha reso evidente, come pure l'"alleanza" vaticana col regime comunista cinese e, ancora prima, l' esplosione dell' emergenza emigrazione che ha destabilizzato l' Italia e l' Europa. La prima destabilizzazione bergogliana ovviamente si abbatté sulla Chiesa che aveva rappresentato, fino a Benedetto XVI, l' istituzione più autorevole, più rappresentativa e più antica del mondo. E che ora, con Bergoglio, è precipitata nella crisi più grave della sua storia. Bergoglio ha radicalmente stravolto i connotati del papato: non più un messaggio spirituale, ma mondano, niente più soprannaturale, ma sempre politica. All' annuncio di Cristo unico salvatore, si è sostituita un' imitazione dell' Onu politically correct, con un forte timbro di sinistra radicale.

DOMENICA TERZA DOPO L'EPIFANIA

“Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande” (Benedetto XVI, 7.7.2007) AMDG et BVM L'instabilità della festa di Pasqua provoca quasi tutti gli anni un cambiamento nell'ordine secondo il quale si presentano nel Messale le domeniche che seguono. La Settuagesima risale spesso fino a gennaio, e talvolta avviene perfino che la Quinquagesima precede la festa della Purificazione. Di conseguenza, l'Ufficio delle ultime quattro Domeniche dopo l'Epifania può essere rinviato ad altra epoca del ciclo liturgico. MESSA EPISTOLA (Rm 12, 16-21).  - Fratelli: Non vi stimate saggi da voi stessi. Non rendere ad alcuno male per male, e cercate di fare il bene non soltanto davanti a Dio, ma anche davanti a tutti gli uomini. Se è possibile, per quanto è da voi, vivete in pace con tutti. Non vi vendicate da voi stessi, o carissimi, ma lasciate fare all'ira (divina); perché sta scritto: A me la vendetta; io farò...

Don Orione fiducia nella Divina Provvidenza

La fiducia nella Divina Provvidenza è la chiave di lettura della vita personale, comunitaria e apostolica di Don Orione. Egli fu un modello di abbandono e di fede nella Provvidenza, sia come atteggiamento interiore che nell’apostolato della carità. La sua vita, docile all’azione provvidente di Dio e sacrificata nell’attiva donazione di sé, emanava il fascino del soprannaturale. Denominò la sua fondazione "Piccola Opera della Divina Provvidenza". “L’opera della Divina Provvidenza consiste nell’Instaurare omnia in Christo” e per questo egli scelse il motto paolino “Instaurare omnia in Christo” (Ef 1, 10) come “programma della  Congregazione”. La sua spiritualità ebbe un orientamento cristocentrico, espresso misticamente nella devozione al Crocifisso, all’Eucarestia e al Sacro Cuore, e apostolicamente vissuto come “divina follia e olocausto di mente, di cuore e di azione per le Anime”, “per dare Cristo al popolo e il popolo alla Chiesa di Cristo”. Cristo “cuore del mondo”...

Auguri del nuovo Priore don Aldo Rossi ai fedeli, amici e benefattori,del Priorato di Montalenghe

Cari fedeli, amici e benefattori, Dopo che don Ludovico questa estate è stato nominato Superiore del distretto italiano e mi ha lasciato il posto nel Canavese, detto anche “il giardino d’Italia”, in questo primo editoriale mi preme salutare tutti voi, soprattutto quelli che ancora non conosco e ringraziarvi per il vostro aiuto spirituale e materiale con cui avete sostenuto il Priorato san Carlo Borromeo in questi ultimi anni, ricordandovi che il Signore non si lascia mai vincere in generosità. Con i miei confratelli continueremo, con la grazia del Signore, l’apostolato nella linea del nostro fondatore per essere forti nel mantenere la Fede e viverla. Come sempre ci affidiamo anche alla vostra generosità sapendo come “l’unione fa la forza” ma anche “la forza fa l’unione”. Il Priorato deve essere per tutti noi come un bastione o una Fortezza (come si vedono nel Canavese) in mezzo a questa guerra spirituale che dobbiamo affrontare per restare fedeli giorno per giorno a Nostro Signore ...

La Vergine di Guadalupe La Madonna degli indios

Il 9 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac vicino a Città del Messico. Ella gli avrebbe chiesto di far erigere un tempio in suo onore ai piedi del colle: Juan Diego corse a riferire il fatto al vescovo Juan de Zumárraga, ma questi non gli credette. La sera, ripassando sul colle, Juan Diego avrebbe visto per la seconda volta Maria, che gli avrebbe ordinato di tornare dal vescovo l'indomani. Il vescovo lo ascoltò di nuovo e gli chiese un segno che provasse la veridicità del suo racconto. Juan Diego tornò quindi sul Tepeyac dove avrebbe visto per la terza volta Maria, la quale gli avrebbe promesso un segno per l'indomani. Il giorno dopo, però, Juan Diego non poté recarsi sul luogo delle apparizioni in quanto dovette assistere un suo zio, gravemente malato. La mattina dopo, 12 dicembre, lo zio appariva moribondo e Juan Diego uscì in cerca di un sacerdote che lo confessasse. Ma Maria gli sarebbe apparsa ugualmente, per la quarta e ultima volta, lungo la strada: gli avr...

Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio “Cinque giorni… un'eternità” Calendario per l'anno 2019

Andrea Pozzo e La gloria di sant'Ignazio  Con il termine di esercizi spirituali si intende ogni forma di esame di coscienza, di meditazione, di contemplazione, di preghiera vocale e mentale, e di altre attività spirituali. Infatti, come il passeggiare, il camminare e il correre sono esercizi corporali, così si chiamano esercizi spirituali i diversi modi di preparare e disporre l'anima a liberarsi da tutte le affezioni disordinate e, dopo averle eliminate, a cercare e trovare la volontà di Dio nell'organizzazione della propria vita in ordine alla salvezza dell'anima. Ricevendo dalla stessa Gran Madre di Dio i Santi Esercizi – nella grotta di Manresa – Sant’Ignazio iniziò così questa grande opera di apostolato, forgiando moltitudini di anime assetate di Dio, e procurando grazie – ancor oggi concesse agli “esercitandi” – tutto il popolo cristiano. Al centro del metodo ignaziano vi è la riscoperta del senso di Eternità, l’unica e sola cosa che dovrebb...