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L’eccellenza dell’Ave Maria

L’Ave Maria è una preghiera molto efficace per i seguenti motivi: 1- Per i ricordi che suscita: ci ricorda l’Annunciazione dell’Angelo a Maria e la Visitazione della Vergine a S. Elisabetta. 2- Perché la prima parte è una preghiera pura e disinteressata, è una lode piena di amore, un ringraziamento alla Madre del Nostro Redentore. 3- Perché la seconda parte è un’umile richiesta e noi, nel recitare l’Ave Maria, ci uniamo al coro universale che la ripete.

MARIA AUSILIATRICE La Madonna dei tempi difficili

La devozione alla Madonna, sotto il titolo di Ausiliatrice, vuole manifestare la nostra fiducia nella presenza materna di Maria nelle vicende dell'umanità, della Chiesa e di ciascuno di noi. Maria è la Madre che non abbandona mai i suoi figli, ma li segue e aiuta con la sua intercessione. Il titolo di Maria aiuto dei cristiani era presente, fin dal 1500, tra le litanie lauretane. La devozione a Maria Ausiliatrice era già nota e diffusa all'epoca di S. Pio V e si propagò largamente a seguito della vittoria dei cristiani contro i turchi, a Lepanto (1571) e a Vienna (1683). Il Papa Pio VII, dopo la sua liberazione dalla prigionia napoleonica (1814), istituì la festa di Maria Ausiliatrice, fissandone la data al 24 maggio.

La devozione a Maria Santissima

La pratica di un “mese mariano” è diffusa in molte Chiese sia dell’Occidente che dell’Oriente. Tuttavia, mentre in Oriente il “mese della Theotokos” è strettamente ancorato alla Liturgia che lo rende, quindi, plausibile, in Occidente i “mesi mariani”, sorti in un’epoca in cui si faceva poco e nessun ricorso alla Liturgia come a forma normativa del culto cristiano, si sono sviluppati indipendentemente dal ciclo liturgico. Ancora oggi essi non hanno raggiunto espressioni celebrative adeguate alla grande rilevanza popolare.

Quando l’eccezione infirma la regola

Al Concilio Vaticano II non era previsto – in via di principio – di abbandonare il latino nella liturgia né di autorizzare la comunione nella mano, ma dopo un po’ di tempo, nel nome dello spirito del concilio, si inducevano delle eccezioni secondo le circostanze le persone, i paesi… Ciò che fa oggi eccezione è diventata la regola: la liturgia è dappertutto in lingua vernacolare e la comunione è distribuita nella mano. Fedele a questo spirito che permette di ottenere in pratica ciò che in teoria non è autorizzato, il cardinal William Kasper ha proposto, in occasione del recente Concistoro sulla famiglia, delle eccezioni alla regola che non autorizza i divorziati concubini a ricevere la comunione. Egli assicura che non si tratta di cambiare la dottrina dell’indissolubilità del matrimonio ma di concedere unicamente delle eccezioni pastorali. In altre parole il matrimonio sarebbe dottrinalmente indissolubile ma solubile pastoralmente. Fra poco vedremo queste eccezioni di...

Le "amnesie" del cardinale Kasper

di Giorgio Carbone Il cardinale Walter Kasper dedica la sezione più lunga della sua relazione al Concistoro del 20 febbraio scorso al tema doloroso del fallimento dell’unione matrimoniale e alle prospettive pastorali verso le persone divorziate e risposate. In particolare presenta due casi ponendo ai suoi colleghi cardinali delle domande al fine di approfondire le soluzioni pastorali. L’ambito è così circoscritto. Il primo caso è quello di una persona soggettivamente convintache il matrimonio da cui proviene non è valido. Oggi il Diritto canonico stabilisce che la valutazione circa la validità o la nullità del matrimonio compete ai tribunali ecclesiastici. Perciò Kasper domanda: «Non sarebbero possibili altre procedure più pastorali e spirituali? In alternativa si potrebbe pensare che il vescovo possa affidare questo compito a un sacerdote con esperienza spirituale e pastorale quale penitenziere o vicario episcopale».

Svizzera e Germania s'allontanano da Roma

di Matteo Matzuzzi Duemila persone, domenica scorsa, si sono radunate – previa marcia con cartelli, striscioni e fischietti – davanti alla cattedrale di San Gallo, dove abita e lavora il vescovo Markus Büchel, che è anche presidente della Conferenza episcopale svizzera. La marcia di protesta aveva anche un titolo, "Basta!", e l'oggetto dell'ira dei manifestanti era il vescovo di Coira, mons. Vitus Huonder, accusato di essere un "conservatore" paralefebvriano che "discrimina divorziati risposati, omosessuali e concubini". 

La Massoneria Ringrazia

Un anno dopo aver sostituito "Sia lodato Gesù Cristo" con "buonasera!".... LA MASSONERIA, NEMICA STORICA DELLA CHIESA MA GRANDE AMICA DI BERGOGLIO! Marzo 2014: «Noi massoni siamo trasparenti, come Papa Francesco. Le sue aperture vanno apprezzate». Grande Oriente, il nuovo Gran Maestro Bisi elogia Bergoglio: "Anche il Gran Maestro Gustavo Raffi ha salutato in maniera positiva le prime uscite di papa Francesco. Ritengo che vadano apprezzate le sue aperture."  DOMANDA: Il Papa apre la Chiesa al mondo e propone trasparenza. Come voi massoni. Ma non c’era un conflitto? RISPOSTA GRAN MAESTRO BISI: "QUELLO DI PAPA FRANCESCO E' UN PERCORSO CHE PUO' ESSERE CONSIDERATO SIMILE AL NOSTRO. Ma noi non abbiamo nulla contro la Chiesa, SEMMAI E' LA CHIESA CHE CI VEDE COME OSTILI. Il mondo cambia. Un grande studioso della massoneria diceva: «Prima o poi, quella porta che divide, andrà trovata una chiave per aprirla»."               ...