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Lo show di Bergoglio nell'Aula del Sinodo




Carissimi amici e lettori,

lunedi' 20 maggio, nel corso dell'incontro, a porte chiuse con gli oltre 200 vescovi italiani che hanno aperto nell'Aula del Sinodo l'assemblea generale della Cei. Dovrei dire con il Papa, successore di Pietro Principe degli apostoli, ma onestamente mi torna difficile chiamarlo papa perché costui con il suo linguaggio sboccato sporca qualunque cosa o argomento che tocca.

Un pontefice non può con tutta onestà continuare a mortificare la Chiesa di Cristo, con le sue esternazione inopportune che siano più o meno veritiere, con frasi come questa"C'e' gia' troppa frociaggine". (Ha fatto la scoperta dell'acqua calda). E ancora più triste, vedere 200 idioti presenti all'incontro che dovrebbero essere i successori degli apostoli che si mettono a ridere, che ridete! Qui c'è solo da piangere e voi ne siete responsabili. Non è la prima volta che Bergoglio parla “Terra Terra, qualcuno direbbe papale papale” e dice quello che pensa, con espressioni piuttosto forti, tanto più se si tratta di incontri che ritiene riservati.In Vaticano?(Adesso viene a me da ridere).
Riporta il quotidiano “Repubblica” che il papa ai vescovi, riuniti in camera caritatis, ha chiesto di non ammettere gay in seminario perché c’è già troppa “frociaggine” in giro (dica dove? E se è così li mandi via). Non si sa , chi avrebbe osato spifferare ai giornali –anzi, a quel giornale- questa uscita papale. Quando Bergoglio chiede ai Presuli, di vigilare sui candidati non ha torto, dice bene.(Anche un orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno)  Accogliere un candidato con tendenze omosessuale in seminario o in un ambiente puramente maschile sarebbe come immettere una volpe in un pollaio sperando che riesca a non cedere alla tentazione.Infatti, in altri tempi la prudenza della Chiesa selezionava i suoi candidati al sacerdozio vieppiù con criteri ispirati al buonsenso e all’esperienza degli esaminatori. Anche se qualche volta qualcuno sfuggiva a tale controllo.
Dove sta andando la Chiesa cattolica? Ve lo siete chiesto, quella Chiesa Una Santa è viva e immacolata nel Suo Sposo.
Dove andremo a finire? Domanda oziosa: ci siamo già finiti. I vescovi se la ridino, il presidente dei vescovi, non ha ancora ricevuto il pio suggerimento dal Piddiota Riccardi, il Bergogliazzo parla alla conferenza episcopale da scaricatore di porto francescanamente parvus et idiota, non si pronuncia (“chi sono io per giudicare?” l’ha detto Jorge proprio a proposito dei gay). Dice solo che la Chiesa doveva essere una boa nel mare in tempesta, un faro sicuro, una roccia immobile nel variare dei tempi “Stat Crux dum mundus volvitur” il mondo gira ma la Croce sta ferma era il motto dei Certosini. Invece è diventata “liquida” come tutto il resto. 
Comunque Tucho, alias il card. Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della fede pupillo di tanto maestro in ascesa, con le sue «cazzate», è stato dunque superato da Bergoglio stesso, del resto non nuovo a un linguaggio sboccato.

Durante la recente visita a Verona, ha raccontato in Arena l’aneddoto di una signora in negozio che fa spazientire il titolare, ricevendone in cambio un «ma va’ a spasso», ma Bergoglio , con una chiosa ammiccante, ha commentato: «Non lo ha detto con queste parole», lasciando intendere che in realtà fosse stata mandata «aff…» nulla di più facile. Risata generale tra vescovi sacerdoti e popolo . È il caso di dirlo: Risus abundat in ore stultorum non c’è più religione… C'è solo la follia dell'uomo.

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