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Il Vangelo è chiaro resta verità immutabile, non si può addolcire.



di A.diJ
Carissimi amici e lettori,
viviamo in un'epoca in cui ogni verità sembra che debba  passare attraverso il filtro dell'approvazione pubblica. Se non ci piace si cambia. Se è scomoda, si attenua. Se divide, si evita. Così accade oggi nella Chiesa post-concilio.

"Il cammino sinodale che ha dato nuovo corso alla Chiesa, ha sovvertito la verità del Vangelo, la Tradizione dottrinale e morale della Chiesa per compiacere il mondo. Non guardano più alla Croce di Cristo gloriosa, ma guardano al Mondo". "Il Vangelo non si addolcisce". 

Nel dibattito contemporaneo che attraversa la comunità ecclesiale, emerge con forza: quale deve essere il rapporto della Chiesa con il mondo. La smania di edulcorare il messaggio cristiano per renderlo più accettabile alla mentalità contemporanea è un rischio costante che da sessant'anni attanaglia la Chiesa.

"E purtroppo nel tentativo di farsi capire e accettare dal mondo, la Chiesa è finita per perdere la propria identità profetica e la sua specificità dottrinale".

Le pressioni per l'ordinazione delle donne, la fine del celibato sacerdotale e il cambiamento nella morale sessuale cattolica per l'accettazione dell'omosessualità sono venute alla luce già da qualche tempo.

La conferenze episcopali (CEI), durante l'assemblea sinodale, ha approvato documenti che impegnano le chiese locali a superare gli atteggiamenti discriminatori, promuovendo il riconoscimento e l'accompagnamento delle persone omoaffettive.( potete anche verificare personalmente, che piuttosto che fare veglie di riparazioni, e processioni del santissimo sacramento buona parte dell'episcopato italiano, ha presenziato alle veglie per il superamento dell'omotransbifobia).
 

Neanche due giorni fa l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che non ha permesso la Processione del Corpus Domini(QUI) per le vie di Milano, ha celebrato per un gruppo di cattolici LGBT. (QUI)  Riguardo al clero, le nuove linee guida della CEI (valutate ad experimentum) invitano a non escludere automaticamente i candidati con tendenze omosessuali dal seminario, ma a valutare la globalità della persona, purché viva il celibato e la castità.(fonte Vatican News +1) I vescovi tedeschi tra i più progressisti d'Europa, hanno pubblicato linee guida che incoraggiano cerimonie di benedizione per le coppie omosessuali e diffuso documenti per le scuole che promuovono un'educazione aperta e rispettosa verso la diversità sessuale. In vaticano con il cammino sinodale vescovi e laici oggi vengono chiamati "cristiani adulti" con diritto di voto come se la chiesa fosse una democrazia stanno smantellando duemila anni di cattolicesimo.
"Ma non tutti quanto pare sanno che la Chiesa non è e non potrà mai essere una democrazia". Noi con carità glielo vogliamo rammentare. 

"La Chiesa non è una democrazia" è un principio teologico fondamentale. Essa si basa su un'origine e una struttura non create dagli uomini, ma fondate sulla Rivelazione divina, sulla successione apostolica e sul mandato di Cristo. L'autorità non deriva dal consenso popolare (sovranità dal basso), ma dal sacramento dell'Ordine. 
Il Papa e i vescovi guidano la Chiesa attraverso una "comunione gerarchica". In democrazia le decisioni si basano sul voto e sulla volontà della maggioranza. Nella Chiesa cattolica, il Magistero si fonda sulla fedeltà alla Parola di Dio e alla Tradizione, rendendo le verità di fede immutabili.(Speriamo di essere stati chiari).
 
Agli inizi del Novecento, l'enciclica Pascendi Dominici gregis (1907) stroncò il "modernismo", definito come la sintesi di tutte le eresie. I teologi modernisti cercavano di adattare la dottrina della Chiesa alle scoperte storiche e scientifiche dell'epoca. La risposta del Magistero fu categorica: la dottrina cattolica non evolve cambiando sostanza per compiacere i tempi, ma resta identica nel suo significato oggettivo.
Nei secoli che vanno dalla Rivoluzione Francese alla metà del Novecento 
(i pontificati da Pio IX a Pio XII), il rapporto tra Chiesa e mondo si è drasticamente irrigidito. 
Il "mondo" non era più il paganesimo antico, ma la secolarizzazione, il liberalismo, il socialismo e il modernismo. In questo contesto, l'immutabilità della Tradizione dottrinale e morale è stata difesa con un approccio difensivo e centralizzato. La teologia della Chiesa pre-conciliare insisteva sul fatto che l'unica missione della Chiesa fosse la salvezza delle anime per la vita eterna, non il successo sociale o l'applauso delle élite culturali. La Chiesa, intesa come Societas Perfecta (Società Perfetta), si poneva sopra il mondo come giudice morale, rifiutando qualsiasi tentativo di democratizzazione o relativizzazione dei suoi dogmi. 
Se i Padri della Chiesa proteggevano la purezza della linfa vitale del Vangelo per fecondare una cultura da convertire, la Chiesa pre-Vaticano II ha eretto barriere dottrinali e dogmatiche formidabili per impedire che gli errori ideologici dei tempi moderni contaminassero il deposito della fede. In entrambe le epoche, tuttavia, e per i cattolici di tutti i tempi, la verità di Cristo e la sua Croce non sono negoziabili al tavolo del consenso sociale.

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