di A.diJ
Il Concistoro straordinario ha partorito, in risposta alla lettera aperta del 24 giugno del Superiore della FSSPX, il topolino di una letterina ad effetto. Che, per accrescerne l’effetto, viene pubblicata l’ultimo giorno di una scadenza annunciata da mesi.
È bene ricordare che le carte erano in tavola dal 2 febbraio 2026, e che l’annuncio delle nomine episcopali della FSSPX è intervenuto solo dopo che le accorate richieste di colloquio sulle prospettive di sopravvivenza della Fraternità, erano state per anni sprezzantemente ignorate dai vertici vaticani.
Il “paterno appello” di oggi, appare quindi null’altro che una mediocre trovata per incassare le scontate e untuose lodi dei media compiacenti.
E, al di là della formula blandamente affettuosa, ha la sostanza di un “diktat” da “comitato centrale” di un regime autoritario, frutto di un’evangelica astuzia da serpenti, non accompagnata dall’altrettanto evangelica semplicità da colombe.
Quanto alla tunica inconsutile, ci si deve chiedere quanto la sua integrità stia davvero a cuore di chi permette che siano ogni giorno di più apertamente dileggiate la dottrina, la morale e la liturgia cattolica. E ricorre all’autoritarismo e alle sanzioni canoniche solo quando si tratta di reprimere chi si batte strenuamente per difenderle.
Stiamo comunque sereni: se una tunica dovrà proprio essere stracciata, non sarà certamente quella di Nostro Signore.
Il Concistoro straordinario ha partorito, in risposta alla lettera aperta del 24 giugno del Superiore della FSSPX, il topolino di una letterina ad effetto. Che, per accrescerne l’effetto, viene pubblicata l’ultimo giorno di una scadenza annunciata da mesi.
È bene ricordare che le carte erano in tavola dal 2 febbraio 2026, e che l’annuncio delle nomine episcopali della FSSPX è intervenuto solo dopo che le accorate richieste di colloquio sulle prospettive di sopravvivenza della Fraternità, erano state per anni sprezzantemente ignorate dai vertici vaticani.
Il “paterno appello” di oggi, appare quindi null’altro che una mediocre trovata per incassare le scontate e untuose lodi dei media compiacenti.
E, al di là della formula blandamente affettuosa, ha la sostanza di un “diktat” da “comitato centrale” di un regime autoritario, frutto di un’evangelica astuzia da serpenti, non accompagnata dall’altrettanto evangelica semplicità da colombe.
Quanto alla tunica inconsutile, ci si deve chiedere quanto la sua integrità stia davvero a cuore di chi permette che siano ogni giorno di più apertamente dileggiate la dottrina, la morale e la liturgia cattolica. E ricorre all’autoritarismo e alle sanzioni canoniche solo quando si tratta di reprimere chi si batte strenuamente per difenderle.
Stiamo comunque sereni: se una tunica dovrà proprio essere stracciata, non sarà certamente quella di Nostro Signore.


Commenti
Posta un commento