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Questa Chiesa martoriata non ha bisogno di novità ma solo di vescovi, che professino integralmente la Fede Cattolica



di A.diJ
Carissimi amici e lettori,
tra pochi giorni verranno svolte le nuove consacrazioni episcopali a Écône. Mercoledì 1º luglio, quattro sacerdoti (don Pascal Schreiber, don Michael Goldade, don Michel Poinsinet de Sivry e don Marc Hanappier) riceveranno la consacrazione episcopale per imposizione delle mani di Mons. Alfonso de Galarreta e Mons. Bernard Fellay. L'evento potrà essere seguito in diretta streaming per consentire la partecipazione spirituale di tutti i fedeli che lo desiderano. 
Vi invitiamo a seguire gli eventi con spirito di profonda preghiera e raccoglimento.
Dinanzi ai severi moniti formali giunti dalla Santa Sede – che considera nelle ordinazioni senza mandato papale un atto scismatico suscettibile di sanzioni canoniche per i ministri ordinanti e ordinati – la Fraternità ha riaffermato in una Lettera Aperta al Papa la propria Dichiarazione di Fede e l'intenzione di agire unicamente per lo stato di necessità e la salvaguardia della Tradizione. 

Professione di fede cattolica della Fraternità Sacerdotale San Pio X per illuminare le anime di fronte agli errori moderni

Nella recente Professione di fede inviata formalmente a Roma il 24 giugno 2026, il Superiore della FSSPX, Padre Davide Pagliarani, ha ribadito questa incompatibilità: la Fraternità ritiene che le deviazioni dottrinali nate dal Concilio Vaticano II (come l'ecumenismo esasperato o la libertà religiosa) abbiano privato i fedeli della chiarezza dogmatica necessaria alla salvezza. Da qui deriva il diritto-dovere di consacrare vescovi per proteggere i sacramenti tradizionali.
Dal canto suo, la Santa Sede rigetta questa lettura applicando il principio dell'ermeneutica della continuità.(E questo è veramente inverosimile, poi detto dal cardinale Víctor Manuel Fernández e mandato a trattare con la FSSPX è un vero insulto).
La Fraternità Sacerdotale San Pio X, professa la fede cattolica e Roma la definisce scismatica.
Carissimo lettore, se la Santa Sede procedesse nello scomunicare la Fraternità Sacerdotale San Pio X, sarebbe per lei un passo falso, perché confermerebbe al mondo intero che Roma dopo il Vaticano II e le sue abominevole riforme non professa più integralmente la fede Cattolica nella sua Bimillenaria Tradizione. 
La questione non sarebbe di poco conto, ma solleverebbe un tema molto dibattuto negli ultimi sessant'anni all'interno del mondo cattolico. 
Che riguarda, da un lato, la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), fondata da Monsignor Marcel Lefebvre, che continua ad attrarre un numero crescente di fedeli e di giovani famiglie con molti figli. Grazie alla celebrazione della liturgia Tridentina Vetus Ordo e dei sacramenti.(La Messa in rito romano antico, spesso detta "tridentina") è ritenuto da molti teologi e fedeli espressione dell'intera fede cattolica. Esso racchiude dogmi fondamentali come la natura sacrificale della Messa, la presenza reale ed essenziale di Cristo nell'Eucaristia e la comunione dei santi.(Questi fedeli, sono  lo zoccolo duro della Fraternità sacerdotale).È vero la Fraternità si trova in una posizione canonica irregolare non ha uno status giuridico pienamente definito nella Chiesa ma non per sua scelta sono state le autorità romane a chiudergli la porta in faccia quando hanno continuato a voler professare integralmente la fede cattolica.(Sebbene Papa Francesco abbia concesso loro di confessare e celebrare i matrimoni validamente) i suoi membri mantengono posizioni molto critiche verso le riforme del Concilio Vaticano II. La Messa in latino detta (rito antico o tridentino) ha una forte identità dottrinale. Le critiche di molti sacerdoti e vescovi derivano dal timore di perdere consensi e entrate finanziarie. La scomunica che la Santa Sede sventola non intimorisce proprio nessuno. Le famiglie i seminaristi i giovani sono tutti stati cresciuti ed educati nella fede cattolica dalla FSSPX.
Il dibattito rimane aperto tra chi vede nella FSSPX un prezioso baluardo contro la secolarizzazione e chi vi scorge il rischio di una deriva scismatica che indebolisce l'unità della Chiesa. Oggi la Fraternità Sacerdotale San Pio X consta di 740 sacerdoti 2 vescovi, oltre 260 seminaristi, 140 fratelli e 80 suore oblate, le Suore della Fraternità San Pio X contano circa 211-226 suore professe e una ventina di novizie. Sono presenti in 10 Paesi.  Intorno alla Fraternità Sacerdotale San Pio X si è mantenuta o riformata una vera e propria costellazione di vita religiosa: più di venti rami tradizionali, derivanti da ordini e congregazioni storiche, conservano le loro antiche Costituzioni in tutto il loro rigore e la loro bellezza, attirando centinaia di giovani uomini e donne.

Lungi dall'essere un istituto di ripiego, la Fraternità Sacerdotale San Pio X si definisce soprattutto un'opera di ricostruzione cattolica. In un mondo segnato da continui sconvolgimenti e da un'accelerazione delle riforme moderniste che scuotono le fondamenta della fede, essa si erge come baluardo di stabilità. La sua ambizione non è una lotta fine a se stessa, ma la gelosa custodia del deposito della fede per permettere alla Chiesa di rimanere ancorata alla propria identità. Attingendo a una liturgia secolare e a una dottrina immutabile, permette ai fedeli di elevarsi al di sopra delle mode passeggere e di abbracciare la Tradizione viva, essa continua coraggiosamente la sua opera apostolica.
 Per quanto riguarda i fedeli, non esiste un registro ufficiale, ma la stima si aggira attorno ai 600.000 e 1 milione di praticanti in tutto il mondo.

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