Blog della Tradizione Cattolica Apostolica Romana

A San Giuseppe

Ite ad Joseph
SAN GIUSEPPE ARTIGIANO
O glorioso Patriarca San Giuseppe, umile e giusto artigiano di Nazareth,
che hai dato a tutti i cristiani, ma specialmente a noi,
l'esempio di una vita perfetta
nell'assiduo lavoro e nell'ammirabile unione con Maria e Gesù,
assistici nella nostra fatica quotidiana,
affinché anche noi,
possiamo trovare in essa il mezzo efficace di glorificare il Signore,
di santificarci e di essere utili alla società in cui viviamo,
ideali supremi di tutte le nostre azioni.
Ottienici dal Signore,
o Protettore nostro amatissimo,
umiltà e semplicità di cuore,
affezione al lavoro e benevolenza
per quelli che ci sono in esso compagni,
conformità ai divini voleri
nei travagli inevitabili di questa vita
e letizia nel sopportarli,
consapevolezza della nostra specifica missione sociale
e senso della nostra responsabilità,
spirito di disciplina e di orazione...
Accompagnaci nei momenti prosperi,
quando tutto c'invita a gustare onestamente
i frutti delle nostre fatiche;
ma sostienici nelle ore tristi,
allorché il cielo sembra chiudersi per noi
e perfino gli strumenti del lavoro
paiono ribellarsi nelle nostre mani.
Fa' che, a tua imitazione,
teniamo fissi gli occhi sulla Madre nostra Maria,
tua Sposa dolcissima,
che in un angolo della tua modesta bottega silenziosa filava,
lasciando scorrere sulle sue labbra il più soave sorriso;
e non allontaniamo lo sguardo da Gesù,
che si affannava con Te al tuo banco di falegname;
affinché possiamo condurre sulla terra
una vita pacifica e santa,
preludio di quella eternamente felice
che ci attende nel Cielo,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

Pio XII
GLORIOSO S.GIUSEPPE
Glorioso san Giuseppe,
la cui potenza si estende a tutte le nostre necessità,
e sai rendere possibili le cose più impossibili,
rivolgi i tuoi occhi di padre buono
sugli interessi dei tuoi figli.
Negli affanni e nelle pene che ci opprimono,
ricorriamo con fiducia a Te!
Degnati di prendere sotto la tua caritatevole protezione
questo affare importante e difficile,
causa delle nostre preoccupazioni.
Amen.

San Francesco di Sales
IL NOME TUO O GIUSEPPE è CONFORTO DEI MORTALI
Attraici a Te, amabilissimo Giuseppe: noi ti seguiremo!
Angeli del Cielo, Santi e Sante del Paradiso,
voi che gioite quando l'amabile nome di Giuseppe risuona nella Città Santa,
insegnateci la stima che dobbiamo nutrirne
ed il rispetto con cui dobbiamo pronunziarlo!
Il nome tuo, o Giuseppe, letizia del Cielo,
è l'onore della Terra, è il conforto dei mortali:
rinvigorisce gli stanchi, consola gli afflitti, risana gli infermi,
ammorbidisce i cuori induriti,
aiuta nelle tentazioni, libera delle insidie del demonio,
ottiene ogni sorta di beni a quelli che lo invocano
e partecipa della potenza dei santi nomi di Gesù e di Maria.
Possa un nome si bello essere scritto a caratteri di stelle nelle volte del firmamento,
affinché sia veduto e pronunziato da tutto il mondo!
Possa essere scolpito dall'amore nostro, affinché tutti gli uomini lo amino e lo onorino!
Possa essere nella mia bocca e nel mio cuore!
Amen.

Beato Bartolo Longo


LITANIE A S.GIUSEPPE

Signore pietà
Cristo pietà
Signore pietà
Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici

O Dio Padre del cielo
Abbi pietà di noi
O Dio Figlio Redentore del mondo
O Dio Spirito Santo
Santa Trinità unico Dio 

Santa Maria
Prega per noi
San Giuseppe
Padre del Figlio di Dio
Sposo della Madre di Dio
Custode del Redentore
Custode della Vergine Maria
Padre di Gesù
Padre nella fede
Figlio di Davide
Uomo giusto
Immagine del Padre
Ottimo educatore
Difensore di Cristo
Protettore del Salvatore
Capo della Santa Famiglia
Luce dei patriarchi
Ministro della salvezza
Cooperatore della redenzione
Canale dell’amore del Padre
Tesoriere dei doni di Dio
Intercessore potente
Amico provvidente
Rocca di fortezza
Ancora di salvezza
Giuseppe amabile
Giuseppe ammirabile
Giuseppe prudente
Giuseppe obbediente
Giuseppe degno di lode
Servo fedele
Specchio di pazienza
Specchio di vita interiore
Giglio di purezza
Modello di umiltà e carità
Modello di laboriosità
Modello di vita nascosta
Modello d’amore a Gesù e Maria
Esemplare nella volontà di Dio
Aiuto nella persecuzione
Scudo nelle avversità
Protettore delle famiglie
Esempio dei genitori
Esempio degli educatori
Modello dei consacrati
Modello dei lavoratori
Sostegno dei poveri
Conforto dei sofferenti
Salute degli infermi
Sollievo dei miseri
Rifugio degli oppressi
Aiuto degli esiliati
Custode dei vergini
Terrore dei demoni
Primo fra tutti i santi
Padre di tutti i fedeli
Patrono della buona morte
Patrono di tutta la Chiesa
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Perdonaci o Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Esaudiscici o Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Abbi pietà di noi Signore
Dio lo fece signore nella sua casa.
Affidò a Giuseppe i beni più cari.

Preghiamo: O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

LODE A S. GIUSEPPE
Se la gloria dei Santi nel Cielo è proporzionata ai loro meriti
ed alle grazie ricevute sulla Terra;
se Gesù Cristo promette eterna ricompensa
a chi da’ ad un povero un bicchiere d’acqua in suo nome;
a qual grado di gloria fosti innalzato presso Dio, Tu, o Giuseppe,
che fosti di tante grazie arricchito
e di perfezione incomprensibile a mente umana?
Quale ricompensa non dovesti ricevere
dalla mano liberissima di Dio,
Tu che rendesti tante premure a Gesù Cristo,
non come noi, nella persona dei poveri,
ma alla sua stessa persona
ed in quella della sua Madre Divina?
Quale non deve essere la grandezza del tuo potere in Cielo,
dopo che hai comandato al Figlio di Dio in Terra
e l’hai veduto per trent’anni sottomesso ai tuoi cenni?
Sì, o mio gloriosissimo Protettore,
io lo confesso al cospetto del Cielo e della Terra,
Tu occupi un posto altissimo presso Gesù e Maria.
Tutto il Paradiso magnifica la tua gloria
e rende omaggio alle auguste qualità
che ti innalzano sopra tutte le angeliche schiere.
Permetti che da questa valle di lacrime,
innalziamo lo sguardo verso il trono sublime ove siedi,
e uniamo le nostre voci al concerto degli spiriti beati
per esaltare le tue grandezze,
onorare le tue virtù ed implorare
la tua potente protezione.
E Tu conferma nei nostri cuori
la fede, la speranza, la carità
affinché, dopo averti amato e fedelmente servito in questa vita,
possiamo continuare per tutta l’eternità a benedirti
con Gesù e con Maria in Cielo.
Amen.
Beato Bartolo Longo

MEDITAZIONE SU S.GIUSEPPE
Settenario di meditazioni in onore di S. Giuseppe
di san Alfonso M. de' Liguori

PRIMO GIORNO. Meditazione
DEL VIAGGIO A BETTELEMME, DOVE NACQUE GESÙ
"Ascendit autem et Ioseph a Galilaea de civitate Nazareth in Iudaeam in civitatem David, quae vocatur Bethlehem" (Luc. 2. 4).

Considera i dolci colloquii che in questo viaggio dovette fare Maria con Giusepe della misericordia di Dio in mandare il suo Figlio al mondo per redimere il genere umano, e dell'amore di questo Figlio in venire a questa valle di lagrime a soddisfare colle sue pene e morte i peccati degli uomini.

Considera poi la pena di Giuseppe in vedersi in quella notte, in cui nacque il Verbo divino, discacciato con Maria da Bettelemme, sì che furono costretti a stare in una stalla. Qual fu la pena di Giuseppe in vedere la sua santa sposa, giovinetta di quindici anni, gravida vicino al parto tremar di freddo in quella grotta, umida ed aperta da più parti! Ma quanta poi dovette essere la sua consolazione, quando intese da Maria chiamarsi e dire: Vieni Giuseppe, vieni ad adorare il nostro Dio bambino, ch'è già nato in questa spelonca. Miralo quanto è bello: mira in questa mangiatoia su di questo poco fieno il Re del mondo. Vedi come trema di freddo, chi fa ardere d'amore i Serafini! Ecco come piange quegli ch'è l'allegrezza del paradiso!

Or qui considera qual fu l'amore e la tenerezza di Giuseppe, allorché mirò có propri occhi il Figlio di Dio fatto bambino; e nello stesso tempo udì gli Angeli che cantavano intorno al loro nato Signore, e vide quella grotta ripiena di luce! Allora genuflesso Giuseppe piangendo per tenerezza: Vi adoro, disse, vi adoro sì mio Signore e Dio; e qual sorte è la mia di essere il primo dopo Maria a vedervi nato! e di sapere che nel mondo voi volete esser chiamato e stimato figlio mio! Dunque lasciate che anch'io vi chiami e da ora vi dica: Dio mio e figlio mio, a voi tutto mi consagro. La mia vita non sarà più mia, sarà tutta vostra; ad altro ella non servirà che a servire voi, mio Signore.

Quanto più poi si accrebbe l'allegrezza di Giuseppe in veder venire in quella notte i pastori, chiamati dall'Angelo a vedere il lor nato Salvatore; ed indi i santi Magi, che vennero dall'oriente a riverire il Re del cielo venuto in terra a salvare le sue creature.

Preghiere

Santo mio patriarca, vi prego per quella pena che aveste in veder nato il Verbo divino in una stalla, così povero, senza fuoco e senza panni, ed in sentirlo piangere per lo freddo che l'affliggeva: vi prego (dico) ad impetrarmi un vero dolore dé peccati miei, có quali sono stato causa delle lagrime di Gesù. E per quella consolazione che aveste poi, in vedere la prima volta Gesù bambino nato nel presepe, così bello e grazioso, onde il vostro cuore da quel punto cominciò ad ardere d'un amore più grande verso d'un amabile ed amante bambino, ottenetemi la grazia di amarlo anch'io con grande amore in questa terra, per venire un giorno poi a goderlo in paradiso.

E voi, o Maria, Madre di Dio e madre mia, raccomandatemi al vostro Figlio, ed ottenetemi il perdono di tutte le offese che gli ho fatte, e la grazia di più non offenderlo.

E voi, mio diletto Gesù, perdonatemi per amore di Maria e di Giuseppe, e datemi la grazia di potervi un giorno vedere in paradiso, per ivi lodare ed amare la vostra divina bellezza e la vostra bontà, che vi ha renduto bambino per amor mio. V'amo bontà infinita. V'amo, Gesù mio. V'amo, mio Dio, mio amore, mio tutto.

SECONDO GIORNO. Meditazione
DEL VIAGGIO IN EGITTO

"Angelus Domini apparuit in somnis Ioseph dicens: Surge, et accipe Puerum et Matrem eius, et fuge in Aegyptum" (Matt. 2. 13.)

Avendo i santi Magi informato Erode che già era nato il Re dé giudei, il barbaro principe ordinò che fossero uccisi tutti i bambini che allora si ritrovavano d'intorno a Bettelemme. Onde volendo Dio liberare il suo Figlio per allora dalla morte, mandò per un Angelo ad avvisare Giuseppe che avesse preso il fanciullo e la madre, e fossero fuggiti in Egitto.

Considera qui la pronta ubbidienza di Giuseppe, il quale, ancorché l'Angelo non gli avesse prescritto il tempo della partenza, egli senza far dubbi, né in quanto al tempo né in quanto al modo d'un tal viaggio, né in quanto al luogo da fermarsi in Egitto, subito si accinge a partire. Onde subito ne avvisa Maria, e nella stessa notte, come giustamente vuole il Gersone, raccogliendo quei poveri strumenti del suo mestiere che potea portare, e che doveano poi servirgli in Egitto per alimentare la sua povera famiglia, s'avvia insieme colla sua sposa Maria, soli senza guida all'Egitto per un viaggio così lungo di quattro cento miglia (come portano) per monti, per vie aspre, e deserti. Or qual dovette esser la pena di S. Giuseppe in questo viaggio in vedere così patire la sua cara sposa, non avvezza a camminare, con quel caro bambino in braccio, che fuggendo lo portavano a vicenda or Maria, or Giuseppe, col timore d'incontrare ad ogni passo i soldati di Erode, nel tempo più rigido del verno, con pioggie, con venti e con nevi. Di che dovean cibarsi in questo viaggio, se non di un tozzo di pane portato dalla casa, o accattato per limosina! Dove la notte dovean dormire, se non in qualche tugurio vile, o alla campagna a cielo aperto, di sotto a qualche albero?

Stava sì bene Giuseppe tutto uniformato alla volontà dell'Eterno Padre, il quale volea che sin da bambino il suo Figlio cominciasse a patire, per soddisfare i peccati degli uomini; ma non potea il tenero ed amante cuore di Giuseppe non sentir la pena in vederlo tremare e in udirlo piangere per lo freddo e per gli altri incomodi che provava.

Considera finalmente quanto dovette soffrire Giuseppe nella dimora per sette anni in Egitto, in mezzo a gente idolatra, barbara e sconosciuta; poiché ivi non avea né parenti, né amici che potessero sovvenirlo; onde dicea San Bernardo che il santo patriarca per poter alimentar la povera sua sposa e quel divino fanciullo (che provvede di cibo tutti gli uomini e le bestie della terra) era costretto a faticare di notte e di giorno.

Preghiere

Santo mio protettore, per quella pronta ubbidienza che voi sempre portaste al volere di Dio, ottenetemi dal vostro Gesù la grazia di ubbidire perfettamente á divini precetti. Ottenetemi nel viaggio che fa l'anima mia all'eternità, in mezzo a tanti nemici, di non perder mai la compagnia di Gesù e di Maria, sino all'ultimo punto di mia morte. Così accompagnato, tutti i travagli di questa vita e la stessa morte mi saranno dolci e cari.

O Maria, Madre di Dio, per quei patimenti che voi tenera donzella soffriste nel viaggio di Egitto, impetratemi forza di sopportare con pazienza e rassegnazione tutti gl'incomodi e le cose contrarie che mi avvengono.

E voi, mio caro Gesù, abbiate pietà di me. Oh Dio, voi innocente, che siete il mio Signore e Dio, avete voluto sin da bambino tanto patire per me, ed io peccatore poi, che tante volte m'ho meritato l'inferno, come sono stato tanto svogliato ed impaziente nel soffrire qualche cosa per voi? Signor mio, perdonatemi. Io per l'avvenire voglio sopportare quanto volete, e da ora mi offerisco a patire tutte le croci che voi m'invierete. Aiutatemi però colla vostra grazia, altrimenti io non vi sarò fedele. V'amo, Gesù mio, mio tesoro, mio tutto, e voglio sempre amarvi; e per darvi gusto, voglio patire quanto piace a voi.

TERZO GIORNO Meditazione
DELLO SMARRIMENTO DI GESÙ NEL TEMPIO

"Remansit puer Iesus in Ierusalem, et non cognoverunt parentes eius" (Luc. 2. 43.)

Venuto il tempo del ritorno dall'Egitto, ecco di nuovo l'Angelo avvisò Giuseppe che ritornasse col fanciullo e la madre nella Giudea. Considera San Bonaventura che in questo ritorno la pena di Giuseppe e di Maria fu maggiore che nell'andare: poich'essendo allora Gesù in età di sette anni in circa, egli era già così grande che non potea portarsi in braccio, ed era all'incontro così piccolo che non potea da sé far lungo viaggio; onde spesso quell'amabile fanciullo era costretto a fermarsi e buttarsi sulla terra per la stanchezza.

In oltre consideriamo la pena che intesero Giuseppe e Maria, ritornati che furono, quando dispersero Gesù nella visita fatta al tempio. Era Giuseppe avvezzo a godere la dolce vista e compagnia del suo amato Salvatore; or quale fu poi il dolore, quando se ne vide privo per tre giorni, senza sapere se più l'avesse a ritrovare? e senza saperne la cagione, che fu la sua pena maggiore, poiché temeva il santo patriarca per la sua grande umiltà, che forse a cagion di qualche suo difetto Gesù avesse determinato di non vivere più in sua casa, stimandolo non più degno della sua compagnia e dell'onore di assistergli, con aver cura d'un tanto tesoro.

Non v'è maggior pena ad un'anima, che ha posto in Dio tutto il suo amore che 'l dubitare d'averlo disgustato. Non vi fu sonno in tutti quelli tre giorni per Maria e Giuseppe, ma un continuo piangere, cercando il loro diletto, siccome la stessa Vergine gli disse poi, quando lo ritrovò nel tempio: "Fili, quid fecisti nobis sic? Ecce pater tuus et ego dolentes quaerebamus te" (Luc. 2. 48). Figlio, e qual pena amara ci avete fatta provare in questi giorni, in cui siamo andati piangendo sempre cercandovi, senza trovarvi e senza potere aver nuova di voi.

Consideriamo all'incontro l'allegrezza di Giuseppe in aver poi ritrovato Gesù; ed in sapere che la cagione di allontanarsi non era stata qualche sua mancanza, ma l'amore alla gloria dell'Eterno suo Padre.

Preghiere

Santo mio patriarca, voi piangete per avere smarrito Gesù; ma voi sempre l'avete amato, ed egli sempre ha amato voi, e v'ha amato tanto che v'ha eletto per suo aio e custode della sua vita. Lasciate piangere a me, che per le creature e per li miei capricci ho lasciato e perduto tante volte il mio Dio, disprezzando la sua divina grazia. Ah santo mio, per li meriti della pena che provaste in avere smarrito Gesù, impetratemi lagrime per piangere sempre l'ingiurie fatte a questo mio Signore. E per quella allegrezza che aveste poi in ritrovarlo nel tempio, ottenetemi la sorte di ritrovarlo anch'io ritornato colla sua grazia nell'anima mia, e di non perderlo mai più.

E voi, madre mia Maria, voi che siete il rifugio dé peccatori, non mi abbandonate, abbiate pietà di me. S'io ho offeso il vostro Figlio, ora me ne pento con tutto il cuore; e son pronto a perdere mille volte la vita, prima che perdere la sua divina grazia. Pregatelo che mi perdoni e che mi dia la sua santa perseveranza.

E voi, mio caro Gesù, se non mi avete perdonato ancora, perdonatemi in questo giorno. Io detesto e odio tutte l'ingiurie che v'ho fatte; me ne dispiace, vorrei morirne di dolore. Io v'amo, e perché v'amo, stimo più il vostro amore e la grazia vostra, che tutti i regni del mondo. Signore, aiutatemi, acciocch'io sempre v'ami e non v'offenda più.


QUARTO GIORNO. Meditazione
DELLA CONTINUA COMPAGNIA CH'EBBE IL SANTO PATRIARCA CON GESÙ

"Et descendit cum eis, et venit Nazareth, et erat subditus illis" (Luc. 2. 51.)

Gesù dopo essere stato ritrovato nel tempio da Maria e da Giuseppe, ritornò con essi alla loro casa di Nazaret, e visse con Giuseppe sino alla di lui morte, ubbidendogli come a suo padre.

Consideriamo qui la santa vita ch'indi menò Giuseppe colla compagnia di Gesù e di Maria. In quella famiglia non v'era altro affare, se non della maggior gloria di Dio; non v'erano altri pensieri e desiderii che di piacere a Dio: non v'erano altri discorsi che dell'amore che gli uomini debbono a Dio, e che Dio porta agli uomini, specialmente in aver mandato al mondo il suo Unigenito a patire ed a finire la vita sua in un mare di dolori e di disprezzi per la salute dell'uman genere.

Ah con quante lagrime doveano Maria e Giuseppe, già bene intesi delle divine Scritture, parlare alla presenza di Gesù della di lui penosa passione e morte! Con quanta tenerezza doveano andare discorrendo, secondo dice Isaia, che il loro diletto dovea esser l'uomo dé dolori e dé disprezzi; che doveano i nemici talmente difformarlo che più non fosse conosciuto bello qual'era; che talmente doveano có flagelli lacerargli e pestargli le carni, che dovea comparire come un lebbroso, tutto pieno di piaghe e di ferite; che il loro amato pegno dovea tutto soffrire con pazienza, senza neppur aprir la bocca e lamentarsi di tanti strazii, e come un agnello farsi condurre alla morte, e finalmente appeso ad un legno infame in mezzo a due ladri dovea a forza di tormenti finir la vita. Or considerate gli affetti di dolore e di amore, che in tali colloquii doveano destarsi nel cuore di Giuseppe.

Preghiere

Santo mio patriarca, per quelle lagrime che spargeste in contemplare la futura passione del vostro Gesù, impetratemi una continua memoria e tenerezza dé dolori del mio Redentore. E per quella santa fiamma d'amore che in tali colloqui e pensieri si accendeva nel vostro cuore, ottenetene una scintilla all'anima mia, che có suoi peccati ha avuta gran parte nel far patire Gesù.

E voi, Maria, per quanto soffriste in Gerusalemme alla vista dé tormenti e della morte del vostro caro Figlio, impetratemi un gran dolore dé miei peccati.

E voi, mio dolce Gesù, che per amor mio avete tanto patito, e siete morto, fate ch'io non mi scordi mai d'un tanto amore. Mio Salvatore, la vostra morte è la speranza mia. Io credo che siete morto per me. Io spero dai vostri meriti la mia salute. Io v'amo con tutto il cuore, v'amo più d'ogni cosa, v'amo più di me stesso. V'amo, e per vostro amore son pronto a soffrire ogni pena. Mi dispiace più d'ogni male l'aver disgustato voi sommo bene. Altro non desidero che amarvi e darvi gusto. Aiutatemi, Signor mio, non permettete ch'io m'abbia mai più a separare da voi.

QUINTO GIORNO. Meditazione
DELL'AMORE DI GIUSEPPE, CHE PORTÒ A MARIA ED A GESÙ

"Et descendit cum eis (Iesus), et venit Nazaret; et erat subditus illis" (Luc. 2)

Considerate per prima l'amore che portò Giuseppe alla sua santa sposa. Ella era già la più bella, che mai fosse stata fra le donne: ella era la più umile, la più mansueta, la più pura, la più ubbidiente e la più amante di Dio, che non v'è stata, né vi sarà fra tutti gli uomini e fra tutti gli Angeli; onde meritava tutto l'amore di Giuseppe, ch'era così amante della virtù. Aggiungete l'amore col quale egli si vedeva amato da Maria, che certamente nell'amore preferì il suo sposo a tutte le creature. Egli poi la considerava come la diletta di Dio, scelta ad esser la Madre del di lui Unigenito. Or da tutti questi riguardi considerate qual doveva esser l'affetto che 'l giusto e grato cuore di Giuseppe conservava verso questa sua amabile sposa.

Considerate per secondo l'amore, che Giuseppe portò a Gesù. Avendo Dio assegnato il nostro santo in luogo di padre a Gesù, certamente gli dovette infondere nel cuore un amore di padre, e padre di tal figlio sì amabile, ch'era insieme Dio; onde l'amor di Giuseppe non fu puramente umano, com'è l'amore degli altri padri, ma un amore soprumano, ritrovando nella stessa persona il suo figliuolo e 'l suo Dio. Ben sapea Giuseppe per certa e divina rivelazione avuta dall'Angelo che quel fanciullo, da cui si vedea sempre accompagnato, era il Verbo divino che per amore degli uomini, ma specialmente di lui s'era fatt'uomo. Sapea ch'egli stesso l'avea fra tutti eletto per custode della sua vita, e volea esser chiamato suo figlio.

Or considerate che incendio di santo amore si dovea accendere nel cuore di Giuseppe in considerare tutto ciò, ed in vedere il suo Signore, che da garzone lo serviva ora in aprire e serrar la bottega, ora in aiutarlo a segare i legnami, in maneggiar la pialla e l'ascia, ora in raccogliere i frammenti e scopar la casa; in somma che l'ubbidiva in tutto quello che gli ordinava, anzi che non facea cosa alcuna senza la di lui ubbidienza, che gli osservava come padre. Quali affetti doveano destarsi nel suo cuore in portarlo in braccio, in accarezzarlo e ricevere le carezze che gli rendea quel dolce fanciullo! in ascoltare le di lui parole di vita eterna, che divenivano tutte saette amorose a ferire il suo cuore, e specialmente poi in osservare i santi esempii che gli dava quel divin garzoncello di tutte le virtù!

La lunga familiarità delle persone che s'amano, alle volte raffredda l'amore, perché gli uomini quanto più lungamente fra di loro conversano, più l'uno conosce i difetti dell'altro. Non così avveniva a Giuseppe; quanto di più egli conversava con Gesù, più conosceva la di lui santità. Da ciò pensate, quanto egli amò Gesù, avendo (come portano gli autori) goduta la sua compagnia per lo spazio di venticinque anni.

Preghiere

Santo mio patriarca, io mi rallegro della vostra sorte e grandezza, in esser fatto degno di poter comandare come padre e farvi ubbidire da colui al quale ubbidiscono il cielo e la terra. Santo mio, giacché voi siete stato servito da un Dio, io ancora voglio mettermi alla vostra servitù. Voglio servirvi da oggi avanti, onorarvi ed amarvi come mio signore. Accettatemi voi sotto il vostro patrocinio, ed ordinatemi quel che vi piace. So che quanto mi direte, tutto sarà per mio bene e per gloria del mio e vostro Redentore. San Giuseppe mio pregate Gesù per me. Egli certamente non vi negherà mai niente, avendo ubbidito in terra a tutti i vostri comandi. Ditegli che mi perdoni le offese che gli ho fatte. Ditegli che mi stacchi dalle creature e da me stesso; mi infiammi del suo santo amore, e poi faccia di me quel che gli piace.

E voi, Maria santissima, per l'amore che vi portò Giuseppe, accoglietemi sotto il vostro manto; e pregate questo vostro santo sposo che mi accetti per suo servo.

E voi, mio caro Gesù, che per pagare le mie disubbidienze voleste umiliarvi ad ubbidire ad un uomo, deh per li meriti di quella ubbidienza, che in terra portaste a Giuseppe, datemi la grazia di ubbidire da oggi avanti a tutti i vostri divini voleri; e per l'amore che portaste a Giuseppe ed egli portò a voi, concedetemi un grande amore verso di voi bontà infinita, che meritate d'essere amato con tutto il cuore. Scordatevi dell'ingiurie che v'ho fatte, ed abbiate pietà di me. V'amo, Gesù amor mio, v'amo mio Dio, e voglio sempre amarvi.


GIORNO SESTO. Meditazione
DELLA MORTE DI S. GIUSEPPE

"Pretiosa in conspectu Domini mors sanctorum eius" (Psalm. 115. 15)

Considera come S. Giuseppe, dopo aver egli usata una fedel servitù a Gesù e a Maria, giunse alla fine di sua vita nella casa di Nazzaret. Ivi circondato dagli Angioli ed assistito dal Re degli Angioli Gesu-Cristo e da Maria sua sposa, che gli si posero a canto dall'uno e dall'altro lato del suo povero letto, con questa dolce e nobile compagnia con pace di paradiso uscì da questa misera vita. Dalla presenza di tale sposa e di tal figlio, quale degnavasi di chiamarsi il Redentore, fu renduta troppo dolce e preziosa la morte di Giuseppe.

E come mai poteva a lui riuscire amara la morte, mentre moriva in braccio alla vita? Chi mai potrà spiegare o intendere le pure dolcezze, le consolazioni, le speranze beate, gli atti di rassegnazione, le fiamme di carità, che spiravano al cuore di Giuseppe le parole di vita eterna, che a vicenda or Gesù, or Maria gli diceano in quell'estremo del suo vivere? Molto ragionevole perciò è l'opinione che riferisce S. Francesco di Sales che S. Giuseppe morisse di puro amore verso Dio.

Tale fu la morte del nostro santo, tutta placida e soave, senza angustie e senza timori, perché la sua vita fu sempre santa. Ma non può esser tale la morte di coloro, che un tempo hanno offeso Dio e s'han meritato l'inferno. Sì, ma certamente grande sarà il conforto che riceverà allora chi si vedrà protetto da S. Giuseppe, al quale avendo già un tempo ubbidito un Dio, certamente ubbidiranno i demonii, che dal santo saranno discacciati ed impediti a tentare in morte i suoi divoti. Beata quell'anima che in tal punto è assistita da questo grande avvocato, al quale, per essere egli morto coll'assistenza di Gesù e di Maria, e per aver liberato Gesù bambino dá pericoli della morte con trafugarlo in Egitto, sta concesso il privilegio d'essere il protettore della buona morte, e di liberare i suoi divoti moribondi dal pericolo della morte eterna.

Preghiere

Santo mio protettore, a voi con ragione toccò quella santa morte, perché fu santa tutta la vostra vita. A me con ragione mi spetterebbe una morte infelice, perché me l'ho meritata colla mia mala vita. Ma se voi mi difendete, io non mi perderò. Voi non solo siete stato grande amico del mio giudice, ma siete stato ancora il suo custode ed aio. Se voi mi raccomandate a Gesù, egli non saprà condannarmi.

Santo mio patriarca, io vi eleggo dopo Maria per mio principale avvocato e protettore. Vi prometto nella vita che mi resta di onorarvi ogni giorno con qualche ossequio speciale e con mettermi sotto il vostro patrocinio. Io non lo merito, ma voi per l'amore che portate a Gesù ed a Maria, accettatemi per vostro servo perpetuo. E per quella dolce compagnia che Gesù e Maria vi fecero in vostra vita, proteggetemi sempre nella mia vita, acciocch'io non mi divida mai da
Dio con perdere la sua grazia. E per quell'assistenza che Gesù e Maria vi fecero in morte, proteggetemi specialmente nell'ora della morte mia: affinché io morendo accompagnato da voi, da Gesù e da Maria, venga un giorno a ringraziarvi in paradiso, ed in vostra compagnia a lodare ed amare in eterno il vostro Dio.

Vergine santissima, speranza, mia, voi già sapete che prima per li meriti di Gesù Cristo e poi per la vostra intercessione io spero di fare una buona morte e di salvarmi. Madre mia, non mi abbandonate mai, ma specialmente assistetemi nel gran punto della morte mia; ottenetemi la grazia di spirare chiamando ed amando voi e Gesù.

E voi, caro mio Redentore, che un giorno avete da essere il giudice mio, deh perdonatemi tutte le offese che vi ho fatte, delle quali mi pento con tutta l'anima: ma perdonatemi presto, prima che venga l'ora della mia morte, in cui mi avete da giudicare.

Misero me, che ho perduto tanti anni e non v'ho amato! Deh datemi voi la grazia d'amarvi e d'amarvi assai in questo poco o molto di vita che mi resta. E quando sarà giunta l'ora del mio passaggio da questa vita all'eternità, fatemi morire ardendo d'amore verso di voi. V'amo, mio Redentore, mio Dio, mio amore, mio tutto: ed altra grazia non vi cerco che la grazia d'amarvi; e desidero e vi domando il paradiso per amarvi con tutte le mie forze e per tutta l'eternità. Amen, così spero, così sia.

Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia.

Gesù, Giuseppe e Maria, in quell'estrema agonia, fatemi morire in vostra compagnia.

GIORNO SETTIMO. Meditazione
DELLA GLORIA DI S. GIUSEPPE

"Euge serve bone et fidelis, quia in pauca fuisti fidelis, intra in gaudium Domini tui" (Matth. 25. 21)
La gloria che Dio dona ai suoi santi in cielo corrisponde alla santità della vita ch'essi han menata in terra. Per comprendere la santità di S. Giuseppe, basta intendere solamente quel che ne dice l'Evangelio: "Ioseph autem vir eius, cum esset iustus" (Matt. I. 19). Uomo giusto viene a dire uno che possiede tutte le virtù; mentre chi manca in una sola virtù, non può dirsi più giusto. Or se lo Spirito Santo chiamò giusto Giuseppe, allorché fu eletto sposo di Maria, considerate quale abbondanza di amor divino e di tutte le virtù trasse poi il nostro Santo dá colloquii e dalla continua conversazione della santa sua sposa, che gli dava un perfetto esempio in tutte le virtù. Se una sola voce di Maria bastò a santificare il Battista ed a riempire di Spirito Santo Elisabetta, or a quale altezza di santità dobbiam pensare che fosse giunta la bell'anima di Giuseppe colla compagnia e familiarità, che per lo spazio di 25 anni (secondo si porta) ebbe egli con Maria?

In oltre, quale altro accrescimento di virtù e di meriti dobbiam supponere che acquistasse Giuseppe, col praticare per lo spazio di trenta e più anni continuamente colla santità medesima, ch'era Gesù Cristo, in servirlo, alimentarlo ed assistergli in questa terra? Se Dio promette premio a chi dona un semplice bicchier d'acqua ad un povero per di lui amore, pensate qual gloria in cielo avrà data a Giuseppe, che lo salvò dalle mani di Erode, lo provvide di vesti e di cibo, lo portò tante volte in braccio, e l'allevò con tanto affetto. Certamente dobbiam credere che la vita di Giuseppe alla vista ed alla presenza di Gesù e di Maria era una continua orazione ricca d'atti di fede, di confidenza, d'amore, di rassegnazione e d'offerte.

Or se il premio corrisponde á meriti della vita, pensate qual sarà la gloria di Giuseppe in paradiso. S. Agostino paragona gli altri santi alle stelle, ma S. Giuseppe al sole. Il P. Suarez dice essere molto ragionevole il sentimento che S. Giuseppe, dopo Maria, avanzasse in merito e gloria tutti gli altri santi. Dal che deduce il Ven. Bernardino da Bustis 6 che S. Giuseppe in certo modo in cielo comanda a Gesù e a Maria, allorché vuole impetrare qualche grazia á suoi divoti.

Preghiere

Santo mio patriarca, or che godete in cielo in alto trono, vicino al vostro amato Gesù, che vi fu suddito in terra, abbiate pietà di me, che vivo in mezzo a tanti nemici, demòni e passioni malvagie, che continuamente mi stan combattendo, per farmi perdere la grazia di Dio. Deh per quella grazia che vi fu concessa in terra di poter godere la continua compagnia di Gesù e di Maria, ottenetemi la grazia di vivere in questi giorni, che mi restano, sempre unito a Dio, resistendo agli assalti dell'inferno e di morire poi amando Gesù e Maria: acciocché possa indi venire un giorno insieme con voi a goder la loro compagnia nel regno dé beati.

Vergine santissima e madre mia Maria, quando sarà ch'io libero dal timore di più peccare mi abbracci á piedi vostri, per non partirmene più? Voi m'avete d'aiutare a giungere a questa felicità.

E voi, amato mio Gesù, caro mio Redentore, quando sarà ch'io venga a godervi in paradiso e ad amarvi da faccia a faccia, sicuro ivi di non potervi più perdere? Sintanto che vivo, sempre sto in questo pericolo. Ah mio Signore ed unico mio bene, per li meriti di Giuseppe, che voi tanto amate e tanto l'onorate in cielo e della vostra cara madre, ma più per li meriti della vostra vita e morte, coi quali mi avete meritato ogni speranza, non permettete ch'io mai m'abbia a separare dal vostro amore in questa terra; acciocché venga poi in quella patria d amore a possedervi e amarvi con tutte le mie forze, per non separarmi più dalla vostra presenza e dal vostro amore.
di san Alfonso M. de' Liguori


NOVENA A S.GIUSEPPE
Nel nome dei Padre e dei Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

1. O S. Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a te ricorro, affinché m'implori la grazia, per la quale mi vedi gemere e supplicare davanti a te. E' vero che i presenti dispiaceri e le amarezze che sono forse il giusto castigo dei miei peccati. Riconoscendomi colpevole, dovrò per questo perdere la speranza di essere aiutato dal Signore? "Ah! No!" - mi risponde la tua grande devota Santa Teresa – "No certo, o poveri peccatori. Rivolgetevi in qualunque bisogno, per grave che sia, alla efficace intercessione dei Patriarca S. Giuseppe; andate con vera fede da Lui e resterete certamente esauditi nelle vostre domande". Con tanta fiducia, mi presento, quindi, davanti a Te e imploro misericordia e pietà. Deh!, per quanto puoi, o San Giuseppe prestami soccorso nelle mie tribolazioni. Supplisci alla mia mancanza e, potente come sei, fa che, ottenuta per la tua pia intercessione la grazia che imploro, possa ritornare al tuo altare per renderti l'omaggio della mia riconoscenza.

Padre Nostro – Ave Maria – Gloria.

2. Non dimenticare, o misericordioso S. Giuseppe, che nessuna persona al mondo, per grande peccatrice che, fosse, è ricorsa a te, rimanendo delusa nella fede e nella speranza in te riposte. Quante grazie e favori hai ottenuto agli afflitti! Ammalati, oppressi, calunniati, traditi, abbandonati, ricorrendo alla tua protezione sono stati esauditi. Deh! non permettere, o gran Santo che io abbia ad essere il solo, fra tanti, a rimanere privo dei tuo conforto. Mostrati buono e generoso anche verso di me, ed io, ringraziandoti, esalterò in te la bontà e la misericordia dei Signore.

Padre Nostro – Ave Maria – Gloria.

3. O eccelso Capo della Sacra Famiglia, io ti venero profondamente e di cuore t'invoco. Agli afflitti, che ti hanno pregato prima di me, hai concesso conforto e pace, grazie e favori. Degnati quindi di consolare anche l'animo mio addolorato, che non trova riposo in mezzo alle ingiustizie da cui è oppresso. Tu, o sapientissimo Santo, vedi in Dio tutti i miei bisogni prima ancora che io te li esponga con la mia preghiera. Tu dunque sai benissimo quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. Nessun cuore umano mi può consolare; da te spero d'essere confortato, date, o glorioso Santo. Se mi concedi la grazia che con tanta insistenza io domando, prometto di diffondere la devozione verso di te, di aiutare e sostenere le opere che, nel tuo Nome, sorgono a sollievo di tanti infelici e dei poveri morenti. O. S. Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà dei mio dolore!

Padre Nostro – Ave Maria – Gloria.

(Ripetere la novena per i restanti giorni.

O Giuseppe dolcissimo,
Padre amorevole di chi in te si confida,
oggi e sempre mi affido al tuo Cuore,
“tutto” di Cristo Gesù e di Maria

Insegnami l’abbandono nella Provvidenza
Il tesoro del silenzio
La totale sottomissione e donazione a Dio.

Riempimi della tua “passione” per Gesù, della tua tenerezza per Maria.

La tua mano mi conduca nei sentieri di Cristo, perché possa vivere in pienezza il mio battesimo.
Ottienimi la grazia di essere il consolatore di chi piange,
il sostegno di chi è solo,
la guida che indica la via del Vangelo.
Proteggimi dagli attacchi del maligno,
sii tu lo scudo sicuro nelle tentazioni
e accoglimi per sempre nel tuo Cuore di Padre con quanti a me si raccomandano
particolarmente per (…)

Tutto, o dolce Giuseppe, per la gloria del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo
Amen

O grande San Giuseppe,
che fosti prescelto da Dio per il mistero più sublime
che possa affidarsi a una pura creatura,
Tu sei l'angelo della purezza, giglio eletto di verginità,
per cui Dio stesso si compiacque di chiamarti Padre del suo Unigenito,
e ne trasmise a Te i suoi diritti.
Colui che creò tutti i cuori degli uomini, pose in Te un Cuore di Padre
e diede nel tempo stesso per Te a Gesù un Cuore di Figlio.
O beatissimo Giuseppe, siimi Padre anche Tu!
Sii Padre per tutti quelli che Gesù amò sino a farsi loro fratello!
Io mi prostro ai tuoi piedi con tutto l'affetto della mia anima,
supplicandoti di gradire l'offerta che ti faccio del mio cuore,
affinché Tu lo renda puro
e così lo presenti Tu stesso a Gesù, tuo Figlio,
a cui lo consacro per sempre e senza riserva.
Pregalo di togliere da questo miserabilissimo cuore il peccato,
l'amore al piacere e tutto quello che a Lui non piace;
d'infiammarlo del sacro fuoco del suo santo amore,
di adornarlo di tutte le virtù
di cui il suo adorabile Cuore ci diede esempi così ammirabili
affinché, prendendone Egli fin d'ora l'intero possesso,
possa regnarvi per sempre nel tempo e nell'eternità!
Amen.

Beato Bartolo Longo


O San Giuseppe,
scelto da Dio per essere su questa terra
Custode di Gesù e Sposo purissimo di Maria,
Tu hai trascorso la vita
nell’adempimento perfetto del dovere,
sostentando con il lavoro delle tue mani
la Santa Famiglia di Nazareth,
proteggi propizio noi che,
fiduciosi ci rivolgiamo a Te.
Tu conosci le nostre aspirazioni,
le nostre angustie, le nostre speranze:
a Te ricorriamo,
perchè sappiamo in trovare in Te chi ci protegge.
Anche Tu hai sperimentato
la prova, la fatica, la stanchezza;
ma il tuo animo, ricolmo della più profonda pace,
esultò di gioia per l’intimità
con il Figlio di Dio a te affidato,
e con Maria, sua dolcissima Madre.
Aiutaci a comprendere
che non siamo soli nel nostro lavoro,
a saper scoprire Gesù accanto a noi,
ad accoglierlo con la grazia
e custodirlo con la fedeltà
come Tu hai fatto.
Ottieni che nella nostra famiglia
tutto sia santificato
nella carità, nella pazienza, nella giustizia e nella ricerca del bene.
Amen.

 Papa Giovanni XXIII


Coroncina a San Giuseppe
Il primo mercoledì è dedicato a san Giuseppe, con tre fini: protezione sopra la Chiesa universale; assistenza su ciascuno di noi e una buona morte per tutti gli agonizzanti del mese; la divina Provvidenza in tutti i bisogni. Nel pensiero del Fondatore e particolare patrono dei Discepoli del Divin Maestro e coinvolto nella fondazione dell’Istituto secolare aggregato alla Società San paolo della “Santa Famiglia”

1. O san Giuseppe, fedele cooperatore nella nostra redenzione, abbi pietà dell’umanità ancora afflitta da tanti errori e da tanti mali. Tu fosti docile strumento nella mani del Padre celeste nel disporre tutto per la nascita, la fanciullezza di Gesù e la preparazione della Vittima, del Sacerdote, del Maestro divino agli uomini.

O Santo docilissimo al volere di Dio, ottienici zelo per le vocazioni e la loro formazione. Per noi ti chiediamo generosa e costante corrispondenza al prezioso dono della chiamata di Dio.

San Giuseppe, prega per noi.

2. O san Giuseppe, modello di ogni virtù, ottienici il tuo spirito interiore. Nel silenzio amoroso ed operoso, nella pratica di tutte le prescrizioni religiose e sociali, nella docilità al volere di Dio, hai raggiunto un altissimo grado di santità e di gloria celeste. Ottienici aumento di fede, speranza e carità; larga infusione delle virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza ndr); abbondanza dei doni dello Spirito Santo (sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio ndr).

San Giuseppe, prega per noi.

3. O san Giuseppe, ti veneriamo come il modello dei lavoratori, l’amico dei poveri, il consolatore dei sofferenti ed emigrati, il santo della Provvidenza. Sopra la terra hai rappresentato la bontà e la premura universale del Padre celeste. Fosti il fabbro di Nazaret e maestro di lavoro al Figlio di Dio, fattosi umile lavoratore per noi. Soccorri con le tue preghiere quanti faticano nel lavoro intellettuale, morale e materiale. Alle nazioni ottieni una legislazione ispirata al Vangelo, lo spirito di carità cristiana, un ordinamento conforme a giustizia e pace.

San Giuseppe, prega per noi.

4. O san Giuseppe, padre putativo di Gesù, benediciamo il Signore per le intime tue comu­nicazioni con lui durante la sua infanzia e giovinezza a Betlemme, in Egitto, a Nazaret. Lo hai paternamente amato e sei stato filialmente riamato. La tua fede ti faceva adorare in lui il Figlio di Dio incarnato, mentre egli ti ubbidiva, ti serviva, ti ascoltava. Avevi con lui soavi conversazioni, comunanza di lavoro, grandi pene e dolcissime consolazioni. Ottienici la grazia di mai offendere e perdere Gesù col peccato. Prega per noi, affinché possiamo sempre confessarci e co­municarci bene, arrivare a una grande intimità e a un amore tenero e forte verso Gesù, sopra la terra, e a possederlo per sempre in cielo.

San Giuseppe, prega per noi.

5. O san Giuseppe, sposo purissimo di Maria, umilmente ti preghiamo di ottenerci una vera devozione alla nostra tenera madre, maestra e Regina. Per divina volontà, la tua missione fu associata a quella di Maria. Con Maria dividesti pene e gioie; con lei vi fu una santa emulazione di virtù, di lavoro e di meriti; unione di mente e di cuore. O san Giuseppe, prega per i padri e le madri di famiglia. Ottienici la grazia di conoscere la santissima vergine Maria, di imitarla, amarla e pregarla sempre. Attira tante anime al suo cuore materno.

San Giuseppe, prega per noi.

6. O san Giuseppe, protettore degli agonizzanti, ti supplichiamo per tutti i morenti, e per la tua assistenza nell’ora della nostra morte. Tu meritasti un transito felice con una santa vita e nelle tue ultime ore avesti l’ineffabile consolazione dell’assistenza di Gesù e Maria. Liberaci dalla morte improvvisa; concedici la grazia di imitarti in vita, di distaccare il cuore da ogni cosa mondana e raccogliere ogni giorno tesori per il momento della morte. Fa’ che allora possiamo ricevere bene i sacramenti degli infermi e con Maria ispiraci sentimenti di fede, speranza, carità e dolore dei peccati, perché spiri in pace l’anima nostra.

San Giuseppe, prega per noi.

7. O san Giuseppe, protettore della Chiesa universale, volgi benigno lo sguardo sopra il Papa, l’episcopato, il clero, i religiosi, i cristiani; prega per la santificazione di tutti. La Chiesa è frutto del sangue di Gesù, tuo figlio putativo. Affidiamo a te le nostre suppliche per l’estensione, la libertà, l’esaltazione della Chiesa. Difendila dagli errori, dal male e dalle forze dell’inferno come un giorno salvasti l’insidiata vita di Gesù dalle mani di Erode. Si avveri il sospiro di Gesù: un solo ovile e un solo pastore.

San Giuseppe, prega per noi

Beato Don Giacomo Alberione


O San Giuseppe, la cui protezione e così grande e così forte, così immediata dinanzi al trono di Dio, ripongo in te tutti i miei desideri.
O San Giuseppe assistimi nella tua intercessione potente e ottieni per me tutte le benedizioni spirituali attraverso tuo figlio adottivo, Gesù Cristo nostro Signore, affinché essendomi rimesso al tuo potere terreno, io possa offrirti il mio ringraziamento e omaggio.
O San Giuseppe non mi stanco di contemplare te e Gesù dormiente nelle tue braccia, non oso avvicinarmi a te mentre lui riposa vicino al tuo cuore. Tienilo stretto in mio nome e bacia il suo tenero capo per me e chiedigli di ricambiare questo bacio quando emetterò il mio ultimo respiro. Amen.


Prostrato ai tuoi piedi, o gran Santo,
ti venero qual Padre del mio Signore e del mio Dio,
come il Capo di quella Santa Famiglia
che è l'oggetto delle compiacenze
e delle delizie della Santissima Trinità.
Qual gloria per Te essere Padre di un Figlio,
che è l'Unigenito di Dio!
Ma qual ventura per noi
al pensare che sei Padre anche a noi,
e che noi siamo tuoi figli.
Sì, noi siamo tuoi figli,
poiché siamo fratelli di Gesù Cristo,
che volle essere chiamato tuo Figlio;
e come tali abbiamo diritto alla tenerezza del tuo Cuore paterno.
Questa tenerezza e questa bontà
imploriamo nel tuo Nome all'adorabile Gesù,
tanto caro e soave al tuo Cuore.
Accoglici dunque!
Prendici sotto la tua protezione!
Facci amare la santa povertà, la pazienza, la prudenza,
la benignità, la modestia, la purità,
e sii nostro rifugio ed asilo in tutte le nostre pene,
in tutti i nostri bisogni
nel tempo di nostra vita e nell'ora di nostra morte.
Amen.

Beato Bartolo Longo


ROSARIO A S.GIUSEPPE
SCHEMA

O Dio vieni a salvarmi
Signore, vieni presto in mio aiuto

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Lodato sempre sia: il santo nome di Gesù, di Giuseppe e di Maria.

Si contempla il mistero
Si recita il Padre nostro
Si prega con 10 Ave Giuseppe

AVE GIUSEPPE, Custode del Redentore, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini e benedetto il frutto della tua Sposa Gesù.
O san Giuseppe, Patrono della Chiesa, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
Si recita il Gloria al Padre
Invocazione: Lodato sempre sia…

MISTERI DELLA GIOIA (gaudiosi)
1° L’annunciazione a san Giuseppe.
2° Lo sposalizio di Giuseppe con Maria.
3° La nascita di Gesù tra Maria e Giuseppe.
4° La vita della S.Famiglia a Nazaret.
5° Il ritrovamento di Gesù al tempio da parte di Maria e di Giuseppe.

MISTERI DEL DOLORE (dolorosi)
1° Il dubbio di Giuseppe.
2° La strage degli innocenti.
3° L’esilio in Egitto.
4° Lo smarrimento di Gesù a 12 anni.
5° La morte di Giuseppe.

MISTERI DELLA GLORIA (gloriosi)
1° Giuseppe padre terreno di Gesù.
2° Giuseppe casto Sposo di Maria.
3° Giuseppe Capo della Santa Famiglia.
4° Giuseppe Protettore della buona morte.
5° Giuseppe Patrono di tutta la Chiesa.

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa. Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’immacolata vergine madre di Dio e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda te ne preghiamo con occhio benigno alla cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo. Allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo. Assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore, e come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità. Stendi ognora su ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché sul tuo esempio e grazie al tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. E Così sia
SACRO MANTO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE
Nel nome dei Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia.

3 Gloria alla SS. Trinità.

(ringraziandola di avere esaltato san Giuseppe ad una dignità del tutto eccezionale).


OFFERTA

1. Eccomi, o gran Patriarca, prostrato devotamente innanzi a te. 
Ti presento questo Manto prezioso e nello stesso tempo ti offro il proposito della mia devozione fedele e sincera. 
Tutto quello che potrò fare in tuo onore, durante la mia vita, io intendo eseguirlo, per mostrarti l'amore che ti porto. 
Aiutami, S. Giuseppe!
Assistimi ora e in tutta la mia vita, ma soprattutto assistimi nell'ora della mia morte, come tu fosti assistito da Gesù e da Maria, perché ti possa un giorno onorare nella patria celeste per tutta l'eternità. Amen.

2. O glorioso Patriarca S. Giuseppe, prostrato innanzi a te, ti presento con devozione i miei omaggi e incomincio a offrirti questa preziosa raccolta di preghiere, a ricordo delle innumerevoli virtù che adornano la tua santa persona.
In te ebbe compimento il sogno misterioso dell'antico Giuseppe, il quale fu una tua anticipata figura: non solamente, infatti, ti circondò con i suoi fulgidissimi raggi il Sole divino, ma ti rischiarò pure della sua dolce luce la mistica Luna, Maria. 
Glorioso Patriarca, se l'esempio di Giacobbe, che andò di persona a rallegrarsi con il figlio suo prediletto, esaltato sopra il trono dell'Egitto, servì a trascinarvi anche i figli suoi, non varrà l'esempio di Gesù e di Maria, che ti onorarono di tutta la loro stima e di tutta la loro fiducia, a trarre me pure, per intessere in tuo onore questo manto prezioso? 
O grande Santo, fa' che il Signore rivolga sopra di me uno sguardo di benevolenza. 
E come l'antico Giuseppe non scacciò i colpevoli fratelli, anzi li accolse pieno di amore, li protesse e li salvò dalla fame e dalla morte, così tu, o glorioso Patriarca, mediante la tua intercessione, fa' che il Signore non voglia mai abbandonarmi in questa valle di esilio. Ottienimi inoltre la grazia di conservarmi sempre nel numero dei tuoi servi devoti, che vivono sereni sotto il manto del tuo patrocinio. 
Questo patrocinio io desidero averlo per ogni giorno della mia vita e nel momento dell'ultimo mio respiro. Amen.


ORAZIONI

1. Salve, o glorioso S. Giuseppe, depositario dei grandi tesori del Cielo e padre putativo di Colui che sostiene tutte le creature. 
Dopo Maria SS., tu sei il Santo più degno dei nostro amore e meritevole della nostra venerazione. Fra tutti i Santi, tu solo avesti l'onore di allevare, nutrire e abbracciare il Messia, che tanti Profeti e Re avevano desiderato di vedere. 
S. Giuseppe, salva l'anima mia e ottienimi dalla misericordia divina la grazia che umilmente imploro. Ed per le Anime benedette dei purgatorio ottieni un grande sollievo nelle loro pene.
3 Gloria al Padre.

2. O potente S. Giuseppe, tu fosti dichiarato patrono universale della Chiesa, e io t'invoco fra tutti i Santi, quale fortissimo protettore dei miseri e benedico mille volte il tuo cuore, pronto sempre a soccorrere ogni sorta di bisogni. A te, o caro san Giuseppe, fanno ricorso la vedova, l'orfano, l'abbandonato, l'afflitto, ogni sorta di sventurati; non c'è dolore, angustia o disgrazia che tu non abbia pietosamente soccorso. Degnati, quindi, di usare a mio favore i mezzi che Dio ha messo nelle tue mani, affinché io possa conseguire la grazia che ti domando. E voi, Anime sante del purgatorio, supplicate san Giuseppe per me.
3 Gloria al Padre.

3. A tante migliaia di persone che ti hanno pregato prima di me hai donato conforto e pace, grazie e favori. 
L'animo mio, mesto e addolorato, non trova riposo in mezzo alle angustie dalle quali è oppresso. 
Tu, o caro Santo, conosci tutti i miei bisogni, prima ancora che li esponga con la preghiera. 
Tu sai quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. 
Mi prostro al tuo cospetto e sospiro, o caro san Giuseppe, sotto il grave peso che mi opprime. Nessun cuore umano mi è aperto, al quale possa confidare le mie pene; e, se pur dovessi trovare compassione presso qualche anima caritatevole, essa tuttavia non mi potrebbe aiutare. 
A te pertanto ricorro e spero che non mi vorrai respingere, poiché santa Teresa ha detto e ha lasciato scritto nelle sue memorie: "Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa". 
Oh! S. Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà dei mio dolore e pietà delle Anime sante del purgatorio, che tanto sperano dalle nostre orazioni.
3 Gloria al Padre.

4. O eccelso Santo, per la tua perfettissima obbedienza a Dio, abbi pietà di me. Per la tua santa vita piena di meriti, esaudiscimi.
Per il tuo carissimo Nome, aiutami.
Per il tuo clementissimo cuore, soccorrimi.
Per le tue sante lacrime, confortami.
Per i tuoi sette dolori, abbi compassione di me.
Per le tue sette allegrezze, consola il mio cuore.
Da ogni male dell'anima e del corpo liberami.
Da ogni pericolo e disgrazia scampami.
Soccorrimi con la tua santa protezione e impetrami, nella tua misericordia e potenza, quello che mi è necessario e soprattutto la grazia di cui ho particolare bisogno. 
Alle Anime care del purgatorio ottieni la pronta liberazione dalle loro pene.
3 Gloria al Padre.


5. O glorioso san Giuseppe innumerevoli sono le grazie e i favori, che tu ottieni per poveri afflitti. 
Ammalati d'ogni genere, oppressi, calunniati, traditi, privati d'ogni umano conforto, miseri bisognosi di pane o di appoggio, implorano la tua regale protezione e vengono esauditi nelle loro domande. 
Non permettere, o san Giuseppe carissimo, che io abbia ad essere la sola, fra tante persone beneficate, che resti priva della grazia che ti domando. 
Mostrati anche verso di me potente e generoso, e io ti ringrazierò benedicendoti in eterno, glorioso Patriarca san Giuseppe, mio grande protettore e particolare liberatore delle Anime sante del purgatorio".

3 Gloria al Padre.

6. O eterno divin Padre, per i meriti di Gesù e di Maria, degnati di concedermi la grazia che imploro. A nome di Gesù e di Maria, mi prostro riverente alla tua divina presenza e ti prego devotamente perché voglia accettare la mia ferma decisione di perseverare nella schiera di coloro che vivono sotto il patrocinio di san Giuseppe. Benedici quindi il prezioso manto, che io oggi dedico a lui quale segno della mia devozione.3 Gloria al Padre.


CHIUSURA DEL SACRO MANTO

O glorioso Patriarca san Giuseppe, che da Dio sei stato posto a capo e custode della più santa tra le famiglie, degnati di essermi dal cielo custode dell'anima mia, che domanda di essere ricevuta sotto il manto del tuo patrocinio. 
Io, fin da questo momento, ti eleggo a padre, a protettore, a guida, e pongo sotto la tua speciale custodia l'anima mia, il mio corpo, quanto ho e quanto sono, la mia vita e la mia morte. Guardami come tuo figlio; difendimi da tutti i miei nemici visibili ed invisibili; assistimi in tutte le necessità; consolami in tutte le amarezze della vita, ma specialmente nelle agonie della morte. 
Rivolgi una parola per me a quell'amabile Redentore, che Bambino portasti sulle tue braccia, a quella Vergine gloriosa, di cui fosti dilettissimo sposo. 
Impetrami quelle grazie che tu vedi essere utili al mio vero bene, alla mia eterna salvezza, e io farò di tutto per non rendermi indegno del tuo speciale patrocinio. 
Amen.
SETTE DOLORI E GIOIE DI S.GIUSEPPE

La grande promessa di San Giuseppe
Fra Giovanni da Fano (1469-1539), uno dei promotori della riforma che diede origine al nuovo ramo francescano dei Cappuccini, scrive di aver appreso da un frate Minore dell'Osservanza, degno di fere, come San Giuseppe, dopo aver salvato da sicura morte per naufragio due frati del detto ordine, disse loro:
" Io sono San Giuseppe, degnissimo Sposo Della beatissima Madre di Dio, al quale tanto vi siete raccomandati [...] Qualunque persona dirà ogni giorno, tutto un anno, sette Padre Nostro e sette Ave Maria a riverenza dei sette dolori che io ebbi nel mondo, otterrà da Dio ogni grazia, purché sia giusta (ossia conveniente)".
Nota: è importante leggere i brani evangelici corrispondenti
I sette dolori di San Giuseppe (schema 'breve')
1. Giuseppe santo, per il per il dolore e la gioia che provasti in occasione della maternità di Maria Vergine. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
2. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della nascita di Gesù Bambino. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
3. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasioni della circoncisione di Gesù Bambino. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
4. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della profezia di Simeone. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
5. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della fuga in Egitto. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
6. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione dei ritorno dall'Egitto. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
7. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione dello smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.

SETTE SUPPLICHE A SAN GIUSEPPE
I. Amabilissimo San Giuseppe, per l'onore che ti concesse l'Eterno Padre innalzandoti a fare le sue veci sulla terra accan¬to al suo Santissimo Figlio Gesù, divenendo suo Padre putati¬vo, ottieni da Dio la grazia che ti domando. Gloria al Padre. San Giuseppe, Padre putativo di Gesù, prega per me. 

Il. Amabilissimo San Giuseppe, per l'amore che ti portò Gesù riconoscendoti quale tenero padre ed obbedendoti quale rispettoso Figlio, implorami da Dio la grazia che ti domando. Gloria al Padre. San Giuseppe, Padre putativo di Gesù, prega per me. 

III. Purissimo San Giuseppe, per la grazia specialissima che ricevesti dallo Spirito Santo quando ti diede in sposa la stessa sua Sposa, Madre nostra carissima, ottienimi da Dio la grazia tanto desiderata. Gloria al Padre. San Giuseppe, Padre putativo di Gesù, prega per me. 

IV. Tenerissimo San Giuseppe, per l'amore purissimo con cui amasti Gesù come tuo Figlio e Dio, e Maria come tua diletta sposa, prega l’altissimo Iddio che mi conceda la grazia per cui ti supplico. Gloria al Padre. San Giuseppe, Padre Putativo di Gesù, prega per me. 

V. Dolcissimo San Giuseppe, per la grande gioia che prova¬va il tuo cuore nel conversare con Gesù e Maria e nel donare loro i tuoi servizi, implora per me al misericordiosissimo Iddio la grazia che tanto desidero. Gloria al Padre. San Giuseppe, Padre putativo di Gesù, prega per me. 

VI. Fortunatissimo San Giuseppe, per la bella sorte che avesti di morire tra le braccia di Gesù e di Maria, e di essere confortato nella tua agonia dalla loro presenza, ottienimi da Dio, per la potente tua intercessione, la grazia di cui ho tanto bisogno. Gloria al Padre. San Giuseppe, Padre putativo di Gesù, prega per me. 

VII. Gloriosissimo San Giuseppe, per la riverenza che ha per te tutta la Corte celeste come Padre Putativo di Gesù e Sposo di Maria, esaudisci le mie suppliche che con viva fede ti presento, ottenendomi la grazia che tanto desidero. Gloria al Padre. Prega per noi, o beato Giuseppe. Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.
TI SALUTO GIUSEPPE
Ti saluto, Giuseppe, immagine di Dio Padre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di Dio Figlio.
Ti saluto, Giuseppe, Santuario dello Spirito Santo.
Ti saluto, Giuseppe, beneamato della Santissima Trinità.
Ti saluto, Giuseppe, fedelissimo coadiutore del grande consiglio.
Ti saluto, Giuseppe, degno sposo della Vergine Madre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di tutti i fedeli.
Ti saluto, Giuseppe, custode di tutti quelli che hanno abbracciato la santa verginità.
Ti saluto, Giuseppe, fedele osservatore del sacro silenzio.
Ti saluto, Giuseppe, amante della santa povertà.
Ti saluto, Giuseppe, modello di dolcezza e di pazienza.
Ti saluto, Giuseppe, specchio d'umiltà e di obbedienza.
Tu sei benedetto tra tutti gli uomini.
E benedetti siano i tuoi occhi che hanno visto ciò che hai visto.
E benedette siano le tue orecchie che hanno sentito ciò che hai udito.
E benedette siano le tue mani che hanno toccato il Verbo fatto carne.
E benedette siano le tue braccia che hanno portato Colui che porta tutte le cose.
E benedetto sia il tuo petto sul quale il Figlio di Dio ha fatto un dolce riposo.
E benedetto sia il tuo cuore infiammato per Lui dell'amore più ardente.
E benedetto sia il Padre Eterno che ti ha scelto.
E benedetto sia il Figlio che ti ha amato.
E benedetto sia il Santo Spirito che ti ha santificato.
E benedetta sia Maria, tua Sposa, che ti ha amato teneramente come uno sposo e come un fratello.
E benedetto sia l'Angelo che ti ha servito da custode.
E benedetti siano tutti quelli che ti amano e che ti benedicono.
Amen

SAN JEAN EUDES


"devozione al Cuore Castissimo di san Giuseppe"

Cuore Castissimo di San Giuseppe, proteggi e difendi la mia famiglia contro ogni male e pericolo. Cuore Castissimo di San Giuseppe, spargi sull'umanità intera le grazie e le virtù del tuo Cuore Castissimo. San Giuseppe, io mi consegno realmente a te. Ti consacro la mia anima e il mio corpo, il mio cuore e tutta la mia vita. San Giuseppe, difendi la devozione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria. Con le grazie del tuo Cuore Castissimo, distruggi i piani di Satana. Benedici tutta la santa Chiesa, il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti di tutto il mondo. Noi ci consegnamo a te con amore e con fiducia. Adesso e per sempre. Amen.

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