Passa ai contenuti principali

Post

I Leader cristiani siriani chiedono agli USA di smettere il supporto per i ribelli anti-Assad

Le storie raccontate da cinque principali leader  cristiani siriani sugli orrori che le loro chiese stanno vivendo per mano di estremisti islamici sono bibliche nella loro brutalità. Mons. Elias Toumeh, rappresentante del patriarca greco ortodosso di Antiochia e di tutto l'Oriente, racconta del funerale che ha celebrato dieci giorni fa per il corpo senza testa di uno dei suoi parrocchiani in Marmarita. Il Rev. Adeeb Awad, vice moderatore del Sinodo Nazionale Evangelico della Siria e del Libano, spiega come i ribelli hanno fatto saltare la sua chiesa e poi puntato il dito contro il regime. Mons. Armash Nalbandian, primate della Chiesa armena di Damasco, dice di aver ricevuto la comunicazione su Facebook da un collega vescovo di Aleppo che due membri della congregazione erano in viaggio quando i combattenti dell'opposizione hanno fermato il loro bus, e quando hanno presentato la loro Carta d’Identità di armeni, li hanno portati via. I combattenti, racconta Nalb...

Le fiammeggianti memorie del convertito che Paolo VI voleva far cardinale

Paolo VI fu seriamente sul punto di farlo cardinale, se non l’avesse trattenuto la feroce reazione contraria che la nomina avrebbe sicuramente provocato tra i vescovi francesi, in testa l’allora arcivescovo di Parigi e presidente della conferenza episcopale, cardinale François Marty, personaggio di “crassa ignoranza” e “privo della più elementare capacità di giudizio”. Ad aver mancato la porpora e ad aver bollato così un suo arcinemico è stato il grande teologo e liturgista Louis Bouyer (1913-2004), come si apprende dalle sue fiammeggianti “ Mémoires ” postume, pubblicate questa estate dalle Éditions du Cerf dieci anni dopo la sua morte. Cresciuto luterano e divenuto pastore a Parigi, Bouyer si convertì nel 1939 al cattolicesimo, attratto più di tutto dalla sua liturgia, di cui si segnalò prestissimo geniale cultore con il saggio capolavoro “Il mistero pasquale”, sui riti della settimana santa.

Genocidio armeno e genocidio siriano

Quasi un secolo dopo il genocidio armeno, questo popolo è ancora massacrato in Siria E ora, quasi sotto silenzio nei media,  i loro luoghi sacri sono stati profanati di Robert Fisk Proprio oltre 30 anni fa, ho tirato fuori dal terreno le ossa e i crani delle vittime del genocidio armeno su una collina situata al di sopra del fiume Khabur, in Siria. Erano persone giovani – i denti non erano deteriorati – ed essi erano soltanto alcuni del milione e mezzo di armeni massacrati durante il primo Olocausto del ventesimo secolo, la distruzione di un popolo, deliberata, pianificata dai turchi Ottomani nel 1915. Era difficile trovare queste ossa perché il fiume Khabur – a nord della città siriana di Deir ez-Zour – era cambiato. Erano così tanti i corpi ammucchiati nella sua corrente, che le acque andavano a est. Il fiume aveva alterato il suo corso. Però gli amici armeni che erano con me hanno presso i resti umani e li hanno sistemati nella cripta della grande chiesa ar...

ALCUNI CARDINALI E VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA NON CREDONO NELL'ESISTENZA DEL DIAVOLO - e dunque non credono nel Vangelo -

Articolo di Paolo Rodari Sabato scorso con questo lungo pezzo ho parlato sul Foglio del libro scritto con padre Amorth e da pochi giorni in libreria: “L’ultimo esorcista” (Piemme). Un giorno padre Gabriele Amorth, l’anziano sacerdote paolino divenuto esorcista della diocesi di Roma nel 1986 per mandato firmato dal cardinale vicario di allora Ugo Poletti – da poco ha dato alle stampe “L’ultimo esorcista” (Edizioni Piemme, 266 pagine, 16,50 euro) –, viene ricevuto da un’eminenza importante della Santa Sede. “Buon giorno eminenza, sono padre Gabriele Amorth. Sono un sacerdote paolino. Abito a Roma. Sono anche l’esorcista ufficiale della…”. “So chi è lei. Ho sentito parlare di lei. Mi dica. Cosa vuole?”. “Avrei bisogno di incontrarla”. “Per quale motivo?”. “Be’, vede, ho messo insieme un’associazione di esorcisti. Ci riuniamo a Roma per confrontarci e aiutarci. Sa, nel mondo siamo talmente pochi”. “Senta. Adesso non ho tempo. Se vuole può venire a casa mia doma...

"Le galline della sinistra in ginocchio": Oriana Fallaci e l'Islam, seconda puntata

Il testo di cui oggi iniziamo la pubblicazione - per gentile concessione di Edoardo Perazzi, nipote e erede della Fallaci - è quello di un discorso pronunciato da Oriana Fallaci nel novembre del 2005. La grande toscana fu insignita del Annie Taylor Award, un premio conferito dal Centro Studi di cultura popolare di New York. Il suo discorso, in versione integrale inglese, fu pubblicato pochi giorni dopo da Il Foglio. Poi, il primo dicembre del 2005, Libero ne pubblicò la versione italiana, col permesso della stessa Fallaci, che volle rivederne personalmente la forma (modificandola tramite memorabili telefonate con l'allora responsabile delle pagine culturali Alessandro Gnocchi). Abbiamo deciso di ripubblicare questo testo perché pensiamo che oggi, a quasi dieci anni di distanza, sia più attuale che mai.  Bé: un premio intitolato a una donna che saltò sopra le Cascate del Niagara, e sopravvisse, è mille volte più prezioso e prestigioso ed etico di un Oscar o di un Nobel: fino ...

Il Genocidio dei Cristiani in Iraq

Questa immagine, scattata da un giornalista tedesco e conservata negli archivi del Vaticano,  documenta il massacro delle donne cristiane armene nel deserto di Deir ez-Zor - Siria , il 24/04/1915 durante il genocidio da parte dei soldati turchi. Patriarca di Baghdad: Mentre la politica discute, i cristiani irakeni continuano a soffrire e morire  di Joseph Mahmoud Visitando i campi profughi di Erbil e Dohok, Mar Sako parla di situazione “al di là di ogni immaginazione”. Egli si appella alla comunità internazionale e al mondo musulmano “che non hanno ancora compreso la gravità della situazione”. I miliziani sequestrano una bambina cristiana di tre anni, due uomini morti in casa di fame. Baghdad e Teheran per un piano congiunto di azione.  Erbil (AsiaNews) - "Ho visitato i campi profughi nelle province di Erbil e Dohok e quello che è visto e quanto ho sentito vanno al di là di ogni più fervida immaginazione!"; i cristiani irakeni, e le altre ...

Festa dell’Esaltazione della Santa Croce a Gerusalemme

Il 14 settembre, la Chiesa celebra l’Esaltazione della Santa Croce, segno della vittoria di Cristo sulla morte. In questa ricorrenza, i fedeli si riuniscono nella mattinata al Santo Sepolcro, sul Calvario, per la Santa Messa. È una grazia grande potere celebrare la festa dell’Esaltazione della Santa Croce sul luogo stesso del Golgota nel quale fu innalzata per Gesù Cristo. Il celebrante  nell’omelia ha ricordato le origini di questa festa e il senso profondo della Croce nella vita di ciascun cristiano. “la Croce è il fondamento della Buona Novella, ha spiegato, e ogni cristiano ne è discepolo, ognuno come Maria ai piedi della Croce”. Ricordiamo che il giorno seguente questa festa, la Chiesa celebra la memoria della Beata Vergine Maria Addolorata, facendoci vivere il mistero della passione di Cristo nella luce mariana. Ogni cristiano è dunque invitato a portare la propria croce nella sua vita tutti i giorni, con gli occhi fissi su quella di Cristo, illuminata dal...