A.diJ
Carissimi amici e lettori,
leggiamo su infovaticana che il Santo Sinodo della Chiesa Ortodoxa Copta ha annunciato in queste ore la ripresa del dialogo teologico con la Chiesa cattolica romana, congelato sotto il pontificato di Francesco dalla pubblicazione di Fiducia Supplicans, dopo che papa Leone XIV ha offerto garanzie sulla non benedizione delle coppie dello stesso sesso in una conversazione telefonica con il patriarca Tawadros II il 15 maggio 2026. La decisione è stata adottata durante la sessione plenaria annuale del Sinodo copto, tenutasi venerdì 22 maggio in Egitto sotto la presidenza di Tawadros II e con la partecipazione di 119 vescovi. Il comunicato ufficiale, pubblicato sul sito del Patriarcato di Alessandria, indica che i membri del Sinodo hanno concordato di «riprendere il dialogo teologico con la Chiesa cattolica dopo le garanzie relative alla non benedizione delle coppie dello stesso sesso», espresse direttamente da Leone XIV.( Se fosse veramente vero non potremmo che rallegrarci della meravigliosa notizia)
«Mah! C'è qualcosa che non torna! Come può Leone XIV dare garanzie al Patriarca Copto Tawadros II, quando la Dichiarazione Fiducia supplicans è ancora in vigore e non è mai stata abrogata?»
Tutti noi sappiamo che la Chiesa non dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso come mai Fiducia supplicans non è stata ancora abrogata?
Carissimi amici e lettori,
leggiamo su infovaticana che il Santo Sinodo della Chiesa Ortodoxa Copta ha annunciato in queste ore la ripresa del dialogo teologico con la Chiesa cattolica romana, congelato sotto il pontificato di Francesco dalla pubblicazione di Fiducia Supplicans, dopo che papa Leone XIV ha offerto garanzie sulla non benedizione delle coppie dello stesso sesso in una conversazione telefonica con il patriarca Tawadros II il 15 maggio 2026. La decisione è stata adottata durante la sessione plenaria annuale del Sinodo copto, tenutasi venerdì 22 maggio in Egitto sotto la presidenza di Tawadros II e con la partecipazione di 119 vescovi. Il comunicato ufficiale, pubblicato sul sito del Patriarcato di Alessandria, indica che i membri del Sinodo hanno concordato di «riprendere il dialogo teologico con la Chiesa cattolica dopo le garanzie relative alla non benedizione delle coppie dello stesso sesso», espresse direttamente da Leone XIV.( Se fosse veramente vero non potremmo che rallegrarci della meravigliosa notizia)
«Mah! C'è qualcosa che non torna! Come può Leone XIV dare garanzie al Patriarca Copto Tawadros II, quando la Dichiarazione Fiducia supplicans è ancora in vigore e non è mai stata abrogata?»
Tutti noi sappiamo che la Chiesa non dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso come mai Fiducia supplicans non è stata ancora abrogata?
Come mai molti sacerdoti e vescovi teutonici praticano cerimonie di benedizione non ufficiali, mentre alcune diocesi hanno introdotto linee guida formali che permettono e regolamentano queste benedizioni per le coppie omosessuali?
Come mai nei scorsi giorni “È stato pubblicato il Rapporto finale del gruppo di studio 9 del Sinodo sulla sinodalità. Subito lodato dalla comunità LGBT, il documento afferma che la condotta omosessuale non è una perversione”. Perché dalle sacre stanze non viene fatta una smentita?
Come mai la Santa Sede non ha ancora scomunicato e riportato allo stato laicale numerosi vescovi sacerdoti persino cardinali, che incoraggiano la pastorale di accoglienza per le persone LGBT+, come è accaduto di recente in questo mese di maggio in alcune diocesi italiane, aprendo sostenendo veglie di preghiera contro l'omotransfobia. Tra i presuli che hanno aderito i in prima persona partecipando, benedicendo o concedendo i luoghi di culto figurano: Mons. Gherardo Gambelli: Arcivescovo di Firenze, ha presieduto personalmente la veglia di preghiera contro l'omofobia nella parrocchia dell'Isolotto. Mons. Claudio Cipolla: Vescovo di Padova, ha partecipato alla veglia nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo. Altri vescovi citati: La stampa di settore riporta il coinvolgimento (con adesioni, benedizioni o sostegno alle iniziative di inclusione diocesane) di figure come Mons. Andrea Andreozzi (Fermo), Mons. Francesco Nolè (Cosenza-Bisignano), Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli (Gorizia) Dodici vescovi italiani, più del doppio del 2025, alle veglie «per il superamento dell’omotransbifobia», grimaldello per cambiare l’insegnamento della Chiesa. Almeno 23 diocesi coinvolte e varie associazioni, dagli scout all’Azione Cattolica. L’effetto del documento sinodale della Cei tra cui quella retta dal presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il cardinale Matteo Maria Zuppi – hanno parte attiva nel promuovere queste veglie. Risparmiamo ai lettori l’elenco degli eventi Lgbt organizzati in singole chiese. e altri presuli in diverse diocesi italiane.
I vescovi fiamminghi addirittura hanno adottato una vera e propria liturgia ufficiale che include preghiere e un gesto di benedizione esplicito, questo non è altro che uno strappo ben concordato con la Santa Sede. Il Cammino Sinodale spinto per lo più dalla Chiesa tedesca è molto favorevole alle unioni e la prassi che si è diffusa. Molti sacerdoti cattolici praticano benedizioni pubbliche e aperte. Roma tace e quando parla sussurra. Funziona così: vanno avanti un metro e tornano indietro 10 cm. Come può Leone dare garanzie alla Chiesa Copta? Come può la Santa Sede dire al Patriarca Tawadros II che non approva le benedizioni formali di coppie dello stesso sesso, visto che le conferenze episcopali non obbediscono ai richiami del Sommo Pontefice di cui ne è il capo visibile?
Come può scomunicare chi è fermo nella dottrina cattolica e poi tollerare vescovi e cardinali che si macchiano di tale nefandezze? Sarà forse perché la Chiesa Cattolica tedesca versa nell'obolo di San Pietro circa 10 milioni di euro annui? Non lo sappiamo! "Ai posteri l'ardua sentenza"
Come mai la Santa Sede non ha ancora scomunicato e riportato allo stato laicale numerosi vescovi sacerdoti persino cardinali, che incoraggiano la pastorale di accoglienza per le persone LGBT+, come è accaduto di recente in questo mese di maggio in alcune diocesi italiane, aprendo sostenendo veglie di preghiera contro l'omotransfobia. Tra i presuli che hanno aderito i in prima persona partecipando, benedicendo o concedendo i luoghi di culto figurano: Mons. Gherardo Gambelli: Arcivescovo di Firenze, ha presieduto personalmente la veglia di preghiera contro l'omofobia nella parrocchia dell'Isolotto. Mons. Claudio Cipolla: Vescovo di Padova, ha partecipato alla veglia nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo. Altri vescovi citati: La stampa di settore riporta il coinvolgimento (con adesioni, benedizioni o sostegno alle iniziative di inclusione diocesane) di figure come Mons. Andrea Andreozzi (Fermo), Mons. Francesco Nolè (Cosenza-Bisignano), Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli (Gorizia) Dodici vescovi italiani, più del doppio del 2025, alle veglie «per il superamento dell’omotransbifobia», grimaldello per cambiare l’insegnamento della Chiesa. Almeno 23 diocesi coinvolte e varie associazioni, dagli scout all’Azione Cattolica. L’effetto del documento sinodale della Cei tra cui quella retta dal presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il cardinale Matteo Maria Zuppi – hanno parte attiva nel promuovere queste veglie. Risparmiamo ai lettori l’elenco degli eventi Lgbt organizzati in singole chiese. e altri presuli in diverse diocesi italiane.
I vescovi fiamminghi addirittura hanno adottato una vera e propria liturgia ufficiale che include preghiere e un gesto di benedizione esplicito, questo non è altro che uno strappo ben concordato con la Santa Sede. Il Cammino Sinodale spinto per lo più dalla Chiesa tedesca è molto favorevole alle unioni e la prassi che si è diffusa. Molti sacerdoti cattolici praticano benedizioni pubbliche e aperte. Roma tace e quando parla sussurra. Funziona così: vanno avanti un metro e tornano indietro 10 cm. Come può Leone dare garanzie alla Chiesa Copta? Come può la Santa Sede dire al Patriarca Tawadros II che non approva le benedizioni formali di coppie dello stesso sesso, visto che le conferenze episcopali non obbediscono ai richiami del Sommo Pontefice di cui ne è il capo visibile?
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