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Che Papa vuole essere Leone XIV? Trascorso un anno dalla sua elezione



di A.di J.
Carissimi amici e lettori, 
l'8 maggio è un giorno solenne, si fa memoria dell'apparizione di San Michele arcangelo e nel Santuario di Pompei, si riuniscono in migliaia i fedeli per la recita della Supplica alla Madonna del Rosario, quest'anno ancora più solennizzato dalla presenza di Leone XIV, che presenzierà alle cerimonie e festeggerà il suo primo anno da Pontefice.
Che aria si respira nella Chiesa dopo che quel pomeriggio dell'otto maggio quando al mondo veniva annunciato il nuovo papa?
Facendo il bilancio del primo anno, possiamo dire tranquillamente che Leone è in perfetta  continuità con Francesco sui temi, ma in discontinuità solo nei simboli.
Leone XIV si presenta al mondo vestito come prevede il protocollo papale, una mozzetta di seta rossa e una bella stola, ma questo meraviglioso abbigliamento non risolvono i gravi problemi che la Santa Chiesa ha, di cui molti sono stati causati dai pontefici, che si sono succeduti sul Trono Petrino e che erano in perfetta continuità tra loro, ma in perfetta discontinuità, con il magistero della Chiesa e la sua bimillenaria Tradizione apostolica.
Tuttavia i suoi discorsi, sono marcatamente cristocentrici, ponendo Cristo al centro dell'annuncio, della dottrina e della vita cristiana. Il suo magistero mirerebbe a un ritorno all'essenziale, focalizzandosi sulla figura di Gesù vero Dio e vero uomo. 

Ma poi si contraddice quando il 13 aprile 2026, Papa Leone XIV visitando la Grande Moschea di Algeri dichiara: che quel "luogo rappresenta uno spazio divino, sacro, dove tante persone vengono per trovare Dio nella loro vita", ha sottolineato che musulmani e cristiani possono vivere insieme come fratelli e sorelle, riconoscendosi "figli dello stesso Padre misericordioso". E qualcosa d'insolito i cristiani crediamo in un Dio trino (Padre, Figlio e Spirito Santo), mentre l'Islam rigettano la Trinità.
Che il Papa affermi che i musulmani “adorano con noi un Dio unico” è alla luce della Sacra Scrittura una grave inesattezza. La fede islamica nega la natura una e trina di Dio , nega la divinità di Gesù (Corano 4:171) e dello Spirito Santo, nega l‘avvenuta crocifissione di Gesù Cristo: come si può sostenere una simile posizione?  
Se poi andiamo a vedere il suo primo concistoro è stato di una tristezza unica, riunire attorno a dei tavoli tondi il collegio cardinalizio e continuare a discutere su chiesa sinodale e continue aperture a temi come diaconato femminile, sacerdozio a viri probati e qualcosa che pone Prevost in forte continuità con Bergoglio.

Leone XIV, si trova a capo di una Chiesa fortemente divisa, è stato eletto per sanare le ferite, rammendare le lacerazioni, ricucire gli strappi. Ma non ci sta riuscendo perché come il suo predecessore si continua a circondare della peggio feccia della Chiesa, e  in ogni dove nel mondo, piazza vescovi con capacità mediocri  ricattabili, se andiamo a farci un giro nella curia romana noterete che  non è cambiato nulla stanno tutti belli li ramificati nei loro uffici i demolitori della fede, come Fernandez per citare uno dei peggiori, sono pronti ad attaccare alla giugulare chi oserebbe recitare un "Credo in unum Deum", nella lingua della Chiesa.(In Latino)

In questo primo anno di pontificato, Leone XIV è stato raccontato come un papa prudente, quasi trattenuto, meno esposto del suo predecessore Francesco su alcuni temi . Il termine più usato per definirlo, anche tra chi già lo conosceva, è stato «cauto».

Il Pontefice sembra di voler evitare a tutti i costi divisioni interne, cercando un equilibrio tra le diverse anime della Chiesa. Una modalità di azione per non scontentare nessuno che al contempo rischia di non convincere fino in fondo nessuno, ancora meno i fedeli legati alla tradizione, che vivono ai margini della Chiesa, si rendono conto che emergono limiti nel pontificato di Papa Leone XIV, linea incerta e scelte poco incisive. "Il medico pietoso fa la piaga verminosa". 

Dopo il primo anno di pontificato, una domanda inizia a circolare con sempre maggiore insistenza: cosa non sta funzionando davvero in Papa Leone XIV? Questo Papa in cui si riponeva tanta speranza ci ha deluso, ma nemmeno ci convince. Qualcuno cerca di giustificarlo diamogli tempo è , più semplicemente, un pontificato ancora in costruzione. E forse è proprio questo il punto: dopo dodici mesi, non ha ancora fatto cambiamenti sostanziali rimuovendo cardinali e vescovi di dubbia morale e dottrina dai loro incarichi di curia. La sensazione è che manchi ancora una direzione chiara, una linea riconoscibile, qualcosa che permetta di dire con sicurezza «questo è il suo pontificato» in lui vediamo Cristo Buon Pastore.
Qui purtroppo abbiamo un pontefice con un’identità ancora da trovare. 

Dove è finito quel pontefice che nella sua prima omelia da Papa , pronunciata il 9 maggio 2025 nella Cappella Sistina durante la Messa Pro Ecclesia con i cardinali, si era dato un' impegno irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un Ministero di autorità: sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato, spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l'opportunità di conoscerlo e amarlo.

Il vero nodo resta qui: non tanto le singole decisioni, quanto l’identità complessiva del pontificato. Ogni Papa, nel tempo, lascia un segno: uno stile, una priorità, una direzione. Per Leone XIV, questo passaggio non è ancora avvenuto, almeno non in modo netto. E allora il giudizio, inevitabilmente, resta sospeso. Perché un anno è poco per tirare conclusioni definitive, ma è abbastanza per iniziare a farsi delle domande. La più importante è anche la più semplice: che Papa vuole essere Leone XIV? Per ora, la risposta non è ancora chiara. Ed è proprio qui che si giocherà il futuro del suo pontificato.

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