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La Croce di Cristo è sempre sorgente di salvezza per chiunque volga lo sguardo al crocifisso


O Crux illa magna, fallens gaudia tartarorum, et resolvens vincula peccatorum!  Gaudeant omnes gentes, quia Rex noster infernum vicit. (Halleluja.)
Invéntio sacrosánctæ Crucis

Per secoli la Chiesa Romana il 3 maggio ha ricordato il Ritrovamento della Santa Croce del Signore al tempo dell'Imperatore Costantino (14 settembre 320) ad opera di Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino . In realtà in origine questa ricorrenza celebrava il recupero della Vera Croce caduta in mano ai Persiani da parte dell'imperatore Eraclio nel 692, ma i Latini invertirono la memoria di questi due avvenimenti. Il ritrovamento della Croce da parte di sant'Elena era l'originario accadimento alla base della festa del 14 settembre - Exaltatio sanctae Crucis -
Per molto tempo le due ricorrenze sono state percepite come complementari e mai sentite o viste, come sostengono presunti liturgisti un doppione. L’una più legata al mistero (l’Esaltazione), l’altra all’oggetto (l’Invenzione) che da strumento materiale di morte è divenuto singolarissima reliquia della redenzione e portatrice di vita. L’antica colletta del 3 maggio fa riferimento ai «miracula» avvenuti in occasione del suo ritrovamento, e Schuster ricorda ancora che «Iddio si è compiaciuto di accordare tanta virtù alla Croce, che al solo suo segno i sacerdoti benedicono i fedeli, i demoni fuggono e i devoti impetrano copiose grazie», così che questo segno non è un mero ricordo di un evento passato o di un concetto, ma in qualche modo rinnova le virtù della “vera Croce”. Il predecessore di Schuster sulla cattedra ambrosiana, San Carlo Borromeo, volle che il rito della Nivola e la processione del Santo Chiodo si ripetessero anche il 3 maggio e così avvenne fino al 1962, quando la “Croce di maggio” fu soppressa dal calendario universale della Chiesa romana per “accorparla” a quella di settembre – ma con alcune eccezioni.In numerosi luoghi una radicata devozione o una singolare reliquia hanno fatto sì che la festa di maggio venisse ancora celebrata o quantomeno sentita, per esempio, a Savignano sul Rubicone, in Romagna; a Bagnone, in Lunigiana; a Lucca, per non citarne che alcuni. Sempre il 3 maggio vari Paesi dell’America Latina si celebra la cruz de mayo o fiesta de las cruces. E “croci di maggio” erano chiamate quelle che proprio in questo giorno venivano poste a protezione dei campi e per invocare la benedizione sul raccolto; in parte lo si fa ancora. Ma soprattutto la Custodia di Terrasanta celebra la liturgia del Ritrovamento della Santa Croce a maggio, spostata però al 7, in ricordo del 7 maggio 351, quando «a circa l’ora terza del giorno, una enorme croce formata di luce apparve nel cielo sopra il santo Golgota» (così la descrisse il vescovo Cirillo di Gerusalemme all’imperatore Costanzo).

San Rufino narra che Sant'Elena, "ammonita da visioni divine", si recò a Gerusalemme mettendosi in cerca del posto in cui Gesù era stato crocifisso. La regina riuscì ad individuare il Golgota per via della presenza di una statua di Venere fatta collocare dall'imperatore Adriano dopo la definitiva distruzione di Gerusalemme, nel tentativo di scoraggiare il culto dei primi cristiani e far perdere memoria del luogo esatto degli eventi della Pasqua del Signore. Sant'Elena fece ripulire il sito e, dopo aver rimosso i ruderi in profondità, rinvenne tre croci riposte in ordine sparso. Di fronte all'incertezza su quale delle tre potesse essere l'originale legno della nostra salvezza, il vescovo di Gerusalemme Macario ebbe l'intuizione di far portare le croci presso la casa di una donna gravemente malata e verificare quale tra le tre avesse avuto forza miracolosa. Dopo aver applicato le prime due al corpo della donna moribonda non si ebbe alcun effetto, ma quando le accostarono la terza, la donna aprì improvvisamente gli occhi e "molto più vivace di quanto non lo era mai stata quando era sana, prese ad aggirarsi per tutta la casa e a magnificare la potenza di Dio".

La Croce di Cristo è sempre sorgente di salvezza per chiunque volga lo sguardo al crocifisso e si lasci raggiungere dall'amore scaturito dall'amore di Cristo.

In tua Justitia

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