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Film Sacro Cuore di Gesù




Carissimi amici e lettori,
annunciamo la prossima uscita in Italia del film: "SACRO CUORE di GESÙ - Il suo regno non avrà mai fine”, distribuito da Dominus Production il 2-3 Marzo 2026 nelle sale cinematografiche. (A.diJ.)

di Federica Di Vito
fonte il Timone

in Francia, il film sul Sacro Cuore fa il boom: oltre 400.000 spettatori
«Code fuori dal cinema, come non si vedevano da anni». Superate di gran lunga le aspettative
Continua a stupire la vicenda legata al film Sacré-Cœur. Lo ricordiamo, si tratta del film che si concentra sulle apparizioni a santa Margherita Maria Alacoque, la cui proiezione era stata bloccata dal sindaco di Marsiglia, per poi venire ripristinata per ordine di un giudice.

Ebbene, la sua proiezione ha superato ogni aspettativa, con code davanti ai cinema come non se ne vedevano da anni. Molti deducono dalla popolarità del film che il cattolicesimo stia tornando presente nella vita pubblica francese - culla del laicismo europeo - come anche rilevano altri segni di rinascita. Questo successo è sorprendente anche perché, essendo una “produzione a basso budget”, sembrava essere destinata a un pubblico di nicchia. Uscito il primo ottobre, il film sottotitolato “His Reign Will Have No End” (Il Suo Regno non avrà fine) è stato prodotto per celebrare il 350° anniversario delle apparizioni del Cuore di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque, avvenute tra il 1673 e il 1675 a Paray-le-Monial, nella regione francese della Borgogna. Il film dedica ampio spazio ai resoconti di alcuni incontri personali con Cristo, spesso avuti luogo durante l’adorazione del Santissimo Sacramento. I testimoni sono molto diversi: vanno da padre Matthieu Raffray, un sacerdote tradizionalista noto per le sue forti opinioni sui social media, ad alcuni detenuti, ai membri del parlamento, fino ad arrivare a un ex spacciatore di Bondy, una città nella periferia settentrionale di Parigi dove il tasso di criminalità è molto alto.
I registi, Steven e Sabrina Gunnell, hanno deciso di produrre il film dopo aver visitato il santuario in Borgogna. Steven è un ex membro della boy band francese degli anni Novanta Alliage. Si è convertito al cattolicesimo e ora lavora con sua moglie alla produzione di film legati alla fede cristiana. Il film attribuisce grande importanza al santuario di Paray-le-Monial, che affidato alla Comunità Emmanuel dal 1985, accoglie ogni anno decine di migliaia di pellegrini. È stato sede di una celebrazione giubilare di grande successo per il 350° anniversario delle apparizioni, dal dicembre 2023 al giugno 2025. L’anniversario era strettamente legato all’ultima enciclica  Dilexit nos.

Il successo del film ha anche suscitato critiche provenienti sia dall’interno che dall’esterno della Chiesa cattolica. La maggiore critica nata in casa cattolica sarebbe l’omissione dei gesuiti. Sebbene il film presenti il direttore spirituale della Santa, padre Claude La Colombière, non menziona che fosse un gesuita. Sono stati diversi i sacerdoti francesi appartenenti all’ordine a rammaricarsi per questo, sottolinenando il ruolo chiave dei gesuiti della diffusione della devozione al Cuore di Gesù.
Oggi, la Rete mondiale di preghiera del Papa, che affonda le sue radici nella spiritualità gesuita, conta oltre 22 milioni di cattolici in 92 paesi. I gesuiti intervistati hanno affermato che riconoscere la Compagnia, insieme ad altre congregazioni legate a questa devozione, avrebbe dimostrato che la devozione al Sacro Cuore è un movimento vitale all’interno della Chiesa universale e non solo un fenomeno locale. Dal canto suo, padre Pascal Ide, sacerdote dell’arcidiocesi di Parigi noto per le sue critiche cinematografiche online, si è detto soddisfatto del film: «Sacré Cœur rispolvera, declassifica e depoliticizza una verità centrale del cristianesimo, ovvero che Dio si è fatto Cuore». Aggiungendo, intervistato da La Croix: «Ciò che mi ha colpito di più è stata senza dubbio la figura di Gesù e il suo intenso desiderio di raggiungere personalmente ogni persona nel modo più intimo, per sperimentare un’intensa connessione cuore a cuore».

Al di fuori della sfera cattolica, le polemiche hanno sfiorato il livello di “cristianofobia”, secondo le parole dello stesso regista, quando istituzioni pubbliche come i municipi si sono mostrate riluttanti a proiettare il film, come è successo a Marsiglia. Oltre ai fatti già narrati, vogliamo ricordare anche che mentre il film stava per essere proiettato in anteprima il primo ottobre in tutta la Francia, MediaTransports, un’agenzia pubblicitaria, si era rifiutata di diffondere la campagna pubblicitaria prevista nelle stazioni della metropolitana e nelle stazioni ferroviarie, citando la «natura religiosa e proselitista» del progetto, «incompatibile con il principio di neutralità del servizio pubblico», secondo quanto riportato da Le Figaro.
Dobbiamo però constatare che il film ha avuto un impatto considerevole arrivando a un pubblico ben più vasto dei cattolici praticanti. Lo stesso Le Figaro ha dedicato un’intera pagina al fenomeno affermando che «questo film rivela il discreto ma reale ritorno alla religione nella società francese» constatando inoltre che «settimana dopo settimana, le code davanti ai cinema», che il quotidiano ammette stiano vivendo tempi difficili dall’inizio dell’anno «diventano sempre più lunghe». Vengono poi citati i punti di vista di alcuni spettatori. Jean-Michel ha detto: «Questo film va oltre la portata di un semplice documentario: è un vero e proprio viaggio interiore, un incontro con l’amore vivente del cuore di Gesù». E ancora, Raphaël: «Dopo questo film, ti prendi davvero il tempo per riflettere, e ti rendi conto di quanto sia ricca, varia e potente la nostra religione». Su AlloCiné, il film vanta un punteggio di 4.1 su 5. «Le persone ne escono profondamente commosse. Penso che siano particolarmente toccate dalle testimonianze. Abbiamo ricevuto molti messaggi di ringraziamento, da credenti e non credenti, cristiani e non cristiani allo stesso modo. Tutti bramano l’amore, e questo è il messaggio del film», spiega la co-regista Sabrina Gunnell.

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