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«Grande fondamento della fede è il nome di Gesù, che forma i figli di Dio»




In nómine Iesu omne genu flectátur, cœléstium, terréstrium et infernórum: et omnis lingua confiteátur, quia Dóminus Iesus Christus in glória est Dei Patris


di A.diJ.
Carissimi amici e lettori,

oggi la Chiesa celebra la festa del Santissimo Nome di Gesù, una ricorrenza liturgica di particolare rilievo nella liturgia cattolica, nel Calendario Tridentino (Messale Romano 1962), questa festa viene celebrata con particolare solennità per volere del Papa San Pio X, la domenica tra il 2 e il 5 gennaio, negli anni in cui non esiste una domenica tra queste date, al 2 gennaio, questa è la data osservata nella celebrazione della Messa tridentina. La Santa Chiesa che proprio da questo Nome trae la propria identità e la propria missione. "Gesù Dio salva" è un'affermazione centrale della fede cristiana che significa che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, salva l'umanità dal peccato e dalla morte attraverso il suo sacrificio (Espiazione) e la sua resurrezione, offrendo perdono e vita eterna a chi crede. Il nome stesso "Gesù" deriva dall'ebraico "Yehoshu'a", che significa proprio "Yahweh (Dio) è salvezza". Non si tratta di una semplice denominazione, ma di una scelta profondamente spirituale e teologica, che affonda le radici nella Scrittura, il nome non è mai un elemento formale, ma esprime l’identità e la missione di una persona. Il nome Gesù, che significa “Dio salva”, racchiude il senso stesso dell’Incarnazione e dell’opera salvifica di Cristo. Nel Vangelo di Matteo si legge: «Gli porrai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,21).Fin dalle origini del cristianesimo, il Nome di Gesù è stato oggetto di particolare venerazione. La Lettera ai Filippesi lo afferma con forza: «Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra» (Fil 2,10). Pronunciare il Nome di Gesù significa riconoscerne la sua signoria e affidarsi alla sua presenza salvifica. Nel corso dei secoli, la devozione al Santissimo Nome di Gesù ha assunto un ruolo centrale nella vita della Chiesa, soprattutto a partire dal Medioevo. Un impulso decisivo venne dalla predicazione di San Bernardino da Siena, che diffuse il monogramma IHS, formato dalle prime tre lettere del nome di Gesù in greco, come segno di fede, di conversione e di rinnovamento spirituale. La festa del Santissimo Nome di Gesù, che oggi celebriamo, non è soltanto una memoria liturgica, ma un richiamo attuale alla centralità di Cristo nella vita della Chiesa. "Oportet illum regnare" (bisogna che egli regni),1 Corinzi 15,25 Nella Chiesa, nelle Famiglie, nella scuola, negli stati nel mondo intero.

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