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Le Camerette di Don Bosco


Sul retro della Basilica del Sacro Cuore in via Marsala, viene conservato un ambiente che ricorda il passaggio e la permanenza di Don Bosco a Roma.

Familiarmente viene chiamato “le Camerette di Don Bosco”.

Si tratta di un ampio locale che ha ospitato il Santo nel suo viaggio a Roma (il 20° e ultimo), in occasione della consacrazione della Basilica.

Il Santo vi alloggiò dal 30 aprile al 18 maggio 1887.

Lo spazio era suddiviso in due stanze separate da una parete, oggi abbattuta per consentire l’ampliamento in funzione di una cappella per la preghiera personale o dei gruppi.

La prima stanza veniva utilizzata da Don Bosco come studio per il ricevimento di quanti desideravano incontrarlo. La stanza attigua era attrezzata come camera da letto, con l’aggiunta di un altare ad armadio per la celebrazione privata della Messa da parte del Santo, ormai molto affaticato e in condizioni precarie di salute.

Qui Don Bosco ha operato due prodigiosi interventi, che contribuirono a confermare la fama di “santo”, ancora vivente: liberò totalmente dalla sordità un seminarista, che vedeva compromessa la sua vocazione da questo difetto fisico e guarì, sull’istante, una signora che da molti anni aveva un braccio paralizzato.

Quando la Chiesa riconobbe la santità di Don Bosco, questi ambienti divennero meta di continui pellegrinaggi e di devota permanenza in preghiera. L’afflusso costante di pellegrini convinse i Salesiani ad abbattere la parete che divideva le due stanze allo scopo di offrire un unico ambiente, utilizzabile per l’incontro e la preghiera dei gruppi.

Per avvicinare ancora meglio il visitatore alla presenza viva di Don Bosco, che l’ambiente continua a evocare con forza, è stata allestita una grande vetrina contenente molteplici oggetti utilizzati dal Santo mentre si trovava a Roma.

Nella vetrina è anche conservata una preziosa reliquia, costituita da un batuffolo di cotone imbevuto del sangue di Don Bosco, ormai in fin di vita.

È in fase di studio un progetto di ulteriore intervento strutturale dell’ambiente, allo scopo di migliorare l’accesso dei pellegrini, la possibilità della sosta in preghiera e il contatto con la storia di Don Bosco attraverso spazi museali e documentari.

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