Carissimi amici e lettori,
ricevo e pubblico questo articolo del Professore Martino Mora, su Peter Thiel imprenditore e investitore di origine tedesca, persona influente e controversa, noto omosessuale dichiarato che ha tenuto a Roma, a Palazzo Taverna, una serie di conferenze organizzate da un think tank di ispirazione cattolica, discutendo il rapporto tra tecnologia, Occidente e religione, con particolare attenzione alla figura dell'Anticristo. Buona lettura e condivisione.
A.diJ
È a Roma Peter Thiel, il socio colto e sodomita di Elon Musk. Meno ricco (ma comunque ricchissimo) e più raffinato. O così sembra.
È venuto a parlare di teologia politica, dell’Anticristo. Niente di meno.
Ma forse dovrebbe guardare a casa sua, visto che con il “marito” – un altro sodomita ricco sfondato – si è fatto fabbricare una bambina in laboratorio, poi parcheggiata nove mesi in utero femminile, affittato a peso d’oro, prima della lieta nascita. Ma, bontà sua, Thiel si dice nemico del wokismo.
Se c’è un sistema anticristico è innanzitutto quello del capitalismo assoluto che è ormai giunto a fare mercato anche di sperma, ovuli, uteri e persino bambini. Fabbricati come oggetti di consumo.
Da quel mondo spiritualmente impazzito che è la California della Silicon Valley c’è ormai da aspettarsi qualsiasi inversione, sovversione, eversione dell’umana natura.
E poiché siamo al grottesco, proprio questo plutocrate tedesco nazionalizzato americano e californiano, che come tutti i suoi colleghi miliardari farebbe i soldi sulla pelle di sua madre, viene accolto nella Roma (ex) cattolica per parlare dell’Anticristo.
Da ciò che ho letto, questo accelerazionista del tecno-capitale identifica l’Anticristo con tutto ciò che frena la tecnica scatenata e l’illimitatezza del profitto e del consumo.
Di Cristo, invece, nemmeno l’ombra. Ma come si fa a parlare di Anticristo senza Cristo?
Thiel capovolge Carl Schmitt, che seguendo la seconda lettera di san Paolo ai Tessalonicesi aveva individuato correttamente nell’iniquo figlio della perdizione, nel “senza legge”, l’Anticristo. E nel Katechon la forza frenante che ne impedisce la venuta.
Al contrario, per Thiel l’Anticristo è assurdamente tutto ciò che frena lo sviluppo illimitato, “anomico”, anarchico, transumano del tecnomercatismo globale, in primis il potere politico di qualsiasi tipo.
Tranne quello della plutocrazia americana, ovviamente. Che è al servizio degli oligarchi del denaro, tra cui lo stesso Thiel, finanziatore della campagna elettorale di Trump (a proposito di mostri).
Qualcosa di simile, anche se più raffinato, a Paula White, la pluridivorziata pastora rifatta e grottesca della Casa Bianca, che prega da invasata per la guerra e sostiene che Dio predilige i ricchi, capovolgendo il Vangelo.
Per non parlare di Epstein e dei suoi amici sionisti.
L’America liberalcapitalista produce mostri allo stesso ritmo con cui produce merci, armi, guerre, “diritti”, ideologie distruttive.
Condurrà il mondo a morte.
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Nella foto, Peter Thiel
di Martino Mora
È a Roma Peter Thiel, il socio colto e sodomita di Elon Musk. Meno ricco (ma comunque ricchissimo) e più raffinato. O così sembra.
È venuto a parlare di teologia politica, dell’Anticristo. Niente di meno.
Ma forse dovrebbe guardare a casa sua, visto che con il “marito” – un altro sodomita ricco sfondato – si è fatto fabbricare una bambina in laboratorio, poi parcheggiata nove mesi in utero femminile, affittato a peso d’oro, prima della lieta nascita. Ma, bontà sua, Thiel si dice nemico del wokismo.
Se c’è un sistema anticristico è innanzitutto quello del capitalismo assoluto che è ormai giunto a fare mercato anche di sperma, ovuli, uteri e persino bambini. Fabbricati come oggetti di consumo.
Da quel mondo spiritualmente impazzito che è la California della Silicon Valley c’è ormai da aspettarsi qualsiasi inversione, sovversione, eversione dell’umana natura.
E poiché siamo al grottesco, proprio questo plutocrate tedesco nazionalizzato americano e californiano, che come tutti i suoi colleghi miliardari farebbe i soldi sulla pelle di sua madre, viene accolto nella Roma (ex) cattolica per parlare dell’Anticristo.
Da ciò che ho letto, questo accelerazionista del tecno-capitale identifica l’Anticristo con tutto ciò che frena la tecnica scatenata e l’illimitatezza del profitto e del consumo.
Di Cristo, invece, nemmeno l’ombra. Ma come si fa a parlare di Anticristo senza Cristo?
Thiel capovolge Carl Schmitt, che seguendo la seconda lettera di san Paolo ai Tessalonicesi aveva individuato correttamente nell’iniquo figlio della perdizione, nel “senza legge”, l’Anticristo. E nel Katechon la forza frenante che ne impedisce la venuta.
Al contrario, per Thiel l’Anticristo è assurdamente tutto ciò che frena lo sviluppo illimitato, “anomico”, anarchico, transumano del tecnomercatismo globale, in primis il potere politico di qualsiasi tipo.
Tranne quello della plutocrazia americana, ovviamente. Che è al servizio degli oligarchi del denaro, tra cui lo stesso Thiel, finanziatore della campagna elettorale di Trump (a proposito di mostri).
Qualcosa di simile, anche se più raffinato, a Paula White, la pluridivorziata pastora rifatta e grottesca della Casa Bianca, che prega da invasata per la guerra e sostiene che Dio predilige i ricchi, capovolgendo il Vangelo.
Per non parlare di Epstein e dei suoi amici sionisti.
L’America liberalcapitalista produce mostri allo stesso ritmo con cui produce merci, armi, guerre, “diritti”, ideologie distruttive.
Condurrà il mondo a morte.
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Nella foto, Peter Thiel

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