Carissimi amici e lettori,
da quando la Fraternità sacerdotale San Pio X, ha annunciato al mondo di voler procedere a nuove consacrazioni episcopali, si sono svegliati in tanti dal loro perpetuo sonno, un sonno che per la gerarchia romana dura da sei decenni, per essere buoni. Sempre più fedeli hanno deciso di abbandonare le loro parrocchie per ritrovare la fede cattolica a questi fedeli, la Fraternità offre una verità cattolica senza compromessi, predicata senza condizionamenti, con i mezzi per viverla appieno, per la salvezza delle anime e il servizio di tutta la Chiesa. Non per staccarsi dalla Roma Maestra di verità, ma per restare fedeli nella dottrina e alla Chiesa cattolica.
Facciamoci un breve giro nel mondo ecclesiastico, partiamo dalla sgangherata Germania, i suoi vescovi sono favorevole all'abolizione del celibato, alla modifica della morale sessuale e persino al gender. Hanno scelto come presidente il vescovo Heiner Wilmer, la Conferenza episcopale tedesca fa un passo decisivo nell'ottica dell'anti-dottrina auspicata dal cammino sinodale, che porterà i laici a predicare qualsiasi Sciocchezza e stupidaggine dai pulpiti .
Chi ristabilirà l'ordine nella Chiesa Teutonica? Dovrebbe essere il prefetto del dicastero per la dottrina della fede, il Cardinale Víctor Manuel Fernández, ma come può colui che scrive e pubblica libri erotici, essere custode dell'ortodossia cattolica e presiedere come prefetto la Congregazione per la Dottrina della Fede?
Andiamo a vedere l'esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia di papa Bergoglio, questo è stato molto scaltro. Non ha voluto, né ha potuto alterare la dottrina, pena l’accusa di eresia, ma ha cambiato la prassi pastorale, suggerendo ai vescovi di decidere liberamente “caso per caso” e dunque in modo diverso da diocesi a diocesi, da Paese a Paese. Se i vescovi di tutto il mondo facessero come il Papa ha suggerito, perverremmo ad un relativismo di fatto, quello del “caso per caso”: e infatti già diversi vescovi (nelle Filippine, in Germania, anche in Italia, a Bergamo) affermano che si può dare la comunione ai divorziati risposati civilmente, e sostengono che lo fanno già da tempo. In sostanza, dicono che ora, grazie a Papa Francesco, tutto cambia, mentre lo stesso Papa Francesco ha scritto che non è cambiato niente. E’ una furbata». Bergoglio è riuscito nel suo intento, che è sempre stato molto evidente: basti vedere come erano stati preparati in questa direzione (con la relazione del cardinale Walter Kasper) e poi come sono stati pilotati i due successivi sinodi dei vescovi sulla famiglia. Questo risultato è la dimostrazione di una Chiesa cattolica che sul terreno dottrinale è allo sbando, con il crescente predominio dello storicismo, dell’umanesimo ateo e della teologia della liberazione. Pensiamo al tenore di tanti documenti e al fatto che i consiglieri maggiormente ascoltati sono l’eretico Kasper (un cardinale tedesco) e l’altro eretico Enzo Bianchi (un laico italiano), entrambi favorevoli a un ecumenismo che in pratica è la riabilitazione di Lutero e l’accoglimento delle istanza della sua riforma». E Fiducia supplicans pubblicata il 18 dicembre 2023 che permette ai sacerdoti di benedire coppie in situazioni irregolari (divorziati risposati, unioni civili) e coppie dello stesso sesso, distinguendo tale atto da una benedizione nuziale o equiparata? Oggi per il mondo conservatore che grida allo scisma che si consumerebbe se si procedesse a nuove consacrazioni episcopali senza mandato pontificio e si stralcia le vesti, non vede o non vuol vedere la crisi dottrinale e morale che attanaglia la gerarchia ufficiale che occupa posti decisionali nel governo della Chiesa?
Sono trascorsi quasi dieci mesi che ha portato Robert Francis Prevost al sacro soglio con il nome di Leone XIV, lo vediamo regnare ma per nulla governare. Si dice generalmente che i primi cento giorni siano quelli che definiranno l’intero pontificato, come si dice di solito dei leader eletti. I primi cento giorni di Papa Leone XIV, tuttavia, non hanno portato a grandi decisioni di governo. Unica frase imparata a memoria dal regnante Pontefice è "Donec aliter provideatur" "finché non si provveda in altro modo". Noi potremmo aggiungere finché qualcuno non gli ordinerà di fare in altro modo.
Andiamo a vedere il chiacchierato e chiacchierone cardinale Timothy Radcliffe che da sempre strizza l’occhio alla comunità LGBTQ, offrendosi come paladino della Chiesa del todos, todos, todos, di “francescana” memoria, tradotto nell’anglofono «everybody has their home in the Church» (ognuno ha la sua casa nella Chiesa).
Il cardinale inglese mette in dubbio l’importanza dell’identità sessuale e fa allusione a un passato presunto papa gay, ma non ha idea di chi potesse essere. Tacere sarebbe stata la migliore opzione disponibile per questo indegno figlio di San Domenico. Leone XIV non tornerà indietro sulle aperture fatte da Francesco al mondo LGBT. Alla vigilia del primo Giubileo dedicato ai cristiani gay o trans, arrivano importanti messaggi sulla continuità tra il pontificato precedente e quello attuale: in pratica la pastorale di inclusione avviata da Papa Francesco è destinata a non essere modificata, lo assicura padre Martins paladino dei diritti di trans e gay. Sul fronte donne, un sì deciso al diaconato e apertura all’ordinazione sacerdotale. Non è chiaro che idea abbia Radcliffe della Chiesa, si oppone alla dottrina cattolica e fa pressioni a Leone XIV, ma sembra piuttosto chiaro che egli si sia dimenticato che il “consenso” non può prescindere da come la Chiesa si è espressa in modo definitivo sulla questione. «Al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa», scriveva Giovanni Paolo II (Ordinatio sacerdotalis, 4).
Carissimi amici e lettori, i cardinali Gerhard Müller e Robert Sarah, intimano alla Fraternità sacerdotale San Pio X l’obbedienza a Roma quando serve a frenare la FSSPX. Oggi si scopre che l’argomento “obbedite al Papa” torna improvvisamente utilissimo. E certo, Sarah e Müller lo dicono con argomenti seri, teologicamente fondati, perfino salutari, ma in questo frangente si sono dimenticati di difendere la fede nella sua unità dagli attacchi velenosi del cammino sinodale che ne minano le fondamenta spezzando l’unità visibile della Chiesa. la Fraternità sacerdotale di San Pio X, nel bene e nel male, su una cosa è stata storicamente coerente: per dover sopravvivere come corpo ecclesiale, si deve garantire la successione episcopale. Lo ha fatto nel 1988, e oggi comunica di volerlo rifare non per crearsi una chiesa parallela, ma solo per assicurare il sacerdozio cattolico e i sacramenti, a garantire la continuità e il ricambio generazionale dei propri vescovi, è questione di continuità dell' opera fondata da Mons. Marcel Lefebvre, un'opera a servizio del popolo di Dio e per la Chiesa stessa. Leone XIV dovrà prendere velocemente le redini del governo della Chiesa se non vuole che lo scisma si possa realmente consumare davvero nella Chiesa , ma non sarà mai fatto dai tradizionalisti, ma bensì dai suoi amici novatori e progressisti che spingono sempre di più a volere sempre nuove novità.
Il pontefice si deve rendere conto che la questione vera non è solo la liturgica ma è anche teologica, è l’ecclesiologia del Vaticano II. Ridurre tutto alla nostalgia del rito tridentino è il trucco più comodo per non vedere il cuore del conflitto. Il nodo è ecclesiologico: che cos’è la Chiesa, chi è il Popolo di Dio, come si comprende l’autorità, quale rapporto c’è tra Tradizione viva e magistero. La verità è che la crisi attuale costringe tutti a scoprirsi, la FSSPX oggi mostra il vero volto della Chiesa di Roma, che attraversa eresie di ogni genere, intere conferenze episcopali che disobbediscono al romano pontefice di continuo e insegnano costantemente l'errore, con la benedizione del prefetto la Congregazione per la Dottrina della Fede , essa è riuscita ha togliere la maschera a una lunga ambiguità. Se si vuole veramente una riconciliazione, se si vuole veramente seguire il Vangelo, si dovrebbe cercare di ritrovare il dialogo fraterno e cristiano con il mondo della tradizione che è il motore trainante della Chiesa. Io non capisco come mai la Chiesa che vuole dialogare con tutti sembra quasi rifiutare il dialogo con dei figli che cercano di esserle fedeli, come la stragrande maggioranza di coloro che seguono la tradizione cattolica.

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