di A.diJ.
Carissimi amici e lettori,la regola suprema della nostra vita cristiana è la carità, il bisogno di trovare oggi giorno una scialuppa di salvataggio di fronte alla deriva della barca di Pietro è forte. Non si possono volere allo stesso tempo il bene delle anime tramite la Tradizione ed una nuova chiesa senza la Tradizione. La Tradizione è un tutto, perché la Fede è un tutto. E nel frangente attuale più che mai, si manifesta la necessità di una professione della Fede assolutamente libera. La vera libertà dei figli di Dio è innanzitutto la libertà di professare la propria Fede . Gesù nell'ora della Passione ha insegnato a pregare e a vegliare. Per questo rimaniamo sentinelle vigili nella Chiesa, che è di Cristo, accettando anche di morire per lei e per la verità.
La grave e prolungata crisi che stiamo vivendo nella Chiesa cattolica, dal Concilio Vaticano II e venuta a conclamarsi chiaramente in questi ultimi decenni, ha portato molti fedeli a seguire personaggi di dubbia dottrina . Gli anni che passano stanno ulteriormente esasperando la situazione, soprattutto dal punto di vista liturgico. La crisi profonda che attanaglia la Chiesa si manifesta in maniera sempre più evidente nei suoi sintomi, che appaiono di giorno in giorno più palesi. Dall’ultimo sinodo, in cui si è parlato della sinodalità. Sempre di più si rivela il tradimento di membri della gerarchia, imbevuti di spirito liberale. Le complicità, i silenzi della gerarchia cattolica destano un grande scandalo tra i fedeli che si vedono abbandonati. Il solo modo reale di servire veramente la Chiesa oggi, senza rendersi complici della sua «autodemolizione», consiste nel denunciare pubblicamente gli errori, diffusi da coloro che hanno il ruolo di pastori ma che in realtà sono lupi travestiti. È questo un grave dovere di coscienza, anche se per questo si può incorrere in persecuzioni esplicite, come quelle di cui sono vittime alcuni vescovi e tanti sacerdoti. La sottomissione ai legittimi pastori, che implica il riconoscerne l’autorità, e la preghiera perché esercitino fedelmente il loro mandato, è legata al dovere che hanno di trasmettere la fede. La vera obbedienza, come ricorda san Tommaso, ci porta a sottometterci ad un ordine legittimo posto da una autorità legittima . Chi vuol praticare veramente questa virtù non deve dimenticare che l’autorità è stata costituita per trasmettere un Deposito rivelato che non si ha diritto di cambiare. Quando si vuol utilizzare l’obbedienza come un’arma contro la fede o la morale, si abusa dell’autorità che Dio ha concesso proprio per trasmettere integralmente il Suo insegnamento. In questo caso voler obbedire ad ogni costo non sarebbe più virtù, ma servilismo e significherebbe cadere in quella trappola che Mons. Lefebvre chiamava «il colpo da maestro di Satana», cioè disobbedire a Dio in nome dell’obbedienza. San Pietro di fronte al Sinedrio, che era la più grande autorità religiosa nell’Antico Testamento, ricorda apertamente questo principio: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini» . Il grande san Paolo non esita a dire ai Galati: «Ma se noi o un angelo disceso dal cielo annunciasse a voi un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia votato alla maledizione divina!» Malgrado la passione che la Chiesa sta vivendo attualmente, è indispensabile comunque affermarne la divinità e scoprirne la bellezza che appare anche oggi, dietro il suo volto in apparenza sfigurato. Non dimentichiamo che da essa ci giungono tutti gli aiuti soprannaturali che ogni giorno riceviamo per perseverare e crescere nell’amore di Dio. Dalla Chiesa anche oggi sgorgano numerose grazie di conversione per tante anime che dopo una vita di peccato si avvicinano a Dio, e che il Signore poi utilizza come strumenti di bene in quest’epoca decadente. La Chiesa ha una forza soprannaturale straordinaria capace di trasformare le anime e la società, e questa forza il liberalismo ed il modernismo, che hanno infettato la gerarchia attuale, cercano di imprigionarla. Il condannare pubblicamente questi errori e coloro che li professano, pur nel dovuto rispetto per la carica che esercitano, è indispensabile per liberarla da questa ragnatela e per ricostruire, come avviene dovunque si cerca di essere fedeli al suo insegnamento. Allora le tenebre dell’errore e del peccato scompaiono e rinascono cellule di società cristiana, fondata sul sacramento del matrimonio indissolubile, sulla famiglia, intorno ai sacerdoti rimasti fedeli. Così la divinità della Chiesa risplende ancora e diventa manifesta la promessa di Gesù: «Le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa». A noi l’onore di lottare per il suo trionfo tramite la trasmissione integrale del suo insegnamento perenne, irrigato dalla coerenza della nostra vita.
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