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Dove andremo a finire? Dirittismo




Carissimi amici e lettori ricevo e pubblico queste brevi considerazioni del Professore Martino Mora.
Il dirittismo, infatti, è «Un pensiero coltivato dai ceti intellettuali e orientato a sinistra che getta le basi per la dissoluzione della civiltà cristiana».La parola “dirittismo”, a farla breve, è solo l’ennesimo dei tanti sinonimi di “populismo”, “giustizialismo”, e anche “pauperismo”. A voi tutti buona lettura e condivisione.

A.diJ.

di Martino Mora

Leggo sul Corriere della Sera l’intervista a Chiara Favilli, docente di diritto all’università di Firenze e vicina a Magistratura Democratica, la corrente più sinistroide delle toghe italiane. La Favilli sostiene che qualsiasi detenzione dei “migranti” clandestini in un centro per il riconoscimento o l’espulsione viola i diritti umani. Afferma la Favilli: «Trattenere i migranti in un centro per il rimpatrio non sarà facile…per la quantità di diritti che non vengono tutelati. ...Il diritto alla libertà personale e quello alla difesa e alla tutela della salute. Si tratta – continua la Favilli- di diritti primari delle persone…È una soluzione che confligge col rispetto dei diritti fondamentali della persona».
È evidente che sulla base di questa forma estrema di liberalismo e di dirittismo qualsiasi tentativo di frenare l’immigrazione di massa diventa impossibile. La Favilli sgancia il tema dei diritti umani (già di per sé stesso problematico, in quanto basato su un’antropologia atomistica quantomeno discutibile) da qualsiasi riferimento ai doveri. Infatti, la Favilli non ricorda nemmeno di striscio il dovere dei “migranti” di presentarsi in Italia muniti di un documento che ne permetta il riconoscimento. Né il dovere dello Stato italiano di tutelare i suoi cittadini dal disordine e dall’illegalità.
Come non vedere dietro a questa forma di giusnaturalismo estremo, cosmopolitico, sganciato da qualsiasi dovere e responsabilità, l’inno a un nomadismo caotico e impazzito?
Esattamente come per il gender o l’abortismo, questo dirittismo ultraliberale e immigrazionista scaturisce da un amore insano per il caos e la dissoluzione, quindi da un nichilismo radicale che si maschera di astratto umanitarismo. O, se preferiamo, di un astratto umanitarismo che nasconde dietro alla facciata buonista il nichilistico sovversivo odio di sé stessi e di ogni identità e legalità. Cioè di ogni ordine naturale. Una civiltà con le Favilli in cattedra è una società che odia e distrugge sé stessa.

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