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Uno strano Concistoro senza incontro con i Cardinali da tutto il mondo. Per non rispondere ai “Dubia”?



Marco Tosatti

Sabato si svolgerà uno strano Concistoro. Strano perché, a differenza delle altre due occasioni precedenti, il Pontefice non vedrà i cardinali convenuti a Roma nei giorni precedenti.

Un Concistoro per la creazione di nuovi porporati è un avvenimento molto speciale, nella vita della Chiesa; anche perché tutti i cardinali che possono farlo vengono a Roma in quell’occasione, per dare solennità all’evento in cui si creano i nuovi principi della Chiesa, gli speciali collaboratori e consiglieri del Papa.

E’ anche un’occasione speciale per il Pontefice; per vedere riunito intorno a sé il Collegio, compresi quelli che di rado giungono ad limina apostolorum, per ricevere informazioni, scambiare idee e percezioni, e mandare messaggi.

Così è stato nelle due precedenti tornate di creazione di cardinali nel regno del Pontefice regnante.

Nel 2014 tutti i porporati, residenziali e di Curia, hanno passato due giorni con il Papa, il 20 e il 21 febbraio, prima della cerimonia ufficiale di consegna del cappello cardinalizio, avvenuta il 22 febbraio.

Lo stesso modello si è ripetuto l’anno scorso, sempre a febbraio. Anche in quell’occasione il Collegio si è riunito cum Petro il 12 e il 13 febbraio, prima della cerimonia ufficiale del 14 febbraio.

Quest’anno invece la riunione con tutti i porporati non ci sarà. Il programma prevede solo la cerimonia di creazione dei nuovi porporati, nella basilica di San Pietro, alle 11 di sabato 19 novembre, e la messa il giorno dopo. Il pomeriggio di sabato dalle 16.30 alle 18.30 sono previste le visite di cortesia, “di calore” come recita il gergo curiale.

E siamo alla chiusura di un Anno Santo voluto fortissimamente dal Pontefice. Quale migliore occasione ci sarebbe stata per discutere di un tema importante come la Misericordia davanti al Collegio dei suoi consiglieri?

Non è stata data nessuna spiegazione ufficiale, a nostra conoscenza, di questa singolare anomalia. E allora facciamo un’ipotesi.

A settembre quattro cardinali si sono fatti espressione di un sentimento molto diffuso nella Chiesa – e certamente anche nel Collegio – e hanno scritto una lettera imbarazzante al Papa e al Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Una lettera che – in assenza di una risposta qualsiasi da parte del Pontefice – hanno deciso di rendere pubblica nei giorni scorsi.

E’ chiaro che il Pontefice non ha voluto rispondere – e non vuole rispondere – alle domande formulate secondo un preciso schema teologico sotto forma di “dubia” che non ammette svicolamenti e scappatoie nella replica.

Ed è probabile, a nostro parere, che il quesito si sarebbe ripresentato nel corso di un incontro con il Collegio cardinalizio; non solo da parte dei firmatari della richiesta di chiarimenti, ma anche forse da parte di altri porporati, desiderosi di un parola risolutiva da parte del Pontefice.

Ecco, noi pensiamo che proprio per questo nel Concistoro di Novembre non è stato previsto un incontro collegiale con i porporati. Avrebbe potuto avere risvolti davvero imbarazzanti per il Pontefice. E ha preferito evitare…

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