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San Marco Evangelista le Rogazioni Maggiori (dette anche Litanie Maggiori)


di A.diJ.
Carissimi amici e lettori,
oggi la Santa Chiesa Cattolica, celebra la festa di San Marco Evangelista. Tradizionalmente, in questa stessa data, si svolgono le Rogazioni Maggiori (o Litanie Maggiori), processioni penitenziali e di supplica, distinte dalle Rogazioni Minori che precedono l'Ascensione.

Le Rogazioni Maggiori hanno un’origine molto antica. Si rifanno a una celebrazione pagana dell’Antica Roma: le Ambarvalia. Le Ambarvalia erano processioni e riti fatti allo scopo di propiziare il buon esito dell’annata agraria. L’ambarvale più importante era quella tenuta il 25 aprile, denominata Robigalia, che corrisponde al giorno della festa di San Marco. La processione anticamente a Roma partiva da San Lorenzo in Lucina, percorreva quella delle Robigalie, la via Flaminia e, giunta a Ponte Milvio, girava a sinistra dirigendosi verso San Pietro. L’itinerario fu poi modificato: la processione percorreva via del Laterano proseguendo fino a San Pietro.
La Chiesa ha fatto proprio questo rito verso la metà del IV secolo con papa Liberio. Non dedicandolo solo a un semplice simulacro (una statua di di pietra) ma a Dio, Padrone e Signore di tutte le creature. Alla fine del VI secolo, con il papato di san Gregorio Magno, la Chiesa ha cristianizzato definitivamente queste processioni. Gregorio, nel Sacramentario, ha definito questo rito come “Litania maggiore” (Litania quae maior appellatur).
Le Litanie Maggiori cadono nel giorno 25 Aprile, e si dicono maggiori, perché ebbero origine nella Chiesa di Roma che è “mater et caput” ,in quanto sede del Vicario di Cristo e comandate in tutta la Cristianità da S. Gregorio, detto “Magno”, il quale, se non ne fu l’istitutore, dacché egli stesso ne parla come di cosa già in uso, fu però quel Papa che le universalizzò dopo di averle celebrate con una solennità tutta particolare, allorquando nel 598, per impetrare la cessazione della peste che desolava tutta Roma, chiamò tutto il Clero e, tutto il Popolo ad una Processione di penitenza che fece capo alla chiesa di Santa Maria Maggiore e durante la quale si serenò il cielo, cessò la mortalità, e si vide sulla mole Adriana un Angelo che rimetteva nel fodero la propria spada, per significare che il flagello era cessato. Fu in quella circostanza che all’antica mole Adriana si mutò il nome in quello di Castel sant’Angelo, e vi fu eretta la grande statua di S. Michele.
Le società contadine e montanare, quelle “dal cervello fino”, non si affidavano ai filosofi o alla psicoanalisi freudiana ma a Dio. Un tempo l’agricoltura rappresentava l’attività più diffusa perché era in grado di fornire con il lavoro nei campi i prodotti necessari alla sussistenza. Accanto a questa, l’artigianato creava i prodotti che coprivano le necessità più importanti: vestiario, attrezzi per il lavoro, prodotti per la casa. C’era la forte esigenza di implorare la benevolenza divina su tutto.
L'Europa e la civiltà cristiana hanno sempre avuto riti religiosi – Il cattolicesimo ha svolto un ruolo importante nella lotta contro i pericoli che minacciavano il mondo rurale, e i riti sacramentali sono stati usati con finalità penitenziali e imploranti come strumenti di protezione.
Un antico rito della Chiesa invitava i popoli, con sollecitudine materna e senso pratico, a pregare affinché il Creatore benedicesse le campagne, perché il duro lavoro nei campi non andasse distrutto e desse i frutti necessari al corpo e allo spirito. Con le Rogazioni (dal latino rogare, chiedere), Per più di quindici secoli si è elevato a Dio, si è perpetuato così l’antico principio del cristianesimo: la devozione alla terra paterna, al luogo natio, del radicamento e quindi al destino dei popoli nel contesto della loro comunità etno-linguistica.
Le Rogazioni, in tempi già così poveri di momenti dedicati alla vita cristiana, sono quasi del tutto scomparse anche a causa dell’iconoclastia conciliare della scellerata e inopportuna riforma liturgica del 1969 voluta da Paolo VI, che ha causato più danni che benefici, svuotando le Chiese dalla partecipazione alla Messa. Dopo gli appelli di molti fedeli, il Benedizionale (revisionato nel 1984 da Giovanni Paolo II) ha previsto la possibilità di celebrare nuovamente il rito in alcuni momenti particolari a livello ecclesiale o comunitario. Le Rogazioni, oggi raramente celebrate, vengono legate soprattutto alla riscoperta delle tradizioni agricolo-pastorali a vocazione eco-ambientale.
Tuttavia, in tempi in cui la Chiesa sta vivendo un momento di confusione dottrinale e pastorale, ammesso e non concesso che qualche cattolico abbia sentito parlare di questi riti, che forse rimangono solo nella memoria di qualche anziano, è importante ripercorrere questo antico atto di fede. Preghiamo Dio affinché respinga le nostre piaghe, ci difenda dalle malattie, dalla grandine, dalla siccità, dal fuoco, dai nemici e ci doni delle belle stagioni. 
Preghiamo Dio perché la nostra terra sia fertile, affinché possiamo avere pace e tranquillità ottenendo il perdono dei nostri peccati.

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