Passa ai contenuti principali

“Itinerario Spirituale. Seguendo San Tommaso d'Aquino nella sua Somma teologica.”



Capitolo X - I fini ultimi - (C)
In questi tempi, in cui tutti i dogmi son rimessi in questione perfino all’interno stesso della Chiesa, è importante conoscere bene la dottrina della Chiesa per riaffermarla e salvare le anime.

«Il timore di Dio è l’inizio della sapienza». Senza dubbio il timore filiale è più augurabile della paura servile, la contrizione più dell’attrizione. Ma quante anime si sono salvate per mezzo della paura servile e dell’attrizione! La paura dell’Inferno è un paura salutare, che mantiene molte anime lontane dal peccato mortale. Gli uomini hanno ragione di temere questo orribile castigo di cui Nostro Signore parla in termini che fanno fremere, castigo immediato ed eterno, senza remissione possibile, perché l’odio distrugge ogni carità e l’assenza di carità è l’Inferno.


Ciò che bisogna cercare di distruggere ad ogni costo è l’abitudine al peccato grave o la permanenza nello stato di peccato grave. A questo proposito è bene ricordare e meditare incessantemente sulla gravità del peccato mortale nelle sue conseguenze.

Due argomenti di meditazione che ci rivelano la gravità, che può dirsi infinita, del peccato mortale devono essere davanti ai nostri occhi. Il solo peccato di disobbedienza di Adamo ed Eva ha provocato due conseguenze che dovrebbero bastare per allontanarci da ogni peccato mortale. La prima conseguenza: tutti i mali più orribili che si possano immaginare scatenatisi sulla loro discendenza fino all’Inferno compreso. La storia dell’umanità è la storia delle sofferenze, delle guerre, delle malattie, delle crudeltà degli uomini gli uni verso gli altri, della morte, ma soprattutto delle miserie morali che si concludono in una eternità di fuoco: un solo peccato ha provocato queste innumerevoli sventure.

La seconda conseguenza è la morte di Dio sulla Croce; morte giudicata da Dio stesso come il solo mezzo conveniente per controbilanciare le conseguenze del peccato e fare rivivere spiritualmente, e un giorno anche corporalmente, quelli che crederanno in Lui e riceveranno da Lui la grazia della Vita divina, preludio della vita eterna. Quel che furono questa Passione e questa morte domandiamolo alla Madonna Addolorata; che Ella ci aiuti a misurare il dolore e la carità del Dio crocifisso nel corpo che si è degnato di ricevere da Lei.

Un sol peccato ha causato la Passione e la crocifissione del Verbo incarnato! Potessimo con queste considerazioni evitare ogni peccato grave, aiutare i nostri fedeli ad evitarlo anche loro e, in caso di caduta, usare la zattera di salvezza che è il sacramento della penitenza! Anche qui appare la nostra Santa Messa, sacrificio della Croce levata come segno di Salvezza e di vittoria su Satana, sul peccato, sulla morte e sul mondo: «Mors mortua tunc est», «Ave Crux, spes unica», «In hoc Signo vinces».

Non dobbiamo esitare a parlare dell’Inferno, come l’ha fatto in tante circostanze Nostro Signore stesso. Egli ha ben reso noti il fuoco dell’Inferno, i suoi dolori persi­stenti, la sua durata eterna. Noi dobbiamo riecheggiare le parole di Nostro Signore, per salvare le anime dei nostri fedeli. Tutti i giorni offriamo il Santo sacrificio con questa intenzione: risparmiare alla famiglia cristiana l’eterna dannazione: «ab æterna damnatione eripi».


Commenti

Post popolari in questo blog

Il nuovo vescovo D'Ivrea Daniele Salera" tolleranza zero per chi si inginocchia alla comunione"!

Carissimi amici e lettori, che nella Chiesa contino i gesti, si è sempre saputo.  Ma a Ivrea ora contano soprattutto le posizioni. Quelle del corpo. Da qualche settimana, in diverse parrocchie, i fedeli che si inginocchiano per ricevere l’Ostia vengono sistematicamente saltati. Il messaggio è chiaro, il metodo pure: ti inginocchi? Non comunichi. La scena si è già vista più volte: il parroco si avvicina, Ostia in mano, e quando incontra un fedele inginocchiato... tira dritto. Nessuno dice nulla, ma tutti capiscono. Qualcuno si alza all’ultimo secondo per non fare la figura dell’eretico, altri restano lì, come statue di gesso, in ginocchio davanti all’altare e col vuoto tra le mani. Benvenuti nella nuova liturgia in salsa eporediese, dove non si sa bene cosa si prega, ma si sa benissimo come bisogna stare. La direttiva – perché di questo si tratta – non è scritta, non è firmata, non è motivata. Ma c’è. E gira. E viene fatta rispettare alla lettera, come certe leggi non dette dei regi...

Non sparate su Leone XIV di Aldo Maria Valli

Leone XIV Carissimi amici e lettori, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Aldo Maria Valli che condividiamo pienamente. Carissimi amici, sappiate che 8 Maggio ero come tanti in piazza San Pietro, in attesa orante e inquieta per questa elezione. Quando Papa Leone XIV e apparso sulla loggia ho avvertito la carezza di Gesù per tutti noi. Il Signore ha ascoltato le nostre preghiere continuiamo a pregare vedrete che la Vergine Maria Madre della Chiesa lo condurrà per mano. Buona lettura e condivisione! A.diJ. di Aldo Maria Valli Cari amici di Duc in altum, nel campo tradizionalista c’è chi già sta facendo le pulci a papa Leone XIV passando al setaccio perfino le virgole e criticandolo per ogni sfumatura che possa anche lontanamente far supporre un segno di continuità con il pontificato bergogliano. Con la solita sincerità, devo dire che non condivido questo atteggiamento. L’esordio di Leone XIV mi è piaciuto. Mi è piaciuto il fatto che si sia presentato con mozzetta rossa ...

Il delirio di don Stefano Strada nella Chiesa parrocchiale di San Carlo di Bresso (Arcidiocesi di Milano)

Carissimi amici e lettori, capita sempre più spesso ultimamente, incontrare amici parroci che raccontano della fatica a convivere con alcuni sacerdoti che sono talmente ideologizzati che vanno "per conto loro". Inoltre il "livore di questi sacerdoti contro la tradizione " è delirante. Nonostante la rinnovata popolarità tra i giovani di tutto il mondo delle celebrazioni nel cosiddetto vetus ordo, questi ecclesiastici non cambiano idea e continuano a ritenerlo un problema per la Chiesa. Questi continui attacchi soprattutto sui giovani, che sono i grandi protagonisti della vitalità della messa tridentina come dimostrano i numeri imponenti dei rispettivi Pellegrinaggi che annualmente organizzano e compiono come il Pellegrinaggio Summorum Pontificum a Roma, il Pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres, e la Peregrinación Nuestra Señora de la Cristiandad, l’annuale pellegrinaggio della Tradizione cattolica da Oviedo a Covadonga (Spagna), che si svolge nel mese...