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«Grande fondamento della fede è il nome di Gesù, che forma i figli di Dio»

I n nómine Iesu omne genu flectátur, cœléstium, terréstrium et infernórum: et omnis lingua confiteátur, quia Dóminus Iesus Christus in glória est Dei Patris di A.diJ. Carissimi amici e lettori, oggi la Chiesa celebra la festa del Santissimo Nome di Gesù, una ricorrenza liturgica di particolare rilievo nella liturgia cattolica, nel Calendario Tridentino (Messale Romano 1962), questa festa viene celebrata con particolare solennità per volere del Papa San Pio X, la domenica tra il 2 e il 5 gennaio, negli anni in cui non esiste una domenica tra queste date, al 2 gennaio, questa è la data osservata nella celebrazione della Messa tridentina. La Santa Chiesa che proprio da questo Nome trae la propria identità e la propria missione. "Gesù Dio salva" è un'affermazione centrale della fede cristiana che significa che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, salva l'umanità dal peccato e dalla morte attraverso il suo sacrificio (Espiazione) e la sua resurrezione, offrendo perdono e vita ...
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Film Sacro Cuore di Gesù

Carissimi amici e lettori, annunciamo la prossima uscita in Italia del film: "SACRO CUORE di GESÙ - Il suo regno non avrà mai fine”, distribuito da Dominus Production il 2-3 Marzo 2026 nelle sale cinematografiche. (A.diJ.) di Federica Di Vito fonte il Timone in Francia, il film sul Sacro Cuore fa il boom: oltre 400.000 spettatori «Code fuori dal cinema, come non si vedevano da anni». Superate di gran lunga le aspettative Continua a stupire la vicenda legata al film Sacré-Cœur. Lo ricordiamo, si tratta del film che si concentra sulle apparizioni a santa Margherita Maria Alacoque, la cui proiezione era stata bloccata dal sindaco di Marsiglia, per poi venire ripristinata per ordine di un giudice. Ebbene, la sua proiezione ha superato ogni aspettativa, con code davanti ai cinema come non se ne vedevano da anni. Molti deducono dalla popolarità del film che il cattolicesimo stia tornando presente nella vita pubblica francese - culla del laicismo europeo - come anche rilevano altri segni...

Il sacrificio della Messa è tanto infinito quanto lo fu l’oblazione della Croce.

di A.di J «Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia» Carissimi amici e lettori, Con queste parole dell’inno di ringraziamento proclamiamo la missione della Chiesa: confessare, in ogni luogo, la santissima Trinità, manifestare, fare in modo che sia conosciuta la sovranità ineffabile e la misericordia infinita del «Signore degli eserciti» . Al compimento di questa missione tende tutta l’attività della Chiesa: predicazione, orazioni, buone opere, e anche la sua unità organica, la sua struttura monarchica con la sua sacra gerarchia, che governa e santifica il popolo fedele; tutto mira alla gloria del Padre celeste e alla santificazione sempre più grande degli uomini, che è il modo in cui la creatura ragionevole dà gloria all’Altissimo.Padri della Chiesa (come San Giustino Martire, II secolo) descrivono una liturgia ordinata. La liturgia non è mai stata improvvisata né “adattata” al pubblico. Viviamo in un'epoca in cui la velocità, l'emozione e l'intrattenimento dettano...

La pace liturgica e la tradizione, brevi glosse sui progressisti liturgici

Carissimi amici e lettori, il blog.messainlatino che ringraziamo di cuore, per gli ottimi articoli e attente riflessioni, offre oggi alla nostra attenzione questo articolo a firma di Luigi Casalini , sulla pace liturgica e la tradizione, brevi glosse sui progressisti liturgici. Potrebbe essere una risposta ad Andrea Grillo ed altri, che vogliono, di fatto, il suicidio dei cattolici con carisma tradizionale. Dopo il coraggioso e, nello stesso tempo, timido gesto di Benedetto XVI, costituito dal motu proprio del 2007, si è assistito ad una costante opera di “confino” della Tradizione della Chiesa. Tutto, praticamente tutto viene oggi permesso, tutto eccetto la tradizione. È stato il boicottaggio totale della volontà del Papa, volontà che poi era un semplice atto di giustizia: non si può abolire la Messa che la Chiesa ha celebrato per quindici secoli e che ha fatto i Santi. Come fedeli figli della Chiesa facciamo appello ai legittimi Pastori della Chiesa, di lasciarci continuare a vive...

Festa di San Giovanni Evangelista, il 27 dicembre.

Carissimi amici e lettori, vino e serpenti sono legati a un episodio della vita di San Giovanni evangelista, dove si racconta : che gli fu offerto un calice di vino avvelenato, ma benedisse il calice, dal quale uscì un serpente, e l'evangelista rimase illeso, simboleggiando il suo trionfo sul veleno e sulla morte, legato al suo Vangelo spirituale e al concetto del "Verbo". Un modello iconografico classico  presenta l'evangelista mentre sostiene un calice da cui esce un serpente condensa una storia poco nota del santo. In genere, San Giovanni Evangelista si vede accompagnato da un'aquila. Quest'ultima, come si sa, ha una vista portentosa, che le permette di vedere a lunga distanza. Per questo, è stata associata alla visione dell'Apocalisse (letteralmente “Rivelazione”) che il santo ha avuto nell'isola di Patmos, dove secondo Sant'Ireneo di Lione l'evangelista avrebbe scritto il testo. Viene anche rappresentato seduto nell'atto di scrivere, ...

Mons. Carlo Maria Viganò In Nativitate D.N.J.C. Gloria in excelsis Deo

Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonæ voluntatis. Lc 2, 14 Se hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi (Gv 15, 20).  Ed è dal momento della Sua Nascita secundum carnem, che Nostro Signore viene perseguitato: ancora in fasce, Lo cercano i soldati di Erode, per uccidere quel Bambino che egli teme possa oscurare il suo potere terreno. Martiri di un falso monarca di nomina imperiale, i Santi Innocenti di cui tra pochi giorni celebreremo la memoria furono i primi – bambini anch’essi – ad essere martirizzati da un potere tanto tirannico quanto illegittimo, che proprio per questo doveva imporsi con la violenza, addirittura sui più piccoli e indifesi. Crudelis Herodes, Deum venire quid times?, recita l’inno dell’Epifania. Crudele Erode, perché temi il Dio che viene? Nuovi Erode, nel corso della Storia e soprattutto in questo tetro crepuscolo che segna il crollo della civiltà cristiana, hanno infierito e infieriscono sui piccoli, per crocifiggere ancora e ancora, n...

"Gaudete in Domino semper"

Carissimi amici, di cosa dobbiamo gioire?  "Voi avete sperato nel Signore per i secoli eterni, nel Signore Dio forte in perpetuo" (Is.26,4). La Speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità (CCC1817). La virtù della Speranza risponde all'aspirazione alla felicità, che Dio ha posto nel cuore di ogni uomo; essa assume le attese che ispirano le attività degli uomini; le purifica per ordinarle al regno dei cieli; salvaguarda dallo scoraggiamento;  sostiene in tutti i momenti di abbandono; dilata il cuore nell'attesa della beatitudine eterna. Lo slancio della speranza preserva dall'egoismo e conduce alla gioia della carità(CCC1818). Ecco di cosa dobbiamo gioire: gioisco perché desidero il regno dei cieli e la vita eterna come mia felicità. Da dove viene questa Gioia? "Signore, tu ci dai la pace perché tutte le nostre opere tu le hai fatte per noi" (Is.26,12). Possiamo forse restare presso un fu...