Passa ai contenuti principali

IL PREZIOSISSIMO SANGUE E IL GIUDIZIO DI DIO


Quanto tremendo, o Signore, sarà il tuo giudizio! Tu che hai trovato macchie anche negli angeli e davanti al quale nemmeno i cieli sono puri! "Povero me! Che farò -diceva il santo Giobbe - quando tu, o Signore, verrai a giudicarmi?".

E io, Signore, che farò? Come mi insegna S. Maria Maddalena de' Pazzi, mi coprirò col tuo Sangue, Signore.

Quando sarò davanti a te, ti pregherò di non guardare i miei peccati, ma i meriti di questo Sangue santissimo. Sarà questo Sangue a disto­gliere i tuoi occhi dai miei peccati, questo Sangue invocherà il perdono per me peccatore.

Beata l'anima che, nel momento dei giudizio, comparirà davanti a Dio rivestita di questo Sangue! Attenderà la sentenza con fiducia, certa che vedrà cancellate dal Sangue di Gesù tutte le sue colpe. Presenterà davanti al trono di Dio i meriti di questo Sangue e in virtù di questi meriti sentirà risuonare una sentenza di vita eterna.

Ma guai a quell'anima che disprezza o ignora questo Sangue! In nient'altro potrà sperare salvezza. Quale sentenza potrà aspettarsi se non quella dell'eterna condanna? Tremenda, ma certa, certissima verità, questa!

Fin che ancora siamo in tempo, in questa vita, purifichiamoci immer­gendoci in questo mare del Sangue Preziosissimo di Gesù, col più sincero dolore, con fermo proposito, per evitare la terribile sentenza della condanna eterna.

Fioretto: Ripeti spesso: "O buon Gesù, il tuo Sangue mi salvi nel giorno dei giudizio".

ESEMPIO S. Domenico vide una volta la Beata Vergine Maria aspergere col Sangue di Cristo i fedeli che erano accorsi per ascoltare le sue prediche.

Un'altra volta vide un fedele che nella vita fu devoto di Maria al tribunale di Dio: la bilancia pesava dalla parte della condanna. La Madonna versò allora una goccia del Sangue di suo Figlio sul piatto della misericordia. E' bastato questo perchè la bilancia cambiasse posizione: quell'anima fu salva.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il nuovo vescovo D'Ivrea Daniele Salera" tolleranza zero per chi si inginocchia alla comunione"!

Carissimi amici e lettori, che nella Chiesa contino i gesti, si è sempre saputo.  Ma a Ivrea ora contano soprattutto le posizioni. Quelle del corpo. Da qualche settimana, in diverse parrocchie, i fedeli che si inginocchiano per ricevere l’Ostia vengono sistematicamente saltati. Il messaggio è chiaro, il metodo pure: ti inginocchi? Non comunichi. La scena si è già vista più volte: il parroco si avvicina, Ostia in mano, e quando incontra un fedele inginocchiato... tira dritto. Nessuno dice nulla, ma tutti capiscono. Qualcuno si alza all’ultimo secondo per non fare la figura dell’eretico, altri restano lì, come statue di gesso, in ginocchio davanti all’altare e col vuoto tra le mani. Benvenuti nella nuova liturgia in salsa eporediese, dove non si sa bene cosa si prega, ma si sa benissimo come bisogna stare. La direttiva – perché di questo si tratta – non è scritta, non è firmata, non è motivata. Ma c’è. E gira. E viene fatta rispettare alla lettera, come certe leggi non dette dei regi...

Non sparate su Leone XIV di Aldo Maria Valli

Leone XIV Carissimi amici e lettori, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Aldo Maria Valli che condividiamo pienamente. Carissimi amici, sappiate che 8 Maggio ero come tanti in piazza San Pietro, in attesa orante e inquieta per questa elezione. Quando Papa Leone XIV e apparso sulla loggia ho avvertito la carezza di Gesù per tutti noi. Il Signore ha ascoltato le nostre preghiere continuiamo a pregare vedrete che la Vergine Maria Madre della Chiesa lo condurrà per mano. Buona lettura e condivisione! A.diJ. di Aldo Maria Valli Cari amici di Duc in altum, nel campo tradizionalista c’è chi già sta facendo le pulci a papa Leone XIV passando al setaccio perfino le virgole e criticandolo per ogni sfumatura che possa anche lontanamente far supporre un segno di continuità con il pontificato bergogliano. Con la solita sincerità, devo dire che non condivido questo atteggiamento. L’esordio di Leone XIV mi è piaciuto. Mi è piaciuto il fatto che si sia presentato con mozzetta rossa ...

Il delirio di don Stefano Strada nella Chiesa parrocchiale di San Carlo di Bresso (Arcidiocesi di Milano)

Carissimi amici e lettori, capita sempre più spesso ultimamente, incontrare amici parroci che raccontano della fatica a convivere con alcuni sacerdoti che sono talmente ideologizzati che vanno "per conto loro". Inoltre il "livore di questi sacerdoti contro la tradizione " è delirante. Nonostante la rinnovata popolarità tra i giovani di tutto il mondo delle celebrazioni nel cosiddetto vetus ordo, questi ecclesiastici non cambiano idea e continuano a ritenerlo un problema per la Chiesa. Questi continui attacchi soprattutto sui giovani, che sono i grandi protagonisti della vitalità della messa tridentina come dimostrano i numeri imponenti dei rispettivi Pellegrinaggi che annualmente organizzano e compiono come il Pellegrinaggio Summorum Pontificum a Roma, il Pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres, e la Peregrinación Nuestra Señora de la Cristiandad, l’annuale pellegrinaggio della Tradizione cattolica da Oviedo a Covadonga (Spagna), che si svolge nel mese...