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Il cammino sinodale, con le sue riforme provocano una spaccatura insanabile nella Chiesa, che culmina in una profonda crisi di credibilità

di A.DiJ


Carissimi amici e lettori,

ognuno di noi che si professa cristiano cattolico, dovrebbe riflettere attentamente sulle parole di Cristo :"Voi non siete del mondo, ma Io vi ho scelti dal mondo".

Queste parole sono state pronunciate da Gesù durante l'Ultima Cena per preparare i discepoli alle future difficoltà... vivere pienamente la nostra realtà e il nostro tempo, ma senza farci influenzare dalle logiche del mondo.
È un bellissimo invito a trovare il perfetto equilibrio tra l'essere pienamente presenti nella propria quotidianità e il mantenere una propria integrità interiore, senza lasciarsi sopraffare dalle mode, dalle pressioni sociali o dalle logiche effimere del momento.
Vivere la nostra quotidianità significa : agire con intenzione, godere delle relazioni e del proprio lavoro, e contribuire al proprio tempo, rimanendo fermi sui principi cristiani non negoziabili difendendo la centralità della vita umana dal concepimento alla morte naturale, tutelare la famiglia fondata sul matrimonio e garantire il diritto dei genitori all'educazione dei figli, filtrare ciò che ci circonda, scegliendo di non uniformarsi ciecamente a ideali materialisti, superficiali o guidati solo dal profitto e dall'apparire. Eppure molti cattolici oggi scendono in piazza contro la fame contro la guerra e non contro l'aborto. Nazioni che un tempo si professavano cristiane come la Francia, il Lussemburgo, hanno inserito esplicitamente la libertà di abortire nella propria Carta costituzionale, la stessa Spagna guidata da Pedro Sánchez ha approvato l'iter in Consiglio dei ministri per modificare l'articolo 43 della Costituzione e ritenere l'aborto un diritto.
"Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro."
In questo passaggio, il profeta Isaia pronuncia una serie di "guai" contro l'ipocrisia, l'ingiustizia e la corruzione, e invita gli uomini di tutti i tempi a mantenere un chiaro discernimento morale ed etico in tempi in cui le leggi e la giustizia vengono distorte a vantaggio dei potenti.

"Ma il Figlio dell'uomo, quando tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?"....Questa domanda, tratta dal Vangelo di Luca (Lc 18,8), esprime un interrogativo un dubbio profondo, quasi un'amara profezia, per i cristiani di tutti i tempi sulla perseveranza dell'umanità.

Il Venerabile Pio XII ha fatto eco a questo versetto, specialmente nel suo radiomessaggio di Natale del 1952, dove mise in guardia da un mondo che rischia di smarrire il senso di Dio, promuovendo «la natura senza la grazia» e «la ragione senza la fede». In diverse occasioni, come nell'Enciclica Mystici Corporis Christi (1943), il Papa ha esortato la Chiesa a vigilare contro il relativismo, le derive intellettuali e l'allontanamento dalla dottrina, problemi che possono svuotare i cuori rendendo la fede sempre più rara.

Il cammino sinodale voluto da Bergoglio, e continua sotto il pontificato di Prevost viene pubblicamente smascherato come poco più che un sfacciato tentativo di sovvertire l’insegnamento della Chiesa per restare al passo con i tempi – infatti, alcune conferenze episcopali europee con la sua leadership lo hanno detto esplicitamente, descrivendolo come “una dichiarazione consapevole contro l’attuale Catechismo della Chiesa Cattolica”che “ancora rimprovera l’attività omosessuale come peccato”. La direzione viziata intrapresa dalla Chiesa cattolica con il suo cammino sinodale sin dall’inizio e il pericolo che aumenta con il passare del tempo e con l’avanzamento del meccanismo messo in atto. Questa deviazione è stata denunciata con tutte le prove a sostegno. Basta interessarsi da vicino a questo Cammino sinodale per scoprire che porta dritto allo scisma. E si potrebbe anche dire che lo scisma è già lì. 
Nonostante tutte le sue ambiguità,  il Cardinale Robert Sarah  così ha  affermato:   “Il tradimento all’opera nella Chiesa e in atto da parte delle conferenze episcopali e a opera del Cammino sinodale”. E aggiunge: “Ci si chiede che cosa rimarrà del Vangelo se tutto questo andrà fino in fondo: una vera apostasia silenziosa”.
Mons. Philip Egan, Vescovo di Portsmouth in Inghilterra, noto per le sue posizioni decise contro la secolarizzazione e a favore della difesa della vita, si è distinto recentemente per il suo forte impegno nel dibattito sul fine vita ha espresso la sua preoccupazione, ha criticato aspramente l'inclusione di temi che collidevano con la Tradizione bimillenaria della Chiesa Cattolica (morale sessuale, sacerdozio e ruolo delle donne)ha più volte sollecitato un intervento fermo da parte di Roma e del Papa per ristabilire i parametri dottrinali corretti e mantenere l'unità della Chiesa universale. “Roma dovrebbe intervenire nel Cammino prima che sia troppo tardi. Ogni giorno che passa rende la situazione più difficile e pericolosa".

Concludendo voglio ricordare al lettore alla fine degli anni '60, la Chiesa nei Paesi Bassi (in particolare quella cattolica) visse un periodo di profonda e radicale sperimentazione liturgica. Spinti dal fervore post-Concilio Vaticano II, molti teologi e parroci olandesi adottarono un approccio fortemente influenzato dall'esperienza umana e dalla fenomenologia esistenziale, ci fu il caso del “consiglio pastorale” dei Paesi Bassi alla fine degli anni Sessanta è lì per darne un esempio. Il Consiglio Pastorale Olandese (Pastoraal Concilie, 1966-1970) e la pubblicazione del controverso Catechismo Olandese (1966) furono i motori di questa trasformazione. La catechesi smise di trasmettere la dottrina tradizionale e si trasformò in uno scambio di idee, mentre la liturgia divenne un "parco giochi sperimentale". La proclamazione del Vangelo veniva spesso accantonata in favore della lettura di cronache, giornali o storie di vita quotidiana. L'obiettivo era rendere il sermone un momento di educazione sociale e comprensione terrena, piuttosto che un'omelia incentrata sulla pietà o sul mistero della fede. Roma, nella persona di Papa Paolo VI, ha impiegato troppo tempo per reagire. E la Chiesa nei Paesi Bassi è stata distrutta: il miraggio delle false aspettative è stato dissipato, le truppe si sono sciolte e hanno abbandonato la Chiesa.

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