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mercoledì 5 luglio 2017

Cari cattolici : “Quando il Figlio dell'Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”Vi dovete decidere,SI Si,NO NO

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Cari cattolici. Vi dovete decidere, secondo l’aut aut che pure nel Vangelo c’è:
sì sì, no no

«C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell'Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all'interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all'interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia». 
La situazione diventa pericolosa quando questo o quell'altro pastore, oppure arcipastore, cominciano a parlare della Parola di Dio come se esercitassero un potere su di Essa. Inginocchiati davanti al padrone di questo mondo, mettono disordine negli uomini. Subordinano la loro vita con Dio al proprio discernimento, come e fino a che punto li obblighi il Decalogo inciso dal dito di Dio nei loro cuori per la difesa dell'amore affidato al loro lavoro, come debbano comprendere la propria esperienza del bene e del male soprattutto alla luce dei loro condizionamenti storici.

Sostengono l'etica della situazione, che loro impongono alla gente, con le emozioni e con la compassione tollerante per motivi pastorali. Passano sotto silenzio “il dono di Dio” (Gv 4,10) che è la verità. Hanno paura di parlarne, poiché hanno paura che il padrone di questo mondo possa accusarli di violenza. Il loro linguaggio ambiguo e la loro non chiara praxis pastorale mi fanno pensare agli “utili idioti” (espressione di Lenin) che, pur non essendo comunisti, per colpa di una perfida stupidità facevano tutto perché il comunismo dominasse il mondo.

L'ambiguità del loro pensare e del loro fare indebolisce l'affidamento degli uomini a Cristo e, di conseguenza, l'affidamento alla verità della loro personale identità che si rivela nell'amore che Dio dà come nome a ogni persona nell'atto di crearla nella Sua Parola. In questo modo essi distruggono la cultura delle persone, poiché essa nasce proprio in questo amore ed è in esso che questa cultura apre l'uomo e le sue parole all'Amore di Dio.

Coloro che deformano l'amore che avviene nello spazio della differenza sessuale (Dio crea l'uomo uomo e donna), deformano l'amore che avviene nello spazio della differenza ontologica. Essi aprono una strada diretta all'ateismo, rompendo l'unità della giustizia e dell'amore, costituita sulla verità. Perciò l'amore degenera nella tolleranza che offende la persona, e la giustizia degenera nella più grande ingiustizia che nel nome dell' uguaglianza cancella le differenze tra le persone e in conseguenza deforma l'amore che le persone si devono l'una all'altra.

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