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venerdì 30 marzo 2018

Le ultime parole di Gesù in croce sono sette frasi che pronunciò durante la sua passione



“… È giunta l’ora della verità … La debolezza fisica e la mancanza di fiato abbreviano le parole,ma ne condensano il senso. Queste poche parole, scaturite dall’esperienza vissuta, che un agonizzante trasmette loro – familiari o amici - che lo accompagnano nel grande passaggio all’altra vita di solito vengono chiamate «testamento spirituale». La morte è un tempo di rivelazione.
Così è stato per Gesù.
… Negli Esercizi Spirituali S. Ignazio invita a contemplare «i misteri compiuti sulla croce» … Al centro dell’elenco delle 7 parole c’è la sete del Salvatore.”
La 1a parola
“Padre, perdona loro,perché non sanno quello che fanno.” 

 23,34

2a parola

“In verità ti dico oggi sarai con me in paradiso.”
Lc 23,43

3a parola

“Donna ecco tuo figlio. Figlio ecco tua madre.”

Gv 19,26-27

4a parola

“Ho sete” 
Gv 19, 28

5a parola

“Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato ?” 
Mc 15,34

6a parola

“Tutto è compiuto” 
Gv 19,30

7a parola

“Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”
Lc 23,46

giovedì 29 marzo 2018

FERIA V – GIOVEDÌ SANTO Duplex I classis Statio ad S. Joannem in Laterano DE MISSA SOLEMNI VESPERTINA IN CŒNA DÓMINI


"Fate questo in memoria di me" significa: fate anche voi come ho fatto io. Giovanni lo dice apertamente: "da questo abbiamo conosciuto il suo amore: egli ha dato la vita per noi. Anche noi,, perciò, dobbiamo spendere la vita per i fratelli " (1 Gv. 3, 16).

la sera del Giovedì Santo, in essa si ricorda l'Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli, consumata prima della sua passione, nella quale consegnò ai discepoli il Comandamento dell'amore ("Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi", Gv 13,34), dopo aver lavato loro i piedi.Gesù istituì i sacramenti dell'Eucaristia e dell'Ordine sacro.
Nella forma tradizionale del rito romano proposto nel Messale Romano del 1570, la lavanda dei piedi si prevedeva come una celebrazione dei soli chierici da tenere fuori della messa ad un'ora e in un luogo conveniente. Il sommo Pontefice Pio XII di venerata memoria, l'inserì nella messa nella forma odierna ma limitando le persone alle quali si lavano i piedi ai soli maschi e specificandone il numero come dodici. Egli aggiunse alle antifone, con carattere obbligatorio, la "Ubi caritas ...",
clicca continua è troverete il Proprio della Santa messa

mercoledì 28 marzo 2018

Il sacerdote in persona Christi Capitis


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Pubblichiamo di seguito il discorso pronunciato da Benedetto XVI in occasione dell’Udienza generale in piazza San Pietro, dove ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.Il Papa ha incentrato la sua meditazione sul ministero del sacerdote.

Cari amici,

in questo periodo pasquale,mi è caro dedicare ancora alcune riflessioni al tema del Ministero ordinato, soffermandomi sulla realtà feconda della configurazione del sacerdote a Cristo Capo, nell’esercizio dei tria munera che riceve, cioè dei tre uffici di insegnare, santificare e governare.

lunedì 26 marzo 2018

Fraternità Sacerdotale San Pio X"Riti della Settimana Santa" Priorato di Albano Laziale

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Orari della Settimana Santa
nel Distretto italiano

per i diversi giorni liturgici, da Nord a Sud d'Italia


28 marzo: Mercoledì Santo

Torino - dalle ore 15.00 alle 17.00: Confessioni

- ore 18.15: S. Messa letta


29 marzo: Giovedì Santo

Albano - ore 7.30: Ufficio delle Tenebre


- ore 19.00: S. Messa cantata in Cœna Domini

- a seguire Adorazione del SS.mo fino a mezzanotte


Montalenghe - ore 18.30: S. Messa cantata in Cœna Domini

- a seguire Adorazione del SS.mo fino a mezzanotte


Silea - ore 19.00: S. Messa cantata in Cœna Domini

- a seguire Adorazione del SS.mo fino a mezzanotte

Rimini - ore 7.30: Lodi cantate


- ore 19.00: S. Messa cantata in Cœna Domini

- a seguire Adorazione del SS.mo fino a mezzanotte

Vigne di Narni - ore 7.30: Ufficio delle Tenebre


- ore 18.00: S. Messa cantata in Cœna Domini

- a seguire Adorazione del SS.mo fino a mezzanotte



30 marzo: Venerdì Santo

Albano - ore 7.30: Ufficio delle Tenebre


- ore 15.00: Via Crucis

- ore 18.00: Solenne funzione Liturgica


Montalenghe - ore 7.30: Canto del ufficio delle Tenebre

- ore 11.15: Conferenza: Le sette parole di Gesù in Croce (possibilità di fermarsi per il pranzo. Vi preghiamo di iscrivervi in anticipo)

- ore 15.00: Via Crucis

- ore 18.00: Solenne funzione Liturgica

Silea - ore 15.00: Via Crucis

- ore 19.00: Solenne funzione Liturgica

Rimini - ore 7.30: Lodi cantate


- ore 9.30: Inizio del ritiro del Priorato, aperto a tutti


- ore 18.10: Solenne Via Crucis

- ore 19.00: Solenne funzione Liturgica

Vigne di Narni - ore 7.30: Ufficio delle Tenebre


- ore 15.00: Via Crucis

- ore 18.00: Solenne funzione Liturgica


31 marzo: Sabato Santo

Albano - ore 7.30: Ufficio delle Tenebre

- ore 18.45: S.Rosario

- ore 22.00: Veglia Pasquale

- a seguire: S. Messa solenne


Montalenghe - ore 22.00: Veglia Pasquale


- a seguire: S. Messa cantata

Milano - dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.00: Confessioni


Silea - ore 22.30: Veglia Pasquale (ed ampia possibilità di confessarsi)


- a seguire: S. Messa cantata

Rimini - ore 7.30: Lodi cantate


- ore 18.00: Vespri

- ore 22.00: Veglia Pasquale

- a seguire: S. Messa cantata


Vigne di Narni - ore 7.30: Ufficio delle Tenebre

- ore 22.00: Veglia Pasquale

- a seguire: S. Messa cantata


01 aprile: Domenica di Pasqua

Albano - ore 10.30: S. Messa cantata

Roma - ore 11.00: S. Messa cantata

Montalenghe - ore 8.30: S. Messa letta

Milano - ore 10.00: S. Messa cantata

Torino - ore 11.00: S. Messa cantata

Silea - ore 10.30: S. Messa cantata

Ferrara - ore 10.30: S. Messa cantata

Verona - ore 11.00: S. Messa cantata a S. Toscana


Trento - ore 18.00: S. Messa


Rimini - ore 8.00: S. Messa letta


- ore 10.30: S. Messa cantata

Lucca - ore 10.00: S. Messa cantata


Vigne di Narni - ore 10.30: S. Messa cantata


Napoli - ore 11.00: S. Messa cantata

Barletta - ore 18.00: S. Messa cantata

mercoledì 21 marzo 2018

Cuore sacerdotale : dei molti eccomi e dei pochi perchè di don Ernesto Bellé


Il cuore del sacerdote “deve conosce solo due direzioni: il tabernacolo, e le anime a lui affidate".
Trafitto dall’amore del Signore” non guarda più a sé stesso, ma è rivolto a Dio e ai fratelli. “Non è più un cuore ballerino, che si lascia attrarre dalla suggestione del momento o che va di qua e di là in cerca di consensi e piccole soddisfazioni; è invece un cuore saldo nel Signore, avvinto dallo Spirito Santo, aperto e disponibile ai fratelli”.“Davanti al Cuore di Gesù nasce l’interrogativo fondamentale della nostra vita sacerdotale: dove è orientato il mio cuore? Domanda che noi sacerdoti dobbiamo farci tante volte: ogni giorno, ogni settimana … Ma dove è orientato il mio cuore?
I SACRATISSIMI CUORI DI GESU' E DI MARIA
UOMO DI FEDE: Dei pochi “perché?” e dei molti “eccomi!”.

UOMO DI SPERANZA: Non aspetta onorificenze umane, ma guarda al Cielo come sua unica meta.

UOMO DI CARITA’: Ha per motto “charitas sine modo”, un amore senza limiti ne confini.

UOMO DI UMILTA’: Vive nel nascondimento perché solo Cristo riceva onore e gloria.

UOMO DI SERVIZIO: Serve la Chiesa in obbedienza al suo Vescovo e lava i piedi ai suoi fratelli.

UOMO DI PREGHIERA: Trova e dona tempo al colloquio intimo con il Padre celeste.

UOMO DI CONSIGLIO: Ascolta volentieri le anime e parla loro di Dio e a Lui le porta .

UOMO DI ACCOGLIENZA: Tende a tutti una mano e non lascia andar via nessuno senza un sorriso.

UOMO DEI SACRAMENTI: Vive e fa vivere Gesù Eucaristico e Misericordioso.

UOMO DI ESEMPIO: Onesto e sincero mostra anche con il suo abito la sua verità interiore.

UOMO DI CASTITA’: Dona anima, mente e corpo al suo Salvatore fuggendo il male.

UOMO DI POVERTA’: Abbandonato alla Provvidenza sa vivere del necessario.

UOMO DI OBBEDIENZA: Vede nei suoi superiori Dio usando gli occhiali della fede.

UOMO DI MARIA: Ama, venera, imita la Vergine Madre di Dio e ne divulga la devozione sincera.

UOMO DI DIO: Combatte il maligno con la preghiera, il digiuno e la penitenza. Inoltre è uomo di pace, di giustizia e amante della libertà non obbliga mai nessuno a niente ma parla con il suo esempio e la sua dedizione amorosa, insomma il sacerdote autorevole per la Chiesa è l’immagine viva del Buon Pastore vivo oggi tra gli uomini del nostro tempo, un prete che ricerca la santità e vuole essere secondo il Cuore di Gesù!

martedì 20 marzo 2018

Ecône: mons.Tissier de Mallerais conferisce il Suddiaconato e gli ordini minori di accolitato e esorcistato

Cinque nuovi suddiaconi per la Chiesa

Il sabato avanti la domenica di passione. questo giorno è famoso fin dall'antichità sotto il nome di Sabato Sitientes, per la prima parola dell'Introito della Messa. La Chiesa, facendo sue le parole d'Isaia, invita gli aspiranti al Battesimo di venire a dissetarsi alla fonte della salute. La Stazione, a Roma, prima fu alla Basilica di S. Lorenzo fuori le Mura; ma la lontananza di questa chiesa rendeva talmente incomoda la riunione dei fedeli, che ben presto fu scelta a sostituirla la chiesa di S. Nicola in Carcere, più al centro della città.

17 MARZO 2018, A Ecône 5 giovani leviti tra cui  un italiano, hanno ricevuto dalle mani di monsignor Bernard Tissier de Mallerais , vescovo ausiliare della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Suddiaconato.

Il primo ordine importante nella lista di quelli che portano al sacerdozio implica il dono totale di sé a Dio con i voti di castità e l'obbligo di recitare il breviario in nome della Chiesa.
Alla stessa cerimonia altri dodici chierici hanno ricevuto gli ultimi due ordini minori di accolito ed esorcista.
Il vescovo Tissier de Mallerais parla loro con le seguenti parole prescritte dal Pontificale:

"Miei cari figli, nel ricevere questo Ordine, non sarà più lecito per voi allontanarvi dal vostro obiettivo e sarete sempre obbligati a servire Dio (servirlo in modo che regni) e con il Suo aiuto voi  manterrete fede agli impegni che vi siete assunti é stati chiamati, e rimanendo sempre fedeli nel ministero della chiesa, così finché c'è ancora tempo, esaminate voi stessi e vedete se siete determinati a perseverare nella vostra santa risoluzione e a compiere questo passo per conto di Nostro Signore. "


Il reportage fotografico delle ordinazioni al suddiaconato di cinque giovani Leviti 


clicca su continua per visionare le altre foto su ordini minori

lunedì 19 marzo 2018

LA SALA STAMPA VATICANA PUBBLICA LA LETTERA DI BENEDETTO, E LA GIUSTIFICAZIONE DI MONS. VIGANÒ.


Index


 Di MARCO TOSATTI

E alla fine il Vaticano ha ceduto, ed ha pubblicato la lettera che Benedetto XVI ha scritto in risposta all’invito di mons. Dario Edoardo Viganò. È interessante rimarcare però che i testi, sia del comunicato della Segreteria per le Comunicazioni, che quello della lettera, sono stato diffusi dalla Sala Stampa della Santa Sede, che dipende dalla Segreteria di Stato. Il che può far pensare che al vertice ci si sia resi conto, finalmente, del danno di immagine che questa vicenda stava recando alla Chiesa; nel presente e nel futuro. Ecco come la Segreteria giustifica tutta la vicenda:

È l’ora di san Giuseppe, patrono della Chiesa e della famiglia



(di Cristina Siccardi) 
Celebrare la festa di san Giuseppe del 19 marzo (i primi furono i monaci benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani nel 1399; venne infine promossa dagli interventi dei papi Sisto IV e Pio V e resa obbligatoria nel 1621 da Gregorio XV) significa rendere onore liturgico al Patrono universale della Chiesa e all’ avvocato di ogni famiglia. Oggi più che mai occorre pregare ed implorare la sua intercessione per l’una e per l’altra realtà. Alla Vergine Maria si tributa il culto di iperdulia (al di sopra di tutti i Santi), mentre a san Giuseppe il culto di proto dulia (primo fra tutti i Santi).

Santa Teresa d’Avila affidò sempre a lui la risoluzione dei suoi problemi e dei suoi affanni e mai San Giuseppe la deluse. Lasciò scritto la mistica spagnola: «Ad altri Santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso san Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuol farci intendere che a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, così anche in cielo fa tutto quello che gli chiede». Perciò, «qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada», infatti, «ho visto chiaramente che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare» (Vita, VI, 5-8).

domenica 18 marzo 2018

La Santa Messa un vero sacrificio

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Se vi chiedessero: cos'è la Messa? Cosa rispondereste?

Se vi chiedessero: perché partecipate alla Messa? Cosa direste?

Nella Messa partecipiamo a un vero sacrificio. La Messa cattolica, che è rinnovamento non cruento dell’unico sacrificio del Calvario, dove Gesú, per mano di se stesso nel Sacerdote, si offre a Dio Padre per ottenere il perdono dei peccati dei vivi e dei morti, è il mistero terribile di questa Vittima divina ed eterna che rinnova l’espressione della sua compassione verso l’umanità rovinata, corrotta, attratta dal male piú che dal bene, esclusa dal Paradiso, in preda alla malizia propria e a quella del demonio.

La Messa cattolica è quindi la supplica, l’offerta del Redentore a pro degli uomini, del Redentore che si fa peccato per lavare nel suo Sangue i nostri peccati.

sabato 17 marzo 2018

Scuola: africani spiegano ai bimbi come mettersi in contatto con gli spiriti dei defunti



Riceviamo e pubblichiamo

I quotidiani dei giorni scorsi hanno riportato la notizia che, nella Scuola primaria di Mocasina, le mamme degli alunni di una prima elementare hanno protestato perché tenute all’oscuro del progetto avviato nella classe. Presentandosi come Romilda, “la strega sincretica interculturale”, Ramona Parenzan ha fatto invocare gli spiriti e distribuito amuleti e pozioni magiche agli ignari allievi. I fatti sono emersi quando le mamme hanno cominciato a parlarsi scoprendo che come i loro anche gli altri bambini erano turbati dalle storie lette o dal fatto che erano stati invocati gli spiriti.

Gli effetti delle pratiche magiche non si sono fatte attendere. Nei giorni successivi le mamme hanno raccontato di fatti sconcertanti accaduti ai loro figli: epistassi nasali, agitazione e disturbi del sonno. Vale la pena ricordare che l’inquietante progetto “strega” rientra nei cosiddetti progetti extracurriculari della scuola primaria, vale a dire ad una sorta di offerta formativa “integrativa” non obbligatoria (durante queste lezioni bambini si possono infatti ritirare da scuola) dettata dalla sensibilità, o meglio, dalle propensioni delle insegnanti e del dirigente scolastico.

Non è un mistero che la stragrande maggioranza delle insegnanti e dei digirenti sia politicamente e ideologicamente orientato. La prova è insita nei medesimi progetti. La totalità dei progetti extracurriculari della scuola pubblica non vertono su argomenti di religiosità popolare o di identità e cultura italica, ma guarda caso si occupano unicamente di ecologismo, di multiculturalismo e come della scuola di Mocasina, di paganesimo.

Un altro caso di progetto (questa volta dal nome Olinda) travestito da offerta formativa è andato in scena presso la scuola primaria Vittorio Locchi di Dossobuono (Verona) dove a insaputa dei genitori, degli africani hanno spiegato ai bambini della terza i riti tribali per mettesi in contatto con gli spiriti dei defunti. Se questa è la scuola pubblica, la vigilanza da parte dei genitori è quanto meno doveroso.

Gianni Toffali – Verona

giovedì 15 marzo 2018

5×1000 a sostegno della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Caro amico,

si avvicina il momento di scegliere a chi destinare il 5 per mille dell'Irpef della dichiarazione dei redditi. Anche quest'anno puoi destinare il 5 per mille dell'imposizione fiscale

alla Fraternità Sacerdotale San Pio X una congregazione religiosa, una società di sacerdoti di vita comune, a cui la legge consente di ricevere il 5 per mille senza nessun costo aggiuntivo per il donatore.

E' in prima fila nella difesa della Santa Messa, e del sacerdozio e della dottrina cattolica.

Oltre alle sue numerose iniziative, tra le quali gli annuali campi Estivi per giovani e ragazzi ambe due i sessi , promuove e sostiene: la buona stampa, la buona scuola .

Ti chiediamo dunque di donare il tuo 5 per mille alla Fraternità sacerdotale San Pio X rafforzerai il suo apostolato.

93012970013
Associazione San Giuseppe Cafasso
 ( a cui sono intestati i beni immobili della Fraternità San Pio X in Italia), può ricevere il 5 x 1000 previsto dalla legge. Per devolverlo è sufficiente indicare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi il numero di codice fiscale che è 93012970013.



Se incontrate un qualunque problema non esitate a contattarci a: info@sanpiox.it

Vi ringraziamo per il vostro aiuto e vi assicuriamo delle nostre preghiere quotidiane al Santo Rosario.

Il distretto italiano della Fraternità Sacerdotale San Pio X


mercoledì 14 marzo 2018

La continuità nell'errore da parte dei Pontefici da Giovanni XXIII a Francesco I

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Se tutti i documenti del Concilio Vaticano II fossero giammai stati letti allora sia la sostanza che l'ammontare delle seguenti eresie tenterebbero a fare presumere od un'imprecisa citazione del Vaticano II , avendo letto e studiato tutto il Vaticano II attentamente si può assicurare che le oltre 400 referenze in sede presenti sono accurate e che il Vaticano II ha realmente professato l'eresia oltre le 200 volte; difatti, se ne sono riscontrate 240 circa. Andrebbero tenute a mente 
alcune cose durante la lettura di questo testo.

L'eresia consiste in una negazione o dubbio pertinace di una verità Cattolica (Codice 1325, Codice di diritto canonico del 1917), separante completamente dalla Chiesa Cattolica (Papa Leone XIII, Satis cognitum).
Allorché un documento è chiaramente ambiguo o contraddittorio il solenne Magistero Ecclesiastico di Papa Pio VI (Auctorem Fidei, 28/08/1794) insegna che occorre condannare le dichiarazioni eretiche secondo il modo in cui esse appaiono, nonostante le contraddizioni o le ambiguità in cui esse siano mimetizzate; inoltre, esso avvisa che coloro tolleranti le eresie, poiché velate da una cosciente ambiguità, non possono essere scusati, permettendo ai fedeli di essere condotti "da errori sottili verso la loro eterna dannazione". 

martedì 13 marzo 2018

Il doppio "stolto pregiudizio". Il testo integrale della lettera di Benedetto XVI

Viganò

L'ufficio stampa della Santa Sede non ha diffuso il testo integrale della lettera inviata da Benedetto XVI lo scorso 7 febbraio al prefetto della Segreteria per la Comunicazione, monsignor Dario Edoardo Viganò.

Viganò ne ha però dato lettura (vedi foto) in occasione della presentazione alla stampa della collana "La teologia di papa Francesco", edita dalla Libreria Editrice Vaticana e fatta di undici opuscoli, di diversi autori, sui vari aspetti del magistero scritto e orale dell'attuale pontefice.

La lettera porta la data del 7 febbraio ed è in risposta a una precedente lettera di Viganò del 12 gennaio. Ma dato che è stata resa nota la sera del 12 marzo, vigilia del quinto compleanno dell'elezione a papa di Jorge Mario Bergoglio, al grande pubblico essa è arrivata come se fosse una sorta di "voto", più che buono, dato da Benedetto al suo successore, al termine del suo primo quinquennio.

A favorire questa interpretazione è stato anche il comunicato stampa diffuso per l'occasione dallo stesso Viganò, che citava della lettera solo il secondo e il terzo capoverso.

Dichiarazione di p. R.-Th. Calmel a proposito del Novus Ordo Missae



Una presa di posizione eroica



Il 27 novembre 1969, tre giorni prima dellʼentrata in vigore del Novus Ordo Missae, il domenicano p. Calmel (1914-1975) manifestò il fermo suo rifiuto.

Basta leggere questo testo per indovinare da quale sguardo di fede, da quale sicurezza teologica, da quale amore di Dio, da quale profondità proviene. Lo scrisse di getto senza neanche tenersene una copia prima di inviarlo allʼamico Jean Madiran per la pubblicazione sulla rivista Itinéraires (n° 139, gennaio 1970).

Padre Calmel è forse stato il primo sacerdote – se si eccettuano i Cardd. Bacci e Ottaviani – ad aver manifestato in pubblico un netto rifiuto, non soltanto dottrinale, ma anche pratico della nuova messa. La sua storica reazione illuminò ed incoraggiò molti sacerdoti e fedeli suoi contemporanei. A quasi cinquantʼanni dalla sua pubblicazione, questo scritto lungimirante e di grande attualità possa confortare ancora tante anime sacerdotali e tanti fedeli cattolici.

Il colpo da maestro di Satana


Dopo poco meno di quarant'anni dalla prima edizione, abbiamo sentito la necessità di ripubblicare questo testo fondamentale di Mons. Marcel Lefebvre; non un libro vero e proprio di cui fu autore, ma una raccolta di [brevi, ndr] scritti, conferenze, omelie di un periodo della storia della Fraternità San Pio X che va dal 1974 a quello immediatamente successivo all'ingiusta sospensione a divinis (1976) del prelato francese.

Il tema, sintetizzato dal celebre e appariscente titolo, è quello della reazione alla crisi nella Chiesa. Sono passati decenni da quel preciso contesto; il Corpo Mistico di Nostro Signore ha subìto, da parte della sua stessa gerarchia, nuovi ed ulteriori colpi rispetto a quelli denunciati allora da Mons. Lefebvre: ci fu Assisi nell'86, ci furono e ci sono innumerevoli incontri ecumenici patrocinati dall'autorità ecclesiastica. Ci sono le recentissime derive di Papa Bergoglio, ultimi strascichi di una Chiesa in rovina.

Perché dunque pubblicare un testo così “datato”, pubblicato in una fase in cui non era possibile immaginare quanto sarebbe caduto in basso il mondo cattolico?

lunedì 12 marzo 2018

San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria nel piano della salvezza

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In tempi difficili per la Chiesa Pio IX, volendo affidarla alla speciale protezione del santo patriarca Giuseppe, lo dichiarò «Patrono della Chiesa cattolica».

Questo patrocinio deve essere invocato ed è necessario tuttora alla Chiesa non soltanto a difesa contro gli insorgenti pericoli, ma anche soprattutto perché possa nuovamente ritornare a essere quel faro che brilla nelle tenebre, conforto per le anime e nuovamente missionaria in un mondo scristianizzato.
Nel mese di Marzo particolarmente dedicato a San Giuseppe vogliamo raccomandarci, dunque, alla protezione di colui al quale Dio stesso «affidò la custodia dei suoi tesori più preziosi e più grandi», impariamo al tempo stesso da lui a servire l’«economia della salvezza».
La posizione di san Giuseppe come sposo della Madre di Dio, come padre di Gesù e capo della Famiglia; si preoccupa di determinare la sua relazione con i misteri dell’incarnazione e della redenzione, la natura del suo matrimonio, la sua paternità nei riguardi di Gesù, la sua funzione nella Chiesa, il culto che gli compete; vuole precisare teologicamente la sua santità.Il matrimonio tra Maria e Giuseppe fu un matrimonio vero. La nota teologica assegnata a questa proposizione oscilla tra il teologicamente certo e la verità di fede.

domenica 11 marzo 2018

Beato Natale Pinot martirizzato dai rivoluzionari giacobbini

Il Beato Natale Pinot fu Parroco di Louroux-Béconnais, durante la Rivoluzione Francese. Si rifiutò di giurare la costituzione civile del clero e cominciò ad esercitare clandestinamente il ministero sacerdotale. Mentre si preparava a celebrare una Messa, fu catturato e, ancora rivestito dei paramenti Sacri, condotto alla Ghigliottina.
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Domenica 23 gennaio 1791, padre Noël Pinot, parroco di Le Louroux-Béconnais nella diocesi di Angers, celebra la Messa nella sua chiesa piena?: il vicario, padre Mathurin Garanger, è presente nel coro e, nelle prime file, hanno preso posto il sindaco e i funzionari comunali. Alla fine della Messa, questi ultimi devono ricevere dai due sacerdoti il giuramento di fedeltà alla Costituzione civile del clero. Il parroco si reca in sacrestia per deporre i paramenti liturgici. Lo vengono a cercare, ma egli dichiara di non poter in coscienza prestare il giuramento. All’ingiunzione del sindaco che gli vieta di esercitare qualsiasi funzione ecclesiastica, afferma che, avendo ricevuto i suoi poteri da Dio e dalla sua Chiesa, rimane il parroco legittimo della parrocchia e non si sottometterà mai a leggi ingiuste.

Questo prete andrà fino al martirio per rimanere fedele a Dio e alla sua coscienza. Nel 1926, sarà proclamato beato da papa Pio XI.

sabato 10 marzo 2018

FRANCESCO I ! "SVEGLIATI NON CI SI PRENDE GIOCO DI DIO"



Sono Trascorsi cinque anni, dalla storica rinuncia al soglio di Pietro di Papa Benedetto XVI, e l'ascesa di Papa Francesco, alla suprema cattedra di Pietro per guidare la Chiesa cattolica, un nocchiero, capace di portare la nave della Chiesa fuori dalla tempesta, un pastore che ci guidasse alla conoscenza di Cristo, al suo amore, alla vera gioia". Uno che restaurasse ogni uomo in Cristo. In cinque anni di pontificato la Chiesa cattolica, guidata Jorge Mario Bergoglio ha prodotto che tre italiani su quattro non vanno in chiesa, se provate a chiedere ai parroci perché le parrocchie sono sempre mezze vuote, allargano le braccia, sorridono di un sorriso amaro, e rispondono: «Qui non è che manca la fede. Qui il problema è che c'è troppa modernità e troppo poca continuità con la tradizione cattolica con la fede di sempre». I giovani si annoiano, cercano Dio , vogliono sacerdoti che testimoniano Dio, e ne difendano i suoi diritti . 

mercoledì 7 marzo 2018

L'opera riformatrice di San Pio X “Rinnovare tutte le cose in Cristo"

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Le ragioni della profonda crisi della Fede e della Chiesa, che con costernazione molti cattolici osservano e vivono oggi, sono quelle individuate con logica e realismo da San Pio X, il grande Pontefice riformatore e restauratore che guidò la Chiesa nel primo Novecento fino allo scoppio della prima Guerra mondiale.
Instaurare omnia in Christo 

San Pio X prese alla lettera le parole dell’Apostolo delle genti che esaminò e spiegò per primo, con espressioni ricolme di Spirito Santo e rivolgendosi «ai santi che sono in Efeso, credenti in Cristo Gesù» , il mistero della Salvezza e della Chiesa, parole che San Pio X fece sue. Per realizzare questo disegno in terra San Pio X avviò un piano santamente ambizioso e di riforma generale poiché non solo le forze nemiche, liberali e massoniche, minacciavano la Chiesa, e i semi avvelenati del liberalismo e del modernismo (termine presente per la prima volta nella Pascendi) avevano ormai attecchito con successo in alcuni ambienti “cattolici”, sia nel clero, sia fra i laici; ma si era andato formando, in particolare sotto il Pontificato di Leone XIII (1810-1903), un clima di stanchezza e di apatia nei Seminari, nelle parrocchie e persino nelle celebrazioni delle Santa Messe, dove erano entrati addirittura canti profani, bande musicali, arie di opere liriche... fra le azioni di Papa Sarto ci fu anche la Riforma della musica sacra: avvalendosi della consulenza di un eccellente esperto e compositore come Lorenzo Perosi (1872-1956), diede al canto gregoriano la preminenza assoluta nella liturgia.
Il Modernismo, definito nella Pascendi, «sintesi di tutte le eresie», tentava di coniugare Vangelo e positivismo, Chiesa e mondo, filosofia moderna e teologia cattolica; esso aveva visto i suoi albori in Francia, dove si era consumata la Rivoluzione che aveva abolito il diritto divino, incoronando la «dea ragione». Il motto «liberté, égalité, fraternité», che aveva prodotto il testo giuridico della Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen (26 agosto 1789), divenne, lungo i decenni, il lite motive di molti pensatori cristiani che decisero di inchinarsi al mondo, senza più condannare gli errori e senza più preservare l’integrità della dottrina della Fede. Fu proprio contro questa mentalità che San Pio X decise di combattere al fine di tutelare gli interessi di Cristo e della Sua Sposa. Profonda Fede, amore immenso per la Chiesa, grande umiltà e grande sensibilità. Uomo dalle poche parole e dai molti fatti, era sempre teso a compiere la volontà di Dio, anche quando, chiamato ad alte mansioni, sentiva tutto il peso gravoso delle responsabilità; ma una volta accolto l’impegno, la sua preoccupazione era quella di rispettare e far rispettare leggi e principi divini, senza distrazioni verso il rispetto umano e il consenso delle opinioni del mondo. Non cercò mai i riflettori, ma soltanto la difesa dei diritti del Creatore e la salvezza delle anime. Dal campanile di Riese, dove nacque il 2 giugno 1935, passò a quelli di Salzano e di Treviso per poi arrivare a quello di San Marco a Venezia e approdare a quello di San Pietro a Roma, tuttavia rimase sempre identico a se stesso: libero da ogni passione terrena, continuò a voler vivere in povertà, come lasciò scritto nel suo Testamento: «Nato povero, vissuto povero e sicuro di morir poverissimo». Povertà per sé, ma non per Dio: non lesinava mai corredi e paramenti nella Sacra Liturgia. San Pio X si caratterizza per la sua formazione tomista, per il suo sano e disincantato realismo, per la sua tangibile pastoralità (vicina ai reali e non demagogici problemi), per il suo attaccamento alla Fede e non all’ideologia, ma proprio per questo suo atteggiamento di pastore-missionario fu sempre stimato e rispettato in vita. Questo Pontefice, seppure con discrezione ed umiltà, come era di sua natura, è diventato interprete determinato e determinate della Chiesa militante e continua, senza rumore, ma nel proficuo e fertile silenzio di Dio, a fare scuola.La sua grandezza si misura nei suoi molteplici atti. La sua indole, oltre che la sua vocazione, fu fin da ragazzo autenticamente e genuinamente sacerdotale: anima, spirito, ragione, volontà sacerdotale. Al di là delle posizioni storicistiche che sbrigano le loro tesi affermando che «fu uomo del suo tempo», Pio X è stato innanzitutto un servo di Cristo ed un servo della Chiesa. Diede vita ad un’immensa opera di restaurazione con l’obiettivo di Instaurare omnia in Christo, come ebbe a scrivere nella sua enciclica programmatica E Supremi Apostolatus del 4 ottobre 1903:«Poiché a Dio piacque innalzare l’umiltà Nostra a questa pienezza di potere, rivolgemmo l’animo a “Colui che ci conforta”, e sorretti dalla virtù divina mentre mettiamo mano all’impresa, dichiariamo che nell’esercizio del Pontificato Noi abbiamo un solo proposito: “Rinnovare tutte le cose in Cristo” , affinché sia “Tutto e in tutti Cristo” . Vi saranno certamente taluni che, applicando alle cose divine una misura umana, tenteranno di spiare le Nostre riposte intenzioni e di volgerle a scopi terreni e ad interessi di parte. Per togliere a costoro ogni vana speranza, Noi affermiamo con grande determinazione che Noi altro non vogliamo essere — e con l’aiuto di Dio lo saremo nella società umana — che ministri di Dio, il quale Ci ha investito della sua autorità. Le ragioni di Dio sono le ragioni Nostre; è stabilito che ad esse saranno votate tutte le Nostre forze e la vita stessa. Perciò se qualcuno chiederà quale motto sia l’espressione della Nostra volontà, risponderemo che esso sarà sempre uno solo: “Rinnovare tutte le cose in Cristo»".

giovedì 1 marzo 2018

Suprema Sacra Congregazione del Santo Uffizio Decretum contra communismum

www.vatican.va

Vogliamo ricordare ai fedeli cattolici, che il partito comunista oggi si chiama partito Democratico, ed è alleato con Emma Bonino nota abortista quindi è vietato sostenere partiti politici che sono contro il magistero della Chiesa e la dottrina cattolica.


 È stato chiesto a questa Suprema Sacra Congregazione: 



1. se sia lecito iscriversi al partito comunista o sostenerlo; 

2. se sia lecito stampare, divulgare o leggere libri, riviste, giornali o volantini che appoggino la dottrina o l'opera dei comunisti, o scrivere per essi; 

3. se possano essere ammessi ai Sacramenti i cristiani che consapevolmente e liberamente hanno compiuto quanto scritto nei numeri 1 e 2; 

4. se i cristiani che professano la dottrina comunista materialista e anticristiana, e soprattutto coloro che la difendono e la propagano, incorrano ipso facto nella scomunica riservata alla Sede Apostolica, in quanto apostati della fede cattolica. 

Gli Eminentissimi e Reverendissimi Padri preposti alla tutela della fede e della morale, avuto il voto dei Consultori, nella riunione plenaria del 28 giugno 1949 risposero decretando:

1. negativo: infatti il comunismo è materialista e anticristiano; i capi comunisti, sebbene a volte sostengano a parole di non essere contrari alla Religione, di fatto sia nella dottrina sia nelle azioni si dimostrano ostili a Dio, alla vera Religione e alla Chiesa di Cristo; 

2. negativo: è proibito dal diritto stesso (cfr. canone 1399 del Codice di Diritto Canonico); 

3. negativo, secondo i normali principii di negare i Sacramenti a coloro che non siano ben disposti; 

4. affermativo. 

Il giorno 30 dello stesso mese ed anno il Papa Pio XII, nella consueta udienza all'Assessore del Santo Uffizio, ha approvato la decisone dei Padri e ha ordinato di promulgarla nel commentario ufficiale degli Acta Apostolicae Sedis.

(Decretum, 1 luglio 1949 - AAS 41 (1949) 334.)